In margine alla INTERNAZIONALIZZAZIONE delle IMPRESE

LE PAROLE NON FANNO FARINA … Le prospettive del nuovo millennio da affrontare con entusiasmo

Le parole si sono sprecate nei vari convegni che si sono svolti nel corso di vari anni, precisamente dal 1994 ad oggi. Relazioni su temi: come essere manager del 2000, aggregazioni a gruppi per sopravvivere al cambiamento, la sopravvivenza in contesti competitivi sempre più agguerriti, i segreti per attrarre e mantenere i collaboratori, come essere veri leader; questioni impegnative, a cui pochissimi imprenditori si sono sottratti, attratti da promesse fatte dai politici e dal fisco, tutti fiduciosi per una contribuzione più equa e motivata, ammettiamolo: un fisco più umano. Nel 1999, ad un congresso, il direttore generale di una grande azienda prospettava la situazione economica e l’evoluzione dei settori in previsione del nuovo millennio “l’Italia è il paese della comunità europea che cresce meno”. Già allora si riportava all’attenzione temi di attualità: dalla convergenza normativa legata all’euro, all’armonizzazione fiscale, al Millenium Bug …La tendenza in atto in Europa si chiamava “modernizzazione”, occorreva quindi modernizzare e costruire il prodotto ”professione azienda”. Si ribadiva il ruolo delle aziende in prima fila su temi come legislazione, associazionismo e formazione. Parole, parole, parole (come una canzone famosa), ancora oggi si discute di queste cose, appena ci si avvicina ad una soluzione ….. si rinvia, obbiettivo prendere (e perdere) tempo, nel frattempo l’Italia è diventata un carrozzone dove all’interno tutti, ma proprio tutti i nostri politici hanno cercato di andare contro il volere del popolo. In questo contesto trovo sgradevole e ingiusto l’abuso delle parole.

Il 5 luglio scorso, alla Camera dei Deputati, in un convegno dal titolo allettante“internazionalizzazione delle imprese, strategie e opportunità per uscire dalla crisi“ ha richiamato alla sala della Mercede un folto pubblico, incantato da ospiti di prestigio come l’Ambasciatore di Malta, Dott. Carmel Inguanez, che ha aperto le porte del suo paese facendo vedere agli imprenditori italiani come è facile uscire dalla crisi investendo a Malta (addio posti di lavoro). Se l’investitore italiano è invitato in Brasile, non è da meno il Ministro Consigliere dell’ambasciata di Etiopia – Dr..Fesseha Tesfu. Stiamo costruendo la Torre di Babele per una ripresa fittizia, fatta di slogan altosonanti, che ipnotizzano gli addetti ai lavori,  i relatori stupiscono e non lasciano indifferenti, ma non è una bella sensazione quella che ci accompagna all’uscita della Camera dei Deputati: quella di aver ascoltato battute imparate a memoria, parole per farci credere che stiamo ancora pensando con la nostra testa. La strategia per convincere un elettorato che ancora non ha capito la gravità della crisi è prospettare di portare all’estero le aziende, ma con un inquietante silenzio  nessuno dei relatori ha fatto riferimento ai lavoratori. L’ occasione persa in questo oceano internazionale è quella di non saper gestire con cultura tutto il nostro patrimonio lavorativo, ci stiamo facendo sfuggire un tesoro inestimabile, che non passa inosservato agli acquirenti stranieri.

A NOI RIMANGONO LE PAROLE, A LORO LA NOSTRA FARINA.   (Adelfia Franchi)

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