Intervista al Presidente dell’ ATER – Roma

CONSUL PRESS INTERVISTA  il  PRESIDENTE dell’ATER ROMA – On. Bruno Prestagiovanni*

*Bruno Prestagiovanni – nato a Roma il 25 settembre 1957, diploma in chimica industriale, già Sottotenente dei Carabinieri nel periodo di leva, attualmente Presidente ATER -Roma, coniugato e padre di due figli.  Lavorando presso l’Ospedale “GEMELLI”, ha iniziato il suo impegno in politica nell’associazionismo cattolico con il Movimento Cristiano Lavoratori (M.C.L.). Lasciato l’ambiente della DC, nel gennaio 1994 partecipa all’assemblea Costituente di AN; nel novembre 1997 viene eletto Consigliere Comunale a Roma e riconfermato nel 2001 ricopre il ruolo di capogruppo; dal marzo 2003 al maggio del 2005 ricopre la carica di Assessore regionale al Personale, Demanio, Patrimonio ed Informatizzazione; successivamente viene eletto Consigliere Regionale del Lazio e da giugno 2006 a maggio 2010 ha ricoperto la carica di Vice Presidente del Consiglio Regionale del Lazio

> 1 – D.  L’ATER quest’anno registra il proprio X° anniversario: nasce infatti attraverso la trasformazione dell’I.A.C.P. della Provincia di Roma, tramite la legge regionale del 3 settembre 2002 e Lei ne è il Presidente dal marzo del 2011; a suo giudizio, quali sono stati i risultati positivi e quelli negativi sino ad oggi riscontrabili ?  quali sono gli obiettivi da raggiungere ?

R. La normativa necessita di una profonda riforma, che abbia come cardini le peculiarità di un’azienda, moderna ed efficiente. Punto di partenza una vera autonomia gestionale, con una revisione degli attuali parametri che fissano, per legge, i criteri degli affitti e le modalità di cessione degli immobili. Con due precisi obiettivi: tutelare e valorizzare il patrimonio esistente; disporre dei mezzi finanziari per poter costruire nuove abitazioni popolari.

> 2 – D. Un suo parere tecnico sul “Piano Casa” varato dalla Regione Lazio ………..

R. Sostanzialmente una buona legge che potrebbe rilanciare tutto il comparto dell’edilizia e  stimolare, per la sua oggettiva valenza strategica, la crescita dell’economia della nostra Regione. Mi pare necessario , tuttavia, definire meglio il ruolo propulsivo, da sostenere con i necessari investimenti, che può scaturire da un robusto rilancio dell’edilizia popolare, in modo da dare risposte adeguate alle componenti sociali più deboli, a partire dai giovani e dagli anziani.

> 3 – D. Il “Mutuo Sociale” propugnato da CASA POUND può avere, concretamente, una diffusa applicazione ?

R. Può essere uno strumento importante. Lo si può declinare in diverse modi. L’importante è che sia opportunamente finalizzato alla soluzione dell’emergenza casa. In proposito, desidero richiamarlo, nei giorni scorsi – con il convergente impegno della Regione e del nostro ATER- abbiamo consegnato nuove unità abitative  a 95 famiglie. Le abbiamo acquisite dalle ceneri delle vicende che hanno travolto il Consorzio Casa Lazio.  Ed abbiamo attivato mutui venticinquennali, con tassi decisamente sociali. E’ una prima esperienza ed una linea di direzione del nostro impegno.

> 4 – D. Facciamo ora un salto indietro di molti e tanti decenni e torniamo al “Piano Ina-Casa” varato negli anni ‘50 dall’on. FANFANI: ci sono alcuni aspetti validi ancora oggi, riproponibili e/o  migliorabili  ?

R. Il piano Fanfani costituisce una esemplare e solida iniziativa. Dobbiamo recuperarne lo spirito per dare risposte all’emergenza abitativa, che grava in particolare sulle componenti più deboli. Certo adeguando strumenti e moduli abitativi alle esigenze di migliori qualità di vita.

> 5 – D. Nel giugno 2011 il Movimento Sociale – Fiamma Tricolore si era schierato a favore del “cittadino/contribuente” – e contro Equitalia – per la impignorabilità della unica casa, se adibita ad abitazione personale o di nucleo familiare; tale iniziativa è stata ora ripresa dall’on Domenico Scilipoti. Lei cosa propone ?

R.  Stando al di qua della barricata, posso meglio cogliere le situazioni che sovente compromettono gli equilibri delle famiglie e dei pensionati. In questo contesto, avverto che il problema casa ha una sua oggettiva priorità. Credo che ogni iniziativa a sua tutela meriti attenta valutazione ed iniziative adeguate.

> 6 – D. Ora una doppia o duplice domanda: a) Secondo Lei, la reintroduzione dell’Ici, rinominata Imu, anche in base alla attuale situazione economica-finanziaria italiana, è giusta o giustificabile, da rigettare in toto o da modificare e migliorare ?  b) nella attuale situazione, è più opportuno un sistema di tassazione sui redditi di lavoro e d’impresa o sui redditi di proprietà e di capitale ?

R. L’impatto dell’IMU sull’edilizia popolare, così come inizialmente era stato modulato , avrebbe generato conseguenze devastanti. Le parziali modifiche, introdotte con gli emendamenti,  le hanno solo, in parte, attutite. La conseguenza è che il pesante  drenaggio delle risorse   rende impossibile le stesse necessarie attività di manutenzione ordinaria dei nostri complessi abitativi.  Se non si riporta nell’agenda politica il punto relativo all’edilizia sociale, vedo il futuro molto opaco. Sul secondo aspetto credo che per quanto riguarda la tassazione sui redditi da lavoro e su quelli d’impresa siamo ormai ad un livello oggettivamente insopportabile. Se non si corregge la curva, credo che ogni pur timido disegno di crescita della nostra economia sia una pura, quanto inutile, esercitazione retorica.

> 7 – D. per concludere, se vuole, ponga Lei una domanda che avrebbe desiderato le fosse rivolta e ci risponda con la sua abituale schiettezza

 Preferisco inserirle nelle risposte. La prima: l’emergenza sociale. Un suo fattore è strettamente connesso all’emergenza abitativa. Affrontarla, con grande decisione, anche attraverso un vero rilancio dell’edilizia popolare, è condizione per fronteggiarla, ma anche per rimettere in movimento il motore inceppato del nostro sistema produttivo. Infine un sogno: assicurare ai nostri 130.000 utenti  condizioni di vita migliori e più dignitose, coinvolgendoli attivamente, e facendo leva sulla loro responsabilità e partecipazione, per trasformare i nostri siti abitativi in comunità di persone, impegnate e dinamiche. Un modo vero di integrazione e di attiva cittadinanza.

Bene, Grazie per la sua disponibilità e…. “Buon Lavoro”        

                                                                                                                                                                                                                                                      (Intervista realizzata da Giuliano Marchetti)

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Giuliano Marchetti

Direttore Editoriale di Consulpress, Commercialista e Revisore Contabile.

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