#ioStoConAltaRoma

A meno di un mese dalle passerelle romane, arriva una doccia fredda sul mondo della moda capitolino. Le sfilate di AltaRoma di gennaio 2015 non si faranno. Lo ha annunciato, con una nota, la società consortile, nella quale si spiega che tale decisione è stata presa dal CDA stesso convocato per deliberare sulle nomine degli organi statutari e sulla determinazione del contributo consortile per il prossimo anno.

Venerdì 19 dicembre era convocata l’assemblea dei soci (Comune, Provincia, Regione e Camera di Commercio), ma il sindaco Ignazio Marino non ha mandato nessuno a rappresentare la propria quota di Capitale. «In queste condizioni, non siamo in grado di garantire la manifestazione – ha spiegato Adriano Franchi, amministratore delegato di AltaRoma -. Dopo aver ideato e progettato anche l’edizione di quest’anno, siamo costretti a fermarci».  Il Comune ha deciso di non sostenere più l’iniziativa, perché, come ha spiegato il sindaco Marino, «il Campidoglio lascerà le società partecipate che non rientrano nelle attività strategiche proprie del Comune ».

Per Franchi, «Al di là di una perdita generale in termini di risorse , sponsor privati, immagine della città, problemi alle case di moda e accademie che contavano sulla manifestazione , rischio di perdita del progetto d scouting “Who Is On Next?”, perdita di una delle principali opportunità di lavoro per circa 200 professionalità, il rischio reale è quello della dispersione definitiva e irreversibile di un patrimonio di utilità e opportunità che oggi ha acquisito un importante valore rispetto al passato e potrebbe risultare come il più facilmente spendibile per la ricostruzione di un futuro di crescita per il sistema produttivo del territorio. Non mi sfuggono la drammaticità del momento e le criticità che ciascuna Istituzione territoriale è costretta ad affrontare al proprio interno, ma ci tengo a ricordare che AltaRoma è una società partecipata che chiude i suoi bilanci in attivo e investe la gran parte delle sue risorse in progetti a favore dello sviluppo del territorio e della promozione del made in Italy».

«Mi auguro fortemente che grazie all’impegno dei soci – dichiara la Presidente di AltaRoma, Silvia Venturini Fendi – si possa scongiurare questa empasse, perché ho il timore che possa perdersi una occasione utile a riconfermare la fiducia nell’intervento pubblico a sostegno dello sviluppo e ricostruire la speranza in uno dei più importanti settori produttivi su cui il Paese potrà contare per la propria ripresa futura». Un invito «a risolvere in tempi brevissimi l’annosa questione e a non disperdere il patrimonio costruito in tanti anni di lavoro» arriva anche dal presidente della maison Gattinoni Stefano Dominella che ricorda come «le nostre aziende stanno investendo denari ed energie, alla costruzione delle nuove collezioni che dovranno sfilare dal prossimo 30 gennaio e che rappresentano la linfa vitale e il futuro prossimo delle nostre attività. Concordo pienamente con quanto dichiarato da Venturini Fendi – ha concluso Dominella – in riferimento all’importanza che riveste il settore moda per la sua valenza culturale intrinseca e per quell’indotto economico su cui l’Italia potrà contare per la propria ripresa futura». Renato Balestra, uno degli storici protagonisti delle sfilate capitoline, da Miami ha invece fatto subito sapere che lui a gennaio sfilerà ugualmente, montando le passerelle nel suo showroom di via Cola di Rienzo.

La lotta a non far morire le passerelle si è, ora, spostata sul web; stilisti, giovani talenti, addetti ai lavori e non hanno scelto i social e con l’hashtag #iostoconaltaroma si sta chiedendo alle istituzioni capitoline di ripensarci.

 

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