KAZAKISTAN/ Shalabayeva/ ITALY

KAZAKISTAN ed il caso Shalabayeva: una analisi controcorrente

di Filippo ORTENZI *

In questi giorni abbiamo assistito ad una forte polemica politica, con rischio “Crisi di Governo”, a seguito di una espulsione (da parte della Polizia di Stato su richiesta dell’Ambasciata della Repubblica del Kazakistan) della signora Alma Shalabayeva e sua figlia, moglie del noto banchiere e criminale Mukhar Ablayazov ricercato dall’ Interpol e da almeno tre Stati esteri.

Come mai una “procedura” che dovrebbe essere normale, cioè l’espulsione di una cittadina extracomunitaria introdottasi nel nostro Paese con documenti discutibili, moglie per altro di un criminale ricercato nel suo paese non tanto per motivi politici ma per frode, evasione fiscali ed altri reati di diritto comune ha scatenato la reazione dell’intero arco politico, come se polizia e funzionari del ministero degli esteri fossero loro dei criminali al servizio di un dittatore e satrapo straniero ?

Come ben sappiamo le leggi contro l’immigrazione clandestina in Italia sono una farsa, le motovedette al largo di Lampedusa non sono utilizzate per contrastare l’invasione di stranieri (spesso criminali fuggiti per motivii giudiziari dalle loro nazioni) ma per soccorrerli e portarli a Lampedusa, ove viene allestito un ponte aereo non per rispedirli a casa loro (se stranieri si introducono illegalmente dall’Italia in Svizzera la Polizia svizzera li rispedisce in Italia) ma per portarli nel continente, ovviamente a spese nostre, perché col debito che abbiamo possiamo scialare ben 35 €. al giorno oltre vitto e alloggio per tutti i disperati del mondo, come ci chiede di fare il Vaticano (uno dei regimi più duri contro l’immigrazione clandestina del mondo) e il “Sinistrume” vario.

Una volta tanto che le procedure vengono rispettate, si scatena il finimondo. Innanzitutto togliamoci un dubbio il Kazakistan: è un paese democratico-autoritario come la Russia, dove il Presidente viene eletto regolarmente dal popolo con percentuali elevatissime (oltre il 90%) pur in presenza di altri candidati concorrenti. Il suo Partito dell’Unità Nazionale non è l’unico partito rappresentato in Parlamento, tanto che ad esempio vi è anche un Partito Popolare Comunista del Kazakistan, con oltre il 2% dei voti e vari seggi in Parlamento. Dittatura ? No, non dimentichiamo che la popolazione del Kazakistan è formata per il 70% da musulmani  (sunniti della scuola giuridica più moderata, quella  hanafi), per il 25% da cristiani (per la maggioranza ortodossi) e per il 5% di buddisti  e da seguaci del tengrismo (religione atavica dei popoli turco-mongoli che si sta risvegliando come religione etnica contro le contaminazioni islamico-cristiane) e che l’Islam è la religione in maggior espansione  (tanto che negli ultimi anni le moschee sono passate da 63 ad oltre 2.700 ed altre in continuazione).

Cosa deve fare  Nazarbayev per l’Occidente ?  Fare come in Egitto dove la rivoluzione, spacciata per laica e democratica ha portato al potere le frange più fondamentaliste dell’Islam – Fratelli Musulmani e Salafiti – che con l’80% dei voti stavano trasformano l’Egitto in un Califfato Islamico ? No, prudentemente l’illuminato presidente Kazako Nuzarbayev ha ristretto la libertà religiosa impedendo moschee non controllate dallo Stato, preparando Imam formati e pagati dallo Stato, reprimendo anche duramente i gruppi fondamentalisti ed i missionari arabi che (con gruppi islamici salafiti, wahabbiti, fratelli musulmani seguaci del partito Hiz ut-Tahriz) vorrebbero trasformare il Kazakistan in un Emirato Islamico e, per contrappasso, anche gruppi di evangelici incontrollati e missionari provenienti dagli USA.  Al contrario protegge la Chiesa Cristiana Ortodossa, tanto che il Patriarcato di Mosca gli ha riconosciuto ben due onorificenze: l’Ordine del Santo Principe Daniele di Mosca di I^ Classe  “per il lavoro svolto per ristabilire la giustizia storica e per il ritorno delle reliquie della Chiesa Ortodossa” e l’Ordine della Gloria e dell’Onore “per il contributo alla cooperazione interreligiosa e alla promozione della pace e dell’amicizia tra le nazioni”, le organizzazioni islamiche tradizionali (che in vari paesi quali Albania, Kossovo e Bosnia perdono sempre più seguito, scalzati dai missionari wahabbiti, salafiti e dalla Fratellanza Islamica finanziati dall’Arabia Saudita e dai Paesi del Golfo) e la Chiesa Cattolica, che al contrario degli evangelici (congregazioni  nascenti come funghi ed ossequianti agli americani) ha tutele concordatarie con lo stato kazako.  La repressione contro le organizzazioni fondamentaliste islamiche (“errata” secondo i nostri miopi dirigenti occidentali, così come la repressione dello Scià di Persia contro l’estremismo komeinista, che ha trasformato l’ Iran – etimologicamente Terra degli Ariani, in una teocrazia per ritornare dalla modernità all’oscurantismo e al medioevo islamico) dovrebbe essere al contrario apprezzata, considerando come per materie prime il Kazakistan sia in assoluto il paese più ricco del mondo, con cui una Nazione lungimirante (non è il caso dell’Italia) dovrebbe mantenere rapporti cordiali ed economicamente vantaggiosi.

Riguardo il marito della Shalabayeva, spacciato per un dissidente e perseguitato politico, non va dimenticato che lo stesso, discretamente benestante, nel 1998 fu nominato Ministro dell’Energia ed in breve tempo divenne uno degli uomini più ricchi non soltanto del Kazakistan ma del mondo !  Come fu possibile e perché nessuno dei nostri si pose questa domanda ?   Successivamente, lo stesso Mukhar Ablayazov iniziava a scalare i vertici della BTQ Bank e, con disponibilità economiche  di cui si ignorano le origini, cercava di scalzare il presidente Nuzarbayev unificando in un unico fronte tutti gli oppositori (islamisti compresi). Era tollerabile ciò? Non va dimenticato che oltre ai mandati di cattura internazionali da parte delle Repubbliche del Kazakistan e della Russia per frode accertata di oltre 6 miliardi di dollari (mica bruscolini) è stato oggetto di attenzione anche da parte della magistratura inglese che si domandava come faceva a vivere da nababbo in Gran Bretagna senza avere fonti di reddito dichiarate. Alla fine è stato silurato il Capo del Gabinetto del Ministero dell’Interno, il Prefetto Giuseppe Procaccini, ma a mio parere l’obiettivo di tutta questa campagna era Alfano, considerando che mentre si svolgevano tali eventi il Presidente Kazako era in Sardegna, ospite a Villa Certosa dell’ex Premier Silvio Berlusconi. E’ saltato uno straccio e la maggioranza è rimasta solida; bene, non mi meraviglierei però se alle prossime elezioni il povero agnello sacrificale, il suddetto Giuseppe Procaccini,  ce lo ritroveremo parlamentare nelle fila del PDL (se ancora esisterà) o della rediviva Forza Italia.

*Esperto in religioni islamiche

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