giovedì, 19 Settembre 2019
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L’ €uro Franco-Tedesco

COMUNICATO STAMPA del 19/05/2014 : “L’Italia facile preda dell’Euro franco-tedesco”

È ormai chiaro a tutti che l’Euro ha fallito sia come moneta che come sistema d’integrazione tra i popoli. L’Euro doveva essere il traghetto verso una vita migliore, un benessere sociale ed economico che avrebbe dato ai cittadini del continente prosperità ed una
straordinaria forza rappresentativa sui tavoli internazionali. Ma così non è stato.
L’Euro è diventato invece il simbolo della crisi economica legato ad interessi di ‘quartiere’, una moneta criminale (nel senso che è stato il mezzo con cui pochi si sono arricchito e molti si sono impoveriti) in mano alle banche private (basta vedere chi sono i proprietari della Banca Centrale Europea). Dall’introduzione della moneta unica l’Italia non ha fatto altro che perdere di competitività sui mercati internazionali.
I motivi sono molteplici (come regolamenti e direttive assurde che hanno impedito alle nostre imprese di svilupparsi ed in certi casi addirittura di continuare ad esistere, basta vedere la Bolkestein), ma uno su tutti la perdita della possibilità di attuare politiche di svalutazione della moneta, che fino agli anni ’90 era la linfa vitale del nostro sistema economico. Prodi e compagnia bella, ingolositi dalla promessa di diventare una sorta di superpotenza mondiale, all’interno della quale non sarebbero più esistite rivalità dalle promesse economiche tra gli stati membri, non si resero conto che aderire all’Euro era come autoeliminarsi dal mercato internazionale. Si perché la moneta unica era stata studiata sul sistema politico economico-industriale tedesco e in parte quello francese.  Una volta entrata nell’Unione Europea l’Italia diventò facile preda proprio degli stati che avrebbero dovuto renderla più forte.
Non potevamo più fare politiche di svalutazione della moneta per vendere i nostri prodotti, la nostra industria (a parte quella Lombarda) non era in grado di competere con quella francese e tedesca, e cosa più assurda il nostro mercato interno era invaso di prodotti tedeschi e francesi. Ma non solo, Francia e Germania, negli anni hanno sempre boicottato ogni possibilità di un’ulteriore integrazione che li avrebbe sfavoriti, basta vedere che fine hanno fatto la Costituzione Europea e l’Esercito Unico Europeo.   A  loro interessava e interessa mantenere lo stato attuale delle cose in cui loro vincono e noi perdiamo.
È per questo motivo che bisogna dire basta a questo Euro e a questa Europa. La Lega Nord è il partito più europeista d’Italia a patto che vengano riscritte le regole, altrimenti meglio uscire e farsi gli affari propri come fa il Regno Unito.

MANUEL VESCOVI –  Candidato della Lega Nord al Parlamento Europeo (Circoscrizione Centro)

Ufficio Comunicazione e Media
Uff: 055-362271 > e-mail: media.legatoscana@leganord.info

Elezioni Parlamento Europeo, euro

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