La “GRANDE RINUNCIA”

A pochi giorni dall’avvio del Conclave, RAIDO ha organizzato la conferenza “La Grande Rinuncia”, chiamando a discutere della rinuncia di Benedetto XVI al magistero petrino, due relatori di prim’ordine: Mario Polia, docente e antropologo, e Pietrangelo Buttafuoco, giornalista e scrittore. Affollata la sede, costringendo molte persone in piedi, per un tema sicuramente importante per decifrare e capire i tempi in cui viviamo.

Prende la parola per primo Mario Polia che, in esordio, fornisce subito la chiave interpretativa del suo intervento. Avverte infatti Polia che le sue considerazioni e valutazioni saranno quelle di un uomo di fede, di una fede solida e profondamente radicata nella tradizione apostolica.
Proprio riallacciandosi a Giovanni, Polia accenna alla bestia dell’Apocalisse come metafora immanente delle forze del male sempre in agguato, sulla quale i cristiani debbono vigilare e che devono contrastare con ogni mezzo consapevoli dell’asprezza della lotta ma confortati dalle parole del Cristo che, per bocca di Luca, dice: NON PREVALEBUNT.
Questa chiave escatologica è la cerniera che, dice Polia, ci collega a Benedetto XVI, papa per sempre, papa non emerito, papa che continuerà ad operare per il bene della sua ecclesia nella totale e incondizionata fedeltà e obbedienza al suo successore e soprattutto nella preghiera.
Benedetto infatti ha rinunciato al governo della Chiesa ma continuerà sino alla fine a riversare sui fedeli il munus orandi ed il munus docendi ricevuti da Cristo nel momento stesso che divenne papa.
E’ prematuro oggi  – prosegue Polia – fare previsioni sul futuro della chiesa; certo la situazione è di grande difficoltà, ma alcune luci schiariscono il buio. E Polia cita la profonda dottrina teologica di Benedetto che sicuramente nutrirà il nuovo pontefice, la forza della sua preghiera ad irrobustimento della chiesa e i frutti che daranno le pianticelle seminate durante il suo pontificato. Di nuovo declamando NON PREVALEBUNT, Polia conclude il suo intervento sottolineato dai calorosissimi applausi di una sala affollatissima.

8540637901_b40a6a042e_zE’ poi il turno di Pietrangelo Buttafuoco. La sua analisi, da giornalista, prende le mosse da quanto è stato riportato dalla grande stampa italiana e straniera. E non può fare a meno di osservare come proprio coloro che durante il pontificato di Benedetto furono i suoi più accaniti oppositori e detrattori, oggi salgono sul pulpito della critica laicista per accusare il papa di debolezza o peggio di codardia. A tutto ciò si aggiunge la solita spiccata propensione di noi italiani per delle dietrologie tanto fantasiose quanto inconsistenti. L’analisi di Buttafuoco è essenziale ma convincente: la profonda crisi in cui si trova la chiesa richiede che un pontefice “vigoroso” prenda il timone della barca di Pietro e la conduca con mano ferma attraverso le onde, le insidie, le secche e gli scogli di un mare tempestoso. Un papa ‘ghibellino’.

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E Buttafuoco da un nome a quei pericoli e a quegli ostacoli: gli scandali sessuali e finanziari, lo stravolgimento della dottrina provocato dal Concilio Vaticano II, le liturgie
“chitarristiche” di tante Messe in cui c’è posto per tutto tranne che per la spiritualità, l’atteggiamento di tanti sacerdoti di poca fede e per finire la colpevole tolleranza che le gerarchie ecclesiastiche mostrano di fronte ad attacchi forsennati di preti blasfemi, bestemmiatori ed eretici come Vito Mancuso che dichiara: “se anche fosse dimostrato che Cristo non è risorto io continuerei ad essere cristiano”. Facendo finta così di non sapere che il cristianesimo ha senso solo in virtù della resurrezione. O come don Gallo che si auspica un prossimo papa dichiaratamente ‘gay’.
Come si vede i problemi sono tanti e i nemici della chiesa sono numerosi, ma dalla rinuncia di papa Benedetto può forse nascere una riscossa della chiesa se si sapranno riscoprire i tesori della sua millenaria tradizione: ‘tradizione’ con laTminuscola perchè, come ci ricorda Buttafuoco, la ‘Tradizione’, con la Tmaiuscola è una, e molteplici le vie per accedervi. Forti applausi salutano la conclusione di Buttafuoco e la passione con cui ha sviluppato le sue riflessioni finali.
A conclusione della serata, tra contraddizioni e modernità, la vicenda delle dimissioni papali assume molteplici significati, utili a comprendere il significato dei tempi ultimi, in cui viviamo. Consci di aver avuto l’occasione, grazie alla conferenza, di cogliere un’occasione – fin’ora unica – per analizzare una situazione senza precedenti nella storia moderna.
Il prossimo appuntamento è per sabato 16 marzo con la conferenza “Arrivederci Guerriero!”, a un anno dalla scomparsa di Gaetano Alì, ed in cui verrà presentato il suo libro “Indirizzi per l’Azione Tradizionale“, edito da RAIDO.

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