La Ristrutturazione dei debiti aziendali

“LA RISTRUTTURAZIONE DEL DEBITO AZIENDALE”

a cura di R. Bonsi – Direttore Generale EC.LA.SYSTEMA

 

L’attuale scenario economico comporta la necessità, per le PMI in crisi, di modificare il loro approccio di dialogo verso gli istituti di credito, i quali, dovendo analizzare un sempre maggior numero di richieste di aziende in difficoltà, sono sempre più sensibili al processo di valutazione dei piani proposti ed alla loro sostenibilità nel lungo periodo.

A tal fine, EC.LA.SYSTEMA mette a disposizione un team di consulenti specializzati in attività di ristrutturazione del debito (advisor team), i quali supportano aziende e creditori nella definizione e implementazione della migliore strategia di uscita dalla crisi.

L’esperienza sviluppata in questi anni ha dimostrato quanto il successo delle operazioni di ristrutturazione del debito sia legato principalmente a due fattori:

  • La disponibilità degli istituti di credito a supportare le aziende in crisi;
  • La capacità delle aziende di gestire un processo complesso che coinvolge molti attori (azionisti, management, banche, confidi, fornitori, clienti, dipendenti, ecc.)

La capacità di gestire progetti complessi e la copertura di tutte le competenze necessarie a maggior garanzia di successo delle operazioni di ristrutturazione sono le caratteristiche che hanno guidato la creazione del team EC.LA.SYSTEMA dedicato a queste attività.

Tra i principali fattori critici di successo nell’attività di ristrutturazione del debito vi sono:

  • L’individuazione delle reali cause ingeneranti la tensione finanziaria;
  • La definizione dei piani realizzabili basati sulla sostenibilità del business e sulle capacità di rimborso del debito;
  • La capacità di lavorare in stretta collaborazione con istituti finanziari e confidi;
  • La velocità di implementazione in realtà in difficoltà e, quindi, spesso disorientate.

Gli ambiti di intervento sono tutti quelli legati ad operazione di ristrutturazione normalmente guidate da necessità di nuova finanza per la loro attuazione con o senza possibilità di accesso a garanzie.

Al fine di garantire la corretta definizione della strategia di uscita dalla crisi, il servizio di ristrutturazione del debito offerto da EC.LA.SYSTEMA si compone di un’offerta modulare, strutturata in quattro fasi:

  1. Check up di ristrutturazione del debito: si tratta di un intervento guidato da un esperto di ristrutturazione del debito per valutare lo stato di crisi dell’azienda (congiunturale o strutturale) e definire le linee guida di uscita dalla crisi stessa.
  2. Preparazione di un rating aziendale secondo i parametri di Basilea 2: si tratta di intervento effettuato da un soggetto esperto ed abilitato volto a determinare lo stato finanziario dell’azienda ed il suo attuale rischio del credito.
  3. Preparazione del piano di ristrutturazione del debito: si tratta di un intervento strutturato con un team di lavoro dedicato all’analisi e valutazione di dettaglio della situazione di crisi dell’azienda ed alla definizione delle modalità di uscita della crisi; consiste nella valutazione economico-patrimoniale e finanziaria (posizione debitoria, coerenza dei flussi di cassa, ecc.) e nella definizione oggettiva del piano di risanamento guidato da logiche di sostenibilità; il piano viene redatto in un formato consono alle necessità di informazioni richieste dai creditori.
  4. Condivisione del piano di ristrutturazione con i creditori: si tratta di un piano di ristrutturazione che viene condiviso con gli istituti finanziari, eventualmente modificato e rielaborato per recepire richieste e miglioramenti, al fine di trovare una posizione condivisa da tutti gli istituti coinvolti.

L’impresa in crisi economica e finanziaria ha a disposizione uno strumento ancora poco utilizzato a livello di PMI ma di notevole portata per congelare la situazione finanziaria e dare avvio ad un piano di ristrutturazione e rilancio: si tratta di attuare la procedura normata dall’art. 67 comma 3 lettera d della Legge Fallimentare.

Non si tratta di una procedura fallimentare come erroneamente si può supporre, bensì si tratta di un accordo stragiudiziale tra l’impresa ed i suoi maggiori creditori (cioé di solito le banche).

L’accordo prevede che le banche sospendano qualsiasi azione legale nei confronti dell’azienda in crisi finanziaria per un periodo di tempo concordato (solitamente 12 – 18 mesi) ed inoltre le vengono incontro accordando tassi di interesse più bassi ed allungando la struttura finanziaria del debito, ad esempio trasformando parte dell’esposizione debitoria dell’impresa da breve a medio termine.

Ovviamente, l’impresa deve impegnarsi ad attuare un piano di risanamento e di rilancio molto preciso, formalizzato e firmato da parte dell’azienda.

A tutela delle banche viene, a volte, inserito in azienda un professionista e/o un manager che garantisce che l’azienda ponga veramente in atto il piano che ha presentato e vincola l’agire dell’imprenditore al rispetto del piano.

Se al termine del periodo previsto per attuare il piano di risanamento ex art. 67 della Legge Fallimentare non si sono raggiunti gli obiettivi minimi prefissati, allora le banche hanno mano libera nel ricorrere, se vogliono, alle tutele a cui avevano provvisoriamente rinunciato.

Se il piano economico ha previsto obiettivi concreti e raggiungibili ed azioni coerenti e mirate, allora sia l’azienda che le banche ottengono quello che vogliono: un’azienda risanata e un buon credito.

Senza entrare in dettagli legali, vediamo in sintesi gli elementi chiave di questo processo.

Si tratta innanzi tutto di un piano strategico, che definisce cosa l’azienda sa fare meglio ed in cosa é competitiva rispetto a tutte le altre aziende che fanno cose simili.

Quindi ridisegna la struttura dell’azienda e la sua organizzazione in modo che ci si focalizzi solo su quei pochi prodotti o servizi che possono creare del valore aggiunto.

Su questa base si costruisce un percorso di cose molto concrete da fare mese dopo mese., al quale segue un piano economico e finanziario che illustra come l’azienda nel periodo stabilito dal piano sarà in grado di funzionare e, passo dopo passo, sarà in grado di uscire dallo stato di crisi.

Il piano economico deve essere preparato dall’imprenditore, il quale dovrà avvalersi di un advisor team che sia esperto nella creazione di piani economici e finanziari.

Con il supporto dell’advisor team si può ottenere una rinegoziazione ed una ristrutturazione dell’indebitamento finanziario sufficiente ad operare con serenità per tutto il periodo previsto dal piano.

Il ruolo dell’advisor team è fondamentale, in quanto se l’azienda redige un piano con i suoi consulenti abituali, diventa poco credibile per gli istituti finanziari coinvolti, con conseguente drastica diminuzione della chance di ottenere una rinegoziazione del debito finanziario.

Il ricorso agli strumenti definiti nella nuova Legge Fallimentare funziona pienamente nella situazione in cui i debiti dell’azienda nei confronti degli istituti finanziari è superiore alle garanzie reali fornite dall’azienda stessa.

Infatti, se l’azienda in crisi ha un debito finanziario al quale la banca può far fronte escutendo delle garanzie reali, tramite le quali rientra del suo capitale senza problemi, allora la banca sarà ovviamente più restia ad entrare in una procedura del genere.

Se invece la banca ha come alternativa escutere garanzie dalle quali non rientra completamente della sua esposizione e tramite il piano vede invece la prospettiva di non perdere soldi, allora sarà ben più disponibile ad accettarlo.

Al termine del periodo concordato l’azienda che ha operato seguendo i passi prestabiliti dovrebbe essere capace di gestire la propria continuità, per cui chiude l’accordo con le banche e torna ad operare in piena autonomia.

Per eventuali contatti  > ECLAGROUP – corso Siccardi 15bis -10122 Torino
tel. 011/4407611 – Fax 011/4546166  >  e-mail: info@eclasystema.com

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