Lo “Spazio con/ diviso”

IMMIGRAZIONE E TERRITORIO:

LO SPAZIO CON/ DIVISO

di ADELFIA FRANCHI

Succede che culture diverse fra loro uniscono le proprie energie …….

Energie, passioni e professionalità unite, nonché il carisma dei relatori per un convegno scaturito dalla prossima uscita del libro ”IMMIGRAZIONE E TERRITORIO – LO SPAZIO CON/DIVISO” di FLAVIA CRISTALDI, Presidente del Corso di Laurea in Scienze Geografiche per l’Ambiente e la Salute, presso l’Università “La Sapienza” in Roma, ove insegna Geografia delle Migrazioni.

Hanno preso parte al dibattito FRANCO NARDUCCI e  JEAN LEONARD TOUDI – entrambi della Commissione Esteri della Camera, ROBERTO NATALE – Presidente Federaz. Nazionale Stampa Italiana, JOSE’ ANGEL OROPEZA – Org. Internaz. Migrazioni, Direttore per il Mediterraneo, LILIANA OCMIN ALVAREZ – Segret. CISL (con delega a Donne, Giovani ed immigrati), CARLO BRUSA – Università del Piemonte Orientale, ANDREA RICCARDI – Ministro per la Cooperazione Internazionale, che tramite il suo portavoce ha aperto il dibattito nell’austera sala delle Colonne del Parlamento, tutti uniti per assistere alla stessa storia e condividere un unico sentimento verso lo stesso “PROBLEMA”, mostrare al mondo qualcosa che si vuole tenere nascosto: l’IMMIGRAZIONE.

La combinazione vincente: politica-cultura-informazione, tutto ”assemblato” e diretto da GIANNI LATTANZIO di Ass. Dialoghi che, con parole non proprio tenere, ha illustrato il panorama inquinato dalla paura per il “diverso”, lasciando la parola ai relatori per dare uno sguardo al cambiamento geografico, culturale e politico delle nostre città. Voci da tutto il mondo per comprendere noi stessi e il tempo che viviamo insieme agli altri. Altri che consideriamo diversi, dimenticando che anche noi abbiamo avuto lo stesso destino, percorso migliaia di km per essere accolti o scacciati da altri paesi del mondo, costruito in America, nei paesi dell’America Latina, in Svizzera, Belgio, Germania. Con il nostro passaggio è cambiata l’architettura di molte città. Ora tutto questo avviene nel nostro Paese…

Flavia Cristaldi, con il suo libro, fa riflettere su tutto quello che riguarda la libera circolazione, Europa, Geografia, sul tessuto sociale e culturale, la forma delle città, il linguaggio che si modifica con la convivenza, il tutto presuppone Armonia nelle Relazioni .  Ci sono modifiche storiche, mutamenti sociali, territori difficili da governare, spazi condivisi. L’on. Narducci parla di Immigrazione ma anche di Emigrazione, che – dice – ”dovrebbe essere in Agenda di tutte le Istituzioni” per ricercare soluzioni. Ha ricordato che i profili dei luoghi comuni sugli immigrati sono attuali, basta ripensare al percorso degli italiani nel IXX secolo; 40.000 persone sono partite per la Baviera, la nascita di Little-Italy negli Stati Uniti e, in casa nostra nel Nord Italia, basta ricordare Torino, città di Persone costruita dal fenomeno ”Meridione al Nord”….. Per le città dell’Europa del nord fu reclutata manodopera per il lavoro a basso costo; nei sobborghi delle grandi capitali, persone – con sacrificio – svolgevano lavori che, in quei paesi, nessuno più voleva svolgere o non esistevano tali figure. Nel rapporto con il territorio, ricorda l’on. Narducci, venivano date a uomini e donne deleghe che facevano fatica ad eseguire, parlavano con i docenti, ma erano I loro figli a tradurre per loro. Quando la Germania ha riconosciuto di essere un paese di immigrazione, tutto è iniziato a cambiare: il processo di qualità abitativa, scuola, quartieri, assunzione di responsabilità. Di questo si tratta: bisogna assumersi le responsabilità, per noi stessi, Cittadini di questo paese, per i futuri Cittadini Italiani: l’acquisizione della cittadinanza, quella che noi in passato abbiamo chiesto agli altri paesi. Va facilitato questo percorso, non solo per le emergenze ma, con il rispetto dovuto alle nostre norme e della Costituzione. I dati dell’ONU dicono che non si può ritardare; nel 2030 serviranno due milioni di posti di lavoro dovuti alla mobilità immigratoria, che non deve essere un ostacolo, ma una opportunità. L’aumento della mobilità sarà dato dalla carenza di acqua, già considerato “oro bianco”.

L’on. Toudi, con la sua esperienza di immigrato (giunto in Italia nel 1978, aveva 19 anni), oggi a 53 anni dice ”ci sono dati quantitativi e qualitativi nascosti, una rimozione collettiva, l’essenza stessa degli Italiani, la presenza di masse importanti, ci mette di fronte a dati che tendono a rimuovere etnie e culture diverse. Non solo la mancanza dei diritti umani, ma isolamento, mancanza di amicizie, carenza di alloggi”. Continua con un esempio sottile ”il fenomeno dell’immigrazione è: l’attrazione dei modelli del mondo occidentale, una proiezione di luce sulle pareti, che fa venire voglia di uscire dalle caverne. Siamo noi che proiettiamo luce nelle caverne esibendo oggetti luccicanti, l’attrazione diventa fatale. Dopo 35 anni, io stesso non sono riconosciuto Italiano, sono un immigrato, bisogna iniziare a fare un analisi del linguaggio, delle parole malate, un linguaggio della paura, inquinato e contaminato. Conclude con le parole che gli Italiani gli dicono spesso ”FINO A IERI ERAVAMO NOI, DATECI IL TEMPO DI ASSIMILARE LA VOSTRA PRESENZA”.

Roberto Natale, Presidente della F.N.S.I., recita il mea culpa sull’informazione asserendo che si dà sempre la priorità ai problemi e non di come le comunità si spostano, creano società di acquisti per le loro case; i giovani di seconda generazione studiano con profitti altissimi.

Con la CARTA DI ROMA si ritiene di ottenere una migliore politica e comprensione da parte degli organi della stampa per tutti quelli che hanno il desideri di una vita migliore che non hanno mai avuto. Ci saranno azioni sanzionatorie per tutti coloro che useranno un linguaggio diffamatorio e poco rispettoso verso soggetti deboli. Il punto di vista del sindacato è stato dato da Liliana Ocmin, che si occupa di donne e giovani, che hanno ancora oggi difficoltà a studiare. Non si può improvvisare l’integrazione che avviene sul territorio. Pensare alla pari, riconoscere la nostra incapacità a di essere competitive. Parla di lavoro reale, ambientale, grandi crisi di principi di integrità morale, di sanatorie e ipocrisia sul decreto flussi, sfruttamento, assenteismo di politiche di sostegno. Tutti concordi nell’asserire che l’immigrazione deve consentire un’opportunità di scambi culturali e di giustizia sociale, il tutto condito di verità.

L’Ambasciatore del  Marocco, nel suo intervento, ha dipinto ritratti di uomini e donne che si sono spostati nel nostro paese. Ha ricordato la primavera Araba, dove le donne sono state protagoniste. Un mondo sorprendente quello delle donne arabe, se guardato fuori dagli stereotipi che ingabbiano il mondo occidentale.

A Flavia, un ringraziamento per aver scritto un libro con cui offre a molti addetti ai lavori (e non solo) informazioni e strumenti di conoscenza, un lavoro sorprendente. LA CONCLUSIONE, SENZA FARE DEMAGOGIA, PORTA AD UNA PREDISPOSIZIONE ALL’ATTENZIONE VERSO CIO’ CHE CI CIRCONDA: LA CULTURA PASSA ATTRAVERSO L’ATTENZIONE VERSO GLI ALTRI ESSERI UMANI, UN APPROCCIO ALLE TRADIZIONI, AL CIBO, ALLA CULTURA DEL SAPERE, TRAMPOLINO DI LANCIO PER UN’INTEGRAZIONE FACILITATA DALLA CONOSCENZA, CONDIVISIONE DI SPAZI E NON RECINTI COSTRUITI DALLA PAURA.

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