Meloni a Bruxelles: come è andata

Si è tenuta lo scorso giovedì 3 novembre la prima tappa internazionale della neo premier, la quale scelse la “capitale europea” proprio per dare un segnale forte e sgomberare il campo da ogni dubbio circa la fedeltà italiana al contesto europeo. Una fedeltà rivendicata dal premier nelle sue dichiarazioni ufficiali, arrivate in serata, prima della cena di lavoro e di presentazione col presidente del Consiglio Charles Michel.

È stata una scelta si potrebbe dire di “rassicurazione” quella compiuta da Meloni, per lanciare un messaggio chiaro e univoco in merito posizione dell’Italia in politica estera e europea in particolare. Nessun disallineamento, nessun impulso “eccessivamente sovranista” o meglio “nessun atteggiamento euroscettico”. L’obbiettivo, come dichiarato spesso dalla leader di fdi e dell’esecutivo italiano, è quella di un’ Europa “gigante politico e nano burocratico”.

Dichiarazione fatta alla stampa

«Ho voluto organizzare qui a Bruxelles la prima visita istituzionale del Governo per dare il segnale di un’Italia che vuole partecipare, collaborare e difendere l’interesse nazionale dentro alla dimensione europea».

È stata evidentemente anche una importante occasione per rimarcare la posizione di Roma sui grandi dossier che incombono sul Vecchio Continente. Mai l’Europa si è trovata a fronteggiare una fase storica così delicata, con un concatenarsi di eventi che l’hanno portata in una spirale recessiva e sociale complessa. In un’ epoca dove in tanti Paesi emergono a livello politico i partiti populisti-nazionalisti-sovranista anche l’Italia, come d’altronde pronosticava ogni sondaggio da tempo, si è andata in questa direzione. C’era un misto di attesa e curiosità da parte di media internazionali e delle istituzioni europee, per colei che in politica e sulla carta stampata estera si vede comunque attaccata l’etichetta ingombrante della “donna a capo di un partito post fascista”, nonché “prima donna premier in Italia”, nonché “capo del governo più a destra della storia repubblicana”.

È proprio qui Meloni ha voluto smontare una narrativa tendenziosa è piena di pregiudizi a suo parere: «non siamo marziani, qui per smontare una narrativa contro di me».

Vari incontri bilaterali 

Il timing ha visto l’arrivo nella capitale belga nella mattinata, dopo il quale c’è stato l’incontro a pranzo con il commissario Ue agli Affari economici Paolo Gentiloni. 
È seguito, quindi, il faccia a faccia più atteso, quello con la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. Curiosità: la riunione tra le due è avvenuta con circa mezz’ora di ritardo sulla tabella di marcia causa contrattempo per la presidente della Commisione Ue. Allora la leader dell’esecutivo italiano si è vista costretta ad attendere trenta minuti in più da Roberta Metsola, la presidente dell’Europarlamento. Un caffè e un video da condividere sui suoi seguitissimi canali social, per ingannare l’attesa in una sorta di anticamera “a distanza”. Dopo il vis a vis, da ambo le parti ritenuto  “molto proficuo”, c’è stata la foto di rito, da inserire negli annali fotografici della politica italiana. Il premier italiano si è concesso come detto qualche  qualche istante in favore dei cronisti per esprimere quanto riportato sopra e in generale la sua soddisfazione per l’andamento delle interlocuzioni: «ho trovato orecchie disponibili all’ascolto». E ancora, la posizione italiana sul tema immigrazione che cambia: «la priorità è la difesa dei confini esterni». Presentate poi alle autorità dell’Unione le indicazioni e gli obiettivi del Governo italiano, su tutte le questioni dirimenti del nostro tempo, dal costo dell’energia, alle misure da adottare su scala europea per abbattere i livelli di inflazione, con l’assoluta necessità, rimarcata da Meloni, di avere un tetto al prezzo del gas, per arrivare alle azioni a sostegno dell’Ucraina nel conflitto militare, all’attuazione e distribuzione dei fondi del Pnrr. É stata poi anche oggetto di discussione la  legge di bilancio 2023 che Roma si trova a dover preparare in tempi molto ristretti. Anche qui si registra un’apertura di Bruxelles a una manovra che sfori leggermente i parametri purché in grado di offrire un sostegno alle tante persone che versano in uno stato di emergenza, in forte aumento in Italia.

La visita in Belgio si è conclusa, infine, con la cena con Micheldurata oltre un’ora. Anche da questo faccia a faccia è emerso, riportano le fonti, un dibattito franco con spirito di collaborazione e di visione comune nell’affrontare le sfide delle prossime settimane. Il capo dell’esecutivo è subito subito ripartito per Roma nella tarda serata, per poter presenziale alla celebrazione del 4 novembre

Una giornata storica per l’Italia, che poi consiste anche nella prima rito ufficiale proprio sotto il governo di Meloni, in cui ricorre la festa dell’unità nazionale e delle forze armate. A presenziare sotto una pioggia battente ci furono, oltre allo stesso presidente del Consiglio ovviamente, il capo dello Stato (che è in Italia il capo delle forze armate nonché l’unico che può dichiarare guerra a uno Stato straniero), il ministro della Difesa Guido Crosetto e il neo presidente del Senato Ignazio La russa. Hanno partecipato poi all’omaggio anche il presidente della Camera LorenzoFontana e le più alte autorità militari Come formalità e tradizione richiedono, il presidente della Repubblica Mattarella ha deposto un corona di alloro sulla tomba del milite ignoto.

 

                                                                                                                                                           Giulio Catalucci

foto @skytf24 @formiche.net

Charles Michel, Commissione ue, Meloni, Roberta Metsola, Ursula von der Leyen

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