Moda – India e Italia a confronto

 
Si è tenuto il 22 febbraio, l’incontro organizzato dall’Ambasciata d’Italia in India e dalla Camera Nazionale, sul futuro della moda nei due paesi.Italy and India in the future of fashion è stato trasmesso sulla pagina Facebook dell’Ambasciata ed ha visto il coinvolgimento anche dell’Hindustan Times Brunch, prima rivista di lifestyle indiana, Ice, Assocalzaturifici e PwC.
“Quello di oggi è il primo dialogo culturale tra due tradizioni incredibili di stile e moda nel mondo, stiamo vivendo un momento di grandi cambiamenti, la moda si sta adattando al cosiddetto new normal e in questa nuova fase di sperimentazione India e Italia possono unirsi, condividere esperienze su come costruire un nuovo ecosistema sostenibile nel mondo della moda e nella contaminazione tra culture, nella condivisione di conoscenze e competenze artigianali, possono far nascere le migliori idee”, ha esordito l’ambasciatore Vincenzo De Luca aprendo la discussione.

Il mercato dell’abbigliamento indiano è in rapida e costante crescita e si stima che nei prossimi cinque anni avrà un tasso di sviluppo del 14% all’anno per un valore complessivo di 93 miliardi di dollari, superando in attrattività quelli di Cina e Stati uniti. E anche per questi dati, per l’Italia è importante affacciarsi sempre più convintamente nel settore della moda del Paese, che offre opportunità di dialogo, di export e di nuove collaborazioni anche sul fronte della sostenibilità. 

L’evento è stato aperto dalla presentazione di uno studio curato da Ice in collaborazione con PwC, che ha analizzato le caratteristiche del mercato indiano e le opportunità di crescita per le nostre aziende. Hanno fatto seguito un focus sul segmento del lusso in India, uno sulle calzature e uno sul futuro della distribuzione in un mercato in costante crescita. 

Secondo Carlo Capasa, presidente della Camera Nazionale Moda Italiana, il mercato della moda in India “è uno dei mercati più importanti del mondo ed è cruciale comprendere la posizione della moda italiana in India e riflettere su come potenziare questa presenza” “Abbiamo già un grande seguito con alcuni dei principali marchi italiani”, ha detto Amar Nagaram, Ad della Myntra. “Siamo entusiasti all’idea di ampliare la nostra offerta per offrire agli indiani il meglio del made in Italy”

Tra i motori della crescita dei consumi si annoverano: l’aumento della popolazione femminile che lavora, con un incremento della disponibilità di spesa, la diffusione della moda occidentale, una diffusa conoscenza dei brand e nuovi brand locali con innovazioni di design uniche e l’e-commerce.

Per quanto riguarda l’abbigliamento maschile, che nel 2019 aveva la fetta maggiore della spesa, con 26 miliardi di dollari e che punta a 34 miliardi nel 2025, secondo i dati, il settore contribuisce al 60% del mercato online di brand e moda proveniente da Occidente.

Bisogna tenere un focus anche sulla crescita della cosiddetta fast-fashion e l’attenzione alla sostenibilità. Per quanto riguarda, invece, gli spunti per un piano d’azione per lo sbarco sul mercato indiano Pwc suggerisce l’investimento su piattaforme di e-commerce, il modello del franchising, lo sviluppo di partnership e joint venture con operatori locali e store gestiti direttamente per i marchi con maggiori risorse e già noti nel mercato locale.

L’incontro, moderato dalla giornalista di moda Sujata Assumal, fondatrice di Harper’s Bazar India, ha visto dialogare alcuni dei principali protagonisti della distribuzione indiana, come Darshan Mehta, per la Reliance, e Amar Nagaram, per la piattaforma di e-commerce Myntra, e imprenditori italiani di spicco, come Renzo Rosso (Otb e Diesel), Riccardo Sciutto (Sergio Rossi), Salina Ferretti (Falc), Stefano Canali(Canali).

 

India, Italia, moda

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