….. “NON SOLO EDITORIA” ….. la “Libreria Dante” nel quartiere Prati, a Roma

 ……nel Quartiere Prati, in Roma,  anche il ricordo di una   “Libreria scomparsa”

Un articolo recuperato da un baule delle memorie,  pubblicato sul N°. 56 (Giovedì 20 Marzo 2008) del Quotidiano L’OPINIONE – diretto da Arturo  Diaconale

Dopo i due interventi di MARTA SAVIANE, pubblicati sulla pagina L’OPINIONE CULTURA del martedì, per la serie “NON SOLO LIBRERIE” con cui veniva avviato un viaggio tra le diverse librerie che popolano la Capitale, vorrei inserirmi in questa scia con un mio “nostalgico ricordo” per una  libreria che non c’e più ….. 
Mi riferisco alla “Libreria Dante”, a quel tempo nel quartiere Prati e precisamente in via Ennio Quirino Visconti, accanto alla Media e Liceo Dante, gestita inizialmente da mia Madre che la rilevò nell’estate del 1956 dalla concessionaria in Roma della Editrice “Fratelli Fabbri”.

Mi ricordo, allora, io dovevo iniziare il 2° I.T.C. al “Duca degli Abruzzi” e in quell’anno andai a scuola almeno con 20 giorni di ritardo – così come in tutti gli anni successivi, sino agli esami di diploma – perché necessariamente mi dedicavo ogni anno in quella che, nel gergo dell’ambiente librario, si chiamava la “campagna scolastica”.

La scuola, a quel tempo, iniziava rigorosamente il 1° ottobre, con lo squillo della 1^ campanella e le giornate di lavoro, per noi dietro il bancone, erano decisamente “dure” (12 ore consecutive di lavoro, interrotte solo dalla pausa pranzo e poi, dopo la chiusura del negozio alle 20, almeno altre 2 -3 ore per la sistemazione dei libri arrivati e la preparazione delle nuove ordinazioni)…., ma erano giornate molto piacevoli  e piene di allegra “caciara” .

Mi ricordo poi, anche quando finita io la scuola ed iniziato a lavorare, mi piaceva sempre – quando potevo – trascorrere qualche ora in “Libreria”.  Era simpatico assistere sulla porta alla uscita festosa dei ragazzini e ragazzine della Media, dei ragazzi e ragazze (anche molto carine) del Liceo …..  ed anche, a volte, assistere con preoccupazione (e con una personale tensione emotiva) a qualche scontro tra i “rossi” e i “neri” – tra i “compagni” che affluivano dal vicino Liceo Mamiani ed i “camerati” del Nucleo Giovanile della sezione “Prati” di via Ottaviano o della “Balduina” che venivano in soccorso degli studenti missini del Dante.

Mi ricordo quando ad inizio anno scolastico, accanto ai diari di moda, spopolava il anche il “Diario Vitt” – pieno dei bei disegni di Jacovitti –  e noi della Libreria Dante ci impegnavamo a propagandare un diario dichiaratamente controcorrente: il “Diario Balilla”, pubblicato credo da “il Secolo d’Italia”.

 Mi ricordo anche la grande e bella vetrina – ancora apprezzata da chi a quel tempo conosceva o frequentava la  Libreria: parlo degli anni tra il 1960 ed il 1980 e successivi, ricca di testi delle “Edizioni Mediterranee”, delle  collane storiche di Rusconi, dei libri delle Case Editrici Volpe, de “Il Borghese” e di Ciarrapico. Mi ricordo che,  oltre con la Media ed il Liceo Dante, eravamo riusciti ad accattivarci come Libreria anche presso gli studenti e  studentesse dell’Istituto Pantaleoni, dell’Istituto Visconti, del Marc’Antonio Colonna, nonché con le allieve degli  Istituti Religiosi Nazareth e Cicerone – questi ultimi due esclusivamente femminili, ove le bimbette delle medie e  le signorinelle del liceo rivaleggiavano anche in eleganza nel designe delle loro “uniformi” con gonne pieghettate  e golfini, rigorosamente in blu al Nazareth ed unitariamente in marrone al CiceroneOramai e da molti anni, sia l’Istituto Cicerone, sia l’Istituto Marc’Antonio Colonna – a suo tempo retti rispettivamente da Suore Francescane  e dai Christian Brothers Irlandesi non esistono più, “sostituiti”  da un Albergo (l’Hotel Cicerone) e da una Sede  Universitaria della Lumsa.

 Mi ricordo la “concorrenza” con le altre grandi libreria del quartiere:  la Libreria Bonacci (ora del circuito  Arion) e la libreria Gremesemi ricordo ancora tra i vari clienti Illustri della “Libreria Dante” il Professor Fabrizio Trecca, l’affascinante Signora Flora Mastroianni – moglie dell’indimenticabile Marcello, il “grande”  Vittorio Gassman che a volte accompagnava suo figlio Alessandro (non ricordo però se alla media o al ginnasio  del Dante) ed infine i figli di Vittorio Maestrelli (l’allenatore della Lazio del “1° scudetto”) che frequentavano l’istituto Visconti.

Poi, agli inizi degli anni 80, io lasciai la libreria perché (purtroppo) sempre più impegnato nel lavoro professionale, passando il testimone ad alcuni miei più giovani ma vecchi amici, conservando per me affettivamente solo una minima quota di capitale, come partecipazione simbolica.

Poi verso la fine degli anni 90 la Libreria dovette “chiudere”, abbassando la saracinesca e riconsegnando il piccolo locale alla famiglia proprietaria delle mura, causa il mancato rinnovo del contratto per cessata locazione, nonostante una strenua battaglia legale, purtroppo persa.

Oggi al suo posto c’è un altro negozio, che vendeva inizialmente cose ed oggetti strani ispirati ad un “mondo felino” e poi specializzatosi in T-Shirts” …..  così come oggi al posto di altre librerie, in Roma, sono subentrate tutte “jeanserie” e “straccierie“ varie ……… peccato !

Non voglio comunque terminare queste note con una nostalgia velata da amarezza, ma preferisco ricordare la “Libreria” guasconamente e goliardicamente, come in occasione delle cene annuali al termine delle “campagne scolastiche” o quando, accanto al bancone e tra i libri, a turno, con Claudio, Federico, Giacomino, Aldo, Maurizio, Rainaldo  ed altri amici od amichette, si beveva quasi ritualmente del  buon vino,

…… e preferisco ricordare quando vennero “inventati” da Federico i nuovi bigliettini da visita della Libreria, ridenominata “Eno-Libreria Dante” con la riproduzione di un soldatino delle Sturmen-Truppen, ripreso da un disegno di Bonvi.

E mi piace ancora ricordare quando un sabato verso mezzogiorno (era forse maggio o giugno – ma non ricordo l’anno) mentre io, Federico, Claudio, Giacomino –  in quattro come i 4 moschettieri, non con le spade ma con dei calici  in mano, eravamo in procinto di stappare un bel vino rosso, entrò Roberto Benigni; fece una battuta simpatica ed elogiativa sulla etichetta “Chianti – Gallo Nero” e lo invitammo ad assaggiarne un bicchiere con noi, ma cortesemente declinò l’invito, dichiarandoci che generalmente non beveva  …… ci sembrò strano per un toscano doc !

Poi chiese di acquistare un libro esposto in vetrina, scegliendo  – con nostra ancor maggiore sorpresa –  “Bagatelle per un massacro” di Luis Ferdinande Celine, celebre medico, importante ma scomodo scrittore francese, perché “fascista”.

Scrivendo ora questi “nostalgici ricordi”, mi è tornata alla memoria un verso di una bellissima canzone del compagno Antonello Venditti e precisamente “Compagno di Scuola”, quando Nietzsche e Mao, al bar, prendevano insieme un caffè ………… forse dalle parti di “Valle Giulia” .

                                                                Giuliano Marchetti  


Giuliano Marchetti

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