Pacifico a Roma: la sorprendente cucina peruviana di Pesaque

Se non avete mai provato la cucina peruviana, il consiglio è di iniziare nel migliore dei modi, ovvero con un grande chef ed una location da togliere il fiato.

Abbinando queste due componenti ne risulterà un’esperienza unica, di cui certamente conserverete memoria. Nella Capitale, il posto giusto dove provare una cucina peruviana-nikkei, ricca di suggestioni asiatiche, è senza dubbio “Pacifico Roma”.

Siamo in uno degli hotel 5 stelle fra i più eleganti della Capitale, all’interno di Palazzo Dama, a due passi da piazza del Popolo. Lasciamo il traffico e il caos della città per immergerci in questa piccola isola felice: iniziamo sorseggiando un Pisco Sour (il più famoso fra i cocktail sudamericani) nel dehor a bordo piscina dove, durante la stagione calda, è possibile anche mangiare. Si entra poi nella sala, elegantissima e intima. Luci soffuse, tavoli ovali di vetro laccato, poltrone e divanetti di velluto. Lo stile e la raffinatezza che ci circonda lo ritroviamo nei piatti che portano la firma di Pesaque.

Le portate che arrivano sul nostro tavolo colpiscono per la loro bellezza: il marmo del piatto, come una tela pronta per essere dipinta, fa da sfondo ai colori dei vari ingredienti che sembrano sapientemente accostati e all’occorrenza accuratamente mescolati. Dopo la vista, è l’olfatto a rimanere stupito: un senso ampiamente coinvolto da questo tipo di cucina.

Infine l’esplosione di gusto. Fra i piatti che abbiamo assaggiato alcuni sono stati davvero sorprendenti.  Il Crab and chupe, per esempio: un dim sum (tipico raviolo cinese) con ripieno di granchio reale servito con una zuppa di bisque di crostacei. Un piatto in cui l’alternanza di consistenze  risulta estremamente piacevole e trova completezza grazie alla bisque. Fra le proposte a base di carne, gustosissimo il Chiccarron plate, un mailino crispy con demi-glace al bergamotto e purea di sedano rapa. Un piatto succulento da gustare lentamente, assaporando anche qui il piacevole contrasto fra la crosta croccante della carne e la morbidezza della salsa e della purea.

Infine il dolce, anche questo sorprendente per il suo equilibrio. Abbiamo assaggiato un Tres leches composto da un pan di spagna al tè verde che mi ha conquistato, accompagnato da yuzu, latte condensato, latte parzialmente scremato e latte di soia, gelato al miso bianco, crumble e polvere di tè sencha. Un dessert davvero particolare che riesce ad appagare i palati più golosi senza spingere troppo sulle note dolci, lasciando in bocca un sentore di freschezza.

Un menù raffinato e innovativo che si coniuga alla perfezione con lo stile moderno ed elegante di Palazzo Dama. Da ricordare infine il bar dell’hotel che si trasforma in Pisco bar aperto fino a tarda sera.

 

 

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