Pandemia: Omicron determina effetti negativi anche sulle donazioni di sangue

Il comunicato stampa diffuso dalla maggiore organizzazione di raccolta di sangue ed emoderivati – l’Avis – si rivolge ai donatori. Indispensabili 365 giorni all’anno.

L’incremento dei contagi da Covid-19 per via della rapida diffusione della variante Omicron sta causando disagianche a livello trasfusionale. Alcune zone del Paese, infatti, segnalano un calo fisiologico nelle donazioni di sangue, a seguito dell’innalzamento dei contagi e, di conseguenza, di persone – e donatori – che hanno contratto o che hanno avuto contatti diretti con persone risultate positive al virus.

Allarme sangue, il Covid-19 blocca le donazioni

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Avis regionale Lombardia lancia l’allarme. E richiama i donatori ad attenersi alle indicazioni delle sedi territoriali. Queste, ricorda la nota, lavorano in rete in collaborazione con le sedi associative e con le aziende ospedaliere territoriali a garanzia del buon uso del sangue. Alla luce della carenza di donazioni, Avis invita a una donazione e raccolta di sangue il più possibile ordinata.

La rete organizzativa della raccolta, difatti, è territoriale. Ogni singola sede Avis ha una specifica necessità di sangue, strettamente connessa non solo al numero e alla generosità dei donatori del territorio. Essa dipende anche dalla programmazione delle donazioni e dall’utilizzo che viene fatto delle scorte.

Il presidente lombardo, Oscar Bianchi, chiede al popolo dei donatori di sangue – il cui gesto volontario, anonimo e gratuito e fatto indipendente dal bisogno specifico legato a situazioni e momenti transitori salva la vita di migliaia di persone ogni anno – di agire con senno.

«Prima di correre alla donazione, invitiamo i donatori ad attendere ulteriori
comunicazioni da parte della propria Avis di riferimento. Le donazioni di sangue sono fondamentali semprenon solo in situazioni di emergenza. Diventare donatore è una scelta etica e gratuita che va al di là dell’aiuto sporadico e legato alla necessità del momento».

«L’autosufficienza da raggiungere» – spiega il presidente di Avis regionale Lombardia – «è nazionale e, come ormai si evince dai dati segnalati dalle Regioni, in alcune aree d’Italia si registra una carenza di scorte di sangue ed emoderivati legata alla diffusione della variante Omicron».

Verifica, controllo e qualità dell’intera filiera

Il comunicato arriva all’indomani della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del decreto relativo alle attività trasfusionali. Che ne definisce le modalità del sistema di verificacontrollo e qualità. Esso istituisce presso il Centro nazionale sangue (Cns) la certificazione dei servizi anche ai fini della produzione di medicinali plasmaderivati.

In altre parole, si tratta del decreto del ministero della Salute che definisce le modalità di funzionamento del Sistema nazionale di verifica, qualità e controllo delle attività trasfusionali. Una serie di disposizioni che entreranno in vigore a partire dal 12 aprile 2022. Il documento indica quali sono gli obiettivi del sistema stesso, primo tra tutti quello di garantire la sicurezza delle attività e dei prodotti trasfusionali.

L’articolo 2 spiega il concetto di “Certificazione di conformità delle attività e prodotti trasfusionali”. Che corrisponde all’attestazione della rispondenza delle attività e dei prodotti ai requisiti minimi strutturali tecnologici e organizzativi specifici dei servizi trasfusionali e delle Unità di raccolta, anche con riferimento al plasma come materia prima per la produzione di farmaci plasmaderivati.

Cns

La Commissione tecnica nazionale riveste quindi un ruolo essenziale nei seguenti ambiti:

  • Monitoraggio e controllo sul recepimento e l’attuazione da parte delle Regioni della normativa e sugli atti adottati per gli accreditamenti;
  • Coordinamento dei rapporti e delle azioni collaborative con le Regioni per l’armonizzazione delle modalità di verifica;
  • Elaborazione di raccomandazioni per la formazionedei valutatori nazionali e regionali;
  • Predisposizione di un rapporto annualesull’avanzamento del sistema di autorizzazione e accreditamento del sistema trasfusionale.

In caso di criticità dei singoli servizi trasfusionali (art. 4), le Regioni possono essere supportate dal Cns. Mentre per le verifiche si avvalgono, come indicato nell’art. 5, “di valutatori del sistema trasfusionale inseriti nell’elenco del decreto del ministero della Salute del 26 maggio 2011”.

Si noti che l’aggiornamento dell’elenco nazionale dei valutatori, gestito dal Cns, sarà d’ora in avanti biennale.

Una certificazione a garanzia dei cittadini

La certificazione di conformità delle attività e prodotti trasfusionali è propedeutica sia al rilascio che al rinnovo dell’autorizzazione e dell’accreditamento istituzionale. Inoltre, è rilasciata dagli organismi regionali competenti. Nello stesso ambito rientrano anche le attività delle Unità di raccolta (Udr). Infatti, lavorano sotto la responsabilità del servizio trasfusionale di riferimento a cui spetta il compito di consegnare sangue ed emoderivati rapidamente, dove serve.

Il trasporto delle sacche di sangue potrà contare presto su un nuovo alleato che lo renderà ancora più rapido. Nasce con questo obiettivo Beluga, di Eurolink Systems: il drone alleato delle istituzioni e realtà del mondo sanitario.

Beluga, il drone con alte prestazioni

Si tratta di un sistema completamente elettrico che decolla in 3 minuti da quando viene tolto dal contenitore di trasporto.

È in grado di superare i 100 chilometri orari di velocità, operando con temperature che possono variare da -30°C a + 55°C e può decollare e atterrare dall’acqua e sull’acqua. Il drone garantisce comunicazione criptata radio, 4/5G, satellitare, trasponder aeronautico, volo manuale, semiautomatico e automatico, capacità di evitare gli ostacoli. E può lavorare in sciame con altri droni, aerei, terrestri o navali. Le sue componenti sono certificate per la massima affidabilità nel volo e nella cyber sicurezza: in altre parole, ha un DNA militare per applicazioni e interventi salvavita.

Chiara Francesca Caraffa

Immagine © Pinterest

 


Chiara Francesca Caraffa

Impegnata da sempre nel sociale, è Manager del Terzo Settore in Italia, ove ricopre ruoli istituzionali in differenti Organizzazioni Non Profit. Collabora con ETS in Europa e negli Stati Uniti, dove promuove iniziative per la diffusione della consapevolezza dei diritti della persona, con particolare attenzione all'ambito socio-sanitario. Insegna all'International School of Europe (Milan), dove cura il modulo di Educazione alla salute. Cultrice di Storia della Medicina e della Croce Rossa Internazionale ed esperta di antiquariato, ha pubblicato diversi volumi per Silvana Editoriale e per FrancoAngeli.

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