martedì, 15 Ottobre 2019

Enrico Toti… ad recordationem et memoriam

PER LA PROGENIE D’ITALIA

Brutto momento, questo, quando la scuola è un garage di passaggio dalle acquiescenze familiari al nulla assoluto di impiego e lavoro. La scuola che ripete solo la magica parola “struttura” e non struttura altro che poche nozioni di storia troppo recente per poter rendere la verità dei fatti; la scuola non è più tale, è un giardino d’infanzia, dal quale si spera che l’uscita non sia grave.

Nessuno parla più ai ragazzi degli eroi d’Italia, forse non è democratico farlo, meglio intitolare le strade ad Arafat, dire la litania giornaliera infiorata dalla parola fascisti, ed il lavoro d’insegnante è completato.

Domenica 6 agosto ha avuto luogo, al Verano, la commemorazione di uno degli eroi italiani più coraggiosi ed esemplari: Enrico Toti, patriota vero e fortissimo. L’ evento è stato organizzato dalla A.N.C.R. – Sezione di Roma Enrico Toti – e, a titolo personale, da numerosi ex Bersaglieri senza, però, l’adesione della loro Associazione Nazionale. All’evento ha partecipato a nipote del grande soldato, Paola Toti.

L’illustre combattente, come forse i figli d’ora non ricordano più, contrastò fino all’ultimo gli oppressori stranieri d’Italia e giunse a scagliar loro per sfregio la stampella che lo sosteneva, avendo avuta la gamba tagliata fino al ginocchio durante un precedente assalto. Enrico non fu ricoverato in un ospedale da califfo con le belle infermierine, stile Hemingway di Addio alle Armi, ma rimase coraggiosamente al suo posto, fermo nella sua fede e nel suo giuramento, autentico soldato come i rappresentanti delle varie armi che sono stati intorno al suo monumento ed alla sua statua al Verano, raccolti in gran numero ed in grande partecipazione militare e spirituale.

Forse le ultime generazioni non capiranno che scarsamente questo atto e queste grandi memorie che governi italiani di lingua, e liberistici nel pensiero, preferiscono, compunti, non guardare, nella certezza assoluta di esserne indegni e, perfino nella conduzione della nazione da Toti ed altri eroi tanto amata, assolutamente e subdolamente incapaci.

Ma non è tutto qui: ciò che ognuno dice, sugli autobus, per strada, in fila ai mercati, negozi, sportelli postali, la gente italiana, insomma, è che si deve assolutamente cambiare, risvegliare la identità nazionale, raccontare e far vedere perché si è andati a combattere, perché è giusto difendere la propria casa, perché la storia recente è colma di eroiche personalità, e farne, come sempre, altissimo svettante, il labaro, la bandiera di veri uomini e vere donne. Se la scuola, le istituzioni sono latitanti o peggio, prostituite, l’Italiano, attraverso la conoscenza, la cultura, darà la giusta dimensione a questo valoroso Stato.

Marilù Giannone

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Riproduciamo qui di seguito un messaggio pervenuto alla nostra Redazione, dopo la cerimonia del 6 Agosto, dalla Signora Paola Toti

Oddio! Mi manca qualcuno. Non ricordo chi ma sono sicura che qualcuno ieri era assente. Beh… se non lo ricordo non deve essere una rappresentanza importante. Eppure… diamine… qualcuno mancava, ne sono certa. Ahhhhh ecco chi era assente. Ma tu guarda. Ma proprio loro? Ma come? La Casa Madre di Enrico e non c’era nemmeno uno straccio di usciere a rappresentarla? La “grande” Associazione Nazionale Bersaglieri ha dato forfait? Cose da non credersi. Ad ogni raduno nazionale si prendono la briga di portarsi dietro la bicicletta e la stampella di Enrico per farne bella mostra, “il Bersagliere più leggendario del Corpo” e nessuno ad onorarlo? Quale sarà mai il motivo? Pare, e dico pare, che a causa di dissapori con uno degli organizzatori, i “grandi” dell’ANB abbiano imposto il veto sulla partecipazione di chiunque iscritto all’ANB. Ora, come ha scritto giustamente il generale ieri, “noi siamo CUSTODI E NON PROPRIETARI DEI NOSTRI SIMBOLI”. Chi, per interesse personale, per questioni di bottega o livori privati, agisce in questo modo, travalica il limite consentito a chi, indegno, offende la memoria storica di tutti gli italiani con un comportamento che deturpa la bellezza del Corpo. I nostri Simboli Sacri vivono nel cielo limpido e puro del loro Esempio e non sarà di certo qualche gallo in un pollaio a deturparne o offenderne il ricordo. Ma voi pensate davvero che vi sia bastato prestare servizio militare nel Corpo,avere indossato il fez o la Vaira, per essere degni eredi dei nostri Eroi? Il vostro DOVEVA essere un atto dovuto a prescindere da questioni personali che nulla hanno a che vedere con la celebrazione di Enrico. Questo è quanto voi DOVEVATE e basta. Passiamo a ciò che ha rappresentato per me la vostra assenza: gaudio magno! Intorno a quella tomba ieri c’era il cuore di tante persone. Un cuore sincero e puro. Gaudio magno per essere stata privata della visione oscena di qualche faccia cremisi intervenuta solo per farsi intervistare. La bellezza di quel momento non è stata deturpata dalla vostra inutile presenza. Restate nel vostro pollaio. E’ quello il luogo a voi consono. Non per nulla ho stracciato la tessera dell’ANB già da tempo. Sono una persona libera alla quale nessuno può imporre alcun dictat e da persona libera vi dico… andate a… insieme a tutti gli inetti che a quel dictat si sono piegati. Gente indegna di rappresentare il Corpo dei Bersaglieri la cui Storia è scritta con l’inchiostro del coraggio e nemmeno una pagina con quello della viltà.

Paola Toti 

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Segue un intervento di PIETRO CAPPELLARI, storico e ricercatore. già pubblicato su “Il Giornale d’Italia” e riportato sulla Consul Press, per gentile concessione dell’autore.  Più volte i suoi articoli sono stati riportati sul web della nostra testata, così come recensioni di suoi libri.

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