1°: Sviluppo del “Made in Italy”

“Per sbloccare l’Italia occorre più lavoro,  promuovere lo sviluppo dei prodotti italiani ed i consumi interni” 

Condividendo in pieno una sintetica affermazione di Luca Ricolfi:  ” Manca una politica per 6 milioni di posti di lavoro”,  si può  senz’altro asserire che se una volta fatte le riforme – vogliamo trovare ancora le imprese – dobbiamo promuovere lo sviluppo dei prodotti italiani per sostenere le stesse imprese e dare lavoro ai nostri giovani.  Nei primi 3 mesi del 2014 hanno chiuso 36 mila imprese, 40 al giorno e contemporaneamente il c.d. bonus giovani ha registrato un bel flop: 22 mila assunti, contro i previsti 100 mila; stanziati 974/ml. ma spesi solo 160 ml.,  mentre il bonus degli € 80,00 sembra ancora non aver incrementato i consumi.

Le riforme sono indispensabili, ma senza crescita non c’è lavoro perché senza ordinativi le industrie non assumono.  E’ necessario recuperare il mercato interno: ogni anno spendiamo per auto straniere (oltre il 70% delle immatricolazioni) e per le vacanze all’Estero oltre 40 md.

Non si tratta di proibizionismo, ma di pragmatismo:  se il tempo è bello, si aprono le finestre per far entrare l’aria nuova e sole;  se c’è il temporale, fino a che non passa, si chiudono le serrande per non fare entrare la pioggia e il freddo.  Negli anni ’80 il repubblicano Reagan per risollevare l’economia invitò gli americani a passare le ferie in America e vari decenni dopo il democratico Obama, per fronteggiare la crisi del 2009, fece varare dal Congresso la clausola “BUY AMERICAN”. In America la disoccupazione è scesa al 6,3%  – in Italia è più del doppio (circa il 13% ).
Con 4 milioni e mezzo di PMI e con una disoccupazione di 1 giovane su 2, non basta l’export e dobbiamo recuperare il mercato interno.
La Germania vende i suoi prodotti a tutto il mondo ma non compra quasi niente all’estero.  Per promuovere iniziative per lo sviluppo dei prodotti italian, è opportuno stanziare anche in Italia 15 milioni come per le Ambasciate.

Il contributo delle Associazioni dei Consumatori

I Consumatori sono la principale risorsa per recuperare il mercato interno. Per trasformare la crisi in un’occasione per fare leva sui nostri punti di forza, occorre una mobilitazione tra le Associazioni dei produttori, distributori e consumatori, con il supporto dei mezzi d’informazione, per una campagna di sensibilizzazione intensa e continuativa a tutto campo. Ciò  per dar impulso a tutte le iniziative utili per promuovere i prodotti italiani, nonché per sostenere il turismo che – con oltre 2 milioni di addetti – è la prima industria italiana che stimola i consumi interni e non può essere delocalizzata.

Il presnte comunicato è a cura dell’ A.DI.PROD.IT –  “ASSOCIAZIONE CONSUMATORI PER LA DIFESA DEI PRODOTTI ITALIANI”  – Membro del Comitato Regionale Utenti e Consumatori

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