Plinio il Vecchio “buone nuove”
su un precursore dimenticato

Plinio il Vecchio il suo teschio è l’unica reliquia dell’Impero Romano?
Lo storico dell’arte giornalista Andrea Cionci ha tagliato il nastro di un oblio che quasi attendeva la sinergia della ricerca multidisciplinare dopo “Cent’anni di solitudine”

Raffaele Panico

Stabiae, oggi è il sito su quel tratto della spiaggia tra Castellammare di Stabia e Torre Annunziata ma, nell’anno 79 d.C oppure per lo studioso appassionato, l’estimatore delle gesta degli Antichi siamo nell’ 821 dalla Fondazione di Roma: una nube e lapilli e le ceneri del Vesuvio coprono e preservano alcuni corpi. Secoli trapassano e giungiamo al 1900 quando l’ingegner Gennaro Matrone scava e trova nel tratto di un suo fondo 73 scheletri, uno è attribuito all’Ammiraglio scrittore e naturalista Plinio il Vecchio che si era portato sul luogo per salvare vite in attesa di soccorsi sulla spiaggia.

È un eroe vero Plinio, ammiraglio un naturalista e uno scrittore del quale oggi abbiamo ben 37 libri. Soprattutto è il fondatore ante litteram della “Protezione civile” a tutti gli effetti e se tutto conferma le sue ossa, il suo teschio quello che ci è stato conservato del suo scheletro sono le uniche reliquie al momento di un eroe della storia antica di Roma, reliquie di un pagano e non di un santo dell’era di Roma cristiana.
Gli storici del Settecento il Gibbon, o dell’800 della antica Roma non godevano di queste nostre nuove fonti storiche rivelate grazie alle rivoluzioni dell’era elettronica, e informatica avvenute solo un secolo dopo e a partire dagli anni Sessanta e Settanta del XX secolo.
Nel 1903 lingegner Cannizzaro edita un volumetto in proprio di 100 copie a Londra dal titolo “Il cranio di Plinio”.
E la conoscenza della storia attende, il teschio che sembra si preferisca “dire” a cranio, si conserva per tutto il Novecento, e vista l’importanza in una teca. Corriamo veloci sul come e perché dell’oblio e giungiamo alla sua riscoperta avvenuta nel 2017. La reliquia dell’antico fondatore della Protezione Civile era rimasta dimenticata in una teca nel Museo di Arte Sanitaria di Roma, sotto la dicitura “Teschio di Plinio”.
Solo grazie alla ricerca attenta di un acuto ricercatore, Andrea Cionci, e grazie all’analisi che fa di un volume dell’ingegner Flavio Russo dal titolo “79 d. C. rotta su Pompei”, edizioni SMD (Stato Maggiore della Difesa – 2014), redige l’articolo uscito sul quotidiano “La Stampa” in cultura, dal titolo “Il cranio di Plinio il Vecchio perso nei meandri della burocrazia” del 25 agosto 2017. La notizia viene ripresa dai maggiori quotidiani esteri e da trasmissioni televisive importanti. Istituti, Accademie, Università, Centri di ricerca statali e privati che hanno dato poi seguito alla portata della “riscoperta” iniziata dal dottor Andrea Cionci, storico dell’arte e giornalista, di cui presto a Roma, saranno divulgati i risultati del “Progetto Plinio” nella cornice dell’Anno Accademico in corso nell’ampio orizzonte dal titolo “Cento anni di progresso culturale e tecnologico-scientifico nel campo delle arti sanitarie” che si terrà a Roma nella giornata di giovedì 23 gennaio 2020. Ovviamente ci terremo aggiornati.

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