Rapporto CNEL sul Lavoro

CNEL – RAPPORTO SUL MERCATO DEL LAVORO 2O12

La presentazione del rapporto sul mercato del lavoro costituisce, come noto, un appuntamento tra i più qualificati che il CNEL propone alle Istituzioni, alle parti sociali, alle imprese, a tutti I soggetti che, a vario titolo, sono inseriti o aspirano ad inserirsi nel mondo del lavoro.

Il rapporto  2011-2012 ha tentato di soddisfare una duplice esigenza: illustrare le variazioni intervenute in questo lasso di tempo e offrire, per quanto possibile, una previsione delle linee di tendenza per  i prossimi anni.

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Il mercato del lavoro non ha risentito, se non in misura marginale della nuova recessione; a fronte di una stagnazione dell’occupazione maschile, crescono le occupate donne.

Sta aumentando anche la quota dei lavoratori a tempo parziale perche non hanno trovato un lavoro a tempo pieno.

L’andamento dell’occupazione è, infine, più favorevole ai lavoratori stranieri (servizi alle famiglie).

Infine cambia la struttura del mercato del lavoro per età, a tutto svantaggio dei più giovani.

L’Italia è indietro nel processo di femminilizzazione del mercato del lavoro, l’aumento della partecipazione femminile si protrarrà quindi nei prossimi anni, secondo una tendenza destinata ad accrescere i servizi sostituti dell’attività domestica.

Le forze della globalizzazione, il cambiamento della specializzazione produttiva e la tendenza  all’esternalizzazione delle parti della produzione a basso valore aggiunto continueranno a penalizzare l’occupazione nell’industria, a frenare il pubblico impiego, tutto si manterrà su un trend decrescente. Anche per l’immobiliare il ridimensionamento  della domanda di lavoro è strutturale.

L’aumento del tasso di disoccupazione è in equilibrio, in particolare stà aumentando la quota di disoccupati di lungo periodo, questo coincide sui tempi di riassorbimento dei lavoratori formatosi con la crisi.

La riforma delle pensioni procurerà un ritardo nell’uscita dal mercato del lavoro dei lavoratori anziani. Le nuove regole comporteranno nel corso del tempo dei risparmi  di spesa significativi, oltre che un incremento delle entrate per effetto dei maggiori contributi  versati da ciascun lavoratore. Se la crescita non ripartirà, a farne le spese saranno soprattutto I giovani, che si dovranno confrontare con un mercato del lavoro con poche opportunità. Di recente approvazione una riforma che si propone di intervenire in tre ambiti fondamentali:la flessibilità in entrata; la flessiblità in uscita;e il sistema degli ammortizzatori sociali.

IL MINISTRO DEL LAVORO ELSA FORNERO, intervenuta alla presentazione del “Rapporto sui Lavoro” al CNEL, ha difeso la sua riforma rigettando tutte le accuse che le hanno mosso le parti sociali.

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Nel suo intervento ha evidenziato la necessità di un dialogo più pacato per discutere la riforma che fa riferimento al modello GERMANIA. “Abbiamo la pessima abitudine di non valutare per quello che riusciremo a fare, questa riforma è meno conveniente nella forma contrattuale ma ha buone regole, perchè va vissuta nella realtà, non dobbiamo andare fieri del mercato del lavoro segmentato, bisogna rifiutare la logica del “fuori tu entro io”,  che è stata incoraggiata per troppo tempo.

Bisogna ridurre I tempi tra scuola e lavoro, tra disoccupazione e nuovo lavoro, migliorare il percorso lavorativo, informare, qualificare, anticipare per orientare la formazione (non tutti nella stessa direzione). Bisogna avere la mente aperta,vigilare affinchè le cose  si facciano”Il ministro vuole un monitoraggio sulle banche dati che ,secondo lei devono essere analizzati da ricercatori professionisti ,vedi le università ,il tutto anche a basso costo .messe a disposizioni delle comunità scientifiche.Le valutazioni devono essere messe a disposizioni delle parti sociali cosa ha funzionato cosa no.  ”Io – così ha dichiarato il Ministro – mi sto applicando, sto scrivendo a tutti I miei direttori di elaborare circolari meno burocratiche per agevolare l’applicazione delle nuove regole”….. e conclude con un appello alle parti sociali a non farsi “Battaglie inutili”

Nessuno le  vuole le battaglie inutile, ma se battaglia deve essere, che sia meno dannosa per tutti.

ADELFIA FRANCHI

 

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