RAPPORTO sul MERCATO del LAVORO

CNEL >  RAPPORTO sul MONDO DEL LAVORO 2012-2013: un milione di storie …. poteva andare peggio!

di Adelfia FRANCHI

Siamo sempre gli ultimi della classe, l’Europa ci mette il cappello dell’asino: siamo razzisti, siamo disoccupati e, in ultimo, siamo anche analfabeti.

Il quadro che esce dalla presentazione del rapporto sul mercato del lavoro al CNEL non è rassicurante, come presentato dal Presidente ANTONIO MARZANO, alla presenza del Ministro del Lavoro e Politiche Sociali, ENRICO GIOVANNINI. La fotografia reale è stata fatta da ALESSANDRA DEL BOCA, Presidente della Commissione Speciale per l’ Informazione: parla di povertà. Le cause profonde che impoveriscono gli italiani? Un pot-pourri…

Cosa fare? Dove andare a cercare? W.P = lavoro povero o lavoratori poveri ?

Mentre si cercano le soluzioni, le persone rinunciano anche a curarsi, questo effetto è lo specchio profondo, vero, della situazione: un paese fino ad ieri preso d’esempio e copiato da altri per il sistema sanitario, oggi, lentamente e in un modo subdolo, ci viene tolto anche il diritto alla salute. Basterebbe solo questo a far capire il degrado. La persona che, anche se non ha perso il lavoro, rinuncia a curarsi, vuol dire che le sono rimasti pochi margini, figuriamoci chi il lavoro non lo ha più. Emerge dalla ricerca che moltissimi rinunciano a cercare; vi siete chiesti il perché? In molti non hanno più nessun reddito, quindi uscire la mattina per andare nei centri per l’ impiego, significa spendere soldi che non ci sono e, se riesci a raggiungerli , le proposte di lavoro sono esclusivamente per i ragazzi giovanissimi, a partita iva; nel pentolone si mischia e si rigira lavoro che non esiste. Moltissimi lavoratori, che hanno perso il lavoro, non hanno nessun sostegno, vuoi che non hanno maturato i contributi, i molti che involontariamente lavoravano in nero (si riceve la busta paga, ma non vengono versati i contributi all’ INPS), METTIAMOCI ANCHE TUTTI I PICCOLI IMPRENDITORI CHE SONO STATI COSTRETTI A CHIUDERE. Ogni giorno i centri Caritas e altri vedono arrivare centinaia di uomini e donne per un pasto. I mercatini dell’usato sono presi d’ assalto per potersi vestire dignitosamente (quello che prima era una moda, oggi è diventata una necessità). Il nostro governo continua a costruire “slogan”, a snocciolarci numeri e statistiche che interessano forse solo alcuni addetti ai lavori. “Quel che c’è da fare lo sappiamo tutti da tempo: dobbiamo solo farlo” – lo dice Alessandra Del Boca e nella sua relazione si legge – “…ma, non dobbiamo aspettarci troppo! Lavoriamo sulle cause profonde, fisco, burocrazia, gli sprechi, tassazione del lavoro, la giustizia e molto altro”

Le politiche del lavoro sono urgenti, ma per molti sono solo parole; in tempi non troppo lontani si diceva che: “per amore si muore”; oggi possiamo dire che l’amore muore se non c’è lavoro, e si muore suicidi per la perdita della propria azienda e per mancanza di occupazione … lo cantava anticipando i tempi Adriano Celentano con la sua canzone “chi non lavora non fa l’amore “.

Il lavoro si crea e rimane sulla carta…si dice che molti non sono qualificati e aggiornati, ma, la maggior parte di quelli molto qualificati sono i primi a rimanere a casa. Nel tentativo di reinserirsi si sentono ripetere: lei è troppo vecchio, il tutto detto senza garbo.  La legge Fornero ha generato un popolo “ANALFABETA”, con nuove malattie classificate come “malattie del disagio” che fino a ieri erano anoressia e bulimia.  Nessuno parla in questi rapporti che fine fanno, come vivono, e perché si ammalano le persone (cibo scadente? mancanza di cibo?). La riforma pensionistica non ha permesso agli over 55 di lasciare il lavoro, forse è per questo che sono i maggiori occupati ?…tutto quello che vediamo per strada sono esodati e disoccupati over 40-70, che rimangono al palo, accettano lavori poco remunerati e, soprattutto, il ritorno del lavoro nero. Le donne, che secondo i dati sembrano più fortunate (42% occupate), accettano lavori di ogni genere, il tutto per sopperire all’ impoverimento della famiglia. I ragazzi smettono di studiare (non per mancanza di “voglia”, MA PER ASSENZA DI RENDITA DELLA FAMIGLIA…) Cosi vanno ad ingigantire quei numeri statistici della disoccupazione giovanile, che forse troveranno lavoro per mantenere i propri genitori. Non esiste prospettiva di crescita, quindi le imprese preferiscono un aggravio fiscale, uno stipendio minore ma, potersi permettere di licenziare se le cose non vanno. A  quanti è destinato il sostegno al reddito e il famoso progetto di reintegro dell’ occupazione? Quando si ritornerà a dire che l’ economia italiana è  tornata ad essere una delle più vivaci e continuamente in crescita? Quando sarà che si smetterà di creare sigle come: WORKING POOR? ovvero; lavoratori a basso salario, non sempre dovuto alla mancanza di qualificazione, come invece si vuol far credere. Anche nel mondo dell’immigrazione c’è un peggioramento del mercato del lavoro e, un aumento della disoccupazione. LUIGI ANGELETTI ci dice che “L’ aspetto negativo per i disoccupati è che hanno pochissime probabilità di uscirne”. Molti interventi sono apparsi inappropriati, ognuno dando la colpa per la situazione a qualcun altro; tutto questo non aiuta e, nel frattempo, il settore del terziario si è dissolto come neve al sole, corruzione e concussione dilagano e fanno da padrone, in un paese – il nostro – dove la maggioranza di chi si è servito della politica lo ha fatto per il proprio interesse. Dobbiamo riprendere in mano situazioni che hanno dilagato per il nostro status di dormienti. Strategie messe a punto da “reggenti” senza scrupoli, che attraverso svariati strumenti psicologici, fisici ed economici hanno offuscato le nostre capacità di reagire.

Comunque vada, sono convinta che ai lavoratori e alle aziende bisogna offrire risposte immediate e sicure, altrimenti si viene a creare un circolo vizioso che porta solo ad indispettire i datori di lavoro e i collaboratori; UNO CONTRO L’ALTRO – INVECE CHE ESSERE UNITI; QUESTO PORTA A TOGLIERE LA RESPONSABILITA’ DI TUTTI QUELLI CHE GOVERNANO QUESTO PAESE.

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