Renzi risponde all’Europa

Renzi replica alla commissione

Niente manovra correttiva dei conti pubblici e una difesa netta delle prossime scelte di politica economica del governo. All’indomani della brusca presa di posizione dell’Europa, che  per voce del commissario agli Affari economici Olli Rehn, aveva parlato di “squilibri macroeconomici eccessivi” dell’Italia, Matteo Renzi chiarisce la posizione del governo.

In occasione della prima uscita ufficiale a Bruxelles, al Vertice straordinario della crisi ucraina, il premier premette che l’Italia “non ha rassicurazioni da dare” alla Ue. “S’è parlato di Ucraina, non della situazione degli stati membri – aggiunge -, ma davanti a questo ritornello, secondo cui l’Italia deve dare rassicurazioni all’Europa, diciamo che l’Italia sa perfettamente che cosa deve fare, sappiamo perfettamente che cosa fare per il futuro dei nostri figli”.

Il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan,  difende  la linea dell’Esecutivo e  replica  alla presa di posizione dell’Unione: “Il monito di Bruxelles all’Italia “è severo”, ammette Padoan. Ma la Ue “è d’accordo con quello che pensiamo noi”.

Bruxelles , sostiene il ministro dell’Economia, “mette in evidenza problemi strutturali che conosciamo da tempo, praticamente ci incita a far ripartire la crescita e quindi l’occupazione e in questo modo a correggere gli squilibri”.

A sostegno della posizione ufficiale del Governo, nel pomeriggio fonti dell’Economia hanno chiarito che l’Esecutivo “non ha in agenda alcuna manovra correttiva ma punta piuttosto a un pacchetto sostanzioso di misure volte a favorire la crescita, con particolare attenzione ai posti di lavoro”.

Per ridurre il rapporto debito/Pil, sottolinea via XX settembre, “s’intende agire sul denominatore e un contributo importante giungerà anche dal programma di privatizzazioni già avviato.

A difesa dell’operato del Governo Letta e della manovra di finanza pubblica per il 2014 messa a punto da quell’Esecutivo, scende in campo anche l’ex ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni,che invia alle agenzie una nota in cui definisce i commenti sulla posizione dell’Ue “incomprensibili e immotivati” e respinge al mittente i rilievi di Bruxelles.

La decisione della Commissione di classificare come “eccessivi” gli squilibri macroeconomici italiani, dice, è sorprendente”. “Anche perchè – continua Saccomanni – all’elevato debito indicato nella ‘in-depth review’ hanno contribuito i versamenti ai fondi europei salva-Stati e l’operazione straordinaria di pagamento dei debiti arretrati delle pubbliche amministrazioni, concordata con la Commissione”.

Saccomanni conclude “il governo Letta ha lavorato perchè la dinamica del rapporto debito/PIL declinasse sia attraverso il contenimento del deficit, sia – e soprattutto – attraverso la crescita economica. L’obiettivo di crescita intorno all’1% dunque è ambizioso ma realistico e l’attuale Governo non può che porsi obiettivi ancora più ambiziosi”.

Il segretario di Stato Usa John Kerry al premier Renzi: “E’ un piacere –dice Kerry- essere in Italia in questo momento di transizione e con questo nuovo Governo, che sta facendo progressi importanti per la crescita e per affrontare il problema della disoccupazione”.

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