Farfa, nella Sabina, è in lutto per la scomparsa
di Gustavo Scipioni

Aquilano d’origine, ha reso famosa nel mondo l’impresa tessile fondata nel 1937 dai genitori

 di Goffredo Palmerini

 RIETI – Ai piedi del monte Acuziano, nel cuore della Sabina, risplendono l’antica abbazia benedettina e il suggestivo borgo di Farfa. Un luogo suggestivo, ricolmo di pace e di singolarità artigianali. L’abbazia, fondata nella seconda metà del VI secolo, ebbe il suo maggiore sviluppo costruttivo con l’abate Sicardo, che aveva un’affinità parentale con Carlo Magno. Tuttora l’abbazia conserva le tracce architettoniche della sua lunga storia, dal carolingio al romanico gotico al rinascimentale, testimonianza d’una magnificenza e d’una rilevanza che dalla fondazione ha percorso ben quindici secoli, con numerose visite di re, imperatori e papi, fino a quella di Giovanni Paolo II, il 19 marzo 1993. Ancor oggi l’abbazia di Farfa è un centro di cultura e di spiritualità. Migliaia i visitatori frequentano la basilica e il monastero benedettino per ammirarne il patrimonio di cultura e di arte, e il grazioso borgo di Farfa che la contorna, con le caratteristiche botteghe artigiane.

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Una reliquia che cambia il mondo e la scritta venuta dall’inferno. Barbara Frale racconta I Labirinti di Notre-Dame

di Sara Piccolella

La sapienza di Arnaldo da Villanova e la scure di Lanius. Una partita a scacchi per raccontare i segreti di Francia, lo straordinario romanzo della storica del Medioevo che intreccia nelle sue pagine umanità ed erbe magiche

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COME COMINCIA UNA GUERRA MONDIALE

Quando si incomincia a parlare di guerra con superficialità da salotto, sottostimando il pericolo incombente di perdita di vite umane, di beni, di libertà, sovrastimando le proprie capacità militari, e ignorando il possibile coinvolgimento “obtorto collo” di altri popoli originariamente estranei alla contesa, l’accettazione dello scontro incomincia a penetrare piano piano nella testa delle persone, che vi si abituano, come se fosse una tappa inevitabile della storia.

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Il Libraccio apre la sua terza sede a Roma

Alla storica sede di via Nazionale e a quella di via Appia Nuova, lo scorso sabato, il Libraccio ha aperto la sua terza sede nel cuore del quartiere Trieste. 
A via Chiana, nei locali che fin dal 1986 hanno ospitato l’emporio Poli, la libreria occuperà uno spazio di ben 160 mq con un’esposizione di libri sia nuovi che usati. 

Già prima della pandemia avevamo un ambizioso piano di aperture in diverse città d’Italia e in zone in cui la libreria rappresenta un punto di riferimento per il quartiere. Appena è stato possibile ne abbiamo aperte diverse – spiega alla Dire Edoardo Scioscia, amministratore delegato del Gruppo Libraccio – A Roma era giunto il momento di allargare la nostra presenza e dopo l’apertura di via Appia Nuova, che sta andando molto bene, abbiamo deciso di raccogliere l’eredità di una bottega storica come l’emporio Poli, aprendo in una zona residenziale ma circondata di scuole, ristoranti, parchi. Già fin dall’inizio dei lavori i cittadini hanno risposto positivamente, felici di sapere che nel loro quartiere apriva una libreria”.

Sulle vetrine compare un rettangolo verde, il colore di Libraccio, insieme a un qr code. “È un modo per entrare nel nostro mondo, per creare curiosità, per segnalare la nostra capacità di agire anche sul versante online” aggiunge Scioscia, sottolineando che via Chiana porta a 56 il numero delle librerie indipendenti del gruppo Libraccio. “Nel Nord Italia prevediamo altre tre aperture, diciamo che l’obiettivo è arrivare a 60 librerie entro fine anno, al più tardi nel 2023″.

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Ma l’apertura di via Chiana non è l’unica novità per Roma. Anche la sede di via Nazionale si prepara a un restyling. “A marzo inizieremo a modificare gli arredi e a migliorare l’assortimento- spiega SciosciaEntro Pasqua la libreria potrà contare su un maggior numero di libri usati, introvabili, ci saranno più ‘chicche’ per gli appassionati. La nostra libreria storica rimarrà e sarà concentrata su quello che gli altri non hanno. Sarà una bella scoperta”.

Dal punto di vista delle vendite anche Via Nazionale, come molti negozi del centro di Roma, ha sofferto questi due anni di pandemia. Il 2020 è stato un anno difficile per le librerie fisiche a differenza dell’online che è andato molto bene. Nel 2021 c’è stata la riscoperta del libro, complice anche la chiusura di altri settori culturali, e il mercato ha registrato una crescita netta.  “La nostra forza è anche quella di offrire qualcosa in più, non bisogna dimenticare che siamo leader in Italia nella vendita di libri scolastici e abbiamo una nostra linea di prodotti di cartoleria. Insieme alle nuove aperture, il futuro è positivo” – conclude Scioscia.

 

Fonte Agenzia DiRE dire.it

 

 

 
 

 

 

 

 

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No alla Guerra tra Russia e Ucraina:
…sia a Roma l’incontro per la Pace !

ROMA “CAPUT MUNDI” …  MOSCA “LA TERZA ROMA” ! 

MEMINISSE NECESSE EST  LA DATA DEL XVI GENNAIO 1547,  quando il Metropolita Macario incoronò Ivan IV che gli chiese, in nome di Dio, di essere riconosciuto come “zar di tutte le Russie”, utilizzando l’espressione “zar”, derivante dal termine  Czar  e cioè  da “Cesare”.
Un collegamento identitario e spirituale con l’eredità bizantina di Costantinopoli, la “Seconda Roma”, già cementata dalla comune tradizione cristiana-ortodossa. 
Così Mosca divenne la “Terza Roma”, in quanto investita della dignità imperiale di Costantinopoli, dopo un secolo dalla caduta dell’Impero Romano d’Oriente, sconfitto dalle armate ottomane.

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