domenica, 25 Agosto 2019
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L’evoluzione (? *) del Movimento 5 Stelle

UNA  ANALISI SUL  “MOVIMENTO  5 STELLE”,
che di nuovo e rivoluzionario ha solo l’apparenza 

a cura di MARIO CIAMPI *

Finalmente anche il M5S è diventato un partito politico in senso classico. Nel 1911 Roberto Michels aveva elaborato la sua teoria della legge ferrea dell’oligarchia: prima o poi un partito politico diventa una struttura governata da poche persone che decidono al posto di tutti.
In questa crisi di governo, abbiamo visto una nuova fase dei Cinque Stelle, forse l’ultima, con una regia verticistica fatta da pochi dirigenti, e con buona pace della democrazia diretta e del principio ‘uno vale uno’. Anche in altre occasioni questo principio era stato palesemente disatteso. Ma questa volta è ancora più eclatante, vista la posta in gioco. Ancora una volta la legge ferrea di Michels ha fatto centro.

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farefuturo, Mario Ciampi, Michels, Movimento 5 stelle

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Brexit sempre più vicina, sterlina sempre più debole

BORIS JOHNSON  ……a  Kilometri “ZERO” DALLA BREXIT  

 una analisi a firma di FABRIZIO FEDERICI (*)

Edimburgo – Il nuovo premier britannico, Boris Johnson, continua a fare pressioni sull’Unione europea con l’intenzione di guadagnare terreno nella vicenda Brexit. Il nuovo esecutivo metterà a punto, in fretta e furia, i preparativi per abbandonare l’Ue nei prossimi tre mesi senza un accordo. La maggior parte degli investitori credono che una mossa del genere possa avere ripercussioni economiche in tutto il mondo, nonché far sprofondare il Regno Unito in recessione. 
Londra ne uscirebbe indebolita e soprattutto verrebbe spodestata dal ruolo di centro della finanza internazionale.

La notizia che sembrerebbe confermare i presentimenti è arrivata nella giornata di lunedì, quando la sterlina, che durante il referendum del 2016 valeva 1.50 $, è caduta in picchiata fino ad arrivare a valere 1,2282 $, il picco più basso da marzo 2017. La moneta britannica ha perso ben due centesimi da quando Johnson è stato eletto primo ministro, martedì scorso. La scommessa dell’ex sindaco di Londra è legata alla minaccia di una Brexit senza accordo che potrebbe persuadere le maggiori potenze del blocco, tra cui Germania e Francia, ad accordare la revisione della bozza proposta dall’ex premier Theresa May a novembre. Quest’ultima ha però fallito nel convincere il parlamento britannico ad approvarla. La clausola più contesa è quella del “backstop”, inserita per mantenere aperta la frontiera irlandese. Il backstop costringerebbe il Regno Unito ad adeguarsi alle regole di mercato dell’Ue, se i futuri legami commerciali non dovessero riuscire a garantire una frontiera aperta. Tuttavia, tutti e 27 i Paesi membri dell’Unione hanno dichiarato pubblicamente che l’accordo che include il backstop non verrà ridiscusso. Johnson, in visita in Scozia proprio per discutere il tema della Brexit, rimane fiducioso. Secondo il premier britannico, infatti, ci sarebbe possibilità di trovare una nuova soluzione. E’ convinto che l’Ue possa concedere un nuovo accordo commerciale e, al contempo, eliminare la clausola del backstop. “Vogliamo ribadire che si tratta di un’idea sbagliata, morta e che va esclusa categoricamente. Possiamo stringere un nuovo patto con l’Europa”, ha dichiarato Johnson.

Le divergenze sull’uscita dal blocco hanno logorato i rapporti con le restanti parti del Regno Unito. A testimonianza di ciò,molti elettori scozzesi e nordirlandesi hanno votato per il ‘remain’ nel referendum del 2016. La promessa fatta dal leader del Partito Conservatore di abbandonare l’Unione europea, con o senza accordo, lo ha messo in disaccordo anche con alcuni suoi colleghi dei Tories, tra cui il capofila del ramo scozzese del partito, Ruth Davidson. Nel frattempo, la leader nazionalista, Nicola Stugeon, ha scritto a Johnson sottolineando come i suoi piani potrebbero danneggiare gravemente l’economia scozzese e che continuerà a programmare il secondo referendum sull’indipendenza del Paese. Prima di approdare ad Edimburgo, ha voluto minimizzare le minacce mosse all’unità della nazione, che ha descritto come “la migliore unione politica ed economica della storia”. Poi, lunedì, si è espresso anche sulla possibilità di nuove votazioni: “Il referendum del 2014 sull’indipendenza è stato un unicum e non ce ne sarà un altro”.

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(*) il presente articolo è stato già pubblicato il 31 luglio sulla Rivista “KILOMETRO ZERO” e ripreso dalla Consul Press, per gentile autorizzazione dello stesso autore, Fabrizio Federici, già nostro collaboratore nonché  un nostro “Antico Amico”.
La realizzazione editoriale di Kilometro-Zero (mensile editato da NIZAR RAMADAN e diretto da ALESSANDRO CARDULLI) è curata da Media International Communication Club, specializzato nel dare forma alle idee per tutto ciò che riguarda la conoscenza e la valorizzazione delle realtà locali in Italia, in Europa e nel mondo, osservando il variegato mercato europeo e proponendo occasioni di scambio, riflessione e dialogo tra le varie realtà esistenti sul territorio, permettendo il confronto e avvicinando le distanze.     

www.kmetro0.it

 

 

 

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boris, brexit, Davidson, edimburgo, europa, sterlina, Theresa May

SOLAR POWER NETWORK:
dal Canada 100 milioni di €uro per le Aziende Italiane.

CENTO MILIONI DI €URO ALLE AZIENDE ITALIANE
per progetti di transazione energetica basati sulle rinnovabili «Capital Free»

A  TANTO AMMONTA LA POSTA MESSA SUL PIATTO DA «SOLAR POWER NETWORK»

« L’ ITALIA parte bene, con i suoi 800 mila impianti fotovoltaici in esercizio, per una potenza installata di 22 mila MW ed una produzione complessiva di 26,8 TWh di energia» osservano gli analisti di Solar Power Network.
L’Italia è un Paese privilegiato per la quantità e la qualità di energia che il sole trasmette sulla superficie terrestre, che è possibile sfruttare attraverso la tecnologia fotovoltaica.

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Giorgio Mottironi, Peter Goodman, solar power network

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Passa alla Camera la legge promossa dalla Lega
a sostegno delle piccole librerie

È passata in prima lettura alla Camera dei deputati la proposta di legge a prima firma dell’onorevole Daniele Belotti (Lega) che punta a modificare la legge Levi (legge 27 luglio 2011, n.128) in materia di “nuova disciplina del prezzo dei libri”, pensata per andare incontro alle piccole librerie che soffrono la concorrenza dell’e-commerce. La discussione alla Camera del provvedimento era iniziata lo scorso 8 luglio e si è conclusa il 16 con l’approvazione da parte dei deputati. 

Il disegno di legge Belotti prevede un abbassamento dal 15% al 5% dello sconto massimo applicabile al prezzo di copertina di un libro, il divieto per i “venditori di effettuare svendite di libri a catalogo, non recentissimi (pubblicati da almeno venti mesi)” e l’affidamento alla Polizia Postale e al corpo della Guardia di Finanza del compito di vigilare sulle vendite effettuate online (per ora affidato ai Comuni). Dopo il primo passaggio alla Camera dei deputati, il progetto di legge nelle prossime settimane dovrà approdare al Senato per proseguire l’iter legislativo ed essere definitivamente approvato.

Il provvedimento – affidato in Commissione Cultura, Scienza e Istruzione – era fortemente auspicato anche dall’ALI (Associazione Librai Italiani), alla ricerca di una legge attenta e organica per il libro e più in generale per la lettura. La Consulpress aveva intervistato il presidente dell’ALI, Paolo Ambrosini, che aveva ribadito l’auspicio che la legge fosse approvata velocemente, per fornire al libraio “qualche arma in più per competere con gli altri attori sul mercato”. In questa occasione, Ambrosini aggiunse che per intervenire organicamente sulla promozione della cultura e dei libri è importante “che ogni scelta non sia rimessa in discussione al mutare delle maggioranze e si abbia la consapevolezza che la promozione alla lettura sia una valore che prescinda dalle maggioranze”.

Si parla di un approccio finalmente organico al tema in quanto dal 21 febbraio alla Camera dei deputati, insieme alla proposta di legge Belotti si stanno discutendo, in Commissione referente, altri due progetti di legge: una proposta promossa dalla deputata del Partito democratico, Flavia Piccoli Nardelli, che mira alla promozione e al sostegno del libro e della lettura, approvata il 16 luglio in prima lettura al Senato e trasmessa alla seconda Camera due giorni dopo; e un provvedimento a firma del deputato di Fratelli d’Italia, Federico Mollicone, dedicato all’innovazione tecnologica delle imprese editoriali e all’editoria digitale scolastica, approvato anch’esso in prima lettura lo scorso 16 luglio.

FABIANA LUCA

NOTE A MARGINE –  Con l’occasione desideriamo lanciare un piccolo consiglio a tutte le persone – ivi compresi anche tutti i nostri  lettori – che volessero compiere un gesto simbolico (…ma non solo !)  a favore delle “Piccole Librerie”, a fianco delle quali la Consul Press è da sempre schierata. La “Libreria” – piccola, media o grande – non è solo uno spazio fisico ove visionare o sfogliare un libro … è, o dovrebbe anche essere, un centro di aggregazione sociale e culturale, una sorta di piccolo “Caffè Letterario”. 
Quando dobbiamo
acquistare uno o di più libri …..evitiamo di farlo tramite Amazon & Soci ! Cerchiamo invece di effettuarlo personalmente e direttamente in Libreria e, con l’occasione, scambiare un’ opinione con il Libraio.  Alla stessa stregua, anche i Quotidiani ed i Periodici dovrebbero essere acquistati in Edicola, scambiando due parole con l’ Edicolante …. evitando di leggerli tramite tablet. 
Riappropriamoci dei nostri contatti umani e dei rapporti interpersonali, attualmente sempre più marginalizzati ed emarginati dalla tecnologia.________G.M.

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Associazione librai italiani, DanieleBelotti, la libreria ideale, lega

Prima l’unità politica, poi le autonomie

di Mario Ciampi

Può un ente territoriale consultare il corpo elettorale per attribuirsi una maggiore autonomia organizzativa, regolamentare e finanziaria, in ordine a materie e funzioni costituzionali? La questione, a ben vedere, riguarda la legittimità, prima ancora che la legalità costituzionale. Certo, la sua stessa proposizione segnala le incertezze in cui versa l’ordinamento repubblicano italiano, almeno a partire dalla riforma del 2001, con le contraddizioni aggravate negli ultimi anni dalla crisi globale e dal neocentralismo da essa indotto. Regionalismo compiuto e tendente al federalismo, che convive insieme alle spinte neocentraliste tese a limitare la frammentazione del potere politico: questo è il quadro che abbiamo dinanzi.

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autonomia regionale, titolo V, unità politica

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Sassonia in fermento per elezioni regionali

Berlino – In Sassonia, Land della Germania sudorientale di grande importanza sul piano sia dell’economia (con la presenza storica dell’industria mineraria e quella, più recente, dell’elettronica per i microprocessori, nata negli anni ’90) e del turismo, Regione che già sotto il regime comunista della DDR era tra le più avanzate, c’è grande fermento in attesa delle elezioni regionali del 1 settembre.

La Sassonia, infatti, pur essendo tuttora il Land tedesco a più ‘rapida crescita economica, mantiene un alto tasso di disoccupazione e un basso tasso di investimenti produttivi: e – come, del resto, tutte le regioni ex DDR – è al centro di un’attenta politica comunitaria di aiuti per lo sviluppo.

In questo Land, così, sono particolarmente attive varie formazioni politiche di estrema destra. Sia quelle più “classiche”, come l’ AfD, Alternativa per la Germania, di Alice Weidel,  partito erede dei vecchi Nazional democratici e Republikaner e assimilabile allo spagnolo Vox e al greco Alba Dorata, giunto, alle elezioni europee, al 10,9% dei consensi in tutto il Paese, con 11 eurodeputati eletti, che altre di nuovo stampo. Tra queste, risultano attivi, specie nei distretti orientali della Sassonia, movimenti come “Pegida”, centrato soprattutto su antiislamismo e xenofobia, nato proprio a Dresda nel 2014, e il recentissimo Movimento identitario. Che, pur contando solo 600 iscritti in tutta la Germania, ha stretti rapporti con organizzazioni analoghe di Austria e altri Paesi UE; e solleva spesso polemiche  per le opinioni di vari membri della direzione, che hanno alle  spalle un passato in formazioni di stampo dichiaratamente fascista, e a cui è capitato di elogiare i tempi del Terzo Reich.

Ma è soprattutto AfD ad essere popolare in varie zone della Sassonia; nelle aree vicine alla Polonia e alla Repubblica Ceca, durante le ultime elezioni al Bundestag ha vinto persino con la conservatrice CDU, che da decenni trionfava in tutto il  Land. Un sindaco CDU governa da anni anche a Görlitz, cittadina di circa 50.000 abitanti molto vicina alla Polonia, e il cui territorio, anzi, sin dal 1945 è letteralmente tagliato in due dal passaggio della linea Oder- Neisse, che segna la frontiera con Varsavia.  A Gorlitz sono molto sentiti i problemi sia dell’immigrazione che dei rapporti coi vicini polacchi,  non sempre facili: ladri e  teppisti vari – come documentato, ultimamente, anche da vari media europei – imperversano spesso nella parte tedesca della città, rientrando poi comodamente nella parte polacca col semplice attraversamento di un ponte. A rivaleggiare fortemente coi democristiani a Görlitz c’è proprio la AfD, il cui candidato, Sebastian Wippel, è un ex-poliziotto il cui  punto  programmatico chiave  è riportare la sicurezza in città.

Evidenti le analogie tra questo partito e la Lega di Salvini, infatti (leader che, tra l’altro, ha rapporti  con vari esponenti delle nuove destre europee). AfD parte da innegabili esigenze e stati d’animo dei cittadini scivolando, poi, su terreni xenofobi, ultranazionalisti e antiimmigrazione “a priori”.

La Corte costituzionale tedesca ultimamente ha dichiarato inammissibile un ricorso presentato proprio  dall’AfD della Sassonia contro l’annullamento, da parte della commissione elettorale, di una cospicua parte dei suoi candidati alle prossime elezioni del 1 settembre. Sul tema, però, è attesa una decisione definitiva da parte  della Corte costituzionale del land, a Lipsia.

Se anche l’organo costituzionale della Sassonia respingerà il ricorso dei populisti di destra, nel Land saranno candidabili, per l’Afd, solo i primi 18 della lista, che conteneva inizialmente 61 candidati. Ciò significa che, se il partito populista avrà in Sassonia una performance notevole (dai sondaggi risulterebbe la prima forza, testa a testa con la Cdu), comunque non potrà eleggere più di 18 deputati: gli altri seggi andranno ripartiti tra le altre formazioni.

I motivi del respingimento del ricorso di AfD da parte dei giudici di Karlsruhe, comunque, sembrano toccare solo il piano giuridico-formale.

 Fabrizio Federici

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AfD, Germania, Merkel, sassonia

Esecuzioni immobiliari: un fallimento per i creditori !

I CREDITORI DECRETANO LA ROVINA
DI VARIE CENTINAIA DI MIGLIAIA DI FAMIGLIE

………CIO’ PER RECUPERARE IL 33% DEL LORO CREDITO, COME DIMOSTRANO INCONFUTABILMENTE LE STATISTICHE

una circostanziata analisi di GIOVANNI PASTORE 

BANCHE, FONDI SPECULATIVI, CREDITORI E DEBITORI DEBBONO COOPERARE PER SOLUZIONI PIÙ EQUE.  Infatti Il sistema sta collassando, il malaffare si diffonde, favorito da interpretazioni elastiche delle norme;  la fiducia nella giustizia è distrutta da ordinanze a vantaggio esclusivo dei creditori. Ciò che sta succedendo era prevedibile ed è stato previsto già 18 mesi fa !

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esecuzioni immobiliari

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Bitcoin, Libra, Criptovalute… e non solo

UNA PANORAMICA SUL  “BLOCKCHAIN WEEK ROMA” 

Cosa sia una cripto valuta  non tutti sono in grado di dirlo, anche se in tanti ne hanno sentito parlare delle più famose come Bitcoin e Libra. Più difficile invece sapere che cosa è blockchain, una sorta di registro digitale di transazioni ordinate cronologicamente, strettamente connesso  alla vita delle monete digitali ma non solo.  La materia è delicata. Sembrerebbe appannaggio di pochi iniziati in realtà pian piano anche il grande pubblico, superata una certa diffidenza, si sta avvicinando a questo mondo al momento ancora poco conosciuto.  A facilitare questo processo vi sono una serie di manifestazioni organizzate da società in grande dimestichezza con il mondo delle monete digitali e con quello del blockchain.

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Lorenzo Tagliavanti:
definire e completare la riforma delle C.C.I.A.A.

Alla vigilia dell’incontro tra i Vertici dell’ Unioncamere, 
il Presidente della Camera di Commercio parla della riforma.

Lorenzo Tagliavanti, Presidente della Camera di Commercio di Roma, intervistato, domenica 14 Luglio presso Agricoltura Nuova, Castel di Leva 371, Roma, in occasione della “Festa de L’Unità”, dove è stato ospite d’eccezione per discutere, insieme a Patrizia Prestipino di rinascita economica e civile per il Paese e per Roma, dice la sua sulla riforma delle Camere di Commercio.

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Global Committee riporta il pensiero del futuro Capo della politica estera in Europa

La Redazione riceve la seguente notizia, che, nonostante la gravità, attenua un allarme. L’Europa non è nuova di fronte a queste prese di posizione o alle azioni USA con qualche Stato Europeo per decostruire l’Unione ed il Mediterraneo. 

Appare probabile che l’imperialismo di alcuni rischi di accendere continuamente focolai nel mondo. E’ il consueto sdoppiamento fra propaganda verbale e verità di azione a proposito di democrazia e buonismo wasp.

                                                                                                                   M.G.

 

Il futuro capo della politica estera dell’UE, l’ex Ministro degli Esteri spagnolo Josep Borrell, aveva affermato in un’intervista a Politico che bisogna abituarsi al fatto che l’Iran voglia distruggere Israele. Alla domanda sull’accordo nucleare da cui gli Stati Uniti si sono ritirati, Borrell ha risposto: “Gli americani hanno deciso di ucciderlo unilateralmente, senza curarsi degli interessi europei. Non siamo bambini che seguono quello che dicono gli Americani. Abbiamo le nostre prospettive, interessi e strategie, e continueremo a lavorare con l’Iran. Sarebbe molto negativo per noi se gli Iraniani continuassero a sviluppare un’arma nucleare (…) l’Iran vuole annientare Israele; niente di nuovo a riguardo. Dobbiamo conviverci.”

Il 6 novembre, un giorno dopo che gli Stati Uniti hanno reimpostato un’ultima tranche di sanzioni contro l’Iran, Borrell si è unito alle critiche mosse dal Ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov agli Stati Uniti, dichiarando di aver rifiutato “qualsiasi tipo di posizione che assomigli a un ultimatum di chiunque e anche degli Stati Uniti”. 

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ISRAELE, Joseph Borrell, Lavrov, Medioriente, SU, ue

Festa dell'Unità

Laura Boldrini e Patrizia Prestipino:
“intervista lampo” con la Consul Press

Una riforma populista della Costituzione
per un  “Parlamento meno contemporaneo”

Intervista a cura di Edoardo Maria Franza 

 
L’ex Presidente della Camera Laura Boldrini, intervistata giovedì pomeriggio 11 luglio, in occasione della Festa de l’Unità del IX Municipio, tenutasi presso Agricoltura Nuova, Castel di Leva 371, Roma, ospite d’onore insieme all’On. Patrizia Prestipino, dice la sua sulla riforma costituzionale, appena passata in Senato. 
La riforma, che prevede il taglio dei parlamentari ed il referendum propositivo, passa il terzo dei quattro step previsti dall’art. 138 della Carta Costituzionale. Spetterà dunque alla Camera dei Deputati l’ultima fase che, in settembre, potrebbe portare alla revisione del testo costituzionale.
 

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Intervista al Rettore de “La Federiciana”,
una Università Popolare aperta a tutti

A COLLOQUIO CON IL RETTORE DE “LA FEDERICIANA”,
Prof.  SALVATORE MARIA MATTIA GIRALDI 

a cura di EDOARDO MARIA FRANZA  

Mercoledì 24 giugno, presso la sede FAI CISL , si è tenuto il Consiglio Programmatico dell’Università Popolare Federiciana, come già pubblicato sulla Consul Press.  Oggi,  per saperne di più, abbiamo incontrato il Rettore Salvatore Maria Mattia Giraldi che ha cortesemente ed esaurientemente risposto alle nostre domande.

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Prof Fabrizio Valerio Bonanni Saraceno, Salvatore Maria M. Giraldi - Rettore, Università "La Federiciana", Università Popolare Federiciana

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Amor Patriae, nostra lex :
Lectio Magistralis di Kiril Maritchkov

Gli Eredi dei ciceroniani ” Patres Patriae”,
irretiti dal buonismo globalista oltreoceanico,
bacchettati dall’Avvocato Kiril Maritchkov (*1)

Ci è giunto in Redazione questo comunicato da parte della Fondazione “Fare Futuro”, che qui riportiamo integralmente, mentre per quanto riguarda alcuni rappresentanti di questa nostra povera Patria …..  il resto è silenzio! (NdR) 

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clandestini, legge, Maritchkov, ONG, polizia, Popolo Italianoa, russia, ue

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La “Finanziarizzazione dell’economia”
tramite i fondi speculativi

IN LODE DEI FONDI SPECULATIVI  ….
un’affermazione o una domanda (?) 

Tramite l’ Associazione Culturale FAVOR DEBITORIS, è pervenuto alla nostra Redazione un articolo a firma dell’ Avv. Dino Crivelllari,  per illustrare il ruolo economico, sociale e politico dei fondi speculativi. 
L’autore ha svolto anche una importante attività come “banchiere ed è stato anche uno dei primi realizzatori delle “Cartolarizzazioni” e del recupero crediti nel sistema finanziario italiano.
Al termine del suddetto articolo seguono alcune osservazioni redatte dal Prof. Giovanni Pastore, per l’ Associazione FavorDebitoris” (*1)

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banche, finanza

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Sea Watch. La vera sconfitta è la Giustizia

Carola libera, Carola in prigione.

Roma – “Credo che la vita umana va salvata in qualsiasi maniera”, ha sottolineato il cardinale Parolin, segretario di Stato vaticano, rispondendo ai giornalisti sull’esito della vicenda della nave Sea Watch, della sua comandante e dei 40 migranti. “Quindi quella deve essere la stella polare che ci guida, poi tutto il resto è secondario”, ha spiegato il Segretario di Stato della Santa Sede. Questa posizione sta emergendo e sta diventando con molta forza e nettezza il messaggio positivo contro coloro che invece invocano l’osservanza della legalità da parte di Carola, dopo che per 17 giorni non si è fatto nulla. La legge dell’umanità contro una legge disumana e violenta, quella del decreto sicurezza bis, questo è ormai lo scontro di civiltà in atto. E qui non ci sono tifoserie sugli spalti, ma finalmente un profondo interrogarsi su cosa stia diventando questo Paese se segue le parole intrise di inciviltà e di barbarie di qualche ministro. In questo scontro di civiltà è purtroppo rimasta schiacciata la Giustizia, quella per la quale dovrebbero lavorare i magistrati di Agrigento, per troppo tempo tentennanti, intimiditi, in una giostra di pilatesche decisioni. Se si fosse seguita la massima del cardinal Parolin, e di coloro che in nome dell’umanità hanno stabilito un nesso profondo tra la capitana Carola e Antigone, lo straordinario personaggio creato da Sofocle, 2500 anni fa, molto probabilmente l’esito sarebbe stato diverso. E invece no, si è ceduto allo show mediatico, alla necessità di far vedere al mondo una donna coraggiosa in manette e in favore di telecamera, simbolo di una vittoria politica della destra più becera e sanguinaria, esibita, gridata, ma in effetti non ottenuta. Perché in questa vicenda ha vinto proprio lei, Carola, ha vinto il principio nonviolento della reazione contro le leggi ingiuste che pure porterà a sacrificare parte della propria vita e della propria incolumità. Chiunque, nella storia anche recente, ha voluto vincere battaglie di civiltà in modo nonviolento, ha subìto l’onda dell’oltraggio pubblico, da Cristo a Mandela agli eroi italiani, quegli obiettori che negli anni Settanta si sono battuti contro la leva obbligatoria. Un giorno del futuro, questa storia sarà raccontata diversamente, perché qualcosa è cambiato, qui in Italia, e là in Europa.

Intanto a quanto si è saputo, la capitana Carola è ospite di un’amica sull’isola di Lampedusa. Si sta cercando di non dare indicazioni precise su dove si trovi nel timore di attacchi contro la sua persona dopo che un gruppo di lampedusani, guidati dall’ex vicesindaco dell’isola Angela Maraventano, l’ha insultata, minacciata, derisa mentre applausi provenivano dai sostenitori della Sea Watch. “Carola è stanca e stressata”, fanno sapere i suoi legali Leonardo Marino e Salvatore Tesoriero i quali considerano “una follia” l’accoglienza “in assetto da guerra” della Sea Watch3 nell’isola siciliana. Per il procuratore di Agrigento Luigi Patronaggio invece “le ragioni umanitarie non possono giustificare atti di inammissibile violenza nei confronti di chi lavora in mare per la sicurezza di tutti”. In attesa di un eventuale processo alla Rackete (smentito quello per direttissima di cui alcuni media avevano parlato), le Fiamme Gialle hanno elevato una sanzione amministrativa di 16mila euro ciascuno al comandante, all’armatore e al proprietario della nave che batte bandiera olandese. La nave è stata intanto affidata al vicecomandante e si dirigerà presto verso il porto di Licata dopo che stamattina la sua presenza ha provocato un ritardo di 45 minuto nel decollo di un aereo da Lampedusa a Palermo a causa dell’altezza del suo albero. “Ora tutto è nelle mani della Procura e sarà la Procura a fare le sue valutazione – riflette il sindaco di Lampedusa Totò Martello – Resta l’amaro in bocca perché, finito il ragionamento sulla Sea Watch, resta il problema degli sbarchi e sarebbe opportuno un tavolo europeo per capire il comportamento da tenere su questo fenomeno”.

Per Carola è attesa entro martedì la convalida dell’arresto da parte del gip. La Sea Watch si sposterà in provincia di Agrigento. “La nostra Comandante non ha rilasciato nessuna intervista. Quelle pubblicate oggi sono libere interpretazioni dei fatti” precisa la Sea Watch su twitter. “Carola è la donna più coraggiosa che abbia mai conosciuto, siamo tutti orgogliosi di lei”. Oscar, studente berlinese di 26 anni da due anni a bordo della Sea Watch, è uno dei venti tra uomini e donne dell’equipaggio della nave della ong tedesca che da ieri non ha più un comandante. Ma nessuno di loro pensa minimamente che Carola Rackete abbia sbagliato a decidere di forzare il blocco. A bordo sono tutti con lei, la “capitana coraggiosa”. Oscar racconta quando, attorno a mezzanotte, la comandante gli ha spiegato cosa stesse per accadere. “Gli ospiti a bordo, ci ha detto, non possono continuare a stare in queste condizioni, la situazione ci sta sfuggendo di mano”. Ma l’equipaggio ribadisce anche che non c’era alcuna volontà da parte di Carola di colpire la motovedetta. “Non volevamo assolutamente fare del male ai finanzieri. La loro imbarcazione all’improvviso si è messa tra noi e la banchina per impedire l’attracco. Posso dire al 100% – dice convinto Oscar – che Carola non avrebbe mai messo in pericolo la vita dei finanzieri”. A bordo sono invece rimasti “shoccati” dagli insulti partiti dal molo di Lampedusa. “Non ci aspettavamo quelle reazioni scomposte, non capivamo cosa dicessero ma avevamo capito che erano insulti. E’ stato terribile”. Insomma, non c’è stato alcuno speronamento ma una manovra fatta in condizione di estrema difficoltà, senza alcuna volontà di uccidere. Una manovra nella quale ci si è avvicinato forse un po’ troppo alla barca della Gdf ma non c’è stato alcun contatto o volontà di speronare la nave, ha poi confermato l’avvocato Salvatore Tesoriero, legale di Carola Rackete, incontrando i giornalisti a Lampedusa.

Il durissimo editoriale di Avvenire contro i “guardiani della legge costretti non a difendere i più deboli ma se stessi”

Scrive Marco Tarquinio, direttore del quotidiano dei vescovi Avvenire, “Povero è il Paese dove naufraghi senz’altro bagaglio che la propria pelle sono dichiarati nemici e chi li salva è trattato da fuorilegge e da fuorilegge si ritrova ad agire. Povero è il Paese dove i guardiani della legge sono costretti non a difendere i più deboli ma a difendere se stessi da un rischio grave e diventano scudo dei più forti. Povero è il Paese dove legge fa a pugni con la Legge, e il diritto si converte nel rovescio della morale. E poveri siamo noi. Come siamo potuti arrivare sin qui? E come possiamo rassegnarci?”. L’editoriale sul caso Sea Watch ha per titolo “Se soccorrere diventa reato. Il codice capovolto dei valori”. E così prosegue. “Povera Italia, povera Europa, povera legalità e povera la nostra anima”, afferma il giornale dei vescovi. “Non c’è ragione e non ci sono ragioni che spieghino e comprendano ciò che nella notte del 29 giugno 2019, notte dei santi Pietro e Paolo, è potuto accadere nel porto di quell’isola immersa nel Mediterraneo e che un po’ tutti negli anni – grazie alla generosità della sua gente e alla salda testimonianza della sua Chiesa – abbiamo imparato ad ammirare, amare e a chiamare ‘speranza’”. “Non c’è ragione e non ci sono ragioni che aiutino a capire perché una nave con a bordo 40 naufraghi abbia dovuto rischiare la collisione con la nave militare di una nazione come la nostra, che grazie alla sua civiltà – e ai valori che ha scolpito in Costituzione e nei Trattati e nelle Convenzioni che ha firmato e, prima ancora, ha contribuito a scrivere – ha saputo affermare e condividere con gran parte del mondo quei princìpi umanitari che dovrebbero dare luce e profondità alle regole immaginate per rendere il mondo stesso un posto sempre più accogliente e giusto per gli esseri umani. Soprattutto per i più poveri e i più deboli”, sottolinea Tarquinio. Infine, “se il soccorso è reato, chi s’impegna per salvare vite, in realtà le sta dannando. Chi tende la mano per aiutare, sta marchiando l’altro. Chi fa il bene, in realtà fa male…”, scrive Tarquinio per coloro che nei comizi, offendendo milioni di credenti, sbandierano come trofei il rosario e il vangelo.

L’Europa contro il governo italiano 

“difendere i confini nazionali non è un diritto ma un dovere. L’Italia – ha chiarito – non prende lezioni da nessuno e dalla Francia in particolare: Parigi ha chiuso Schengen, era in prima fila per bombardare la Libia, abbandonava immigrati nei boschi italiani”. Intanto, anche da Lussemburgo giunge una presa di posizione forte contro il “Salvare vite umane è un obbligo umanitario. Il salvataggio in mare non deve essere criminalizzato. Spetta alla giustizia italiana chiarire velocemente le accuse”. Non le manda a dire su Twitter il ministro degli Esteri della Germania, Heiko Maas, nel giorno dello sbarco della nave Sea Watch 3 a Lampedusa. Ma critiche sono arrivate anche dalla Francia e da Lussemburgo, a testimonianza del fatto che per il governo gialloverde sul fronte migranti la strada è in salita nei rapporti con gli altri Paesi dell’Unione europea. L’Italia “ha annunciato una chiusura dei suoi porti, in violazione del diritto internazionale del mare, anche se gli sbarchi di persone soccorse in mare continuano ad avvenire in Italia, sia da parte di navi di ong, sia di navi della guardia costiera italiana”, è il contenuto di un comunicato del ministero dell’Interno francese guidato da Cristophe Castaner. Si riaccende, quindi, la polemica fra Parigi e Roma, dopo le frizioni delle scorse settimane su Ventimiglia. È arrivata, infatti, a stretto giro la replica del titolare del Viminale, Matteo Salvini, secondo cui“difendere i confini nazionali non è un diritto ma un dovere. L’Italia – ha chiarito – non prende lezioni da nessuno e dalla Francia in particolare: Parigi ha chiuso Schengen, era in prima fila per bombardare la Libia, abbandonava immigrati nei boschi italiani” nessuno e dalla Francia in particolare: Parigi ha chiuso Schengen, era in prima fila per bombardare la Libia, abbandonava immigrati nei boschi italiani”. Intanto, anche da Lussemburgo giunge una presa di posizione forte contro il “Salvare vite umane è un obbligo umanitario. Il salvataggio in mare non deve essere governo. “Caro Enzo, ministro degli Esteri italiano”, “vorrei sollecitare il tuo aiuto” perché “Carola Rackete, che era ai comandi della nave battente bandiera olandese ed era in obbligo di far sbarcare 40 migranti a Lampedusa, oggi 29 giugno, sia rimessa in libertà”, ha scritto su Facebook il ministro degli Esteri lussemburghese, Jean Asselborn, in una lettera indirizzata all’omologo Enzo Moavero Milanesi, in cui sottolinea che “salvare delle vite umane è un dovere e non potrà mai essere un delitto o un reato; non salvarle, al contrario, lo è. Come in passato il Lussemburgo resterà sensibile all’idea di solidarietà con l’Italia per quanto concerne la ripartizione dei migranti salvati dalle navi delle ong nel mar Mediterraneo”. E non si è fatta attendere la replica di Milanesi. “Nei confronti della comandante della Sea-Watch 3, Carola Rackete, è stata aperta un’inchiesta e adottate misure da parte della magistratura italiana. In base alla nostra Costituzione – ha sottolineato il ministro – i giudici hanno piena indipendenza dal Governo. Con rispetto e fiducia ne attendiamo, dunque, le decisioni”. Il titolare della Farnesina, ricordando lo “spirito dell’amicizia di lunga data che ci lega”, ha concluso così il suo messaggio su Facebook: “Desidero, peraltro, cogliere l’occasione per ringraziare, nuovamente, il Lussemburgo per la disponibilità ad accogliere alcuni dei migranti della Sea-Watch 3”.

 

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Carola Rackete, europa, Germania, governo, lampedusa, migranti

La Cultura, secondo Symbola,
fa bene alle casse dello Stato

QUANDO LA CULTURA TRAINA ECONOMIA E FINANZA 

K metro 0/Jobsnews – Roma – La Cultura è uno dei motori trainanti dell’economia italiana, uno dei fattori che più esaltano la qualità e la competitività del “Made in Italy”.  Il Sistema Produttivo Culturale e Creativo, fatto da imprese, Pa e non profit, genera infatti quasi 96 miliardi di euro e attiva altri settori dell’economia, arrivando a muovere, nell’insieme, 265,4 miliardi, equivalenti al 16,9% del valore aggiunto nazionale.
È quanto emerge dal Rapporto 2019 ‘Io sono Cultura – l’Italia della qualità e della bellezza sfida la crisi’, elaborato dalla Fondazione Symbola e Unioncamere, con la collaborazione e il sostegno della Regione Marche, ed illustrato oggi a Roma alla presenza del ministro per i Beni e le Attività Culturali, Alberto Bonisoli, del segretario generale di Unioncamere, Giuseppe Tripoli, del presidente di Symbola, Ermete Realacci e del presidente di Unioncamere, Carlo Sangalli.

Il rapporto, arrivato alla IX edizione, precisa che i 265,4 miliardi (relativi al 2018) sono “un dato comprensivo del valore prodotto dalle filiere del settore, ma anche di quella parte dell’economia che beneficia di Cultura e creatività e che da queste viene stimolata, a cominciare dal turismo. Una ricchezza – si legge ancora nel rapporto – che si riflette in positivo anche sull’occupazione”. Le industrie culturali producono, da sole, 35,1 miliardi di euro di valore aggiunto (il 2,2% del complessivo nazionale), dando lavoro a 500 mila persone (il 2,0% degli addetti totali). Contributo importante anche dalle industrie creative, capaci di produrre 13,8 miliardi di valore aggiunto, grazie all’impiego di quasi 267mila addetti.  Le Performing arts generano, invece, 8,2 miliardi di euro di ricchezza e 145 mila posti di lavoro; a conservazione e valorizzazione del patrimonio storico-artistico si devono 2,9 miliardi di euro di valore aggiunto e 51/mila addetti. A questi quattro ambiti, che rappresentano il cuore delle attività culturali e creative, si aggiungono i rilevanti risultati delle attività creative-driven: 35,8 miliardi di euro di valore aggiunto (il 2,3% del complessivo nazionale) e più di 591mila addetti (2,3% del totale nazionale). Approfondendo l’analisi è interessante individuare le varie componenti che contribuiscono alla produzione di ricchezza in ciascun settore culturale. Le performance più rilevanti, all’interno delle industrie creative, appartengono al sottosettore del design (che produce 8,9 miliardi di euro di valore aggiunto insieme all’architettura; lo 0,6% del valore complessivo) e della comunicazione (4,9 miliardi di euro, lo 0,3%). Ad alimentare la ricchezza prodotta dalle industrie culturali, invece, vi sono il comparto dell’editoria e stampa (da cui deriva lo 0,9% del valore aggiunto nazionale, corrispondente a 13,7 miliardi di euro) e quello dei videogiochi e software (0,9%, pari a 13,6 miliardi di euro). Nel suo complesso, nel 2018, il Sistema Produttivo Culturale e Creativo ha prodotto un valore aggiunto e un’occupazione superiori rispetto all’anno precedente: rispettivamente +2,9% e +1,5%.

Nel 2018 il Sistema Produttivo Culturale e Creativo italiano ha dato lavoro a 1,55 milioni di persone, ossia il 6,1% del totale degli occupati. Un dato in crescita dell’1,5% rispetto al 2017, superiore a quello del complesso dell’economia (+0,9%). Il Sistema Produttivo Culturale e Creativo italiano contava, a fine 2018, 416.080 imprese, che incidevano per il 6,8 % sul totale delle attività economiche del Paese. Le imprese nei settori del Core Cultura, direttamente collegate alle attività culturali e creative, erano 289.792. Inoltre, si stima in 125.054 il numero di imprese della componente creative driven, dove confluiscono tutte le attività economiche non strettamente riconducibili alla dimensione culturale, ma caratterizzate da strette sinergie con il settore. Più del 95% delle imprese operanti nel settore Core Cultura appartiene a due soli ambiti: industrie culturali (147.153 mila imprese, pari al 50,6 % del totale) e industrie creative (129.533 imprese, pari al 44,5% del totale). Focalizzando le dinamiche 2017/2018, ad eccezione delle industrie culturali, che hanno fatto registrare una diminuzione (-0,6%, con il picco positivo di videogiochi e software cresciuti del +2,7%, e negativo di editoria e stampa, -2,0%), nel 2018 gli altri raggruppamenti sono cresciuti, sia quello più consistente delle industrie creative (+0,9%, trainato da comunicazione, +1,3% e design, +2,1%), sia quelli più piccoli ma molto dinamici delle performing arts (+2,7%) e del patrimonio storico-artistico (+4,9%).

FABRIZIO FEDERICI 

 

 

 

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Bonisoli, Symbola, unioncamere

Mercatone Uno: Rate-Mutui /Dipendenti
temporaneamente sospese dalla Banche

LA NECESSITA’ DI UN’INIZIATIVA DEL GOVERNO
per una sospensione automatica delle rate-mutuo
in caso di perdita del lavoro per i Dipendenti di Aziende in crisi

Intesa Sanpaolo ed Unicredit hanno concordato di concedere ai propri clienti – qualora rientranti nei circa 1.800 lavoratori di “Mercatone Uno” –  la possibilità di sospendere i pagamenti rate dei mutui per un periodo fino a un anno.
Tale annuncio è stato positivamente accolto da Federconsumatori, un’ Associazione che nelle scorse settimane si è impegnata lodevolmente a favore e a fianco di queste moltissime persone – venutesi a trovare, da una sera ad una mattina dopo – senza più il loro posto di lavoro.

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federconsumatori, intesa san paolo, mercatone uno, unicredit

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Amministrative: domani al ballottaggio 136 comuni

Sono 136 i comuni italiani che domani torneranno alle urne per scegliere il proprio sindaco. Domenica 26 maggio, in cui si votava contemporaneamente per le elezioni europee e per quelle amministrative in 3654 comuni, non tutti i candidati sindaci hanno raggiunto la maggioranza dei voti richiesti per essere eletti. Nelle elezioni amministrative, il ballottaggio si rende infatti necessario se nessun candidato sindaco ottiene la maggioranza: nel caso dei comuni con più di 15 mila abitanti, serve la maggioranza assoluta dei voti validi, ovvero la metà più uno; mentre nei comuni con meno di 15 mila abitanti si vota al secondo turno solo se i due candidati hanno ottenuto lo stesso numero di voti.

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amministrative, comunali, elezioni, Lega di Salvini, Movimento 5 stelle, Partito Democratico

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Coraggio e Responsabilità ….
un appello di F.d’I. al Premier Conte

Venerdì 31 maggio, fra consultazioni, accordi, discussioni post elettorali per stabilire una rinnovata partenza verso il bene e l’equilibrio sociale ed economico d’Italia, alcuni consiglieri del Comune di Roma, appartenenti a Fratelli d’Italia, Lavinia Mennuni , de Priamo e Figliomeni hanno gentilmente “accerchiato” e fermato il Premier Giuseppe Conte per sollecitare il decreto Salva-Roma, fermo da ormai lungo tempo.

Alla domanda del perché di questo atto fuori programma, che denota un notevole coraggio nel prendere di petto il Premier occupato ad altri impegni difficili, data la situazione, il Consigliere Lavinia Mennuni ha così risposto: ” Abbiamo approfittato della presenza del Premier Conte per rappresentargli l’esigenza urgente e stringente di approvare il Decreto “Salva Roma”. Non è battaglia di destra o sinistra, ma è superamento di ogni minuteria venuta fuori da vanto personale su chi vince e chi no, e volontà certa e determinata di una Nazione che sta oscurando la sua Capitale come se fosse un angiporto mediorientale invece di curarla come essa merita. La Giunta Veltroni ha lasciato un debito di 9 miliardi, ribattuti sul sindaco che seguì, inseriti nella gestione poi commissariale. Se la massa debitoria ricadesse sulle spalle dei cittadini sarebbe un disastro. Ricordo che ogni capitale europea gode di uno status e di poteri speciali: Roma non ottiene quanto le spetta per i servizi che eroga come Capitale di tutti gli Italiani. Fratelli d’Italia si è assunto l’onere di rappresentare tale esigenza, sollecitando faccia a faccia il Premier e cancellare così il silenzio vergognoso del Sindaco Raggi e di altri colori politici. Premier Conte, vi invitiamo a varare al più presto questo Decreto: ci mostri, oltre alle sue molte abilità, il suo amore per Roma” .

Non rimane altro che aggiungere che il Consigliere interpreta il desiderio nazionale, e oltre a notare il coraggio di questo gesto,  si vuole qui sottolineare la sentita responsabilità del Consigliere Mennuni nel farsi portavoce di una città, e quella del Premier insieme al suo coraggio nel sapere gestire personalità di governo così diverse. Queste due qualità, in lui unite, dovrebbero concedere a Roma ciò che è doveroso ed ormai urgentemente irrinunciabile.

Marilù Giannone

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De Priamo, Figliomeni, Giuseppe Conte, Lavinia Mennuni, Salvaroma, Veltroni

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