A Berlino, il 9 novembre 1989: la caduta del muro

A TRENT’ANNI DAL CROLLO DEL MURO, BERLINO INTENDE FESTEGGIARE. Dal 4 al 10 Novembre la città sarà una mostra a cielo aperto.

Il 9 Novembre faranno trent’anni esatti dalla caduta del muro di Berlino.  Trent’anni precisi da quando Günter Schabowski, portavoce di quella che fu la Repubblica Democratica Tedesca, sbagliò a leggere i suoi appunti sulle nuove misure permesse ai cittadini della ex-Germania Est.

Continua a leggere

A Roma “I° Trofeo Olympia”,
per il CXX° Anniversario della Polisportiva Lazio

IL TORNEO “OPEN DELLA CAPITALE(CALCIO DA TAVOLO – SUBBUTEO)
 in collaborazione con F.I.S.C.T.  e con l’ Hotel  Rouge et Noir 

da  sabato 1 Febbraio – h. 9:30 a domenica 2 febbraio h.18,30
in Via Cosimo De Giorgi, 8 –  00158 Roma

Sabato 1 e domenica 2 febbraio presso le sale dell’Hotel “Rouge et Noir andrà in scena la prima edizione del torneo federale nazionale di calcio da tavolo/subbuteo “Open della Capitale”.
Nella prima giornata si terranno le competizioni individuali (open, under e challenge), suddivise nella modalità di gioco “calcio da tavolo” (materiali moderni) e “subbuteo tradizionale” (materiali tradizionali); nella giornata di domenica si giocherà il torneo a squadre, con i club provenienti da tutta Italia pronti a battersi per aggiudicarsi il primo “Trofeo Olympia” della storia.

Calcio da Tavolo, S.S. Lazio, Subbuteo, Trofeo Olimpia

Continua a leggere

Kaos in Italia e in Europa, a causa di Di Maio

GIGGINO NON E’ PIU’ IL “CAPO POLITCO DELLA LOCATION A  5 STELLE

Nell’attesa del messaggio all’ Urbi et Orbi da parte di Beppe Grillo e della “Casaleggio & Associati”, mentre Giuseppi Conte è perplesso ed Alessandro Di Battista  sta pensando o cogitando …. a noi viene solo da sorridere ….o forse anche da sogghignare.

Continua a leggere

Plinio il Vecchio “buone nuove”
su un precursore dimenticato

Plinio il Vecchio il suo teschio è l’unica reliquia dell’Impero Romano?
Lo storico dell’arte giornalista Andrea Cionci ha tagliato il nastro di un oblio che quasi attendeva la sinergia della ricerca multidisciplinare dopo “Cent’anni di solitudine”

Raffaele Panico

Andrea Cionci, Flavio Russo, Gennaro Matrone, ing. Cannizzaro, Museo di Arte Sanitaria Roma, Plinio il Vecchio, reliquie, Vesuvio 79 d.C.

Continua a leggere

Italia e Russia a Roma insieme con arte e musica

ITALIA E RUSSIA A ROMA INSIEME CON ARTE E MUSICA
Roma, sabato 19 Gennaio scorso, nella prestigiosa Sala Verde dell’Istituto Nazareth in Via Cola di Rienzo, si è tenuto il concerto lirico di inizio anno per brindare al Capodanno Ortodosso e per riprendere le attività del Centro Culturale Italia Russia che eredita i principi e gli scopi del Centro di Cultura Russo in Roma fondato da Wanda Gasperovich fin dagli inizi del 2000, ormai 20 anni fa. L’Associazione Culturale ha come finalità promuovere e favorire in Italia, in Russia e in qualsiasi altro paese dell’Unione europea, gli scambi culturali, scientifici, economici e turistici tra l’Italia e la Federazione Russa. Inoltre, l’Associazione curerà tutte le attività finalizzate a divulgare l’arte e la cultura e a rafforzare i rapporti tra i due paesi Italia e Russia.

Pubblichiamo gli auspici del programma cuturale per
l’anno in corso a cura di

Giuseppe Evaristo Massa

arte, cultura, Italia, musica, Russia

Continua a leggere

A colloquio con Giuseppe Colombo
sugli aspetti concreti della Settima Arte

UN PRODUTTORE CHE PRESERVA LE VARIABILI STRATEGICHE E IL CARATTERE D’INGEGNO CREATIVO DEI FILM DI POESIA

Una conversazione con MASSIMILIANO SERRIELLO 

Mettere in pratica le variabili strategiche contemplate dagli esperti di economia dei beni artistici, in cui rientra a pieno titolo la cosiddetta fabbrica dei sogni, non è certo una passeggiata di salute. Il cinema, come parte integrante sia dell’industria culturale sia del settore dell’entertainment, impostosi all’attenzione dell’intero pianeta grazie alle prospettive finanziarie stabilite oltreoceano, resta un’arma a doppio taglio.

DARIO ARGENTO, GABRIELLA GIORGELLI, GIANNI CANOVA, GIUSEPPE COLOMBO, MAX VON SYDOW, THEODOROS ANGELOPOULOS, TINTO BRASS

Continua a leggere

Mediterraneo e Medio Oriente
tra crisi diplomatiche e scontri di guerra

Una “Tragedia” in corso, ancora senza Atto Finale

………… CUI  PRODEST  ?

una analisi dell’ Ambasciatore TORQUATO CARDILLI*

E’ un’espressione latina, utilizzata retoricamente quando si è alla ricerca investigativa del movente che spinge qualcuno ad una certa azione, risalente a Lucio Cassio e a Cicerone, ripresa poi da Seneca che la mette in bocca a Medea cui prodest scelus, is fecit”, cioè “chi trae vantaggio dal crimine ne è l’autore (o il mandante). 
Lasciandoci guidare da questa massima non possiamo comprendere le ragioni di quanto accade da molti anni nel Medio Oriente, senza risalire alle origini storiche del colonialismo, il cui albero, di salde radici e vari innesti, produce ancora frutti amari.

Continua a leggere

Blue Mountain, Australia

Australia il soccorso di Madre natura

Nel continente australe finalmente la pioggia

in foto, Blue Mountain, Australia

Raffaele Panico

Era una guerra persa, fin da settembre scorso erano centinaia gli incendi che hanno devastato l’Australia, con almeno 29 persone morte, migliaia di edifici e case distrutte, ecosistema devastato, decine e decine di milioni di animali morti tra le fiamme.

La siccità, il caldo estremo i venti secchi, ora hanno lasciato il campo alla pioggia. Il cielo ha deciso di affiancare il lavoro dei vigili del fuoco per fare fronte comune contro l’emergenza epocale. A Melbourne, solo due giorni fa, si sono avute addirittura inondazioni.

Nel Nuovo Galles la pioggia è stata di fatto determinate nello spegnimento di numerosi incendi e in questo fine settimana sono previste altre piogge. Anche a Sidney si prevedono piogge almeno fino a domani, domenica.

Australia, incendi, pioggia, prevenzione, previsione, previsioni, siccità

Continua a leggere

All’Ambasciata Argentina di Roma
una mostra pittorica di Enzo Mauri

 Mostra di Enzo Mauri
presso l’Ambasciata Argentina di Roma

“SCENE DI VITA QUOTIDIANA TRA ROMA E BUENOS AIRES” è il titolo della mostra di Enzo Mauri, curata del Prof. Egidio Maria Eleuteri, visitabile dal 14 gennaio fino al 4 febbraio presso l’Ambasciata Argentina (Casa Argentina) in via Veneto 7 a Roma (*1), come già annunciato anche dalla Consul Press.

Casa Argentina, Egidio Eleuteri, enzo mauri, Palazzo Coppedè

Continua a leggere

IL RAPPORTO TRA DIRITTO ED ECONOMIA

L’ANALISI DEI CAPITALI, DELLE NORME COSTITUZIONALI E DEGLI SPAZI DI CONFRONTO

Il rapporto tra diritto ed economia necessita di divenire oggetto di largo esame critico. Non per millantare formule magiche, con la scusa della messa in discussione dei precetti rei di accrescere i fattori d’inquietudine connessi anziché ridurli al lumicino. Lo scopo di un approfondimento, a beneficio dei lettori desiderosi di spiegazioni capaci di sciogliere i nodi legati ad alcune norme giuridiche poco chiare, rientra nei princìpi deontologici di ogni divulgatore alieno alle discipline di fazione. Ed ergo alle verità parziali. Dovute ai condizionamenti ambientali, all’accidia delle idee prese in prestito, agli automatismi inclini ad anteporre l’uggia della rinuncia allo studio dei criteri oggettivi.

Lo spirito di parte, a qualunque orientamento aderisca, rappresenta, infatti, una iattura. Che spinge le anime belle ad abdicare ai propri doveri. Spesso confusi con pretese di ratifiche senza capo né coda.  Scendere tanto a compromessi, per dare un colpo al cerchio delle necessità personali e l’altro alla botte delle faccende di pubblica utilità, quanto nell’agone politico, reso incandescente dall’attitudine a guadagnare rispettabilità imbrattando l’avversario, risulta inutile.

La riflessione, invece, del professor Valerio Malvezzi (nella foto), docente di Comunicazione Finanziaria presso il Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali all’Università degli Studi di Pavia, riguardo l’assenza di un monumento all’imprenditore ignoto, in virtù dei suicidi compiuti dai piccoli manager che hanno perso il capannone, sottrattogli dalla banca, è degna di nota.

Definirli delitti di Stato è un’affermazione forte. Tuttavia, riflettendo sull’etimologia sia di diritto sia di economia, balza agli occhi che dietro la provocazione risiede il desiderio di restituire alle PMI (piccole e medie imprese) il decoro svilito dalle mancate promesse.

L’iniezione di liquidità con cui Mario Draghi (nella foto), quand’era presidente della Bce (Banca nazionale europea), ha inondato, de facto, il mercato è finita in una bolla di sapone. A discapito dei risparmiatori. L’accesso al credito, esposto dal cambio di politica monetaria, ha ceduto il passo allo scambio di titoli fra investitori privati. Col debito pubblico italiano che lo scorso luglio ha raggiunto una soglia da capogiro (2.466 miliardi di euro). Il decremento recente (2.444,6 miliardi di euro rispetto ai 2.446,8 miliardi del mese di dicembre) costituisce l’aglietto di romanesca memoria col quale consolarsi degli amari risvegli dai dolci sogni di maggiori incrementi e meno spese correnti.

Indro Montanelli (nella foto), giornalista dall’orgogliosa verve polemica e dall’implacabile arguzia argomentativa, prima di coniugare la sua esistenza all’imperfetto, ci ha lasciato diverse perle di saggezza concernenti l’attitudine alle distinzioni di comodo tra figli e figliastri. Dinanzi ai lettori stanchi delle contraddizioni in seno al sistema – per cui se un impresario edile non consegnava in tempo allo Stato l’opera commissionata era costretto a pagare penali astronomiche; mentre in caso contrario la restituzione dei soldi indebitamente riscossi costituiva un’illusione – le sue risposte danno tuttora da pensare: «Il nostro Stato è un gigante con un solo occhio, come Polifemo: vede solo i crediti… I debiti preferisce ignorarli; se un poliziotto cade ammazzato dai terroristi, largheggia in telegrammi e in corone di fiori, ma lesina tutto il resto. Vizio antico, che ha un mesto precedente in Pietro Micca, la cui vedova fu compensata da Vittorio Amedeo II con due razioni di pane al giorno, vita natural durante». 

Il concetto della parola aletheia, intesa come lo svelamento della verità dei fatti, spegne, nondimeno, i piccoli fuochi delle sterili dispute. L’origine del termine in questione – dal greco οκος (oikos), “casa” o ugualmente “beni di famiglia”, e νόμος (nomos), “norma” oppure “legge” che dir si voglia – taglia la testa al toro: riguarda la sfera intima. E implica, al contempo, una dialettica costruttiva con gli organi dello Stato. Le persone preposte a esercitarne l’autorità non vanno dunque aborrite a priori. Bisogna però capire appieno, senza “se” né “ma”, perché il taglio effettuato sul tasso dei depositi, il pacchetto di misure della Bce, il chiarimento degli obiettivi di stabilità ed efficienza siano andati, basilarmente, a carte quarantotto. A discapito delle piccole imprese. Che avrebbero dovuto beneficiare, al pari delle famiglie medie, dell’allentamento della stretta creditizia per prendere in prestito il denaro necessario alla bisogna.

Il partenariato pubblico-privato travalica la semplice possibilità di un dialogo con gli organi costituiti ed esula, per molti versi, dalla gestione dei patrimoni familiari sul mercato. La presenza pubblica nelle banche non deve invadere lo status di società di diritto privato. Il cambiamento del modo di produrre e vendere servizi, con dei costi di adeguamento esorbitanti, ha determinato il drastico calo degli introiti un tempo garantiti dalle “coperture” (chiamate “hedging” nella lingua della Perfida Albione). Ovvero le operazioni di protezione dei rischi di tasso e di cambio. Volte ad annullare l’insalubre variazione ivi congiunta.

L’ente finanziatore statale, con la Cassa Depositi e Prestiti S.p.A. (CDP) nelle vesti del deux ex machina, contempla la partecipazione di un nutrito gruppo di lavoro per portare dalla teoria alla prassi progetti infrastrutturali di notevoli dimensioni. Ed è più che legittimo valutare i rischi di operazione comportati da ogni tipo di project financing. L’allocazione degli incentivi e dei rischi necessita un’ampia ed esaustiva configurazione delle responsabilità di tutti i partecipanti alla suddetta operazione. Quando la Pubblica Amministrazione si affida a un privato, il motto “patti chiari, amicizia lunga” va applicato con zelo e chiarezza.

Lo ribadisce pure Carlo Pacella (nella foto), Professore in Economia e Gestione delle Imprese di comunicazione, nel testo “Antologia di Public Private Parternership”. La cospicua raccolta d’interventi ufficiali ed emblematiche sentenze mette in rilievo il ruolo svolto dalle banche, senza dare corda a qualunque forma d’inutile demonizzazione, nello sviluppo dei progetti chiamati a corrispondere alle esigenze dell’utentecon il minimo aggravio finanziario per le casse dello Stato o dell’amministrazione locale”.

L’elevato coinvolgimento in un contratto di concessione, munito delle medesime caratteristiche di un appalto di lavori pubblici, comporta il trasbordo del rischio di gestione al partner privato. Il cui compenso è corrisposto dagli utenti. A differenza del PPP (Partenariato Pubblico Privato). In quel caso la sacrosanta rimunerazione spetta all’autorità pubblica.

Ai sensi dell’articolo 180, comma 3, del Codice degli Appalti, il Contratto di PPP presenta i seguenti rischi: a) il rischio di costruzione (legato al ritardo nei tempi di consegna, al non rispetto degli standard di progetto, all’aumento di costi, a inconvenienti di tipo tecnico nell’opera, e al mancato completamento dell’opera), b) il rischio di domanda (connesso ai diversi volumi di domanda che il concessionario deve realizzare oppure alla mancanza di utenza e dunque di flussi di cassa), c) e/o il rischio di disponibilità

Le dovute distinzioni, al contrario di quelle di comodo, non fanno scattare la molla dell’infruttifero dubbio di specie amletica; bensì aiutano a riporre l’opportuna attenzione nel Mare Magnum dei provvedimenti legislativi. Determinate contese giudiziali restano del tutte valide. Il diritto al ricorso da parte della piccola o media impresa coinvolta nella fornitura di servizi di pubblica utilità, dallo smaltimento dei rifiuti all’approvvigionamento idrico, non imbriglia certo l’economia. Non è un empio escamotage. Non inquina le probe procedure di aggiudicazione. Non si arrovella intorno a interrogativi astratti. Va al sodo, piuttosto.

Il diritto al ricorso delle imprese inserite nelle gare d’appalto, lungi dall’avallare gli alibi dei borbottoni che non vogliono attenersi alle regole, può svuotare il vaso di Pandora.

Ed è un diritto irrinunciabile. Inalienabile, citando la costituzione americana. Ma siamo in Italia, paese magnifico, a dispetto delle pensioni decurtate e dei risparmi gettati al vento, dei certificati medici compiacenti e delle furbizie levantine. È giusto perciò porre l’accento sulle cose di casa nostra.

I fatti della pentola li sa il coperchio. Così recita un vecchio adagio popolare. E chi è, in quest’ambito, il coperchio? E chi la pentola?

Benché la lettura del Codice degli Appalti fornisca molteplici ragioni d’interesse ai divulgatori decisi a informare l’opinione pubblica, tenendo fede all’etica della responsabilità, quella della verità impone di segnalare che vige, al di fuori dei diretti interessati, un riserbo perlomeno curioso sulla questione delle procedure di gara.

Eppure il parere del Consiglio di Stato sul decreto correttivo di tale Codice parlava chiaro già due anni or sono: «Per avere il quadro complessivo dell’impatto del codice sul settore degli appalti pubblici e delle concessioni occorre attendere il completamento della regolamentazione della materia da parte dei decreti attuativi e delle linee guida dell’ANAC».

Nulla da eccepire sulla necessità di scongiurare il rischio d’infiltrazioni criminali. In tal senso l’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) – Direzione Nazionale Antimafia ritiene basilare la condivisione dell’informazione.

Il ruolo moralizzatore svolto dall’elenco dei diritti e dei doveri facilita di per sé la trasmissione di messaggi tra destinatario ed emittente. Quest’ultimo si muove sul campo della comunicazione simbolica. Le strade, le ferrovie, forse non gli aerei, verranno dopo, nell’ambito della comunicazione concreta che rientra nelle incombenze infrastrutturali dei servizi di pubblica utilità. Spiegare le cose difficili in modo semplice è una condicio sine qua non. Nonostante ciò le modifiche al Codice lasciano ancora assai perplessi.

La trasparenza, eletta ad antidoto contro qualsivoglia ambiguità nell’area della psicologia sociale, latita. Manca. La società resta un sistema complesso. La morsa discorsiva ed ermetica del Codice, con buona pace dei continui aggiustamenti, cela criticità che danneggiano, squalificano, mettono in difficoltà la piccola impresa.

Il co-branding applica le cose in maniera diametralmente opposta.  L’incrocio delle best pratices aumenta l’interesse ed esalta il valore del prodotto. Frutto della ricerca, dell’impegno, dell’attenzione al particolare del piccolo brand. Associato al grande brand. Lo stesso vale, in termini eminentemente pratici, per i consorzi, al fine di sopperire ai danni inflitti dal futile individualismo.

L’articolo 47 (requisiti per la partecipazione dei consorzi alle gare) non sembra molto esauriente al riguardo. Giacché stabilisce che i requisiti d’idoneità tecnica e finanziaria per l’ammissione alle procedure di affidamento debbano essere avvalorati con le modalità contemplate dal Codice, “salvo che per quelli relativi alla disponibilità delle attrezzature e dei mezzi d’opera, nonché all’organico medio annuo, che sono computati cumulativamente in capo al consorzio ancorché posseduti dalle singole imprese consorziate”.

La Procedura aperta, insieme a tutte le altre varianti, da quella ristretta a quella negoziata, somiglia, sotto certi aspetti, a un rebus. Il Dialogo competitivo, al contrario, appare, d’acchito, più facile da comprendere e, specialmente, da applicare. Ai sensi del comma 39 dell’articolo 3 è “una procedura nella quale la stazione appaltante, in caso di appalti particolarmente complessi, avvia un dialogo con i candidati ammessi a tale procedura, al fine di elaborare una o più soluzioni atte a soddisfare le sue necessità e sulla base della quale o delle quali i candidati selezionati saranno invitati a presentare le offerte; a tale procedura qualsiasi operatore economico può chiedere di partecipare”.

La collaborazione tra pubblico e privato richiede, però, dei metri di giudizio che definiscano ad hoc la dinamica bonus malus prevista dalle polizze fideiussorie assicurative nelle vesti di cauzione reale all’interno degli appalti.

Si torna così inevitabilmente alla questione dei titoli di Stato, pomo dell’accesa discordia sulla liquidità della Bce non pervenuta alle PMI, e al loro conseguente acquisto. La stazione appaltatrice stipula in tal modo un contratto con la società di assicurazione. La bilancia, tuttavia, continua a pendere dalla parte dell’amministrazione. Col depositante esposto a intemperie inopinate. All’obbligo di garantire la completa ed esatta esecuzione dei lavori non corrisponde quello di tenere indenne al cento per cento l’assicurato.

Sono davvero tante le gatte da pelare in un contesto che palesa l’assenza dell’idonea terzietà. Il cui principio affidato alla Pubblica Amministrazione faceva storcere il naso al coriaceo Montanelli. Disposto tutt’al più a spingere gli elettori a turarselo votando DC. Pur di non darla vinta all’assurdo livellamento ugualitario smanioso di accorciare le gambe ai giganti, invece di allungarle ai nani.

Crimine lesi populi? Il parere di Cosimo Massaro (nella foto), fior di galantuomo ed esperto di monete finanziarie, autore del saggio “Usucrazia svelata”, è un fulgido elemento di riflessione: «Lo Stato di diritto ha considerato nel proprio ordine costituzionale solo i tre poteri: legislativo, giurisdizionale ed esecutivo. Il quarto potere della sovranità monetaria se lo sono fagocitato, nel silenzio, le banche centrali, S.p.A con scopo di lucro… ecco perché dobbiamo completare la Rivoluzione Francese: la sovranità monetaria va attribuita allo Stato – come Quarto Potere Costituzionale – e tolta alla banca centrale. Non è più tollerabile che, in uno Stato di diritto, la funzione costituzionale della sovranità monetaria sia esercitata da una S.p.A. con scopo di lucro…».

I privati onesti, alacri, avvezzi alle letture, alle ardue interpretazioni del Codice, ai bandi delle gare, al lavoro affrontano durante le fasi ex ante, in itinere ed ex post tenendo la testa ben alta. Come si fa durante una tempesta.  Shakespeare docet.

Le vetuste difficoltà interpretative, con le figure distinte del Rup e del Dec che sconvenientemente coincidevano, sono all’ordine del giorno sugli ambiti aggiuntivi. “L’articolo 119 del Codice dei Contratti Pubblici precisa infatti che l’esecuzione dei contratti aventi ad oggetto lavori, servizi, forniture, è diretta dal Responsabile unico del procedimento (Rup) o da altro soggetto… Il direttore dell’esecuzione del contratto (Dec) è lo stesso Responsabile unico del procedimento”.

La debita separazione della nomina, sebbene applicata ormai da parecchi anni, non basta certo a sopperire ad altre sproporzionate incombenze richieste alle piccole e medie imprese contro ogni logica. La giustizia è un’altra cosa. Ma quando persino la logica non ha più voce in capitolo, l’allocazione dei rischi inizia ad assumere contorni nebulosi.

Il contratto di affidamento, spesso confuso col subappalto dai seguaci delle scorciatoie del cervello, perché pure pensare molte volte comporta fatica, trascende le abusate sottolineature sul principio del favor partecipationis nonché sulle esigenze di massima concorrenzialità. Sebbene il diritto amministrativo salvaguardi l’importante par condicio. La parità di trattamento rimane una questione spinosa.

Prospettare soluzioni effettive, al di là delle buone intenzioni, non è una passeggiata di salute. Frattanto la portata del principio di rotazione manca ancora dell’ambìta semplificazione procedimentale. Il risultato è che, a differenza delle opportunità di business delineate con successo dal co-branding e dal co-marketing, l’egemonia del generale sul particolare esacerba l’ambaradan. Con la piramide del potere, stigmatizzata da Cosimo Massaro, che permette a qualche Paperon dei Paperoni in carne ed ossa di nuotare nei soldi e costringe viceversa le PMI a una vita grama.

La penuria delle specificità necessarie ad apporre i distinguo in grado d’impedire ai piccoli di sobbarcarsi le fatiche precluse addirittura ai grandi, senza dare il benservito all’iniquo effetto escludente in tutte le fasi della procedura di evidenza pubblica, spiega l’altalena degli stati d’animo contrastanti.

Le funzioni di controllo sugli atti delle province, dei comuni e degli enti locali nella loro interezza non scalfiscono nemmeno l’esercizio della discrezionalità tecnica dell’Amministrazione. Ritenuto più legittimo delle valutazioni di equivalenza. La riscrittura del Titolo V della Parte II della Costituzione, in coincidenza dell’entrata in vigore dell’euro, ha riorganizzato l’assetto di tali enti decretando la fine del Coreco (Comitato regionale di Controllo).

Si stava meglio, allora, quando si stava peggio? I rapidi sviluppi delle tecnologie dell’informazione non hanno certo sostituito Montanelli con dei proseliti all’altezza. L’economia sommersa infrange le regole, le leggi e i contratti come ha sempre fatto. Il rispetto delle regole è imprescindibile per eludere l’ingresso sul mercato di operatori che impiegano risorse di provenienza illegittima. Gli oneri sociali sono uguali per tutti. Le imprese regolarmente registrate, nel pieno rispetto delle regole, accendono sterili elucubrazioni sulla microeconomia.

È una questione di diritto, come sosteneva Alberto Sordi.

Come dargli torto? Quanto scritto è una goccia nell’oceano di storture, antinomie e problematiche che attanagliano la spina dorsale del 99% delle imprese autoctone.

Formuliamo con tutto ciò l’augurio che il proverbio latino “gutta cavat lapidem” premi alla fine la forza della perseveranza.  Soprattutto di chi fa ricorso: è un suo diritto.

MASSIMILIANO SERRIELLO

CONTRATTO DI AFFIDAMENTO, COSIMO MASSARO, IL CODICE DEGLI APPALTI, INDRO MONTANELLI, PUBLIC PRIVATE PARTNERSHIP, STATO DI DIRITTO

Il denaro di domani – economisti eretici
ne discutono Galloni e Sessa

L’eurozona, a partire dal 2008, vive una gravissima crisi economica, pari, per i drammi sociali che ha prodotto, solo a quella del 1929. Non ne siamo ancora usciti: gli indicatori dicono di una situazione di stagnazione, caratterizzata da una diffusa disoccupazione, da un aumento esponenziale del debito pubblico e privato e di una conseguente paralisi dei consumi. Il sistema capitalistico vive una crisi senza precedenti.

economisti eretici, galloni, il denaro di domani, sessa

Continua a leggere

Regione Lazio prevenzione e repressione dei reati ambientali

Nel 2019 un bilancio positivo delle attività del Gruppo Roma Arma dei Carabinieri Forestale

MASSIMILIANO MORREALE 

L’anno appena trascorso ha confermato ottimi risultati nel Lazio sul fronte tutela e salute ambientale, e noi cittadini e lettori della buona notizia non possiamo che essere fieri e garantiti da tanto lavoro portato ad effetto. L’impegno per l’Arma si è portato su più fronti. Prevenzione, al primo posto, e repressione dei reati, questo secondo punto è un fronte ben maggiore in quanto richiede professionalità sempre maggiore. Infatti ogni cittadino bene informato è a conoscenza della continua evoluzione tecnologica ed il conseguente mutare dello scenario degli illeciti da contrastare. Importante e indispensabile, d’altra parte è stata la vicinanza all’Arma dei Carabinieri ai cittadini per rispondere alle crescenti esigenze di sicurezza ambientale e legalità.

Arma Carabinieri, bilancio, Gruppo Forestale Roma, salute cittadini, tutela ambiente

Continua a leggere

Uno stralcio: il rapporto dei carabinieri al Prefetto di Latina sui “nuovi Italiani in Patria”

Dai documenti della Prefettura presso l’Archivio di Stato di Latina il capitano comandante della Compagnia di Latina, Ettore Bucciarelli, redige una pagina molto toccante dal punto di vista umano: il caso delle signore Nerina G. e Anna S.

Raffaele Panico

Il rapporto dei carabinieri redatto il 16 aprile 1947 al Prefetto di Latina[1 e 2] è molto toccante: “Le condizioni economiche e finanziarie delle sottonotate profughe, sono povere. Le medesime non dispongono di risorse e provvedono direttamente alle spese di vitto e alloggio con il ricavato della vendita delle masserizie, effettuate prima del loro esodo da Pola. A Cori non esplicano alcuna attività lavorativa. Sono in possesso del certificato di esodo da Pola” – seguono i dati anagrafici dell’intera famiglia.   Nerina era vedova di Ghianda “grande invalido di guerra e da recente le è stata assegnata una pensione di £ 500 mensili, ma non ancora corrisposta. Ha a carico la figliola, Ghianda Giuliana, di anni 4. Il marito della Smerchar Anna, catturato dalla polizia di Tito, il 5/5/1945 e deportato in Jugoslavia, non ha dato più notizie di sé”.

Infine, dalle carte, è interessante notare che, i territori perduti col Trattato di Pace di Parigi del 10 febbraio 1947 annessi alla Jugoslavia, e il Territorio Libero di Trieste – la zona B – posti sotto l’amministrazione jugoslava in base al Memorandum d’intesa di Londra del 5 ottobre 1954 erano segnalati ancora nell’anno 1968 senza tener conto della mutata situazione. In alcuni casi enti italiani si rivolgevano ad enti ed uffici situati nei territori ceduti alla Repubblica federale popolare di Jugoslavia con indicazioni non aggiornate, ad esempio, si richiedevano notizie di Casellario al sindaco di Fiume, o recavano formule e procedure in uso tra uffici italiani come ad esempio “alla Procura della Repubblica di Pola, o anche al comune di “Postumia, provincia di Trieste”. Pertanto il prefetto di Latina, Pignataro, il 18 febbraio 1968, scrive al presidente della Giunta provinciale di Latina e ai sindaci e ai commissari di comuni, “al fine di ovviare a tali inconvenienti, si richiama l’attenzione delle SS LL sulla necessità di richiedere o di trasmettere, esclusivamente tramite il Ministero degli Affari Esteri – Servizio Affari Privati, atti o documenti diretti alle autorità jugoslave”[3]. Indicazione da seguire – precisa il dispaccio, per gli atti e documenti da richiedere o trasmettere tanto agli uffici o enti situati nei territori ceduti alla RFPJ dal 10 febbraio 1947, quanto a quelli situati nel territorio posto sotto l’amministrazione jugoslava col Memorandum d’intesa di Londra del 5 ottobre 1954.        

Aprilia, Arma dei Carabinieri, bonificatori, Cori, Giuliana, Latina, Prefettura, profughi, Provincia di Latina

Continua a leggere

Le Ambasciate d’Italia all’Estero,
in una collana editoriale di gran pregio

IL VENTENNALE della “COLLEZIONE FARNESINA”
ed una splendida collana di volumi  sulle Ambasciate Italiane nel Mondo
   

Celebrazione-clou del ventennale della Collezione Farnesina (1999-2019), una prestigiosissima collezione, risultato del lavoro artistico e culturale già predisposto da tempo dall’Ambasciatore Umberto Vattani, con una serata convegno presso il Ministero degli Esteri, all’interno nella Sala Aldo Moro …  mentre all’esterno, sulla facciata in travertino del Ministero, transitava la proiezione di videomapping con creazioni artistiche  di sicura avanguardia. 

 

Edizioni Colombo, Farnesina, Gaetano Cortese, iana, Sedi Diplomatiche Italiane all'Estero, Umberto Vattani

Continua a leggere

Maraldi la storica libreria diventa uno Starbucks

Se n’è tanto parlato e finalmente il famoso frappuccino di Starbucks potrà essere bevuto anche a Roma. La catena avrebbe dovuto aprire il suo primo negozio nella capitale già dal  2019, ma l’inaugurazione è stata rimandata per questioni burocratiche. Un mese fa però Percassi ha lanciato la selezione per uno Store Manager e un’Assistant Store Manager, la ricerca è ancora aperta sul sito di Starbucks Italia nella sezione “Lavora con noi”. Questo vuol dire che una volta individuati, i due futuri responsabili inizieranno una formazione di almeno quattro messi nei punti vendita di Milano e in aula, a seconda delle necessità.

maraldi, starbucks

Continua a leggere

San Francisco: è discussione sul divieto delle pellicce

L’industria americana delle pellicce fa squadra contro il fronte animalista. Da questo mese, a San Francisco è entrata in vigore la legge che vieta la vendita di indumenti o accessori in pelliccia naturale. A stabilirlo è stato il board of supervisors della città che ha approvato all’unanimità un’ordinanza, in coerenza con la proposta di alcune associazioni animaliste, tra cui Direct Action Everywhere. I retailer che continueranno a vendere prodotti nuovi in pelliccia naturale verranno sanzionati con una multa di 500 dollari a capo.

pellicce, san francisco

Continua a leggere

“Vigilanza Privata, da agosto in attesa dello stipendio”:
inizia un presidio dei lavoratori Secur presso il Mi.S.E.

Vigilanza Privata,  i Sindacati a fianco dei Lavoratori SECUR
….al
Mi.S.E i Dipendenti, fin da agosto senza stipendio, in presidio e in attesa

comunicato stampa di Filcams-Cgil e Fisascat-Cisl

“I dipendentii e le loro famiglie sono allo stremo, chiediamo garanzie”

Filcams-Cgil, Fisascat_Cisl, Marco Feuli, mise, Paolo Le Foche, secur, vigilanza privata

Continua a leggere

Nel Lazio …..Sexy Sanità ?

SANITA’ SUPER SEXY”  

E’ di questi giorni la notizia, riportata da diverse testate di quotidiani, relativa alla fornitura di divise e camici al personale infermieristico di numerose ASL e ospedali del Lazio e della Capitale. 
Peccato che le divise in questione siano, a dir poco, inadatte sotto tanti punti di vista: il materiale è scadente, contiene solo il 60% di cotone, il restante 40% è sintetico e ciò può provocare, a lungo andare, allergie cutanee;  i capi non si possono lavare con acqua eccessivamente calda, né candeggiare, pertanto l’igiene non è garantita; infine i capi, dopo vari lavaggi, si restringono, risultando  sul corpo, stretti, scollacciati e trasparenti, specie per il personale femminile.

Civis Civitas Civilitas, il Commissario Montalbano, Nicola Zingaretti, Pin Up in corsia, Sexy Sanità

Continua a leggere

Ai Mercati di Traiano la Mostra Civis Civitas Civilitas

La Civiltà Romana immortalata 
nelle Architetture del Mondo Antico

E’ in corso una mostra dal titolo CIVIS CIVITAS CIVILITAS. Roma antica modello di città ai Mercati di Traiano – Museo dei Fori Imperiali dal 21 dicembre 2019 al 6 settembre 2020, dedicata alla relazione tra città, cittadinanza e civiltà, attraverso i plastici delle architetture antiche intese come espressioni della civiltà romana.  A cura di Claudio Parisi Presicce e Claudia Cecamore.

150 Anni Porta Pia, Civis Civitas Civilitas, Claudia Cecamore, Claudio Parisi Presicce, Italo Gismondi, Mercati di Traiano, Mostra, Museo della Civiltà Romana, Roma Capitale

Continua a leggere

Newsletter

Iscriviti al Servizio Newsletter di Consulpress e riceverai via posta elettronica gli ultimi aggiornamenti dalla nostra Agenzia di Stampa.

Archivio Articoli

© 2013-2020 Consul Press. Testata registrata presso il Tribunale di Roma, N° 87 del 24/4/2014.
Editore: Associazione Culturale "Pantheon" - Direttore Responsabile: Antonio Parisi
Sede: via Tagliamento, 9 - 00198 Roma (RM). Telefono: (+39) 06 92593748 - Posta elettronica: info@consulpress.eu