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Vollgar botnet e gli attacchi informatici.

Il team di “Guardicore Labs Cyber Security Research Team”, un gruppo di ricerca globale, composto da hacker, ricercatori sulla sicurezza informatica ed esperti del settore, ha scoperto una botnet, una rete di computer infettati da software dannoso in modo da poter esser controllati in remoto. I computer vengono forzati ad inviare spam, diffondere virus o lanciare attacchi DDoS (Distributed Denial of Service) senza che i veri proprietari ne siano consapevoli. I DDoS sono una delle principali minacce a livello informatico. L’acronimo è traducibile in italiano nel seguente modo: Interruzione distribuita del servizio, ovvero mettere fuori uso un sito internet, dopo averlo tempestato di richieste.

 

Per spiegare cosa è un attacco DDoS è necessario fare un passo indietro. Il nome originario era DOS (Denial of service). Infatti, come suggerisce il nome, l’obiettivo era quello di ingolfare i server di un sistema informatico. Server più colpiti sono quelli delle aziende. Si riesce a bloccare il server, esaurendo la banda di comunicazione e rendendo quindi inutilizzabile il sito. Questo principio viene utilizzato anche dagli attacchi DDoS, ma con la differenza che quando ci si trova davanti a un attacco DOS, bisogna difendersi da un’unica sorgente di attacco informatico.
Mentre quando si deve fronteggiare un attacco DDoS, le false richieste di accesso al server arrivano da più fonti. I server, essendo raggiunti da più richieste contemporaneamente e da fonti diverse, si intasano in minor tempo.

Tornando sul tema botnet, in apertura, abbiamo fornito la nozione. Entriamo nel vivo del discorso. Un noto esempio è la botnet Mirai, che nel 2016 è riuscita ad interrompere i servizi di colossi come Twitter e Amazon. E due mesi dopo, in Germania, è riuscita a mettere fuori uso le reti internet e telefoniche di un milione di persone.

Un’altra botnet, che attacca i sistemi operativi Windows è la Vollgar. Scoperta intorno a maggio del 2018, installava sui computer RAT (Remote Access Trojan), ovvero un malware in grado di aver accesso al pc delle vittime ignare da remoto, e silent miner, virus che sfruttano i computer per avere accesso ai bitcoin. Gli esperti del Guardicore Labs hanno scoperto che ora ogni giorno eseguiti attacchi contro server MS-SQL. Una volta violato il sistema vengono, vengono inseriti i malware RAT e silent miner. I database più colpiti sono quelli della sanità, aviazione ed istruzione. È assai difficile capire quali dispositivi sono stati attaccati e quali no.

Alcuni sviluppatori e ricercatori sono riusciti a creare un tool per trovare nei server se ci sono stati, o meno, attacchi. Quindi è possibile verificare se la macchina è stata infettata.

informatica, botnet

Coronavirus Finder, la truffa pandemica

L’emergenza coronavirus, passata oramai dalla fase 1 alla fase 2, sembra essersi ridimensionata, ma questo non vuol dire che siamo salvi. Le tv locali, soprattutto in questi giorni, stanno trasmettendo una pubblicità, che ha come tema principale il covid e tutta una serie di azioni da non commettere, in quanto potrebbero esserci nuovi casi. Adesso ciò che più preoccupa sono gli asintomatici, i quali potrebbero generare, senza nemmeno accorgersene, una nuova pandemia. In questi giorni alcuni sviluppatori stanno realizzando un’applicazione, che potrà permettere di individuare i contagiati e vedere con quali persone sono entrate in contatto. 

Il coronavirus con sé ha portato anche numerose truffe informatiche a tema covid, tra queste una delle più pericolose è il “Coronavirus Finder”. Ripercorriamo la storia del malware. Nome tecnico del malware è “Ginp”, un trojan mobile banking, nato originariamente come una sorta di finto Google Play Verificator. La sua creazione risale circa a giugno 2019. Da una prima versione basic, si è passati velocemente a una a pagamento, attraverso il conto corrente bancario e l’app è stata trasformata in un finto Adobe Flash Player, Sanpchat o Viber.

Gli sviluppatori di “Ginp” hanno preso la palla al balzo e, approfittando dei tristi avvenimenti dovuti alla pandemia, sfruttando il caos mediatico e le fake news, hanno chiamato il malware “Coronavirus Finder”. Le persone, prese da paura e sconforto hanno iniziato a scaricare l’app. Cosa fa questa applicazione?

Quando si accede all’app in questione e si da un comando qualsiasi, l’utente viene reindirizzato verso una pagina web che mostra le persone infette vicine.

Finora sembrerebbe tutto normale, ma il problema risiede nel fatto che per avere accesso al database delle persone contagiate, si deve pagare 0,75 centesimi per conoscerne la posizione esatta. Come detto ad inizio articolo l’applicazione ufficiale è ancora in via di sviluppo. Dopo aver inserito i dati della carta di credito, per pagare quella somma irrisoria, in realtà, il credito rimane invariato, ma i criminali, di fatto, vengono in possesso degli estremi della tua carta di debito. Come si possono evitare le truffe nell’era digitale?

La prima cosa da fare è quella di scaricare le applicazioni direttamente da play store, per i dispositivi android, o dall’ apple store, per i dispositivi apple. Quindi è sempre meglio non andare a installare app da siti non ufficiali, spuntando l’opzione abilita per fonti sconosciute. Altro suggerimento è quello di non cliccare su link sospetti e non rivelare mai informazioni sensibili, come password ed estremi della carta di credito. 

coronavirus, coronavirus finder

GIORNOXGIORNO 19 Maggio 2020 San Celestino V Papa

XIX MAGGIO –  S. CELESTINO V PAPA

LUOGHI DELLA COLTURA

Galleria Nazionale d’Arte Moderna 
ha riaperto ieri a Roma la con le mostre di Gregorio Botta, Maria Elisabetta Novello e Attilio Cassinelli e con la nuova mostra del Salone Centrale A distanza ravvicinata, emblematica delle infinite possibilità di racconto e di dialogo delle opere di una collezione sorprendente e di eccezionale qualità che costruisce nuovi mondi e nuove combinazioni, rintracciando ogni volta connessioni e rimandi, derive e approdi che sempre sfuggono alla catalogazione e tassonomia che si avvale di un unico sguardo lineare.

Galleria Nazionale d'Arte Moderna, Museo di Roma, Palazzo delle Esposizioni

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Da Giuseppe Conte a Licio Gelli
…. Episodi di “Cronaca Italiana”

Lo “stato di diritto” sul filo di un autoritarismo legale

di FRANCO D’EMILIO

In questa lunga lotta al Coronavirus, che ha ristretto e tuttora restringe la vita quotidiana, personale e collettiva, limitando la libertà con divieti e imposizioni, controlli e sanzioni, sono rimasto colpito da alcuni aspetti, davvero inquietanti. 
Innanzitutto, la superficiale informazione, chiamiamola pure disinformazione sulla genesi, l’origine dell’epidemia, tanto che in oltre due mesi, nonostante tante eccellenze di ricerca biomedica nel mondo, nessuno è stato capace o, forse, meglio dire sollecitato a chiarire dove e perché sia nata questa pestilenza: gran premura ho ravvisato solo nell’impegno a scagionare i cinesi dalla sospettata responsabilità che il Covid19 sia fuggito da qualche loro laboratorio, luogo di incauta manipolazione del virus, sicuramente contro l’umanità.

Licio Gelli, Giuseppe Conte, Loggia P2, M-5S, m

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Lusso in Cina dopo il lockdown: ripresa dei settori e crescita del mercato

Quali settori hanno ripreso meglio? Quale è il trend di crescita del mercato? Quali sono le aspettative per tutto l’anno dei brand? Di questi temi hanno parlato Edoardo Tocco, president Asia Pacific di BalenciagaMauro Maggioni, CEO Asia Pacific di Golden Goose, Erika Andreetta partner di Pwc e David Pambianco CEO di Pambianco, in occasione di un webinar organizzato da Pwc in collaborazione con Pambianco e il supporto del China Desk Pwc Tls.

cina, lusso, lockdown

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“Covid Ter”: la saga continua

 

Finalmente è finito il carcere duro

si apre per noi un “radioso” futuro,

fatto di divieti e prescrizioni

che non consentono eccezioni;

il pericolo non è ancora passato

perché il covid è sempre in agguato,

pronto a sferrare i suoi colpi

se noi non siamo ben accorti.

 

Dobbiamo evitare incontri ravvicinati

ai quali tutti noi eravamo abituati,

anche una semplice stretta di mano

può rappresentare un gesto insano,

figuriamoci un caldo abbraccio,

lascerebbe tutti di ghiaccio.

 

Continueremo a portare le mascherine

evitando di stare come sardine.

Se andremo al mare in vacanza

dovremo avere molta pazienza,

posizioneremo la sdraio e l’ombrellone

a quattro metri di protezione;

saranno vietati giochi d’acqua e racchettoni

per non incappare nelle giuste sanzioni;

se vuoi fare un buon aperitivo

non puoi, perché è un rito collettivo.

 

Se questa si chiama vacanza,

è meglio la reclusione in una stanza

in attesa dell’invenzione di un vaccino

che liberi tutti da un destino

che ci sta sferzando come un aguzzino.

 

covid, coronavirus

KAROL WOJTYLA -18 maggio MMXX
IL 1° Centenario della nascita

UN PAPA SANTO con la Spada e la Croce

nel ricordo di RICCARDO PEDRIZZI 

Esattamente 100 anni fa il 18/05/1920 nasceva Karol Wojtyla a Wadowice in Polonia, che doveva morire poi il 02/04/2005 dopo una lunga e devastante malattia.
La morte dovette lottare a lungo per portarsi via Giovanni Paolo II. Il Papa, diventato subito Santo, che brandiva il pastorale come un guerriero medioevale, che nei suoi ventisette anni di pontificato cambiò il mondo, rivoluzionò le coscienze, portò il Vangelo nei quattro angoli della terra, riaffermò con forza i valori immutabili e i principi spirituali del Cattolicesimo.

Giovanni Paolo II, centenario della nascita

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GIORNOXGIORNO 17 Maggio 2020 – San PASQUALE BAYLON

XVII MAGGIO –  S. PASQUALE BAYLON

DUE PAPI, DUE STORIE, UNA PIAZZA

Nella foto in alto , dei Fratelli Alinari, benedizione di Pio IX, in Piazza San Pietro, nella fine degli anni ’60 dell’ottocento.
Nella foto in basso, Cesare Capello Milano, una giornata in Piazza San Pietro, nella fine degli anni ’50 del novecento.

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Giovanni Paolo II, Pio IX, Giovanni XXIII, Concilio Ecumenico Vaticano

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Ezio Bosso Ezio Bosso

Un saluto a Ezio Bosso
…”Buon Viaggio, Maestro”

La Musica ci insegna la cosa più importante che esista: Ascoltare

Ezio Bosso, direttore d’orchestra, compositore e pianista, nato a Torino nel 1971, è morto giovedì sera a Bologna all’età di 48 anni, per complicazioni dovute a una malattia neurodegenerativa che si è accanita su di lui nel 2011. Il giorno prima della sua scompara, era stato ospite di Rai News 24 per sottolineare l’importanza di musica e sensibilizzare sulla crisi che il settore soffre a causa della pandemia. Dopo 24 ore da quell’intervista, la notizia della sua prematura scomparsa.

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Sette giorni di conoscenza e divulgazione con il nostro cervello

UNA SETTIMANA DI CONOSCENZA DEDICATA AL CERVELLO, 
OVVERO IN COMPAGNIA DI “MISTER BRAIN”

Anche quest’anno l’appuntamento con La Settimana Mondiale del Cervello, ed è il quinto. Sarà un incontro interattivo su piazza virtuale. La “Brain Awareness Week” – la “Settimana del Cervello”, dal 18 al 24 maggio, infatti si svolgerà on line per ovvia emergenza Covid-19. La Settimana è dedicata a conoscere meglio il funzionamento del nostro cervello e divulgare così le nuove scoperte neuroscientifiche. L’iniziativa prevede incontri dedicati con gli esperti, seminari e webinar – seminari telematici, studiati ad hoc. Si potranno sperimentare i benefici della meditazione, conoscere meglio i disturbi dell’apprendimento dei bambini, fare esercizi per mantenere in allenamento i nostri neuroni, tenendo alla larga il decadimento cognitivo, partecipare a webinar divulgativi e tanto altro. L’iniziativa, come detto è giunta alla sua V edizione. Coinvolgerà psicologi, psicoterapeuti e neuroscienziati su tutto il territorio nazionale. Anche quest’anno, l’ENPAP (Ente Nazionale di Previdenza ed Assistenza per gli Psicologi) è tra i patrocinatori dell’evento.

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ACMF con i suoi Compositori e Musicisti
dedica un commosso ricordo ad Ezio Bosso

Roberto Giacomo Pischiutta (in arte Pivio), musicista e compositore, attuale Presidente di ACMF (Associazione Compositori Musica da Film), informa la stampa che tutti i soci della stessa ACMF  partecipano con particolare commozione al dolore per la scomparsa prematura di Ezio Bosso, pianista, compositore e direttore d’orchestra.

ezio bosso, ACMF, Roberto Giacomo Pischiutta

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2020 – L’Anno del CoronaVirus :
“dalla Cina (ma non solo !) con Furore”

CORONAVIRUS: QUANDO LA REALTA’ SUPERA LA FINZIONE 
……..mai una frase è stata così appropriata ! 

Ci auguriamo tutti che l’incubo reale nel quale il pianeta è sprofondato abbia presto un lieto fine, nonostante un vecchio detto, raramente smentito, che recita “Anno Bisesto, Anno Funesto”

____________LIDIA D’ANGELO 

                      MMXX  – 2020                                                                        

Gli avvenimenti  narrati prendono il via da una catastrofe sanitaria che ha coinvolto tutto il pianeta, una pandemia, provocata da un virus che sviluppa, nei soggetti malati, forme gravi di polmonite. 
Il canovaccio dei fatti non è frutto della mia fantasia, è stato scritto da altri e per “altri” intendo: capi di governo, anche di stati stranieri, segretari di partito, amministratori  locali  a vari livelli.

Personalmente mi sono limitata ad ampliare, arricchendoli con la mia sensibilità, i nudi fatti di cronaca riportati dai media; i fatti, appresi  in modo sparso dai quotidiani, sono stati inseriti in uno schema narrativo coerente e logico al quale è stato dato un taglio vagamente distopico con la rappresentazione e la descrizione di una realtà in cui una catastrofe sanitaria ha distrutto le regole del vivere e convivere civile, producendo esperienze di vita e sviluppi sociali negativi.

Dedico questo lavoro alla mia Patria, con la speranza  che ritrovi in sé le energie del suo glorioso passato, per risorgere e che possa di nuovo riprendere, a testa alta, il posto che meritatamente Le spetta nei consessi internazionali.  

Per continuare a leggere è disponibile il file in pdf

2020 # MMXX

 

 

2020, covid, coronavirus

Ezio Bosso “L’orchestra è una società ideale: la Costituzione, come una partitura, unisce singolarità”

 

Maestro si diventa quando hai studiato tanto e migliori, migliori, migliori…e poi muori”. Questo è stato l’esordio ironico di Ezio Bosso ospite durante la trasmissione Propaganda Live  di Diego  Bianchi prima che scoppiasse la pandemia.

In quell’occasione confessò di aver sempre avuto paura della parola “Maestro”. “Anche da ragazzino, perché temevo i miei insegnati e per un bel po’ quando mi chiamavano così, mi spaventavo! Adesso però l’ho finalmente accettato. Uno dei vantaggi del maestro è proprio quello di migliorare sempre”.

Bosso ha poi proseguito, parlando dell’orchestra, come esempio di società ideale: “L’orchestra rappresenta una società ideale, che può prendere i difetti delle società attuali. Però io amo gli ideali. Amo gli ideali umani perché sono dentro quelle partiture, che sono le nostre Costituzioni. La partitura è la nostra Costituzione perché unisce tutti e unisce le singolarità, non le individualità. Faccio un esempio che racconto sempre ai ragazzi – prosegue Bosso – Ci sono delle gerarchie precise da rispettare nell’orchestra: primo violino, primo violoncello, prima viola, primo oboe, e poi c’è il direttore che gestisce tutti. Nella mia orchestra tutti turnano chi sta dietro viene davanti. Il primo violino sta sempre davanti perché ha un ruolo preciso. Ma le grandi orchestre sono fatte di persone che sono magari brave come il primo violino, ma non hanno la peculiarità per stare lì davanti. Magari stare lì davanti li agita, magari tutto quel lavoro in più non interessa loro. Gli interessa fare la sua parte bene e aiutare da dietro”

Cos’è la società ideale?: “È che ogni sezione, in ogni sua singolarità è fondamentale, e ogni sezione che va a comporre poi quella meraviglia che diventa la vita. Non smetterò mai di dirlo: non si suona meglio per distruggere il nostro vicino, si suona meglio perché lui suoni meglio, si è orgogliosi di chi suona meglio”.

Vogliamo ricordarlo così, con queste parole. Il musicista torinese che da tempo combatteva con una malattia degenerativa ci lascia oggi a soli 48 anni.

Pianista e direttore d’orchestra, Bosso ha tenuto concerti in tutto il mondo, ha ricoperto il ruolo di direttore stabile del The London Strings, ha vinto due David di Donatello per le colonne sonore di Io non ho Paura e Il ragazzo invisibile, entrambi film di Gabriele Salvatores. È stato Carlo Conti a portarlo nelle case di tutti gli italiani con la partecipazione al Festival di Sanremo nel 2016. Un’esibizione e poi parole di speranza e coraggio che fecero commuovere i milioni di spettatori in quel momento davanti allo schermo. “Sono ai domiciliari dal 24 febbraio. Se poi calcolo il periodo delle cure, dal 9 per le solite terapie, i mesi di clausura sono ormai più di due”, aveva spiegato il maestro torinese lo scorso 21 aprile in un’intervista. “La malattia mi ha allenato a soste forzate ben peggiori. Stavolta però non è il mio corpo a trattenermi ma qualcosa di esterno, collettivo, misterioso. Sono giorni strani, il tempo e lo spazio si sono fatti elastici, a volte le ore sono eterne, a volte volano. A volte ti senti in prigione, a volte scopri la Dodicesima stanza, quella che ti libera. Era il titolo di un mio vecchio album. I suoi cani, la sua casa grande, la musica ma anche una consapevolezza che Bosso aveva rispetto al “diventare migliori”. “Diventare migliori è una scelta non una conseguenza, richiede un impegno forte con se stessi. Star chiusi in casa non basta. Questa retorica vuota che ci circonda è insopportabile. Così come tanta cattiveria sparsa nel web, l’ottuso complottismo di chi vuole un colpevole a ogni costo. E basta con questo lessico bellico, il virus non è un nemico, non c’ è una guerra in corso. Non lo sconfiggeremo, come per altre malattie, da l’ Aids al cancro, ci dovremo convivere”.

fonte Il Fatto Quotidiano, HuffPost

 

ezio bosso

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Il Club Marco Polo, dalla Ca’ Foscari,
con l’Italia in un contesto internazionale

LE ECCELLENZE DELLASERENISSIMA”  

Il Club Marco Polo è un esclusivo “Laboratorio” con vocazione internazionale che raccoglie il Network di Manager “Globali” laureatesi a Ca’ Foscari. Tale Club, pur se radicato nel Veneto e ripartendo proprio dalla Città di Venezia, ha come proiezione il Mondo, con uno specifico focus sul Far East.

E proprio tramite il Club Marco Polo, la “Ca’ Foscari” – già fucina di qualificati Professionisti esperti in Management, nonché in Lingue Orientali e Mediorientali – ha inteso forgiare un “Gruppo di Eccellenza” che, condividendo le  molteplici esperienze acquisite, possa efficientemente operare (nell’ambito dei propri obiettivi) alla risoluzione dei problemi sia per le imprese, sia per l’intera imprenditoria del Nordest.

Ca' Foscari, Venezia, Club Marco Polo

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Aghori: i maghi oscuri dell’India

Maghi oscuri e potenti stregoni, in grado di guarire malattie. Temuti e rispettati in India; i sadhu che si cibano di carne umana e meditano sui cadaveri, cercando la cessazione delle reincarnazioni attraverso la non discriminazione tra puro e l’impuro.

 Il termine sanscrito sādhus, indica un uomo buono e onesto, un saggio o meglio un santo.

Ciò che accomuna il Buddhismo e l’Induismo è il fine di quella che in sanscrito è chiamato Moksha, ovvero la cessazione delle reincarnazioni, il raggiungimento del Nirvana secondo i buddhisti, l’unione e fusione con la coscienza cosmica.

Il Sadhu è un praticante, che similmente a un monaco buddhista, intraprende questa strada, cercando di guadagnare punti per tale realizzazione, nel suo karma, per non reincarnarsi più in altre sofferenze.

Presenti in India dai tempi della Preistoria, i Sadhu hanno sostituito gli sciamani. Adempiono dei Tapas: rituali magici, controllo del respiro, yoga, mantra, meditazioni, digiuni e spesse volte mortificazioni del corpo.

Si attesta che tra l’India e il Nepal del XIII secolo ci sia stata una grande conversione di massa a questo modello di vita, tanto da raggiungere circa 5 milioni di persone.

Esistono varie caste e sette di sadhu, per quanto siano simili tra loro ognuna è diversa dall’altra.

I Naga Baba sono una setta ascetica guerriera di natura Shivaita. La parola deriva da nudo in quanto non indossano nulla. Le akhara, termine che indica le loro sette, sono guerriere vendicative sia tra di loro che tra inglesi e musulmani come lo sono stati in passato.

I Gorakhnathi sono una setta dedita a Shiva, Vishnu e Brahma che, a volte, chiamano in protezione anche Hanuman e Dattatreya. Si riconoscono per il kundala, un anello all’orecchio.

Gli Udasin, di origine Sikh prediligono le 5 divinità induiste, Shiva, Vishnu, Surya, Durga e Ganesh. Prendono parte coi Shivaiti in caso di conflitto.

Prevalentemente sono queste le principali scuole e sette dei Sadhu, tra cui anche i Ramanandi, detti anche i Vairagi o Avadutha, ovvero quelli che sono indifferenti al mondo e quelli che hanno rinunciato a tutto. Eppure nell’India esistono anche sadhu meno guerrieri ma decisamente moto oscuri, appunto da come preannuncia il loro termine gli Aghori.

La parola Ghora deriva del sanscrito è significa oscurità, ignoranza e profondità ma è preceduta dalla lettera A che in sanscrito indica una negazione, quindi è un riferimento alla luce, assenza di oscurità. 

Ormai sono circa una ventina che vivono a Varanasi tra i campi di cremazione e la tomba del loro guru, in passato erano stati qualche centinaia. La loro pratica è estrema e compiono atti che altri asceti vietano. Mangiano carne umana, proprie feci e urina, consumano carne in decomposizione, meditano sui cadaveri, compiono sesso con prostitute. Sono pieni di resti umani scheletrici, come appunto i crani, bevono alcol e consumano come altri sadhu l’hashish.

Il puro e l’impuro, determina la vita e l’usanza degli aghori, secondo loro sono solo il risultato di Maya, l’illusione che vogliono liberare.

Loro principale cerimonia è quella delle 5 M, il Panchamakara. In cui le 5 M stanno per Madya (alcol), Maithuna (amplesso), Mamsa (carne), Matsya (pesce) e Mudra (cereali). Un rituale come atto di culto fondamentale, svolto dopo lunghe astinenze, consumato con grandi quantità di alcol e hashish. Le donne sono considerate rappresentazioni delle Shakti, della dea o dee, e quindi assumono importanza fondamentale. Il rituale prevede che un sacerdote prenda parte con una donna nuda, recitando alcune formule. In questo modo  Shiva entrerà nel suo corpo e quella della donna sarà la Shakti e rappresenteranno l’unione tra i due. Il sacerdote non può svolgere tale rituale con sua moglie o donne pure o di elevata casta, meglio se impure e completamente diverse dal sacerdote. Al termine della copula i presenti, uomini e donne, mangiano carne, pesce, vino e cereali finché non si abbandonano ad atti impuri. 

La meditazione sul cadavere, pratica oscura particolarmente Aghori, è una trascendenza, dal sé inferiore al sé supremo. Un rito introspettivo. 

Sebbene gli Aghori siano molto temuti in India, per le loro caratteristiche di stregoni e maghi oscuri in grado di provocare malattia e morte, sono anche famosi per guarigioni, aumento della fertilità dove non riesce la scienza e guarigioni impossibili.

Una via particolare, oscura, estrema e comunque sia sicuramente spirituale. Una spiritualità diversa da come siamo abituati a vederla, ma una strada molto ripida in cui l’aghori è costantemente impegnato a separarsi dall’illusione per vedere la crudezza dell’esistenza, in tutte le sue sfaccettature, non discriminando il puro dall’impuro e abituando la propria mente, proprio come i koan zen, alla morte, pensiero fisso, unica certezza immutabile che gli ricorda la caducità dell’esistenza terrena.

 

Aghori, stregoni

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