“Frecce incendiarie” dal Sole-24/Ore
contro Meloni e Salvini – Replica di Pedrizzi

RICCARDO PEDRIZZI REPLICA AL “SOLE-24 ORE”
il giornale che dovrebbe avere a cuore i programmi e non le etichette

Comunicato stampa / 2 agosto 2022

Con un editoriale velenoso e strumentale del Prof. Sergio Fabbrini, l’altro ieri anche il “Sole24Ore” ha avuto una caduta di stile, lanciando beceri riferimenti sui nazionalismi e populismi, riferendosi in genere alla destra italiana. Nella sua analisi in un fondo sul quotidiano di Confindustria, il Prof. Fabbrini citava presunte minacce ‘istituzionali’ della destra nazionalista di Meloni e Salvini, ipotizzando ripercussioni sulla Costituzione formale sulla base di presunte svolte anti-europeiste di un futuro governo di centrodestra, tirando in ballo posizioni critiche inizialmente formulate da Lega e FdI sulla ripartizione dei Fondi Pnrr ampiamente superate nei fatti dal dibattito parlamentare, ma anche futuri conflitti sul sovranismo legislativo con la Ue che minaccerebbe le istituzioni, gli equilibri e gli assetti istituzionali”

IL SOLE-24-ORE. FABBRINI, Pedrizzi

Continua a leggere

A Firenze, la premiazione Seven Stars Edizione 2022.

Premium International Florence Seven Stars Edizione 2022

A Firenze, Sabato 25 Giugno, a ridosso della Festività di San Giovanni, Patrono della città di Firenze, si è svolta la Cerimonia per la premiazione dei Vincitori “Premium International Florence Seven Stars Edizione 2022”, sulla Gran Terrazza Belvedere al Palazzo Plus Florence di Firenze.
Eccezionale “Madrina” della Cerimonia la Prof.ssa Marisa Settembrini, dell’Accademia di Brera di Milano.  La premiazione è avvenuta nel corso del Gran Concerto d’Estate Fiorentina, tenuto dai valenti professionisti dell’Accademia Fiorentina di MusicArea di Firenze sul “Belvedere” del Plus Florence. 
L’intervento che segue è stato già pubblicato sul “Giornale Diplomatico” e ripreso dalla Consul Press, su cortese consenso della stessa Testata

Florence Seven Stars Edizione 2022, Giornale Diplomatico.

Continua a leggere

Le donne in Afghanistan non hanno più diritti

Amnesty International denuncia nuovamente la violazione dei diritti delle donne e delle bambine in Afghanistan. Il rapporto titola ”Morte al rallentatore: le donne e le bambine sotto il regime dei talebani”.

Amnesty denuncia la “soffocante repressione” dei diritti umani di donne e bambine in Afghanistan. «»Da quando, nell’agosto 2021, hanno assunto il controllo dell’Afghanistan, i talebani stanno violando i diritti delle donne e delle bambine all’istruzione, al lavoro e alla libertà di movimento, azzerando il sistema di protezione e sostegno per le donne che fuggono dalla violenza domestica, arrestando donne e bambine per minime infrazioni a norme discriminatorie e contribuendo all’aumento dei matrimoni infantili, precoci e forzati», denuncia l’Ong in un comunicato.

 

«A poco meno di un anno dalla presa del potere dei talebani, le loro spietate politiche stanno privando milioni di donne e bambine del diritto a vivere in modo sicuro, libero e prosperoso», ha dichiarato Agne’s Callamard, segretaria generale di Amnesty International. «Considerate nel loro insieme, quelle politiche formano un sistema che discrimina le donne e le bambine in quasi ogni aspetto della loro vita. La comunità internazionale deve pretendere urgentemente che i talebani rispettino i diritti delle donne e delle bambine», ha aggiunto. Una missione di ricerca di Amnesty ha visitato l’Afghanistan a marzo scorso, nell’ambito di una più ampia indagine avviata a settembre 2021 e terminata il mese scorso. In tutto sono state intervistate 90 donne e 11 bambine di età compresa tra i 14 e i 74 anni, residenti in 20 delle 34 province dell’Afghanistan.

«Fino a circa un anno fa vivevo a Kabul, dove lavoravo come redattrice capo di un settimanale e al tempo stesso ero ricercatrice presso il ministero per lo Sviluppo rurale. Visitavo le famiglie contadine per raccogliere informazioni sulle loro condizioni di vita e sui loro problemi e suggerimenti, poi li consegnavo al ministero per lavorare a soluzioni. Quando i talebani hanno preso il potere, tutto è cambiato: sono dovuta fuggire in Iran con mia sorella e mio fratello. Purtroppo gli altri della famiglia non sono potuti venire perché non avevano il passaporto. La nostra vita è passata da cento a zero in un attimo».

R.S. ha 26 anni ed è tra le rifugiate afghane che l’associazione Arci è riuscita a portare in Italia grazie ai corridoi umanitari, un protocollo siglato lo scorso novembre tra il ministero dell’Interno e degli Affari esteri con varie organizzazioni della società civile per far giungere in Italia in sicurezza 1.200 profughi afghani da Pakistan e Iran. L’arrivo all’aeroporto Leonardo Da Vinci è stato il primo e altri sono attesi anche da Cei, Chiese protestanti e Tavola valdese.

All’agenzia di stampa Dire R.S. racconta la sua storia chiedendo di mantenere l’anonimato, anzitutto a garanzia della sicurezza dei propri familiari in Afghanistan. Nel suo Paese, sottolinea, era esposta per tante ragioni: essere una donna laureata, una giornalista che scriveva di questioni sociali e femminili e una impiegata del precedente Governo per i diritti delle comunità rurali l’hanno automaticamente resa un bersaglio dei talebani, che tuttora continuano a perseguire chiunque rappresenti una minaccia alla sopravvivenza del loro Emirato.

Il giorno in cui i talebani sono entrati a Kabul, prendendo il controllo dei palazzi del potere, il 15 agosto 2021, R.S. lo ricorda bene: «Ero al lavoro, erano le 11 e ho iniziato a vedere un andirivieni di persone in strada, i volti tesi e preoccupati. Tutti avevamo già capito che la situazione era pessima. Ho impiegato quasi tre ore per tornare a casa piedi, non c’erano più taxi, lungo la strada ho visto anche qualche scontro tra la polizia e i talebani». La caduta della Repubblica sconvolge la vita del Paese e il Peiramoon Weekly, la testata per cui R.S. lavora, è costretta a chiudere. «Ci hanno minacciato» ricorda la cronista. «Ci hanno inviato una lettera in cui ci informavano che se avessimo scritto ancora, ci avrebbero ucciso. E così abbiamo smesso di lavorare».

A rimetterci non è solo il mondo dei media – secondo Reporters without borders oltre il 40% delle testate afghane ha chiuso – ma anche magistrati, insegnanti, attivisti, funzionari. «Conosco persone che sono state minacciate, torturate» dichiara la reporter. «Molte altre sono state rapite e non si sa più dove siano. Anche di molte ragazze si è persa traccia: per le donne la situazione è diventata terribile». R.S. però guarda al futuro: «Sono felicissima di essere in Italia. Voglio cominciare una nuova vita. Per prima cosa, voglio imparare l’italiano e poi voglio prendere un master, trovare un lavoro e portare qui il resto della mia famiglia rimasta a Kabul. La situazione lì è orribile e sapere i miei cari lì mi preoccupa. Ringrazio tutti per l’aiuto che ci state dando».

Come previsto, sono arrivati, con un volo proveniente da Islamabad, 230 profughi afghani che erano rifugiati in Pakistan dallo scorso agosto. Il loro ingresso in Italia è reso possibile grazie al protocollo di intesa con lo Stato italiano, firmato il 4 novembre 2021 da Comunità di Sant’Egidio, Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia, Tavola Valdese, Arci, Caritas Italiana, IOM, INMP e UNHCR.

Insieme ad altri arrivi dall’Iran saranno oltre 300 i rifugiati afghani che verranno accolti in Italia grazie ai corridoi umanitari, un progetto totalmente a carico delle associazioni proponenti e possibile grazie alla generosità e all’impegno gratuito e volontario di tanti cittadini italiani, che hanno offerto le loro case per ospitare, ma anche congregazioni religiose, ONG e diversi soggetti della società civile. Tra queste Solidaire, che in collaborazione con Open Arms, ha contribuito all’organizzazione del volo dal Pakistan.

Giorgia Iacuele

 

Afghanistan, Amnesty international, Diritti, Donne

Approvato accordo Ue sul gas

I ministri Ue competenti per l’Energia, riuniti a Bruxelles per un consiglio straordinario, hanno approvato l’ultima proposta di compromesso della presidenza ceca dell’Ue. Un accordo che però è stato concesso solo dopo essersi garantiti una serie di deroghe che rischiano di svuotare tutto il piano.

I 10 punti:

  • Taglio del 15% dei consumi, rispetto alla media degli ultimi cinque anni, tra il primo agosto 2022 e il 31 marzo 2023. Volontario, diventa però obbligatorio in caso della dichiarazione dello Stato di allerta per grave crisi energetica.
  • L’allerta può essere proposta dalla Commissione europea se ritiene vi siano le condizioni (insufficiente offerta di gas o eccessiva richiesta per un inverno molto freddo), o se a chiederlo sono almeno cinque Stati membri. A decidere sull’effettiva attuazione saranno gli Stati Ue a maggioranza qualificata.
  • Per l’Italia, insieme a Spagna e Portogallo, c’è uno sconto dell’8% (dunque riduzione solo del 7%) per via del basso livello di interconnessione con il resto dell’Ue.
  • L’Italia potrebbe beneficiare anche di sconti legati al livello di scorte di gas, se sono superiori a quanto richiesto dalla normativa Ue.
  • Le isole, Irlanda, Cipro e Malta, sono esentate in quanto non connesse con la rete energetica Ue e dunque non possono eventualmente aiutare altri Stati in difficoltà.
  • Possibile esenzione anche per le Repubbliche baltiche: sono ancora connesse, come ai tempi dell’Urss, alla rete elettrica russa. Se Mosca decide di tagliarle fuori, devono poter usare tutto il gas necessario per produrre energia.
  • Possibili sconti per i Paesi come la Francia che nel 2021 hanno dovuto aumentare oltre l’8% i consumi di gas per produrre energia. Per esempio Parigi ha dovuto chiudere metà delle centrali nucleari per manutenzione.
  • Esenzioni trasversali per settori vitali, come la siderurgia e la chimica.
  • La normativa d’emergenza resta in vigore un anno, ma può esser prorogata.
  • In una dichiarazione separata, la Commissione Europea sta svolgendo “lavoro urgente” sulla fattibilità di tetti ai prezzi del gas nonché sulla riforma del mercato dell’elettricità, i cui prezzi sono tuttora legati a quelli del gas.

Giorgia Iacuele

Accordo, Gas, Unione europea

Fa ancora discutere il riscaldamento globale tra incendi e caldo record

La questione del riscaldamento globale provocato dall’uomo fa ancora discutere in specie con gli incendi e il caldo afoso che registriamo in questo periodo dell’anno. Siamo già in presenza delle conseguenze dell’eccesso dei gas serra emessi dall’uomo in atmosfera o si tratta solo di un ciclico avvicendarsi nei secoli di decenni più caldi? La risposta è che pochi sosterrebbero una normalità ciclica negli anni per queste temperature così alte. Siamo tutti molto impressionati dal caldo eccessivo e dagli incendi che esso provoca.

Eppure nella comunità scientifica i dettagli sull’argomento sono ancora dibattuti. Come in ogni altra questione scientifica nei congressi e negli articoli specialistici ci sono posizioni diverse. Tuttavia le discussioni sono basate su dati sperimentali o modelli matematici. Questi sono, ovviamente, interpretabili ma hanno un valore intersoggettivo. Con ciò si intende che qualsiasi esperimento, ripetuto nelle stesse condizioni sperimentali deve produrre gli stessi risultati. Questi non possono dipendere da chi li fa o dal luogo nel quale vengono fatti. Ovviamente ciò non esclude che anche gli scienziati possano essere influenzati dal loro credo ideologico o politico. Ma con dati misurati alla mano non ci possono essere dubbi sulle conclusioni. L’ IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change) è un organismo creato dall’Onu specificatamente per studiare e informare sul riscaldamento globale. Lo “Special Report: Global Warming of 1.5 °C” in  conclusione cui si arriva è che esiste una correlazione tra l’aumento della presenza di CO2 dovuta ad attività antropiche e l’aumento del riscaldamento del Pianeta. Sono state riportate nella stampa anche opinioni contrarie alla causa antropica del riscaldamento globale. I professori Zichichi (Fisica superiore dell’Università di Bologna) e Rubbia (Premio Nobel per la Fisica 1984 e senatore a vita) hanno sostenuto che:

“L’inquinamento esiste, è dannoso, e chiama in causa l’operato dell’uomo. Ma attribuire alla responsabilità umana il surriscaldamento globale è un’enormità senza alcun fondamento: puro inquinamento culturale. L’azione dell’uomo incide sul clima per non più del 10%. Al 90% il cambiamento climatico è governato da fenomeni naturali dei quali, ad oggi, gli scienziati non conoscono e non possono conoscere le possibili evoluzioni future”. Zichichi, intervista a Il Giornale 2012.

“Io guardo i fatti. Il fatto è che la temperatura media della Terra, negli ultimi 15 anni, non è aumentata ma diminuita”. Rubbia, resoconto stenografico di un’audizione in Senato, 2014.

Naturalmente esistono moltissimi altri scienziati “scettici” anche a livello internazionale. Tuttavia, bisogna ricordare che, per quanto rispettabili possano essere, rimangono pur sempre una minoranza. Dobbiamo ricordare che il protocollo di Kyoto regolamenta dal 1997 le emissioni dei gas serra ritenuti più dannosi, in particolare CO2, N2O, CH4, esafluoruro di zolfo (SF6), idrofluorocarburi (HFCs) e perfluorocarburi. Questo significa che, qualunque sia il dibattito in corso, bisogna in ogni caso limitare le nostre emissioni di tutti i gas serra. Inoltre bisogna interrogarsi sull’uso di fonti alternative ai combustibili fossili se vogliamo continuare a produrre secondo il nostro modello di sviluppo. Il motivo che determina l’emissione di gas serra da parte umana è, fuori di ogni dubbio, la produzione industriale richiesta dalla domanda di consumi.

L’emissione di gas serra deriva principalmente dalla produzione energetica, dai trasporti, dall’industria manifatturiera e dalle attività commerciali. Per realizzare tali attività vengono bruciati combustibili fossili in ogni parte del Pianeta e, di conseguenza, rilasciati in atmosfera i gas serra. Un modello di sviluppo basato unicamente sui consumi senza limiti, non ha criteri di sostenibilità. Se non si arriva a una pianificazione basata sui reali bisogni del consumatore si rischia di generare un circolo vizioso di domanda e offerta che produce sprechi ed emissione ingiustificata di gas serra.

Il modello di sviluppo basato sulla produzione non programmata può produrre beni non consumati che diventano rifiuti e immondizia. Da studi di settore scopriamo che in occidente il 40% del cibo che compriamo non viene consumato ma buttato nell’immondizia. Il 17% della frutta prodotta non viene neanche presentata al supermercato perché “brutta” e considerata invendibile. Il 20% del costo di un qualsiasi prodotto che compriamo è il “packaging” cioè l’involucro con cui è incartato. Esso è frutto di costose ricerche di marketing, e viene immediatamente buttato appena comprato il prodotto! La lista può essere lunga quanto si vuole. Tutti questi prodotti buttati prima di essere consumati hanno generato emissione di gas serra che poteva essere evitata.

Passare da una fase di studio del problema e arrivare a una fase di riduzione delle emissioni di gas serra. Questo è quello che comunque bisogna inserire in tutti gli obiettivi di sostenibilità per qualunque futuro Governo. Per tornare al dibattito sul negazionismo climatico presente anche nella comunità scientifica, si fa riferimento a una battuta attribuita al prof. Fornasa in rete.

A uno studente che gli chiedeva se era il caso di cambiare modo di vivere e di produrre, anche in assenza di evidenza scientifica, il prof rispose: «Ha ragione! Immagini se in futuro, dopo aver introdotto tutte le innovazioni necessarie, quei dati si rivelassero falsi. A quel punto dovremo fare i conti con il fatto di aver creato una società migliore senza motivo!».

Nicola Sparvieri

gas serra, riscaldamento globale

Prezioso catalogo di “O ROMA O MORTE”.
Un secolo dalla Marcia

Da poco più di dieci giorni è stato pubblicato e posto in vendita al costo di 18 euro il catalogo della mostra storico-documentaria “O ROMA O MORTE. Un secolo dalla Marcia”, dal 23 aprile scorso in svolgimento sino al prossimo 6 novembre a Predappio, in via Roma n. 51, con apertura dal venerdì alla domenica e negli altri giorni festivi, orario 10.30-13.00 e 14.00-19.00.

Continua a leggere

Italiani e sport… Consigli per l’Estate

Italiani e sport: alcuni consigli per i mesi estivi

a cura di FRANCESCO VALENTE

Il caldo delle ultime settimane sta mettendo a dura prova gli sportivi. Si tratta di una situazione difficile da sopportare, soprattutto per chi è abituato a fare sport all’aperto, e non riesce mai a rinunciare alla propria sessione di running o di bicicletta. Purtroppo, le temperature di questa stagione estiva stanno raggiungendo picchi da record, oltre i 40 gradi,  e dunque si parla di un contesto che richiede molta attenzione da parte di chi pratica sport. Vediamo quindi di scoprire insieme alcuni consigli per i mesi estivi.

Continua a leggere

Incontro a Tutela degli Operatori della Salute
a Roma al “Salotto Tevere” sotto Ponte Cestio

STOP alla VIOLENZA nei luoghi di lavoro
contro gli “Operatori della Salute” 

una serata al “Salotto Tevere” sotto Ponte Cestio, lunedì 1 Agosto h.21,30
a cura dell’AMAD – Associazione per le malattie, ansia e depressione 

L’incontro, proposto dal Dr. Carlo Marchetti – Presidente AMAD e dalla Dr.ssa Marina Cannavò – Medico Psichiatra, psicoterapeuta e consulente scientifico AMAD, è aperto anche ad un vasto auditorio, composto non esclusivamente dagli “Addetti a Lavori”. 
Infatti le aggressioni al personale sanitario e socio sanitario non sono solo un problema di sicurezza dei luoghi di lavoro e di benessere e salute degli operatori, ma sono soprattutto un problema di sicurezza e di qualità delle cure per i cittadini.

AMAD, Carlo Marchetti, Marina Cannavò, Salotto Tevere

Continua a leggere

Una “Gloriosa Esposizione” di Antonio Canova
sino al 25 Settembre presso il Museo Bailo a Treviso

AMMIRANDO LE OPERE DEL CANOVA, AL MUSEO BAILO  

Alla Redazione di Consul Press, domenica 24 luglio, è pervenuta questa nota redatta da Mattia Carlin – più volte ospite su questa nostra Testata – qui di seguito riportata.   

 ***** *** *****

A Treviso, al Museo Bailo, pochi giorni fa nel tardo pomeriggio, ho avuto il piacere di ammirare la grande mostra “Canova gloria trevigiana” insieme alla  gentile Dottoressa LAVINIA COLONNA PRETI – Assessore ai Beni Culturali e Turismo della bella città di Treviso. 
L’Assessore appartiene ad una nobile Casata Veneta, discendente dalla Casata Patrizia Romana dei Colonna e, oltre ad un prestigioso curriculum, vanta una notevole esperienza nella comunicazione strategica internazionale. 
Abbiamo preso in rassegna vari temi a me cari, come la conservazione del patrimonio culturale e il valore della cultura come strumento di amicizia e dialogo tra Paesi e Territori, per me un piacere doppio essendo Veneto, nonché gli scenari internazionali che seguo con vivo interesse, essendo Vicepresidente dell’UCOI.

Antonio Canova, Lavinia Colonna Preti, Museo Bailo

Continua a leggere

ATTRAZIONE FATALE E ALTRI RACCONTI,

Il nuovo libro di Maria Grazia Scelfo

L’ultima fatica letteraria di Maria Grazia Scelfo, è una raccolta di suoi racconti ed opere già pubblicate sulla rivista spagnola on line “Valencia Escribe” a partire dal 2017 e da lei stessa tradotte in italiano, non solo per il suo piacere di tradurre ma per ampliare la platea dei lettori.

Pubblicati con testo a fronte, sono ventiquattro i racconti di questa raccolta,  che trattano temi di attualità o di fantasia, ambientati prevalentemente in Spagna, ma anche in Italia e in tanti altri paesi per offrire spunti di riflessione.

Continua a leggere

Lega e Forza Italia chiudono ai pentastellati. Anche Monti in campo

I leader della Lega e di Forza Italia, Matteo Salvini e Silvio Berlusconi, dopo un incontro a Villa Certosa, chiudono all’ipotesi di un Governo con i pentastellati

Lo comunicano in una nota, accusandoli di essere incompetenti e inaffidabili, e sottolineando che il presidente del Consiglio Mario Draghi ha ragione «Il patto di fiducia che ha sostenuto l’esecutivo si è rotto, qualsiasi intesa con Giuseppe Conte è da escludersi».

Continua a leggere

I nanosatelliti aiutano i paesi emergenti ad accedere ai programmi spaziali

Un nanosatellite e la sua standardizzazione, chiamata CubeSat che prende il nome dalla sua forma a cubo, ha nella sua unità base dimensioni di 10x10x10 cm e una massa di circa 1,3 Kg (come mostrato in figura). Da questa unità base si possono costruire in maniera modulare dei nanosatelliti più grandi da progettare a seconda del tipo di missione che si vuole realizzare. Questa modularità consente di conservare degli standard realizzativi soprattutto per quanto riguarda l’elettronica di bordo. In tal modo, dalla unità di base 1U, si possono avere satelliti più grandi con i vari multipli di U.

L’impressionante aumento di nanosatelliti lanciati è ben rappresentato dal grafico seguente.Si noti che negli ultimi cinque anni la crescita è più che triplicata. In questo senso si può affermare che i nanosatelliti definiscono una nuova era spaziale caratterizzata da un generalizzato accesso allo spazio a causa dei bassi costi e tempi di produzione. Di questa nuova era si parla come di “space democracy”, cioè anche Paesi in via di sviluppo possono accedere allo spazio e a propri programmi spaziali nazionali.

In Africa, ad esempio, c’è un grande fermento di attività nel promuovere e realizzare piccoli satelliti da porre in orbita sviluppati e controllati sul territorio nazionale. L’utilizzo di razzi vettori non è ancora un servizio a basso costo ma è anche vero che il costo di un biglietto per trasportare un nanostellite in orbita è comunque proporzionato al suo peso. Quindi, essendo questi molto leggeri, il costo è comunque contenuto. Questa grande affluenza di nuovi utenti fa parlare di una nuova “space economy”. Basta pensare che l’intera industria spaziale nel 2018 fatturava 340 miliardi di dollari e che si prevede che si possa passare a 642 miliardi nel 2030. I nanosatelliti in particolare potrebbero far subire una grande accelerazione ad applicazioni come l’internet delle cose o IoT (Internet of Things) e cioè applicazioni quali la casa intelligente, la città intelligente ecc. Naturalmente, oltre alle telecomunicazioni appena considerate, tra gli impieghi dei nuovi nanosatelliti c’è il controllo del territorio e delle infrastrutture come ponti, viadotti, dighe, edifici gasdotti e quant’altro. Da considerare, poi, il monitoraggio delle foreste e delle coltivazioni, degli incendi boschivi, il controllo delle acque e di tutti gli eventi catastrofici quali terremoti, frane, esondazioni, tsunami. Queste applicazioni, che vengono chiamate “osservazioni della terra”, ovviamente hanno bisogno di “occhi” in grado di osservare. Cioè di telescopi ottici ad alta definizione e camere termiche infrarosse che possano “vedere” corpi caldi (come gli incendi) anche attraverso le nuvole che invece schermano le osservazioni ottiche nella banda del visibile. Ebbene tutte queste applicazioni sono ora possibili anche utilizzando nanosatelliti. Va comunque sottolineato che queste applicazioni sono possibili solo se si ha un ragionevole “tempo di rivisita”. Cioè il tempo tra un passaggio del satellite sulla verticale del punto interessato e il passaggio successivo. Va da sé che se tale tempo è dell’ordine di 12 ore non ha molto senso monitorare ad esempio un incendio (dato che in 12 ore l’effetto potrebbe essere devastante). Mentre se il tempo fosse di mezz’ora o meno, il controllo sarebbe soddisfacente. Ma per avere dei piccoli tempi di rivisita è necessario che il satellite non sia uno soltanto ma che si possa disporre di una costellazione di satelliti, per esempio 40 o più. La costellazione avrebbe ogni satellite comunicante con gli altri e appartenente a un’orbita calcolata in modo che si possa ricoprire l’area terrestre interessata con un tempo di rivisita stabilito.Tutti questi discorsi che sono sicuramente interessanti e affascinanti hanno però qualche controindicazione che è bene non trascurare. Bisogna infatti considerare che dall’inizio dell’era spaziale, cioè dal secondo dopoguerra, la cosiddetta orbita LEO (Low Earth Orbit) cioè quella più vicina alla terra e che ospita tutte le applicazioni citate, comincia a essere piena zeppa di materiali che non sono più satelliti funzionanti. Si tratta di residuati di satelliti giunti a fine vita. Ma anche di stadi di razzi utilizzati per il lancio di satelliti, frammenti di satelliti non più utilizzati, polveri e materiale vario che continua a orbitare intorno alla Terra. Tutto questo materiale lo possiamo definire “spazzatura spaziale” costituita da circa 35.000 oggetti spaziali rilevabili con dimensioni maggiori di 10 cm e con una massa totale di circa 8.500 tonnellate. Concludendo si noti che, nelle straordinarie possibilità che offrono le costellazioni di nanosatelliti, non bisogna trascurare che anche lo spazio fa parte del contesto di “ambiente” per l’uomo. Di conseguenza si deve tutelare e conservarne la fruibilità di quanti verranno dopo di noi. È necessario, quindi, progettare anche un sistema di abbandono dell’orbita a fine vita. Ciò, per favorire un rientro in atmosfera e una completa distruzione anche se questo può aumentare un po’ i costi di produzione.

Nicola Sparvieri

costellazioni, cubesat, nanosatelliti

Intervista a Luca Palamara

Luca Palamara – con “Oltre il Sistema” – candidato nel Centro Destra

A cura di ANTONIO PARISI

La caduta della XVIII Legislatura con lo scioglimento del Senato e della Camera dei Deputati ha colto di sorpresa anche gli addetti ai lavori che invece immaginavano di andare al voto a marzo dell’anno prossimo. Qualcuno sognava, soprattutto tra i peones del Parlamento, addirittura un prolungamento di un paio di mesi della legislatura oltre la sua naturale scadenza, in violazione della Costituzione, così da sgraffignare ancora alcuni succosi stipendi.
Conseguenza di questa accelerazione dei tempi è ora la necessità di stabilire in fretta, collegi e candidature che saranno decise sotto il sole agostano, entro il 22 del mese prossimo.

"Oltre il Sistema", Enrico Letta, Giorgia Meloni; F.d'I. DD'm" p, Luca Palamara, Mario Draghi, Vittorio Sgarbi

Continua a leggere

Riapre al pubblico il Nuovo Planetario di Roma

Sono trascorsi otto anni, ma finalmente il Nuovo Planetario di Roma a riaperto le sue porte al pubblico.

Ad inaugurarlo, il sindaco della Capitale, Roberto Gualtieri che non nasconde la sua soddisfazione: Sono davvero molto felice – ha dichiarato il Sindaco – di festeggiare il compleanno di Roma con la riapertura dopo 8 anni di questo Planetario che come vedrete è bellissimo e avanzatissimo, lo aspettavamo da molto tempo. Mi hanno detto che in sole 48 ore ci sono già state più di 2700 prenotazioni. Vedremo ragazzi, scolaresche bambini ma non solo. E’ pensato come un luogo di incontro ma anche di apertura di dialogo con la comunità scientifica. Un polo sulla cultura, sulla bellezza, sulla scienza che è uno dei valori fondanti che esprime bene l’universalità della nostra città. E’ stata molto migliorata la tecnologia sia rispetto a quella di 8 anni fa e rispetto a quella originale, l’antico proiettore Zeiss Mark II, donato dai tedeschi all’Italia a parziale riparazione dei danni della I Guerra mondiale”.

Il Planetario si presenta infatti con una splendida sala rinnovata con 98 poltroncine dalle quali si puàò comodamente ammirare lo spettacolo delle stelle sopra la Capitale.

Da qui si può anche osservare l’asteroide 66458  dal suggestivo nome ‘Romaplanetario’, che sebbene sembri piccolissimo ha un diametro reale stimato tra i 2 e i 4 chilometri ed è stato scoperto da Gianluca Masi, uno degli astronomi e divulgatori che sarà pronto ad accogliere i visitatori insieme ai sui colleghi Gabriele Catanzaro, Giangiacomo Gandolfi, Stefano Giovanardi e il nuovo arrivato Luca Nardi.

Fra le grandi novità del Nuovo Planetario c’è infatti la presenza di un team di srtudiosi di eccelelnza che in ogni spettacolo guiderà dal vivo i visitatori in un incredibile viaggio fra le meraviglie del cielo.

 Sul sito www.planetarioroma.it tutte le info.

“La Pirandelliana 2022” – XXVI Edizione
a Roma, nel Giardino di Sant’Alessio

La Compagnia Teatrale 
LA BOTTEGA DELLE MASCHERE

presenta dal 7 luglio al 7 agosto 2022
nel 
   GIARDINO DI SANT’ALESSIO ALL’AVENTINO 
in Piazza Sant’Alessio 23 – Roma

PIRANDELLIANA 2022 nella sua XXVI Edizione

I Giganti della Montagna, La Prandelliana, Luigi Pirandello, Marcello Amici, Sei Personaggi in cerca d'Autore

Continua a leggere

“L’Europa ferita dalla guerra”:
editoriale di Pedrizzi su “Intervento nella società”

L ’EUROPA  FERITA  DALLA  GUERRA  
Riccardo Pedrizzi: “Cattolici uniti con Papa Francesco per bloccare il conflitto”

” INTERVENTO NELLA SOCIETA’ ”  – Sintesi del Sommario nell’ultimo numero del Trimestrale
# L’analisi del ruolo del Pontefice nella ricerca della pace tra Russia e Ucraina
# La testimonianza di Fausto Bertinotti sulle difficoltà dell’Occidente nella gestione dell’emergenza
# La crisi economica, i bonus, la sicurezza alimentare, il quadro politico italiano in questa fase di fibrillazione

a cura di FABIO FIORENTINO 

Fausto Bertinotti, Guerra in Europa, le sanzioni alla Russia, Papa Francesco, Riccardo Pedrizzi

Continua a leggere

A Roma, LUCE SULLE TORRI, arte e cultura al VI Municipio

Una manifestazione artistica e culturale promossa dal Municipio Roma VI delle Torri, LUCE SULLE TORRI è dedicata a bambini, famiglie, coppie, anziani, turisti, appassionati e curiosi. Un progetto realizzato in ben 11 quartieri, in spazi pubblici, luoghi di aggregazione, biblioteche e polisportive, con il coinvolgimento attivo delle realtà e delle associazioni territoriali.

Questo weekend, dal 22 al 24 luglio, gli eventi si terranno presso Colle degli Abeti e Lunghezza.

Sono circa 70 eventi in programma per tutti i fine settimana (venerdì, sabato e domenica) compresi tra il 1° luglio e il 7 agosto (per un totale di 6 fine settimana), ad ingresso libero e gratuito.

Continua a leggere

‘ROMA CINEMA ARENA’, LA RASSEGNA CINEMATOGRAFICA

AL PARCO DEGLI ACQUEDOTTI, DAL 19 LUGLIO AL 4 AGOSTO

Ogni sera, a partire dalle ore 21.15, la rassegna ospiterà un programma di capolavori in versione restaurata, con due proiezioni previste per il sabato (ore 21 e ore 23). Ciascun film sarà presentato al pubblico da registi e attori.

Una grande sala cinematografica outdoor, una platea di 1000 posti incastonata in uno dei posti più suggestivi della Città Eterna, il Parco degli Acquedotti (ingresso via Lemonia, angolo Appio Claudio), che sarà inaugurata questa sera, martedì 19 luglio, con l’inizio della rassegna cinematografica “Roma Cinema Arena”.

Continua a leggere

Parte da Roma il progetto “Thrive” per la crescita civile delle donne migranti

A Roma è stato presentato alla stampa il progetto “THRIVE” (“Crescere, prosperare, svilupparsi vigorosamente”). Si tratta di un progetto multimediale di formazione online, spiega Betti Cannova, operatrice sociale tra i responsabili generali di Thrive, che ha come obiettivo quello di avvicinare tra loro le persone e le varie culture e aiutare le donne migranti a realizzare il loro potenziale civico e sociale attraverso l’istruzione e l’approfondimento.

crescita civile, donne migranti, Thrive

Continua a leggere

Concita De Gregorio, Giorgia Meloni, ecc. ecc.
……”secondo paragrafo”

“PENNA ECCELSA”, QUELLA DI CONCITA DE GREGORIO !
….. PARI ALL’ELOQUENZA DI GIORGIA MELONI 
 
Ci ricolleghiamo alle “ANNOTAZIONI” di ADALBERTO BALDONI, postate su “fb” e riportate su Consul Press lo scorso Martedì 12 Luglio, proponendo ai nostri Lettori “Due Interventi”  riguardanti GIORGIA MELONI, come qui di seguito riportati. 

Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni

Continua a leggere

© 2022 Consul Press - Tutti i diritti riservati.
Testata registrata presso il Tribunale di Roma, N° 87 del 24/4/2014.
Editore: Associazione Culturale "Pantheon" - Direttore Responsabile: Antonio Parisi
Sede: Via Dora, 2 - 00198 Roma (RM). Telefono: (+39) 06 92593748 - Posta elettronica: info@consulpress.eu