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Turismo: l’Italia vede il calo in una delle sue maggiori risorse

Hong Kong è la città più visitata al mondo. Il Louvre il museo con più turisti. Le spiagge della Grecia, Spagna e Croazia sono state favorite a quelle italiane.

Il 75% del patrimonio culturale mondiale, la cucina più apprezzata al mondo per il gusto e per il suo equilibrio, tanto da essere annoverata come patrimonio alimentare dell’umanità, migliaia di spiagge, la presenza di luoghi di montagna; non sono bastati nel 2019 all’Italia.

L’Italia è attualmente al quinto posto mondiale come meta di arrivi di turisti internazionali. Superata da Francia al primo posto, Spagna, USA e Cina. La depenalizzazione era già presente nel 2017, il numero di visitatori internazionali di Roma aumentò solo del’1,9% rispetto al 2016, facendola sprofondare al quindicesimo posto nella classifica mondiale di città più visitata al mondo, superata da Delhi al tredicesimo posto. Classifica che diede il primato a Hong Kong, secondo posto a Bangkok e terzo a Londra, portando Roma al quarto posto al livello europeo, dopo il sesto posto mondiale di Parigi e al dodicesimo di Istanbul. 

I Musei Vaticani sono al quarto posto tra i musei più visitati al mondo, oltrepassato dal Louvre di Parigi, dal Museo Nazionale della Cina di Pechino e dal The Met di New York.

Molto meglio invece per i siti archeologici più visitati al mondo con il primato del Colosseo e del decimo per il Canal Grande di Venezia.

Rispetto l’anno scorso l’Italia ha avuto un calo di 2 milioni di turisti in meno, tra stranieri e italiani stessi. Il calo è dipeso dalle competizioni tariffarie di altri siti costieri mediterranei. I centri minori hanno avuto un maggiore rientro, riscoperti dagli stranieri. I prezzi sono considerati troppo alti e non solo quelli degli alberghi, i servizi non sono adeguati al costo. Sebbene i costi siano persino aumentati negli ultimi anni in Croazia, Spagna e Grecia, il resto dei servizi è migliorato, favorendoli come mete di balneazioni a quelle italiane.

Un’altra causa è stato il piovoso Maggio, che ha frenato la bassa stagione primaverile a cavallo con quella estiva. La caduta del settore turistico non vale solo nelle coste ma si è manifestato anche nelle città. I luoghi d’arte sono famosi per essere trascurati, i servizi cittadini non funzionano bene e i costi di bar e ristoranti dei centri storici sono proibitivi per i turisti. Famosi l’aumento dei prezzi nei bar e nei taxi per i turisti giapponesi, richieste illegali effettuati più di una volta dai commercianti che conoscono l’alto tenore di vita del Giappone.

Una delle risorse italiane è sempre stato il turismo, per la varietà di attrazioni che offre la penisola. Dalle spiagge della Sardegna e Sicilia, alle città d’arte di Roma, Venezia, Firenze e Napoli; alle montagne delle Dolomiti e Alpi. Un paese composto da una biodiversità unica al mondo. Anche se non ha nel suo territorio il polo dell’Alaska, le acque cristalline del Pacifico delle Hawaii e i tropici della Florida e, per citare ad esempio gli USA, paese che ha superato l’Italia in presenze di turisti. L’Italia in una porzione di territorio limitata, meno di 400 mila chilometri quadrati, ha le montagne di Aosta e il paesaggio Africano di Lampedusa. Nessun paese al mondo offre così tante attrattive in poco spazio. Per questo nel passato i turisti la premiavano.

La caduta di una risorsa come il turismo lo si deve a una serie di circostanze che per quanto sfortunate possano essere state denotano la completa e omogenea mancanza d’organizzazione nello sviluppo delle proprie risorse.

 

om Enrico Paniccia

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