mercoledì, 17 Luglio 2019
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Un Popolo di “Politici Furbetti”

IL  “FESTIVAL” dei FURBETTI  e degli EVASORI

GIULIANO MARCHETTI

Chi ancora ricorda i famosi “Furbetti del Quartierino” ?

Beh, è difficile dimenticare la famosa battuta dell’allora celebre Stefano Ricucci, consorte dell’allora bellissima Anna Falchi. Nacque un polverone, poi seguirono gli accertamenti, gli arresti, i processi ed un interessante libro sull’argomento, con l’omonimo titolo, scritto da Paolo Panerai e Fabrizio Massaro. Da quel tempo ad oggi, oramai, l’Italia è tutto un Quartierino di Furbetti, specie nelle così dette Sedi Istituzionali e questo “Quartierino” grande come l’intero Paese risulta ben occupato dai vari Furbetti di turno, capaci di auto-rigenerarsi costantemente, di allearsi con le vecchie gerarchie e di consolidarsi in nuove dinastie.

Caratteristiche identificative di questa stirpe, per non parlare di vere e proprie affinità elettive, sono la propensione all’evasione fiscale e l’attrazione verso la politica, intesa come potere (o sottopotere) da gestire o comunque da accattivarsi per trarne non indifferenti benefici .…. Ed ecco quindi che il Quartierino-Paese diventa così l’habitat naturale per i corrotti e per i corruttori di ogni rango, ove tutti possono partecipare al “festival della collusione”, impegnarsi in scalate finanziarie, simulate o reali, magari esercitandosi meticolosamente con il gioco del risiko o del monopoli, intascando tangenti e pagando escort di lusso.

Oramai noi, comuni cittadini, siamo coercizzati a vivere in una collettività alquanto imputridita per le maleodoranti esalazioni derivanti dalle ruberie dei partiti politici, da estorsioni legalizzate, da reati collegati all’usura bancaria e finanziaria, tra la indifferenza, il consenso o la connivenza di una diffusa Mala-Giustizia. Questo, in sintesi, è il Quartierino della “nostra Repubblica”, questo è il “nostro Stato” ….. così diverso e distante da quello futuristicamente idealizzato da Filippo Tommaso Marinetti, secondo cui lo Stato doveva essere “L’ Amministrazione di una Grande Azienda chiamata Patria, appartenente ad una Grande Associazione chiamata Nazione” !

Oggi, purtroppo, abbiamo uno “Stato” che è l’incarnazione dell’ 8 settembre – data celebre per il doppiogiochismo del generale Badoglio (…. infatti i britannici coniarono l’anglicismo: to badogliate= alias tradire) e per la fughetta del Reuccio di Casa Savoia (….sciaboletta, così soprannominato dagli ufficiali germanici).

Oggi, purtroppo, siamo cittadini di una Repubblica che si auto-rinnega annualmentecelebrando come propria data sacrale “il 25 aprile”, anziché “il 2 giugno” (… brogli elettorali a parte).

E mentre il Parlamento si rifiuta da mesi di esaminare una legge per bloccare un un amorale ed immorale finanziamento pubblico ai partiti, le segreterie politiche degli stessi, a volte anche in combutta con i propri “Tesorieri”, continuano da anni a sperperare e a dissipare quanto in parte icomuni cittadini subiscono come prelievo fiscale da parte dello Stato …. vedasi gli episodi della Lega Nord con Francesco Belsito; del PD con Filippo Penati; della Margherita con Luigi Lusi; dell’ IdV con Vincenzo Maruccio; del PdL con Franco Fiorito, oltre i tanti scandali in cui sono rimasti coinvolti altri Consigli Regionali e Provinciali in quasi tutta Italia !

Ed in questo gioco, ogni politico ha le proprie piccole o grandi responsabilità, ogni rappresentante delle Istituzioni è complice del mal governo centrale o periferico.

Chi ancora ricorda l’ex Presidente Oscar Luigi Scalfaro, a mio avviso forse il peggiore  di questa nostra sciagurata Repubblica ?  Io mi rammento ancora quando costui – invischiato in una poco limpida gestione di “fondi riservati” (alias fondi neri), proclamò a telegiornali unificati il suo famoso “non ci sto !” …. E ciò a prescindere dalla sua vocazione personale nell’ accumulare triplici o quadrupli introiti derivanti da stipendi, emolumenti, appannaggi e pensioni …., e ciò a prescindere dai suoi trascorsi di magistrato, quando decretò la condannare a morte per alcuni innocenti, reisolo di aver scelto la “parte sbagliata”, come definita dai vincitori di ieri e dai loro eredi di oggi.

Anche l’attuale Presidente – pur essendo Persona ben al di sopra di tanti personaggi costituenti il “bestiario” [(?)-1*] politico, civile e culturale d’Italia – non sembra essere stato immune da certe affinità elettive, dato che a suo tempo come euro-parlamentare avrebbe lucrato sui rimborsi e trasferte Roma – Bruxelles.   E proprio da Giorgio Napolitano, per la sua superiore levatura – non solo per l’altezza fisica – nei confronti di tante altre personalità politiche, molti comuni cittadiniavrebbero atteso alcune prese di posizione che invece non sono avvenute. Ciò non solo sugli abnormi emolumenti di tanti bojardi di stato per un assurdo accumulo di cariche, ma anche sugli eccessivi costi interplanetari di determinate residenze – come la Reggia del Quirinale, le tenute di Castel Porziano e di San Rossore, ecc. – che potrebbero e dovrebbero essere ridimensionati, specie in questi periodi di emergenza, mentre molte aziende chiudono, numerosi imprenditori si suicidano e tante famiglie soffrono….

Ebbene sì: sui costi e sui molti sprechi della politica occorrerebbe una maggior vigilanza !Prendiamo ad esempio le ultime investiture a Palazzo Madama, ove alcuni dei neo nominati Senatori a vita (pur essendo persone che hanno dato e continuano a dar lustro nel campo della scienza e delle arti al nostro Paese) non hanno saputo in precedenza resistere alla tentazione di divenire cittadini monegaschi per non pagare le tasse in Italia, alla stregua di tanti altri meno nobili esponenti del mondo dello sport, dello spettacolo e del business.

Ma ciò che più fa storcere, è il fatto che costoro, pur se possessori di non indifferenti emolumenti, prebende e pensioni, vengono beneficiati – oltre che con la nomina di senatori – anche con un laticlavio a vita, molto cospicuo ed anche esentasse !

Sarebbe forse impertinente, irriguardoso o dissacrante proporre che la nomina di senatore a vita (per coloro che già superassero determinati redditi) dovrebbe essere solo una carica onorifica o perlomeno, se retribuita, sottoposta a tassazione ? Cosa ne penserebbe in merito il Prof. Mario Monti ?

Come sarebbe auspicabile un doveroso “buon esempio” da parte delle Istituzioni dello Stato, in particolare dall’ordinamento legislativo e dall’ordinamento giudiziario, i cui componenti sono spesso impegnati a salvaguardare i propri privilegi personali e di categoria (cioè di casta) anziché ad occuparsi della res publica !!!

Pagare le tasse non è certamente una “cosa bellissima”, come ebbe a dire in alcune trascorse legislature un insigne economista titolare del dicastero delle Finanze (anche se a volte impegnato a bistrattare giustamente certi bamboccioni), ma potrebbe e dovrebbe essere un “impegno” per il cittadino-contribuente, se stimolato dall’ esempio virtuoso di una saggezza amministrativa, da una efficienza operativa e da una irreprensibilità comportamentale da parte dello Stato e delle Istituzioni.

Prima di concludere, mi sia consentito ritornare un attimo su “Il Bestiario” (1*) politico, civile e culturale d’Italia la cui fauna – spaziando tra l’umanoide e l’animalesco – credo comprenda senz’altro anche la stirpe dei Furbetti ….. e senz’altro Paolo Pansa, nello scrivere il suo libro, ritengo si sia inspirato almeno in parte ad una precedente opera di Alfredo Cattabiani. E sul “Palazzo della Civiltà”, accanto a “Un Popolo di Santi, Eroi. Navigatori e Poeti…..ecc” bisognerebbe ora, purtroppo, aggiungere anche “Un Popolo di Furbetti e di Evasori”.

> articolo pubblicato sul Quotidiano “RINASCITA” di martedì 11 settembre

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furbetti, governo, politica


Giuliano Marchetti

Direttore Editoriale di Consulpress, Commercialista e Revisore Contabile.

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