Una lontana fedeltà

UNA LONTANA FEDELTA’

di CRISTIANO ARNI

Chi non avesse avuto modo di andare al Teatro Due a Roma dal 15 al 28 Aprile a vedere lo spettacolo “Una lontana fedeltà” scritto dall’autore Paolo Fallai, regia di Alessandro Berdini, sappia che ha perso l’opportunità di assistere al felice incontro con la drammaturgia contemporanea, rappresentata da un testo unico ed originale nel suo genere con una messinscena altrettanto originale e impeccabile dal punto di vista registico.

Un incontro felice tra un noto scrittore, autore e giornalista, Paolo Fallai, che al Teatro è legato da sempre e un regista, Alessandro Berdini, che della scena contemporanea ha saputo cogliere e valorizzare le molteplici forme e i diversi linguaggi scenici vantando al suo attivo una produzione teatrale degna di nota.

Un testo equilibrato e ben strutturato drammaturgicamente, conturbante ed ammaliante nella sua tessitura, ricco e denso di atmosfere e situazioni in grado di attingere alle più profonde emozioni dello spettatore, capace di accendere spunti di riflessione su universi tanto vicini quanto lontani, uno spettacolo in grado di produrre il giusto turbamento, come solo il vero Teatro può, sa e dovrebbe fare più spesso.

Nella fumosa atmosfera di un locale notturno dove un tempo si suonava Jazz, il racconto in musica di un uomo di fronte ai propri dubbi e alle proprie incertezze. Un “ pianista fantasma” accompagna una voce suadente di donna che intona un repertorio antico e caldo sulla scena nebbiosa di un Jazz Bar abitata dal protagonista che si dibatte rammentando gli amori della sua vita. Il luogo giusto dove incontrare ed affrontare i propri fantasmi, per riflettere, evocarli e ricordarli. Il pubblico assiste ai tormenti di Nemo, interpretato da Edoardo Siravo, nell’opacità di un tempo, mitco, lontano, sospeso tra presente e passato, in un avvicendarsi di piani narrativi da cui emergono prendendo forma le proiezioni oniriche del protagonista attraverso le eroine della letteratura .

Accarezzato dalla nostalgia padrona, dalla malinconia che si aggira svelando le angosce e le forme depressive di un uomo fondamentalmente solo di fronte alle proprie sconfitte e all’ironia della propria inadeguatezza, “Una lontana fedeltà” è un gioco teatrale che presenta e riflette su due mondi contrapposti messi a confronto: quello maschile che ancora oggi stenta a riconoscersi e l’universo femminile carico di sensualità, seduzione ed erotismo. Un uomo senza risposte di fronte all’incomprensibile mondo delle donne che hanno attraversato la sua vita, al mistero inarrivabile della maternità, all’intelligenza emotiva che si fa intuito, alla faticosa conquista dell’emancipazione.

Un gioco teatrale in cui si apre e si chiude un cerchio infernale all’interno del quale il protagonista compie questo “viaggio al termine della notte”  attraversato dalle epifanie femminili pronte a manifestare la propria arcaica, quanto moderna, eroicità. Ecco sfilare una ad una: Ellida, Lulu, Filumena Marturano (evocata), Salomè, Cassandra e…Lei con la quale rompe il rapporto proprio dopo la visione della “Filumena Marturano”.

La scenografia  di Lorenzo Ciccarelli ben curata, funzionale ed adeguata a suggerire e ricreare l’ambientazione di un locale frequentato da clienti inesistenti a cui versare da bere tra il brusio e il sottofondo musicale, mentre sulla passerella/palcoscenico sfilano uno ad uno i ricordi, gli incubi, gli archetipi di un mondo ormai lontano, una vera sfilata della femminilità pronta a  sottoporre il proprio carattere alla prova di un’impetosa messa in discussione estranea al mondo maschile.

Una regia ben curata, priva di orpelli scenici essenziale ed asciutta da cui emergono i tratti salienti di una scrittura efficace e penetrante pronta a coinvolgere il pubblico durante lo svolgersi dell’azione. Ecco apparire di volta in volta: Lulu ( Giulia Andò ) rappresentante della seduzione pura, Salomè/Lolita  ( Alexandra Mogos ) con le sue perversioni e trasgressioni, Cassandra (Claudia Salvatore ) che ama col cuore, Ellida ( Giulia Innocenti ) che apre e chiude il cerchio…l’altra faccia di Lei.

Un cast di attori tutti bravi nei propri ruoli capaci di regalare sfumature precise dei personaggi chiamati ad interpretare.

Il tutto accompagnato da musiche a fare non solo da sottofondo ma a marcare una partitura sonora drammaturgica dominata dalle melodie blues e dai contrappunti jazzistici del Novecento magistralmente eseguite al pianoforte da Luciano Perotti che accompagna la voce della brava Rossana Colace. Insomma uno spettacolo che ci auguriamo di rivedere presto in scena soprattutto per quanti non hanno potuto assistere a questo felice esordio.

SCHEDA TECNICA: 

UNA LONTANA FEDELTA’

di Paolo Fallai

regia di ALESSANDRO BERDINI

Edoardo Siravo (Nemo)

Giulia Andò (Lulu)

Giulia Innocenti (Lei, Ellida)

Alexandra Mogos (Salomè)

Claudia Salvatore (Cassandra, Cameriera)

Rossana Colace (voce)

Lucio Perotti (pianoforte)

Scenografia Lorenzo Ciccarelli

Costumi Daria Calvelli

Luci Danilo Facco

Assistente alla regia Laura Garofoli

Costruzione scene Claudio Petrucci e Daniele Iraci

Produzione Ass. Cult. Teatro Due Roma

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