Una “Nuova Utopia” (per le emergenze economico/monetarie)

Una “NUOVA UTOPIA”

TECNICHE per risolvere le emergenze economiche e monetarie

Salvatore PAPPALARDO *

La soluzione automatica delle principali “ emergenze” del mondo  occidentale e dell’Italia in particolare va affidata alla tecnologia dell’informazione e alla ristrutturazione del sistema dei pagamenti, basata sull’abolizione della stampa e della circolazione della carta moneta e dei titoli equivalenti .

L’assunzione di una tale decisione, subordinata unicamente alla volontà politica ed ai numerosi interessi, spesso inconfessabili, che la animano, potrebbe concretizzarsi in un unico provvedimento legislativo che affidasse il sistema dei pagamenti alla moneta di plastica (carte di addebito e accredito e borsellini elettronici) nonché ai micro pagamenti resi possibili dalle più avanzate funzioni previste per apparecchiature di telefonia mobile.

Quali, fra i  problemi più assillanti, potrebbero essere risolti?

Quanto ai problemi della sicurezza, quelli connessi all’immigrazione clandestina, usura, spaccio di sostanze stupefacenti, corruzione, lavoro nero, furto e rapina. Come conseguenza, sarebbero attenuati gli effetti del sovraffollamento delle carceri e del cattivo funzionamento della giustizia. Sul piano macroeconomico –  sarebbero in gran parte  eliminati gli effetti del disavanzo pubblico espresso sia  in termini di spesa corrente che di debito consolidato.

Recuperate al PIL le somme attribuibili alle attività illegali, quelle prodotte dal lavoro nero e quelle sottratte allo Stato dall’evasione fiscale, il problema della mancata crescita in un periodo di crisi globale dovuta alla impossibilità di riequilibrare il sistema a meno di sacrifici difficilmente sostenibili , appare un falso problema perché,  quale che sia la percentuale di crescita annua, con questo provvedimento di politica monetaria, in meno di dieci anni si riuscirebbe a più che dimezzare il denominatore del rapporto pil/debito pubblico.

L’affermazione non si riferisce a uno scenario fantascientifico, ma ad una immediata concreta possibilità di realizzazione basata sulle seguenti considerazioni :

 1. La moneta è ormai inconvertibile. Il suo valore dipende da un rapporto  tra variabili     macroeconomiche: prodotto interno lordo e l’ammontare del debito pubblico;

2.  Quando in rete   si scambiano prodotti finanziari e contenuti editoriali (a tutt’oggi veicolati sul mercato dei supporti dai vari tipi di industrie editoriali ), si realizza un  regime di  mercato di libera  concorrenza perfetta per via dell’abolizione delle barriere spazio temporali; le relative transazioni così come quelle che regolano qualunque scambio di beni e servizi , sono ridotte ad informazioni (gli addebiti sul conto corrente di chi paga cui fanno riscontro gli accrediti sul conto corrente di chi incassa) e la moneta torna al tradizionale ruolo di ragione di scambio attraverso il trasferimento dell’informazione relativa alla transazione dal sistema informativo di una banca a quello della banca corrispondente. Tale operazione, compresa la verifica delle disponibilità di chi paga, avviene in pochi decimi di secondo e al costo di pochi centesimi ad operazione .Inoltre vengono eliminate tutte le  ulteriori spese per “valuta” e “disponibilità”, autentici retaggi di un passato sempre più remoto e veri e propri “furti bancari”  sottratti alla valutazione della clientela e subiti in buona parte per ignoranza del reale funzionamento del sistema.

3. Il crescente diffondersi delle carte d’identità elettroniche su cui non dovrebbe essere difficile annotare, accanto allo stato civile, l’attività che legittima il reddito o la condizione anagrafica o sociale che subordina il possesso di uno strumento di pagamento o ad un altro membro dello stesso nucleo familiare(caso del minore ) o alle norme sul welfare (caso dei pensionati, dei disoccupati titolari di sussidi,de gli invalidi civili etc);

4. L’assoluto rispetto del sistema bancario per quanto attiene alle modalità di affidamento, tipologia di operazioni e prodotti, criteri di affidabilità della clientela e di libera selezione della stessa( i cattivi pagatori, i protestati i rifiuti bancari insomma troverebbero rifugio, come già avviene oggi, presso i conti telematici con connesse carte prepagate cui affidare i pagamenti per gli acquisti al dettaglio;

5. Il basso costo dei “pos”che ciascun cittadino potrebbe sostituire al carnet di assegni;

Una volta così ristrutturato il sistema dei pagamenti ed eliminato il veicolo su cui circola ogni azione illegale (la carta moneta anonima e di immediato trasferimento) per mancanza di strumenti idonei e non certo forse per senso etico improvvisamente recuperato dai cittadini , il paese tornerebbe ad essere quello descritto da Goethe e con un reddito pro capite finalmente garantito da lavoro e capitali legittimi , da un mercato non distorto da attività illegali  e sorretto, nel caso delle classi più deboli, da uno stato sociale alimentato da una fiscalità sicuramente più equa specie se si avesse cura di orientare il prelievo in base alla natura e ai prezzi dei prodotti consumati.

Sarebbe sicuramente più equo una volta fissata una soglia massima del 30% per le imposte dirette a carico del mondo produttivo (industria commercio artigianato servizi e lavoro dipendente ) costruire una griglia di aliquote Iva che varino dal 2% per beni e prodotti di prima necessità ad oltre il 50% per quelli di extralusso.

Inoltre poiché la legittimità dei volumi di spesa sarebbe sancita dalla legittimità dei valori prodotti (in altri termini mentre gli omaggi alle escort resterebbero inalterati e opzionalmente tassabili, non si formerebbero redditi per gli sfruttatori della  prostituzione e i problemi falsamente morali che hanno storicamente giustificato ogni forma di proibizionismo verrebbero meno per l’ impossibilità  di commettere atti criminali).

                       *ECONOMISTA e RICERCATORE in INFORMATICA     > www.gianosrl.it  

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