Uno Mattina, storie vere di crisi dei consumi e del lavoro

A fronte dell’offerta di lavoro messa in palio dal supermercato di 12 posizioni fra cassieri magazzinieri e commessi, grazie all’intervento fiscale dello Stato con la tassazione sui veicoli definiti di lusso, i concessionari di auto italiani hanno licenziato 12.000 persone. Chi paga? Chi ha fatto questo provvedimento senza calcolarne l’impatto sull’economia reale, chi non ha calcolato che il gettito si sarebbe dimezzato rispetto alle stime?
Quando apre la grande distribuzione spesso i piccoli chiudono, se però l’economia funzionasse ci sarebbe posto per tutti, il problema è che l’economia italiana non funziona. Con la riforma sul lavoro i piccoli imprenditori italiani non sono più messi in condizione di poter assumere nessuno.
Sembra che l’intento dello Stato nella sua ottusità comportamentale, che schiaccia le PMI, unica sua fonte di sostentamento, sia quello di spingere gli imprenditori nella clandestinità fiscale, per poi depredarli di tutti i beni di famiglia. Per colare un buco costituito dalla sua incapacità di gestire i costi di funzionamento in base alla capacità contributiva dei suoi cittadini.
La crisi dei consumi deriva dalla mancanza di reddito che pur costando al datore di lavoro moltissimo, fornisce una disponibilità economica molto ristretta a chi lo percepisce.
Chi ci amministra oggi fra 10 anni sarà morto di vecchiaia è cresciuto in un mondo antico, statico, non sa neanche cosa sia un indirizzo IP, eppure ci sta distruggendo la vita e la serenità economica.
Esposizione sintetica da parte di Giulio Credazzi di alcuni pochi concetti di fondamentale importanza, che se non saranno capiti, causeranno la rovina verso la quale ci stiamo avviando con passo veloce, guidati da persone presuntuose e boriose, che non capiscono la situazione dell’economia reale.

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