160° Anniversario della Morte di Cavour

Un Omaggio Monumentale e Romano
 a Camillo Benso Conte di Cavour

Il 6 Giugno 2021 ricorre il 160° Anniversario della Morte di Camillo Benso Conte di Cavour, il grande Statista considerato Padre fondatore dell’Italia Unita, insieme al Re Vittorio Emanuele II, al Generale Giuseppe Garibaldi e al Vate Giuseppe Mazzini. Intendiamo ripercorrere questa importante figura attraverso il Monumento a Lui dedicato in Piazza Cavour a Roma.

Il Monumento venne inaugurato nel 1895 ricorrendo il 25° Anniversario dell’Annessione di Roma al Regno d’Italia. Durante la Settimana delle Nozze d’Argento tra Roma e l’Italia, oltre al Monumento a Cavour, furono inaugurati il vicino Ponte Umberto I, il Monumento a Garibaldi sul Gianicolo, il Monumento a Minghetti a Piazza San Pantaleo, la Colonna commemorativa ai Fratelli Cairoli a Villa Glori e la Colonna trionfale davanti alla Breccia di Porta Pia.
Tutti questi monumenti avevano un unico fine, quello di ricordare alle future generazioni eventi fondativi e personaggi importanti della Storia d’Italia.
Il luogo scelto per l’erezione del Monumento a Cavour è significativo del ruolo avuto dal grande statista nelle relazioni Italo-Vaticane, nel tentativo di risolvere la “Questione Romana”, secondo il motto “Libera Chiesa in libero Stato”.
L’uomo di Stato che tanto si prodigò per l’Unità d’Italia, non vide realizzato il suo sogno di Roma Capitale. Morì improvvisamente alla giovane età di 51 anni, il 6 Giugno 1861, pochi mesi dopo la Proclamazione del Regno d’Italia avvenuta il 17 Marzo 1861, con Torino Capitale.
Con la presa di Roma il 20 Settembre 1870 e la sua proclamazione a Capitale d’Italia il 3 Febbraio 1871 si poneva fine al potere temporale della Chiesa e dunque allo Stato Pontificio.


Il Monumento sorge nel Quartiere Prati, edificato subito dopo il 1870, area che si trova nei pressi delle mura leonine, a ridosso del Vaticano, detta dei Prata Neronis, una zona allora poco abitata e spesso coinvolta nelle esondazioni del Tevere. Le strade e le piazze sono dedicate agli Eroi del Risorgimento e ai  personaggi storici che ebbero nei confronti dello Stato Pontificio relazioni di forza, auspicandone la fine con la conseguente autonomia del potere temporale dal potere spirituale, ricordiamo Via Crescenzio, via Cola di Rienzo, Piazza Mazzini, Piazza Risorgimento e Piazza Cavour. Inoltre in questo Quartiere vi abitarono i futuristi Marinetti, Balla e Severini.
Sull’elegante Piazza Cavour si trovano l’imponente Palazzo di Giustizia dell’architetto Guglielmo Calderini, il Palazzo De Parente di Gaetano Koch, dove ha sede il Cinema-Teatro Adriano e la Chiesa Evangelica Valdese. Nel giardino centrale, realizzato da Nicodemo Severi tra il 1895 e il 1911, con palme e allori, simboli di Gloria e di Vittoria, si impone alla vista il Monumento dedicato a Cavour, ideato dallo scultore Stefano Galletti, realizzato tra il 1885 e il 1895.
La Prima Pietra fu posta alla presenza del Re Umberto I e della Regina Margherita il 15 Marzo 1885 (Idi di Marzo), pochi giorni dopo, il 22 Marzo 1885 (Equinozio di Primavera) fu posta la Prima Pietra del Vittoriano.
Il 22 Settembre 1895, in occasione del 25° Anniversario della Breccia, fu inaugurato il Monumento a Cavour, dopo dieci anni dalla posa della Prima Pietra, insieme al Ponte Umberto I, alla presenza dei Sovrani e del sindaco Ruspoli. Il ponte fu progettato dall’architetto Angelo Vescovali, artefice anche del Ponte Regina Margherita (1886-1891) e del Ponte Cavour  (1891-1896).
In occasione dei lavori di scavo per la costruzione di un parcheggio sotterraneo e del ripristino dell’area nel 2010, anno del Bicentenario della Nascita di Cavour, fu trovata una cassettina di travertino, con dentro un tubo metallico, che custodiva una pergamena firmata dal Re Umberto I, insieme a delle monete d’oro e d’argento.
Questo tesoro fu deposto dal Re durante la cerimonia della posa della Prima Pietra. Sul tubo era ancora leggibile l’incisione “S.P.Q.R. A Camillo Benso Conte di Cavour. 1885”. Tra le monete è stata ritrovata una lira d’argento del 1884, con lo stemma sabaudo e l’effige del Re Umberto I.

Monumento a Camillo Benso Conte di Cavour
Il monumento, alto 17 metri e largo 14, è costituito da un imponente basamento in granito, su cui si erge un alto piedistallo in marmo barbiglio, con gruppi scultorei bronzei, il tutto sormontato dalla statua bronzea, di oltre 5 metri, di Cavour, in abiti moderni e rivolto verso il Palazzo di Giustizia. Il maestoso edificio fu fortemente voluto dal Ministro Giuseppe Zanardelli, che auspicava la costruzione di un “Tempio alla Giustizia”, un “monumento di severa bellezza il quale, sulle tracce dei più imitabili modelli del cinquecento, accoppi la vetustà e l’eleganza all’impronta di quella maestà e di quella forza che sono gli essenziali attributi della legge e del diritto”.
Uomini straordinari che avevano un forte senso dello Stato, con un’unica parola d’ordine “Dovere”.
Da un’attenta osservazione dei gruppi scultorei si possono individuare gli elementi fondamentali dell’Unità d’Italia e di Roma Capitale.
In posizione centrale si trova il gruppo scultoreo rappresentato da due figure femminili, l’una simboleggia l’Italia, in piedi con la corona turrita sormontata dalla Stella d’Italia, con la mano destra posata su un enorme fascio littorio e la mano sinistra sulla gamba dell’altra figura guerriera con l’elmo, che simboleggia Roma, seduta su un trono con alla base in rilievo la Lupa Capitolina, che regge nella mano sinistra uno scudo crociato e ha la mano destra posata sulla spalla della figura italica.  
Ai lati, altri due gruppi scultorei dedicati l’uno al Pensiero e l’altro all’Azione, raffigurati da due giovani semisdraiati, il primo nell’atto di pensare con il capo coperto e la mano al mento, mentre il secondo è ritratto nell’atto di sollevarsi, impugnando la spada con la mano destra.

Sull’altro lato è posto un leone, che rappresenta la Forza, a difesa dell’urna del Plebiscito, posta su una Bandiera, collocata alle sue spalle, quindi allusiva del plebiscito di Roma del 2 Ottobre 1870, e con l’iscrizione “SALVE”. Si sottolineava così l’importanza per il processo di Unificazione Nazionale del ruolo del plebiscito, in riferimento anche alla Monarchia Costituzionale Parlamentare, che il Ministro Cavour rappresentava.
Sull’alto piedistallo due significative iscrizioni. Da un lato la dedica “A CAMILLO CAVOUR ROMA” e dall’altro la storica data e la committenza “XX SETTEMBRE MDCCCXCV S.P.Q.R.” Sugli altri due lati del piedistallo si trovano due importanti bassorilievi, l’uno dal lato del Pensiero, dove sono raffigurati simboli riguardanti le scienze, la tecnica, le scoperte geografiche e il pensiero politico e filosofico, e dall’altro lato, quello dell’Azione, dove sono scolpite le Armi della Millenaria Dinastia Guerriera dei Savoia.
L’accostamento dei gruppi del Pensiero e dell’Azione con questi bassorilievi è fondamentale, perché ci ricorda come il processo di Unificazione Nazionale sia andato di pari passo con il processo di modernizzazione della penisola, e di come molti intellettuali, scienziati, artisti, tecnici, siano usciti dal loro studiolo o laboratorio e abbiamo combattuto per l’Unità, l’Indipendenza e la Libertà dell’Italia.
Lo stesso Cavour creò le condizioni diplomatiche e istituzionali, affinché questi due processi potessero andare di pari passo. A cominciare dal nome, dato al periodo storico che ricorda l’Unificazione Nazionale, che prende il  nome da un giornale fondato da Cavour nel 1847Il Risorgimento”, con sottotitolo Giornale Quotidiano Politico, Economico, Scientifico e Letterario.
Nella sua pur breve, ma intensa vita si dedicò al potenziamento delle infrastrutture, costruì strade, ferrovie e porti, e favorì lo sviluppo agricolo e industriale. Mente aperta, moderna, pienamente consapevole del passaggio epocale che si stava verificando, prodigandosi fino all’ultimo dei suoi giorni, per definire e determinare i confini di un forte Stato Nazionale, che potesse effettivamente andare a un confronto, diretto e tra pari, con le grandi potenze Europee e Mondiali.

CORONAVIRTUS VS CORONAVIRUS

IL PRIMO BENE DI UN POPOLO E’ LA SUA DIGNITA’

Uomo di Pensiero e d’Azione, con un forte senso della Tradizione Romana, elemento unificante del Popolo Italiano. Ragion per cui fu spinto, come molti patrioti d’Italia, a vedere nella città di Roma l’unica e degna Capitale dello Stato Unitario, come già chiaramente preannunciava nel suo Discorso al Parlamento dell’ancora Regno di Sardegna, l’11 Ottobre 1860.
La nostra stella, o Signori, ve lo dichiaro apertamente, è di fare che la città eterna, sulla quale 25 secoli hanno accumulato ogni genere di gloria, diventi la splendida capitale del Regno italico.
Il 20 Settembre 1870, a dieci anni dalla morte di Cavour, ci si ricordò delle sue parole e si rese omaggio al grande statista. Tra i tanti motivi, che portarono alla scelta della Breccia, nel tratto delle mura  Aureliane, proprio vicino la Porta Pia, uno si ricollega a Cavour. Camillo Benso conte di Cavour nasceva a Torino nel 1810 e deve il proprio nome e il titolo di conte al padrino che lo battezzò, il Principe Camillo Borghese, Governatore del Piemonte per Napoleone, marito di Paolina Bonaparte, sorella di Napoleone, proprietario della splendida Villa Bonaparte Borghese, dove fu aperta la Breccia.
Il 2021 è un anno intenso e denso di Anniversari per la Storia d’Italia. A Noi il compito di Ricordare, Memento, attraverso i Monumenti e il Rituale. Per i più Audaci è fondamentale portare avanti il Testimone, con il Pensiero e con l’Azione, in nome dell’Unità, dell’Indipendenza e della Libertà.


SONO FIGLIO DELLA LIBERTA’
AD ESSA DEVO TUTTO QUELLO CHE SONO

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                                                   Massimo Fulvio Finucci e Clarissa Emilia Bafaro

Risorgimento, Roma Capitale, Camillo Benso Conte di Cavour, Monumento a Cavour Roma

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