In Evidenza

A colloquio con Mavina Graziani e Vittorio Hamarz Vasfi su 3 attori in affitto

19/01/2022

L’ARTE E LA PARTE DI DUE PUNTIGLIOSI SEGUACI DELL’INGEGNO MALINCOMICO

Una conversazione con Massimiliano Serriello

Il carattere d’ingegno creativo non si trova a buon mercato. Non abbocca all’amo delle furbizie levantine. Non smacchia i leopardi. Né gioca a basket coi puffi. Il carattere d’ingegno creativo trascende l’impasse della bellezza dell’asino e il tallone d’Achille delle inquadrature lusinghiere che spesso gli interpreti con poco talento, ma molti santi in paradiso, impongono ai registi provvisti d’estro. Ma a corto di personalità. Con buona pace della scrittura per immagini che veicola, nel buio della sala, una volta portato a termine il lavoro, ad hoc, l’inarrestabile combinazione di associazioni di pensiero ed emozioni profondissime. Mavina Graziani e il suo regista nonché attore Vittorio Hamarz Vasfi  (nella foto col sottoscritto) sul palcoscenico del teatro, come nella vita di tutti i giorni, si capiscono al volo. Senza pagare dazio ad alcun tipo d’incomprensione. 

Il rapporto tra immagine e immaginazione in 3 attori in affitto, che domenica torna a Velletri al Teatro Tognazzi per rinverdire la virtù della commedia dell’arte di far ridere amaramente e di far riflettere ironicamente, passa attraverso l’affiatamento. Ringrazio Mavina per avermi presentato Hamarz. 

Non ho ancora visto niente. Il Covid ha rotto le uova nel paniere a chi svolge la professione dell’interprete e del regista sulle tavole del palcoscenico. Tuttavia l’attitudine a stemperare nell’ironia le scorie dello stress per gli appuntamenti covati palmo a palmo e rimandati alle calende greche costituisce l’antidoto migliore contro l’ansia da prestazione. Hamarz questo tipo d’ansia non sa cos’è. Je rimbarza, come si dice nell’Urbe. Quello che gli preme è sottolineare gli sforzi compiuti da chi vuole guadagnare da vivere recitando senza mettere l’arte da parte. 

Davide Sassoli è tornato alla Casa del Padre

13/01/2022

Un uomo perbene, Davide Sassoli, è tornato alla Casa del Padre. Presidente del Parlamento Europeo, era molto lontano dalle nostre posizioni, ma in comune avevamo una visione ideale del futuro, fondata sull’etica dell’azione politica, sulla giustizia e sulla verità.

IL TIRO AL PICCIONE DEI FRATELLI D’INNOCENZO

12/01/2022

I CORSI E I RICORSI STORICI DEL TIRO AL PICCIONE: I FRATELLI D’INNOCENZO E IL CRITICO DA COMPRARE

Tiro al piccione è un libro bellissimo ma negletto. Scritto da Giose Rimanelli. Ed è divenuto un film altrettanto bello e altrettanto negletto. Diretto da Giuliano Montaldo. Il più bel film sulla Repubblica Sociale Italiana. Insieme alla miniserie televisiva Notti e nebbie. Diretta da Marco Tullio Giordana. Ma al di là dell’eccezione che conferma la regola sia sul piccolo sia sul grande schermo (certi argomenti in Italia sono tabù), i corsi e ricorsi storici del classico tiro al piccione confermano che chi «se la sente calla», come si dice a Roma, maramaldeggia con chi conta poco e niente o con chi in quel momento, per un motivo o per l’altro, non si difende o non può difendersi. Sarà mia premura approfondire l’argomento per la Consul Press

A Forlì, la “mosca nera” della Chiesa del Castellaccio

04/01/2022

La Chiesa di Santa Maria Madre di Dio in Castellaccio
TEMPLUM MARIAE DEIPARAE 

Compresa nella Diocesi di Forlì-Bertinoro, ma per pochi metri già nel territorio della provincia di Ravenna, la sera dello scorso 1° gennaio la Chiesa di S. Maria Madre di Dio in Castellaccio finalmente mi è apparsa nella luminaria di una grande cometa, quasi fosse pure luce salvifica dall’ansia del gran nebbione, in quel momento incombente sulla campagna romagnola. Finalmente!
La chiesa forlivese dei nostalgici della tradizione tridentina, precedente al Concilio Vaticano II: insomma anche a Forlì, a contrasto col candore delle mosche conciliari, la “mosca nera” della Fraternità Sacerdotale San Pio X, fondata nel novembre 1970 dall’arcivescovo cattolico francese Marcel Francois Lefebvre.

 Economia, Finanza e Politica

Una gattamorta al Quirinale? Pier Ferdinando Casini Presidente della Repubblica?

21/01/2022

Nell’imminente corsa al Quirinale per l’elezione del nuovo Presidente della Repubblica è tornato in campo il nome di Pier Ferdinando Casini, vecchio, ma collaudatissimo arnese della politica italiana, il classico gatto sornione, apparentemente in fusa, sempre pronto, però, a scattare e allungare una decisa zampata sulla preda: e la Presidenza della Repubblica, si sa, sarebbe davvero per l’immarcescibile e mutevole “Pierferdi”, così l’appellano, al tempo stesso, i suoi amici e nemici, una preda più che appetibile a coronamento di una lunga carriera politica, abilmente costruita sul nulla, ma sorretta da importanti relazioni con chi conta e detiene il potere.

Il desiderio mai realizzato di Ben Gurion

21/01/2022

Albert Einstein presidente dello Stato di Israele.

Quando pensiamo ad Einstein la prima immagine che ci viene in mente è quella del più grande scienziato del XX secolo.

Padre della teoria della relatività e fondatore della meccanica quantistica. Un genio che sin dalla più tenera età rimase affascinato dallo studio dei fenomeni naturali.

“Decreto Mille-Proroghe”: No alla restrizione
del tetto sulle transazioni in contanti

23/12/2021

Sul Decreto “Milleproroghe”, la proposta di Assovalori
per rinviare un inopportuno tetto sulle transazioni in contanti 

“Oggi, Giovedì 23 Dicembre, dovrebbe approdare in Consiglio dei Ministri il decreto ‘Milleproroghe’. Riteniamo che sia una occasione propizia per chiedere al legislatore una proroga delle limitazioni ai trasferimenti in denaro contante previste dal nuovo anno.” Così dichiara Antonio Staino, Presidente di Assovalori, l’Associazione che riunisce le aziende del trasporto valori in Italia.

A Forlì per la CGIL lavorator* già asterischi

10/12/2021

WIVA IL POLITICAMENTE CORRETTO !!!

__________FRANCO D’EMILIO 

Sino a poco tempo fa l’asterisco era solo il simbolo grafico a forma di stellina (*) per richiamare note a margine o a piè di pagina oppure segnare l’omissione volontaria di parte di un testo.
Adesso, invece, l’asterisco è diventato pure un marchio del “politicamente corretto” che, tuttavia, può suscitare perplessità, persino ansia per un’improvvisa crisi di identità personale, sia di genere che politica: proprio così,  un uomo o una donna, anzi, scusate, un* non solo si vede trattat*, appellat* come un ibrido di genere, né carne né pesce, né maschio né femmina, ma addirittura vede demolirsi il suo contributo, definito e particolare, di compagno o compagna alle lotte sindacali dei lavoratori.
Dunque, LAVORAT* DI TUTTO IL MONDO UNITEVI !

 Cultura | Eventi

Fineco incontra l’arte: “Le stanze dell’inconscio”,
in una mostra dell’artista Mario Tarroni

21/12/2021

A Piazza Farnese, presso il celebre ristorante “Camponeschi”, nel cuore del centro storico di Roma, è stata inaugurata con successo la mostra “Fineco incontra l’arte”, con le opere dell’artista e direttore artistico ferrarese Mario Tarroni. 

“Il silenzio degli Invisibili” di Giampietro De Angelis

16/12/2021

Un viaggio attraverso sé stessi nei panni del protagonista. Tra presente e passato, tra insegnamenti e cose imparate. La felicità nelle piccole cose, ma anche in quelle grandi. La storia di una persona semplice ma dall’animo nobile che attraverso le difficoltà è riuscito a diventare ciò che è e a stare bene con sé.

Il testo parte dal prologo, sicuramente già di per sé intrigante come scelta, ma è ciò che c’è scritto che lascia molto perplessi. Le parole che più colpiscono sono “La vita è senza tramaE lo è questo libro, riconoscendo alla mancanza di trama la dignità del ruolo dominante”.

Quindi, un libro senza la parte che, come ci hanno insegnato a scuola, è fondamentale. «Perché» – dicevano – «senza quella non si capisce nulla». Invece Giampietro De Angelis ci è riuscito. Sì, “Il silenzio degli Invisibili” non ha una trama. E quando lo si legge ci si rende conto che non sarebbe servita a niente, perché in questo libro, lo scrittore ha utilizzato la musicalità.

Lo stile del romanzo è ipnotico, dolce, scorrevole, intenso e intimo. Un passaggio regolare e armonioso tra il presente e il passato, tra ciò che è e ciò che è stato. Si tratta di una lettura che trasporta negli anni ’60 e ’70 e poi conduce di nuovo nel 2021. Un viaggio con il protagonista del romanzo tra gioie e dolori. Ogni capitolo non ha filo conduttore con quello precedente, ma di sicuro non si perde mai la voglia di arrivare al successivo.

Nel “Il silenzio degli Invisibili” si parla di Amore, quello con la “A” maiuscola. Sono tanti e soggettivi gli aspetti di questo sentimento e nel libro sono affrontati tutti in modo particolare e personale. Nessuna sfaccettatura viene esclusa. L’Amore familiare solido e vacillante allo stesso tempo. Amore inteso come amicizia vecchia e nuova. Amore nella natura e nella sua forza. E infine, Amore per la moglie, sempre al suo fianco.

Una giornata uggiosa che costringe il protagonista a casa controvoglia. Il suo pensiero va a “quel cassetto“. Quello dove all’interno ci sono gli album fotografici, definito dallo scrittore come “amarcord”. Tutti ne abbiamo uno, e, si sa, conduce sempre ai ricordi.

La caratteristica principale dello stile utilizzato da Giampietro De Angelis è il passaggio silente tra un tempo e l’altro. Un attimo prima parla della condizione delle fotografie e quello dopo ci si trova nella storia che sta per raccontare. E nel farlo c’è tanta naturalezza e scorrevolezza.

Una delle parti più coinvolgenti del romanzo, “Il silenzio degli Invisibili”, è il racconto delle avventure e disavventure vissute nella famiglia. Un sentimento vero e profondo quello provato e descritto dallo scrittore verso la madre, il padre, il fratello e Jack.

Dalle parole dei ricordi di Giampietro De Angelis la madre era gioviale, sempre pronta a ridere, scherzosa e soprattutto, anche quando non avevano molto, lei con l’Amore riusciva a farli sentire comunque ricchi.

La totale ammirazione nei confronti del padre emerge subito. Uomo di fatica, come si diceva un tempo, che si è creato da solo partendo dal nulla. E poi la prima macchina, la tv e tutte le altre soddisfazioni che lo rendevano orgoglioso. Morto troppo presto lascia il protagonista nello sconforto perché lui era la figura portante della famiglia.

Il fratello, di 6 anni più grande, era la figura da ammirare e in un certo senso irraggiungibile. Descrivere il loro rapporto sarebbe impossibile, solo le parole dell’autore stesso possono farlo.

E poi c’è Jackil cagnolino che accompagna il protagonista in tante avventure e gli insegna cosa vuol dire Amore incondizionato.

C’è un intero capitolo dedicato alla spiritualità. Il modo in cui se ne parla e viene descritta è del tutto particolare. Una semplice chiacchierata con un amico si trasforma in una vera e propria scoperta della Fede.

“Quale religione segui? — Giorgio mi riporta al presente. Lui non molla quasi mai la presa. Ecco, ora debbo pensare per davvero. Sì, perché la risposta potrebbe essere semplice, ma invece, per me, è articolata e complicata. Rivedo i libri di personaggi che mi hanno incantato, in parte suggestionato, sicuramente affascinato, come Agostino, Teresa D’Avila, Tommaso d’Aquino. Ripenso anche ad autori e maestri di altre culture, che ho nel cuore e nella mente e con i quali sono cresciuto, tra meditazioni e arrovellamenti. Però non ho un particolare interesse per le strutture, le impalcature, anche di potere, che gli uomini hanno costruito nella storia. Per cui, semplicemente, mi limito a rispondere che non ne ho. — Nessuna. Non ne seguo nessuna. — Gli ribadisco, dopo un attimo. — Come nessuna! Cosa significa avere fede, allora?”

Giampietro De Angelis, marchigiano, di professione è informatore scientifico in ambito medico e sanitario. Nel tempo libero si occupa di arte e cultura, da appassionato e hobbista, annoverando tra gli interessi più espressioni creative, dalle arti figurative al teatro. Come scrittore, oltre a “Il silenzio degli Invisibili” edito da Mauna Loa, ha al suo attivo la raccolta di brevi racconti e poesie “All’ombra del punto“; collabora con Il Graffio online, scrivendo brevi saggi nella rubrica “Vuoti & Pieni”; ha curato la prefazione, per l’editore Mauna Kea, nell’ambito della collana ad alta leggibilità Easy Reader, di “Le avventure di Pinocchio” di Collodi, “Le mie prigioni” di Silvio Pellico, “La novella del buon vecchio e della bella fanciulla e altri racconti” di Italo Svevo. È membro fondatore di Omnibus Omnes, associazione che si occupa di tematiche sociali, diritti umani e cultura dei popoli indigeni.

 

Giorgia Iacuele

Predappio, ex Casa del Fascio:
in abbandono il simulacro di un “odiato regime”

16/12/2021

Predappio, ex Casa del Fascio……
“campa cavallo che l’erba cresce”

________________FRANCO D’EMILIO

Giorni fa verso Premilcuore, inevitabile che transitassi per Predappio, quindi, all’andata e al ritorno, gettassi l’occhio, prima nella luce del mattino, poi nel precoce buio del pomeriggio dicembrino, sulla mole possente della ex Casa del Fascio, ancora prigioniera dell’incuria e della dannazione della storia. Che tristezza!
Nei miei 36 anni di adozione romagnola, riguardo alla superba costruzione fascista con la torre eccentrica, dominante la piazza principale di Predappio, ho solo assistito a fiumi di parole, a progetti, perlopiù campati in aria, soprattutto, al protagonismo degli amministratori locali, da quello eccessivo e smargiasso della sinistra, ora sonoramente sconfitta, a quello più sobrio, ma tanto incerto dell’attuale centrodestra. Si veleggia, ormai, verso 80 anni di abbandono della ex Casa del Fascio, quale simulacro dell’odiato Fascismo, e ancora lunga, proprio degna del proverbiale detto “campa cavallo che l’erba cresce”, si prevede l’attesa perché l’edificio mussoliniano possa vedersi restaurato e recuperato a nuova utilità pubblica.

Tra miti e leggende, viaggio alla scoperta di una delle più importanti opere del passato

15/12/2021

Tempio della Fortuna Primigenia: Il più antico complesso architettonico dell’Italia antica

Nel Lazio, alle pendici del monte Preneste, dove oggi sorge Palestrina in epoche arcaiche vi era un oracolo molto importante. In questo luogo sorgeva un pozzo o almeno tale lo si riteneva, dove si diceva che li sotto viveva una sibilla che dava oracoli a chi però, sprezzante del pericolo, si calava lungo le pareti di questo misterioso manufatto e da tutti i luoghi, anche lontanissimi, venivano pellegrini per conoscere il loro destino.

Di questo abbiamo la testimonianza di Cicerone che riporta nel suo libro “De Divinazione” la storia del nobile Numerio Suffustio che trovò in fondo al pozzo un gran numero di pezzi di legno con su incise delle lettere a testimonianza della veracità del luogo come sacro.

Ma cosa ha reso così importante questo luogo, oggi appartenente al Ministero per i beni e le attività culturali (Mibact), dicastero che si occupa della tutela del patrimonio artistico e culturale e del paesaggio e della cultura?

La Τύχη (Tyche) come era chiamata dai greci o Fortuna per romani, era considerata da alcuni un’Oceanina nata dall’unione dei Titani Oceano e Teti, per altri era una Dea figlia di Zeus e Teti o ancora, di Hermes e Afrodite. Qualsiasi fosse la sua origine, viene considerata come la dea dispensatrice di fortuna e sorte sia del singolo che dello Stato. Per la tradizione greca, inizialmente distribuiva equamente gioia e dolore, successivamente si ritirò sul Monte Olimpo abbandonando l’uomo, scandalizzata dall’ingiustizia umana.

Questo duplice aspetto faceva si che a lei era dovuta la crescita delle piante, degli animali, la ricchezza delle città, era altresì considerata una guaritrice, ma anche il suo opposto.

Per questo potrebbe essere accostata alle figure dell’Agathos Daimon, demone della mitologia greca antica e soprattutto alla figura del Moros personificazione del destino mortale o meno che più le si avvicina per inevitabilità: l’uomo non può sottrarsi al volere della Dea. Come diceva Aristotele essa è una causa accidentale nelle cose che avvengono per scelta in vista di un fine.

Il suo culto si sviluppa soprattutto durante l’età ellenistica – periodo fatto iniziare per convenzione con la morte di Alessandro Magno nel 323 a.C. – a spiegazione probabilmente della diffusione della civiltà greca nel Mediterraneo, influenzando fino a diventare modello da seguire le altre culture del mondo antico.

Per simboleggiare la dualità che la caratterizza, veniva rappresentata, infatti, con la Cornucopia per simboleggiare la prosperità e la ricchezza o con pluto bambino in braccio (dio della ricchezza), con un timone a guida delle vicende umane (in un passo di Eschilo Tyche compare al timone della nave di Agamennone, miracolosamente salvata dall’intervento divino). Con una corona turrita come protezione della città, bendata, altrevolte per evidenziare l’ aspetto di dea che punisce e di morte con un elmo, con ali, con una sfera o una ruota.

Nonostante possa essere molto più antico, i romani attribuiscono la sua origine con l’ottavo re di Roma Servio Tullio, il quale per buona sorte, eresse numerosissimi templi in suo onore (se ne contano circa 26) tanto da far circolare delle curiose storie, tra cui la storia d’amore della Dea con Servio Tullio nonostante fosse un comune mortale.

Narrava Ovidio nei Fasti “Intanto, timidamente, la dea confessa i suoi furtivi amori / vergognandosi, lei creatura celeste, di essersi unita a un mortale /  – perché da un forte desiderio fu presa per il re, / per questo unico uomo lei non fu cieca – lei che di notte era solita entrare in casa sua per la finestra, / da cui prende nome la Porta della Finestrella”

In seguito anche Plutarco ne La Fortuna dei Romani “Egli si legò a Fortuna e da lei fece dipendere la stessa sovranità, tanto che dette a credere che Fortuna si congiungesse con lui, scendendo nella sua camera attraverso la piccola finestra che ora chiamiamo Porta della Finestrella”.

Questa leggenda narrata da Plutarco trova il suo fondamento nella storia quando Tanaquilla alla morte del marito Tarquinio Prisco, affacciatasi alla finestra annunciò al popolo che il prossimo re sarebbe stato il suo protetto Servio Tullio, facendo di questo la sua fortuna e con i suoi 44 anni di governo il regno più longevo.

Il più grande e importante complesso di architettura dell’Italia antica è il Santuario della Dea Fortuna Primigenia.

Fu edificato nel II secolo a.C. e seguendo probabilmente l’influenza ellenistica con la sua particolare edificazione a terrazze artificiali, ricoprirà l’intera area del colle s

ul quale è eretto, sono stati trovati infatti numerosi artefatti a testimonianza che in queste terrazze vi fossero botteghe che vendevano ex voto e amuleti.

L’origine del Santuario per alcuni studiosi potrebbe essere più antica tanto da datarla intorno al IV secolo a.C. edificato dai cittadini arricchitisi con la guerra contro Silla che lo vede vittorioso contro il rivale politico Caio Mario, per ingraziarsi e interrogare l’oracolo (è infatti l’unico tempio della Dea con questa caratteristica).

All’interno di un pozzo veniva calato un giovane che rappresentava Giove Bambino (venerato dalle madri)  il quale aveva il compito di consegnare all’oracolo al suo interno le offerte con le richieste dei fedeli.

La particolare forma del Santuario era volta al fine di essere un viaggio di purificazione del fedele che compiva un’ascesa fino alla purificazione, con il raggiungimento della sommità del monte, sul quale si ergeva il Tempio con la statua della Dea Primigena; viene in mente la Divina Commedia con l’ascesa dantesca nel Paradiso.

A metà dell’XI secolo la famiglia Colonna edificò palazzo Colonna Barberini (che oggi ospita il museo archeologico prenestino), dal nome dell’ultima famiglia a cui appartenne dal XVII secolo, mantenendo inalterata la forma del sottostante santuario.

Al suo interno sono custoditi numerosi reperti risalenti all’età ellenistica e ritrovati in ciò che rimane del santuario, come la testa di marmo della Dea Primigena trovata all’interno del pozzo della Terrazza degli Emicicli e una statua raffigurante Iside-Fortuna accostamento derivante dalla capacità della dea egizia di influire sul Fato.

Di grande importanza vi è il famosissimo Mosaico del Nilo dalle sue misteriose sorgenti fino ad arrivare al mare attraverso paesi e città sempre più belli, che rappresenta un capolavoro dell’arte ellenistica, nonché uno dei più grandi mosaici di epoca romana.

Fu scoperto intorno alla fine del XVI secolo e fatto risalire circa al II secolo a.C., all’interno della cantina del vecchio Palazzo Vescovile dove adornava il pavimento. Nel corso dei secoli lo troviamo tra Roma, dove fu mandato per la prima volta dal Vescovo Cardinale Andrea Baroni Peretti Montalto che per primo capì il valore dell’opera, e il Palazzo Colonna Barberini, fortem

ente voluto dai Barberini.

In tempi più recenti, parliamo del 1954, lo vediamo nel docu-film “Nilo di Pietra” uno dei primi girati a colori. Gli studiosi hanno avanzato numerose ipotesi in merito al significato del mosaico, concordando esclusivamente con l’individuazione in esso dell’Egitto e del Nilo.

Il primo a riconoscere l’Egitto, fu il cardinale e arcivescovo francese Melchior de Polignac il quale riteneva rappresentasse il viaggio di Alessandro Magno verso il tempio di Giove Ammone. Nonostante venga unanimemente considerata dagli studiosi una vera e propria cartina geografica dell’Egitto, sono molte le ipotesi su cosa vi sia rappresentato. Per lo studioso francese Jean BaptisteDubos rappresentava la quotidianità del popolo egiziano, per il suo connazionale archeologo Jean Jacques Barthelemy, rappresentava il viaggio dell’Imperatore Adriano in Egitto.

Una delle più interessanti è quella dell’archeologo italiano Orazio Marucchi secondo cui il mosaico rappresenta un momento molto importante per gli egiziani: l’esondazione del Nilo, dal quale dipendeva la vita. Per loro infatti era un momento sacro da dedicare alla Dea Iside.

Costituirebbe altresì un collegamento con il Santuario della Fortuna Primigenia sia il fatto che per l’archeologo nostrano l’arte divinatoria praticata nel tempio era di derivazione egiziana, sia che Iside era considerata anch’essa come la Dea Madre (da cui nacque Horus) dispensatrice di fortuna e sventura, protettrice del regno e colei che secondo il mito aiutò a civilizzare il mondo (alcuni vedono infatti, forse anche per la costruzione verticale del mosaico, un vero e proprio viaggio iniziatico dell’anima da luoghi selvaggi fino alla, allora, civiltà).

Anche il mare e l’acqua sono elementi caratterizzante di queste divinità, proprio per le caratteristiche di mutevolezza e di instabilità. Da Iside Pelagia deriverebbe infatti l’iconografia della Fortuna Marina, (come sosteneva anche lo scrittore francese Philippe Bruneau) la cui immagine  è quella di una fanciulla nuda che si muove sulle acque reggendo una vela o un timone che tiene sotto i piedi un delfino o una conchiglia (come la famosissima Venere del Botticelli)

L’affinità tra le due Dee ricorda anche l’antica celebrazione romana del 24 giugno in onore della Fors Fortuna dea della casualità assoluta che si svolgeva sulla riva destra del Tevere lungo la Via Campana.

Il Palazzo Barberini non solo è importante per le opere d’arte che custodisce e per il Santuario su cui basa le fondamenta, ma anche per illustri personaggi che vi hanno soggiornato come il grandissimo Pierluigi da Palestrina. Compositore Rinascimentale di madrigali e corali fu uno dei più importanti rappresentanti della Scuola Romana al quale si deve il raggiungimento della perfezione polifonica partendo dalle influenze della scuola franco olandese (La scuola romana perseguiva questo scopo attraverso la musica religiosa, grazie anche ai contatti diretti con la Cappella Sistina e il Vaticano).

È stato un compositore molto prolifico del quale molte opere ancora oggi vengono utilizzate in particolari occasioni e su alcune aleggiano storie smentite da studiosi e da documentazioni ufficiali, come la Missa Papae Marcelli, voluta, cosa non vera, da alcuni per convincere il Concilio di Trento  che un divieto draconiano al trattamento polifonico non era necessario.

Il suo approccio alla musica, la sua visione di insieme del testo delle composizioni influenzerà le successive scuole e sarà ripreso da altri compositori come Bach, segnando anche l’evoluzione dalla musica medievale a come la conosciamo oggi.

Gianfranco Cannarozzo

 Start Up e Imprese | Lavoro | Tecnologia e Sicurezza

La “Ripresa Possibile” con il PNRR, secondo l’ODCEC

28/10/2021

La “Sfida Digitale del PNRR”
e la ripresa post-Covid secondo i Commercialisti

a cura di FRANCESCO VALENTE 

Il PNRR come sfida cruciale, una reale possibilità di cambiamento per l’Italia: il 91% dei commercialisti ritiene che sarebbe un grave danno non utilizzarlo in maniera consona, per il 62% si tratta dell’ultima possibilità per il nostro sistema Paese.
La ricerca di TeamSystem, effettuata in collaborazione con Kantar, ha privilegiato la lente d’ingrandimento dei commercialisti in duplice veste: come primi attori della ripresa e come spia dello stato di salute dei loro clienti, ovvero microimprese e PMI.

Gli ODCEC Territoriali verso il voto per il rinnovo delle Presidenze

21/07/2021

Sulle prossime votazioni per il rinnovo degli Ordini Territoriali, è pervenuta alla Redazione di Consul Press questa riflessione da parte del Dr. Renato Burigana, quale componente dell’ O.D.C.E.C. di Roma, nonché Presidente dell’Associazione Co.Ne.Pro – Commercialisti Network Professionale. 
Ci scusiamo per il nostro ritardo nella pubblicazione di tale ragionamento che induce senz’altro a non sottovalutare una situazione ancora carica di rischi e e perplessità. Purtroppo, pur se terminato il nefasto 2020, siamo ancora nel “2° anno dell’ Era Covid” e dovremo abituarci a tale ingombrante ed antipatica convivenza, ovviamente con prudenza ed intelligenza, ma senza abdicare completamente a condurre una vita che deve essere intessuta anche di rapporti sociali.
Qui di seguito la riflessione di Renato Burigana, già Consigliere dell’ Odcec di Roma ….e BUONA LETTURA

Lavoro giornalistico il nuovo contratto per testate periodiche e online locali

05/07/2021

È entrato in vigore dal 1.mo luglio l’accordo siglato da Anso, Fnsi e Fisc. Previsti lo smart working e nuove professioni digitali. Giovannelli (Anso): «Risultato innovativo per i diritti dei lavoratori e la sostenibilità economica dei piccoli editori digitali»

“Europa creativa”, i bandi sulla Cultura spiegati in maniera chiara e diretta FB

28/06/2021

I dettagli dei nuovi bandi europei sulla cultura e le professioni legate all’arte spiegati in maniera semplice e chiara.

È l’iniziativa online in programma oggi, lunedì 28 giugno, alle ore 17.00, sulla pagina facebook di Strade d’Europa, il portale di condivisione delle attività promosse dall’Unione Europea e dirette ai suoi cittadini, alle istituzioni e al mondo delle imprese e delle associazioni.

 Attualità – Costume e Società

Il desiderio mai realizzato di Ben Gurion

21/01/2022

Albert Einstein presidente dello Stato di Israele.

Quando pensiamo ad Einstein la prima immagine che ci viene in mente è quella del più grande scienziato del XX secolo.

Padre della teoria della relatività e fondatore della meccanica quantistica. Un genio che sin dalla più tenera età rimase affascinato dallo studio dei fenomeni naturali.

Il Senatore Gasparri ad Anzio insieme ai fratelli Capolei

15/01/2022

Forza Italia, Gasparri ad Anzio insieme ai Capolei:
“A breve in tour nella Città Metropolitana di Roma Capitale”

ANZIO, 15 gennaio 2022 Allo stabilimento Galapagos di Anzio, ieri sera, Vincenzo e Fabio Capolei hanno riunito a cena un nutrito gruppo di rappresentanti territoriali di numerosi comuni della Città Metropolitana di Roma Capitale.
La serata, che si è svolta nel pieno rispetto delle norme anti-covid, è iniziata con una conferenza stampa alla quale, accanto ai due rappresentanti di Forza Italia, ha partecipato Maurizio Gasparri, commissario romano del partito, nonché senatore.

“Si Vax” contro “No Vax”:
così “Il Sistema” ha diviso gli Italiani

14/01/2022

IL VACCINO E’ IL PARAVENTO DELLA NUOVA NORMALITA’ !
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BISOGNA GUARDARE ALL’ ESSENZIALE, NON A QUESTIONI SECONDARIE (vaccini e green pass),
PER INIZIARE A DIFENDERCI DALLA NUOVA NORMALITÀ  ANTICRISTIANA E ANTI-IDENTITARIA

SI RIPORTA SULLA “CONSUL PRESS”, PER GENTILE AUTORIZZAZIONE DELL’AUTORE, UN EDITORIALE DI MATTEO CASTAGNA (*1) GIA’ PUBBLICATO SU “INFORMAZIONE CATTOLICA” IN DATA 10 GENNAIO 

Si riapre il “Caso Emanuela Orlandi” :
‘LecceCronaca.it’ intervista Antonio Parisi

28/12/2021

EMANUELA ORLANDI E’ IN PARADISO,
MA QUI SULLA TERRA RIMANGONO TROPPI MISTERI !  

IL GIORNO DOPO LA RIAPERTURA DEL CASO DA PARTE DELLA MAGISTRATURA, IN ESCLUSIVA PER “LECCE-CRONACA.it” IL GIORNALISTA E SCRITTORE ANTONIO PARISI RICOSTRUISCE MOTIVI E PERSONAGGI DEL RAPIMENTO.
SI RIPORTA QUI DI SEGUITO L’INTERVISTA RILASCIATA DAL DIRETTORE DELLA “CONSUL-PRESS” A FLORA FINA, REDATTRICE DEL QUOTIDIANO LECCESE, IVI PUBBLICATA MARTEDI’ 21 DICEMBRE.

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