Economia circolare. Ue pronta per il COP15 di Melbourne

L’economia circolare è un modello di produzione e consumo.  Implica condivisione, prestito, riutilizzo, riparazione, e infine ricondizionamento e riciclo dei materiali e dei prodotti esistenti il più a lungo possibile.

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Panificatori, in “piazza“ contro l’aumento
dei costi dell’energia e delle materie prime

I Panificatori della Fippa – Federazione Panificatori, Pasticcieri e Affini – si sono dati appuntamento nella Capitale il 27 novembre presso il Centro Congressi Cavour per gridare forte il loro disperato bisogno dell’intervento della politica affinché dia risposte esaurienti a un settore che sta affrontando la peggiore crisi dalla fine del secondo conflitto mondiale, piegato dall’aumento dei costi dell’energia e anche delle materie prime. 

Una crisi che perdura da due anni e che ha già portato tantissime imprese, lungo tutto lo Stivale ad abbassare la saracinesca non riuscendo più a far fronte alle ingenti spese dovute ai rincari. Tutto infatti è iniziato con l’arrivo della pandemia da Coronavirus e il conseguente lockdown, che ha inferto una profondissima ferita al settore del Turismo e Ristorazione, con gravi ripercussioni sulle imprese che sono fornitrici primarie di questi settori, aggravate poi dal più recente conflitto in Ucraina che ha contribuito a rendere tutto molto più complicato.

Dopo tante parole e promesse vuote è tempo di fatti; per questo i panificatori italiani si sono dati appuntamento a Roma per chiedere compatti e uniti alla politica, di opposizione e al governo, di intervenire in tutela di un settore che sta stentando a sopravvivere…. Un settore che da lavoro a numerose persone e famiglie.

Da luglio del 2021 i prezzi sono aumentati di circa il 30% e per i panificatori scaricare sull’utilizzatore finale i costi del prodotto è diventato sempre più difficile, un vero e proprio terreno minato che potrebbe esplodere da un momento all’altro. Per questo l’incontro tenutosi domenica non aveva le solite caratteristiche di manifestazione di piazza, è stato un confronto con il governo affinché sia avviato un percorso che possa arrivare a delle soluzioni concrete.
Come affermato da Carlo Quartesan, Presidente dei panificatori dell’Ascom Confcommercio, che ha presenziato all’incontro: «Una manifestazione nazionale dei fornai italiani perché i nostri clienti devono sapere che stiamo combattendo non solo per le nostre aziende, le nostre famiglie e quelle dei nostri collaboratori ma anche per i consumatori ai quali vogliamo continuare a garantire il pane fresco quotidiano».
Parlando del caro energia ha aggiunto: «Questo sta letteralmente mettendo in ginocchio le nostre imprese. Abbiamo costi che sono aumentati a dismisura senza per questo che, in queste settimane, si sia potuto trasferire in toto l’aumento sul prodotto.
E’ vero: il prezzo del pane è stato ritoccato, seppur in misura minima, ma bisogna pur sempre sottolineare che, mediamente, il costo dei due panini che compra una famiglia giornalmente restano sempre nell’ordine di pochi centesimi di aumento. La manifestazione romana ha ovviamente l’obiettivo di attirare l’attenzione su un mondo che rischia di essere travolto dallo tsunami di un caro energia e di un’inflazione con i quali non ci eravamo mai confrontati. Questo significa che qualcosa il governo, nell’immediato, dovrà pur fare, magari anche solo prevedendo una moratoria su fisco e banche.
Poi però noi chiederemo che, proprio perché settore “energivoro”, si permetta alle nostre imprese di attrezzarsi, ad esempio, con forni ed impastatrici a più basso consumo, prevedendo che il costo sia totalmente defalcato dal reddito d’impresa. Sarebbe una buona pratica non solo sotto il profilo economico, non solo per il mantenimento di un settore che significa molto per la storia dell’umanità e del nostro Paese, ma anche per dare un segnale a tutela di quell’ambiente che rischia un disastro annunciato in assenza di importanti correttivi».

Primo riscontro importante da parte del governo è arrivato dall’onorevole Sandra Savino, sottosegretario al Ministero dell’Economia e delle Finanze la quale ha fatto pervenire un suo messaggio ai manifestanti. Messaggio in cui si evince una certa disponibilità e apertura da parte della politica nel confronti delle aspettative e delle richieste dei panificatori italiani, valutando anche l’ipotesi un incontro per poter meglio affrontare la questione e dibattere insieme sulle possibili soluzioni per far fronte alla crisi. Tutelare la produzione, sostenere e conservare i valori della tradizione, anche e soprattutto della panificazione, sono un impegno concreto cui non intendiamo sottrarci. “Anche per questo, nella logica di un constante confronto con le realtà produttive del Paese, spero di potervi incontrare quanto prima”. 
La Savino aveva già affrontato la tematica relativa i rincari quando, nel 2010 come Assessore del Friuli Venezia Giulia, fu lei ad inserire una finanziaria regionale comprensiva di un contributo per fronteggiare i costi energetici.

Alla questione si aggiunge anche la paura per le eventuali conseguenze che le politiche energetiche potrebbero avere sulle imprese di settore; soprattutto si interrogano sui costi da affrontare per effettuare un passaggio alle fonti di energia alternativa abbandonando gas, benzina e gasolio. A poco sono serviti i vari bonus voluti dal governo Draghi o dal nel governo Meloni, più utili a tamponare che a risolvere in maniera definitiva. 

Il Presidente di Confcommercio Ascom Padova, Patrizio Bertin ha affermato che «I panificatori aderenti alla nostra Associazione sono da sempre in prima linea in queste campagne di sensibilizzazione culturale e sociale, a testimonianza della coesione presente in un gruppo che crede nella diffusione anche di messaggi sociali di rilievo». 
Non solo a Roma sono scesi in piazza i panificatori, anche a Firenze si sono dati appuntamento guidati da Aldo Cursano Presidente Confcommercio Toscana e Franco Marinoni, Direttore di Assipin, associazione di categoria aderente a Confcommercio, per protestare contro il caro bollette con lo slogan  provocatorio “I forni toscani si sono inventati il pane “sciocco” perché la tassa sul sale era troppo esosa. Se adesso non lo volete anche crudo, abbassate il costo dell’energia!”.

Bollette sempre più care, margini di profitto scarsi, preoccupazione per il futuro, tutti temi che stanno mettendo in ginocchio le varie imprese che giustamente non vogliono, come affermato da Nicola Giuntini Presidente di Assipan Toscana, ritoccare il listino prezzi se non di pochissimo, perché caricare sui consumatori «sarebbe un danno che metterebbe in ginocchio molte famiglie». «Il pane deve continuare ad essere “democratico” anche nel prezzo».

Una crisi che non ha una connotazione geografica, ma che sta colpendo duramente tutti i settori imprenditoriali, come sostenuto dal presidente Aldo Cursano «costi che aumentano, ricavi che si abbassano, di questo passo le nostre aziende hanno poco futuro. Se in pandemia chiedevamo di poter lavorare, ora chiediamo di tornare ad avere margini dignitosi di guadagno, che ci consentano di salvare l’occupazione e di reinvestire nella crescita dell’impresa». 

Bisognerà attendere per vedere effettivamente quali saranno le proposte della politica e se realmente avranno dei risultati, o se saranno anche questi l’ennesimo buco nell’acqua.

Gianfranco Cannarozzo

Fippa - Federazione Panificatori, Pasticcieri e Affini

15° Congresso del Partito Real Democratico a Roma:
lo svolgimento ed approvazione mozione conclusiva

Domenica 27.11.2022  //  Comunicato pervenuto alla Redazione della Consul Press da parte del Dr. Massimo Arsetti  – Segretario Generale del P.R.D.  

Esattamente 2 settimane or sono, domenica 13 novembre, a Roma presso la Cappella Orsini si è  svolto il 15° Congresso Nazionale del Partito Real Democratico.  
I lavori avrebbero dovuto iniziare alle 10,30 ma, per colpa della cervellotica gestione del Comune da parte del sindaco Gualtieri, il centro dell’Urbe viene spesso ( troppo…) bloccato a causa di fantomatiche “Maratone” ed i cittadini diventano dei veri e propri ostaggi! (*1)

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Elezioni midterm Usa: il riepilogo

Un sostanziale pareggio, che però ha più le sembianze di una sconfitta per i repubblicani, risulta essere un ottimo risultato per i democratici, almeno per come erano le premesse. La Camera è stata ufficialmente assegnata ai repubblicani, ma i democratici riescono a tenere in almeno uno dei rami del Parlamento, peraltro quello più importante, cioè il Senato

Biden, Camera alta, Camera bassa, Dmitry Peskov, Florida, GOP, Greg Abbot, Kamala Harris, midterm, Ron DeSantis, Trump

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Domenica 27 novembre manifestazione nazionale dei fornai italiani a Roma

La panificazione italiana sta vivendo la sua crisi peggiore dal dopoguerra ad oggi. Sono già decine, forse centinaia, le aziende che hanno deciso o stanno decidendo di chiudere a causa dell’aumento sui prezzi dell’energia elettrica e delle materie prime.

Non solo, la crescita inarrestabile dell’inflazione oramai deflagrata a livelli sudamericani, ha ridotto la capacità di spesa dei consumatori in misura tale che non solo non possono permettersi di accettare gli aumenti che sarebbero necessari alle imprese per pareggiare i conti, ma addirittura vanno nella direzione di far comunque diminuire le vendite di pane e di tutti gli altri prodotti.

fornai, manifestazione nazionale, Roma

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 ITA Airways: – “Vade retro AirFrance – Klm” !
dichiarazioni del Sen. Riccardo Pedrizzi

 

                  ITA Airways: “Vade retro Messieurs les Francais !
….. il ritiro definitivo della cordata di Msc va scongiurato”

 Roma, 22.11.2022  – “La riapertura del dossier dell’ex Alitalia, oggi Ita-Airways, da parte del governo Meloni, è una straordinaria occasione per immaginare un nuovo futuro industriale per la nostra compagnia, che va tenuta al riparo dalle insidie di Paesi nostri concorrenti, sul fronte delle rotte turistiche, e dall’assalto di fondi di investimento dalla vocazione speculativa e non industriale”.
Qui di seguito riportiamo la dichiarazione del Sen. Riccardo Pedrizzi, già presidente della Commissione Finanze e Tesoro e Finanze del Senato, rilasciata alla Consul Press:  “Air France-Klm e la cordata del fondo Certares non forniscono alcuna garanzia per la tutela dei livelli occupazionali di Ita Airways, ma anche sul fronte del rilancio della compagnia di bandiera le prospettive restano quelle di una pseudo colonizzazione e basta”.

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“L’azzeramento delle trattative in esclusiva con Certares era doverosa, da parte del ministro Giorgetti, anche sulla base delle stime sulla possibile riduzione del personale Ita di almeno 1.000 dipendenti senza peraltro affrontare e risolvere i problemi strutturali dell’ex Alitalia. Lo stesso per l’ipotesi Air France/Klm, una compagnia che da tanti anni tenta di risollevarsi dalla crisi ma è sempre in difficoltà e che oggi si ricandida – dopo essere stata caldeggiata dall’ex premier Draghi – ad acquisire Ita come espressione dello Stato francese diretto concorrente del nostro Paese sulle rotte turistiche e senza alcun interesse a portare i turisti in Italia, al contrario di Lufthansa”
“Proprio ieri sembra essere tramontata l’opzione tricolore, la cordata di Msc del re dei trasporti marittimi D’Aponte, con la partnership tedesca di Lufthansa, che potrebbe rappresentare la vera svolta intermodale per il nucleo centrale dei trasporti italiani, coniugando ed integrando il settore marittimo con quello cargo e aereo.
L’annunciata rinuncia di Ms, leader mondiale nel trasporto marittimo di merci e quindi come tale è in grado di riempire i Cargo Alitalia al 100 % è una sconfitta per il Paese. Non per niente ha già costituito una sua compagnia aerea la McsAir Cargo con 4 aerei Boeing 777 che potrà essere agevolmente integrata con Alitalia.
Ma il colosso del mare è anche leader mondiale nel settore delle crociere nel Mediterraneo ed è quindi in grado di riempire al 100% anche gli aerei passeggeri con i crocieristi. Senza trascurare, in una chiave sinergica e intermodale, le sue trattative per l’acquisto di Italo Treno. Ideale sarebbe una cordata con Lufthansa, la più grande Compagnia Aerea Europea con bacino di utenza soprattutto in Europa continentale e quindi interessata a completare il suo network nel nostro Paese con gli hub di Fiumicino e Linate/Malpensa senza penalizzare l’Italia.
Vade retro, francesi, ed il governo punti su Msc e provi a farla rientrare nella trattativa”.

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I “Tentativi Francesi” riguardanti una colonizzazione del “Made in Italy” non sono sporadici o saltuari, ma perseguono una linea costante della politica presidenzialista di Oltre Alpi, come più volte denunciato dal Sen. Riccardo Pedrizzi e dalla Cosuk Press, anche nei precedenti anni come nel 2019 


 

Segreteria Sen. Dott. Riccardo Pedrizzi
Piazza Roma n.4 Sc/C – 04100 LATINA  
www.riccardopedrizzi.altervista.org  > 
www.interventonellasocieta.altervista.org
www.ucid.it/gruppolazio/
info@riccardopedrizzi.it

 

 

Air France - Klm, ITA-Airways, Italia - Francia, ta

Meloni a Bruxelles: come è andata

Si è tenuta lo scorso giovedì 3 novembre la prima tappa internazionale della neo premier, la quale scelse la “capitale europea” proprio per dare un segnale forte e sgomberare il campo da ogni dubbio circa la fedeltà italiana al contesto europeo. Una fedeltà rivendicata dal premier nelle sue dichiarazioni ufficiali, arrivate in serata, prima della cena di lavoro e di presentazione col presidente del Consiglio Charles Michel.

Charles Michel, Commissione ue, Meloni, Roberta Metsola, Ursula von der Leyen

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Ecco l’inverno: che bollette ci aspettano

Sono state settimane fondamentali quelle che ha vissuto l’Italia, ma in generale anche gli Stati europei, nel cercare una risposta il più efficace possibile per contrastare la pesante crisi energetica da cui è derivata la recessione economica. Di certezze ancora non ve ne sono, anche perché fondamentale sarà capire il livello di rigore della stagione invernale alle porte.

Consiglio europeo straordinario, Draghi, ECMWF, G20, manovra di bilancio 2023, Meloni, Price Cap, recessione economica

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Alle radici della guerra Russia-Ucraina,
le responsabilità degli episodi di Maidan

Le vere radici della guerra fra Russia ed Ucraina

una analisi di ROBERTO ROSSETI *

Qualcuno si sarà domandato perché alla Libreria Horafelix, in Roma, mercoledì 9 novembre si sia deciso,  su input  del Gruppo Pro Italia,  di presentare il libro di  Max Bonelli  “Antimaidan che ha visto la luce nel gennaio del 2015?
……… La risposta è molto semplice. 
Bastava leggerlo per comprendere, in tempi non sospetti, come già negli anni 2013-2014 fosse stata pianificata la progressiva, lenta ma continua, opera di assedio, distruzione e genocidio della popolazione russofona abitante nel Sud-Est dell’Ucraina ed in particolare nel Donbass e in Crimea.

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Economia circolare: Italia un passo avanti rispetto ai competitor europei

Dal Rapporto sull’economia corcolare in Italia è emerso che nonostante non sia stato raggiungo l’obiettivo del disaccoppiamento tra consumo di risorse e crescita, il nostro Paese insieme alla Francia siede sul podio nella classifica delle 5 principali economie europee; nell’Unione europea nel 2020 il tasso di utilizzo circolare della materia ha raggiunto il 12,8% mentre nel nostro Paese il 21,6%.

La Fondazione per lo sviluppo sostenibile con il supporto di varie organizzazioni operanti in diversi settori economici e alcuni gruppi di imprese ha creato il Circular Economy Network, uno strumento atto a prumuovere lo sviluppo dell’economia circolare in Italia.

Questo si basa su cinque principi fondamentali che sono:

  1. Promozione raccolta e divulgazione di studi e ricerche in merito all’economia circolare;
  2. Definizione di indicatori chiave di circolarità e analisi di performance nazionali;
  3. Analisi delle principali criticità e le barriere da rimuove con eventuali soluzioni;
  4. Elaborazione di strategie e policy che possano essere poste all’attenzione dei politici, promuovendo una interlocuzione tra imprese e istituzioni;
  5. Valorizzare e diffondere buone pratiche delle migliori tecniche;

Questo si inquadra in un momento storico molto particolare per il nostro Paese e non solo, dopo lo scoppio della pandemia da Coronavirus che ha pesantemente danneggiato l’economia globale, si è verificato un non sottovalutabile rialzo dei prezzi di diverse materie prime, nonché il ritardo di alcune forniture causando non poche difficoltà, a catena per diverse imprese. Problemi aggravatisi con lo scoppio del conflitto russo-ucraino.

Tali problematiche sono riconducibili sia alla “congiuntura” (fase di ripresa rapida dopo un calo profondo), ma anche dovuti a una tendenza di fondo non trascurabile: una domanda sempre crescente in netta contrapposizione con il crescente consumo delle materie prime di cui non possiamo disporre in quantità illimitata.

Il disaccoppiamento della crescita economica dal consumo delle materie prime “vergini“ è l’obiettivo strategico dell’economia circolare e una delle basi decisive del Green Deal europeo. La conversione verso modelli di produzione e di consumo circolari è sempre più una necessità non solo per la sostenibilità ecologica, ma per la solidità della ripresa economica, la stabilità dello sviluppo e la competitività delle imprese.

I numeri contenuti nel Rapporto che per primo applica le norme della Carta di Bellagio, il sistema di monitoraggio della qualità e dei progressi europei sull’economia circolare, approvata dall’Agenzia europea per l’ambiente in collaborazione con l’Istituto superiore per la Protezione e Ricerca Ambientale, mostrano come le maggiori difficoltà dell’economia (non solo) italiana siano legate a politiche che hanno sottovalutato le potenzialità e la necessità strategica di un robusto rafforzamento del Paese nel campo dell’economia circolare. Nel 2021 il rimbalzo dell’economia è stato molto più positivo delle aspettative, con una crescita del PIL italiano del 6,6% rispetto al 2020. Ma, inserita nel vecchio modello di economia lineare, questa crescita è andata a sbattere contro il muro della carenza di materie prime.

L’Italia, in una situazione generale piuttosto negativa è riuscita a limitare i danni e a migliorare alcuni indicatori di circolarità rispetto ad altri Paesi dell’Unione, come la riduzione pro capite dell’uso di materie prime che si attestano intorno al 36%. Un dato che pone il Belpaese sul podio rispetto ai suoi competitor. Per quanto lasituazione sia positiva sotto questi aspetti, siamo piuttosto arrettrati in tema di ecoinnovazione e investimenti. 

Ma cos’è nello specifico l’economia circolare? 

Studiata per la prima volta negli ani ’70 questa rappresenta un modello di business in grado di generare competitività coniugando innovazione e sostenibilità,che differisce dal classico “estrarre, produrre, utilizzare e gettare”, per essere attuato necessita di un approccio differente da parte delle imprese, che ne ricavano una riduzione dei costi, miglior utilizzo dell’energia, diminuzione dell’emissione di CO2 ed una ottimizzazione della catena di fornitura. Per le sue caratteristiche la Commissione europea nel 2020 aveva presentato il piano d’azione per una nuova economia circolare e nel marzo di quest’anno, un nuovo pacchetto di misure atte ad accelerare la transizione verso tale economia per cercare di raggiungere l’obiettivo dell’Ue di neutralità climatica entro il 2050, come previsto dal Green Deal, includendo il potenziamento dei prodotti sostenibili, la responsabilizzazione dei consumatori per la transizione verde, la revisione del regolamento sui prodotti da costruzione e una strategia sui tessili sostenibili. 

L’economia circolare ha innumerevoli vantaggi, il primo riguarda senza dubbio la gestione dei rifiuti, quando si parla di prodotto di origine biologico può essere reintegrato nell’ecosistema una volta terminato il proprio ciclo di vita, mentre quando si tratta di rifiuto di altra natura, questo potrà essere lavorato e riciclato per avere una seconda vita.

Consente anche di ridurre lo sfruttamento delle risorse naturali soprattutto di origine fossile, maggiormente sfruttato dal settore industriale, riducendo, di conseguenza, l’emissione di CO2 nell’atmosfera.

Un modello economico più sostenibile rappresenta inoltre una grande opportunità per il tessuto sociale e apre le porte a nuove possibilità di lavoro.

Non è però tutto rosa e fiori, nonstante potrebbe diventare un modello economico di tutti i Paesi, presenta alcune note dolenti. Il riciclo ad esempio non è infinito per tutte le materie prime  e non tutte possono essere riciclate: la carta ad esempio dovo un certo numero di cicli deve essere smaltita, mentre altre come l’amianto necessitano di procedure speciali.

Altro problema il risparmio sarebbe solo a lungo termine. Il procvesso di lavorazione di alcune materie per poterli riutilizzare, in alcuni casi supera il costo stesso della materia e quindi alle aziende converrebbe sostituirli piuttosto che recuperarli.

A questo si aggiunge la mancanza di incentivi, punto dolente soprattutto in Italia.

Da questo si evince che la transizione a un’economia circolare, con i suoi vantaggi e svantaggi, non è un obiettivo facilmente perseguibile, almeno non senza una comune azione da parte dei Paesi e delle aziende produttrici.

Gianfranco Cannarozzo

G20 a Bali, tutto quello che è successo

Il premier Giorgia Meloni (assieme alla delegazione italiana composta dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti) é tornata da Bali ormai da qualche giorno. Si è quindi concluso questo incontro internazionale tra i 20 più grandi della terra, vediamo quali sono stati i principali elementi di analisi. Si trattava del primo G20 dall’inizio della guerra in Ucraina. L’ultimo si era infatti tenuti esattamente un anno fa, a Roma.

Biden

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Ufficiale Trump, correrà per le presidenziali 2024

Lo avevo presentato come «Big Announcement» e in effetti il «grande annuncio» sulla sua discesa in campo  in vista delle elezioni presidenziali è arrivato come da previsioni.
Perché ormai della sua nuova candidatura si sapeva da giorni, ma Donald Trump ha preferito che passassero le elezioni di metà mandato per renderla di dominio pubblico.

Biden

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Nuove linee guida per ridurre il debito degli Stati Membri dell’Unione Europea

Il nuovo Patto di stabilità e crescita dell’Unione europea sarà uguale per tutti e avrà regole più flessibili, più semplice e quindi sarà più facile da applicare. Se gli Stati membri non raggiungeranno i termini degli accordi presi scatteranno delle sanzioni che saranno meno pesanti rispetto al passato.

Patto di Stabilità, Unione europea

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L’opposizione della pace ad uso politico

Non vi sarà sicuramente sfuggita la grande marcia della pace di questo weekend, dove l’opposizione, ha cercato pateticamente, chi con ipocrisia (guarda Conte, che crede di poter dare un colpo di spugna, e si scopre contro l’invio di armi in Ucraina), chi tra le conteste (guarda Letta, chiamato guerrafondaio), chi preso dal momento karaoke (guarda Calenda, che canta a Milano “bella ciao”), di strumentalizzare una piazza che era lì per un fine diverso dai loro interessi: la pace.

manifestazione, pace

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IL PRIMATO deve essere della “POLITICA”,
auspicando che la “P” sia sempre Maiuscola !

SU “IL PRIMATO” della POLITICA 

NOTE  A  MARGINE a cura di GIULIANO MARCHETTI 

Mi ricollego all’intervento “IL PRIMATO della POLITICA sull’Economia e sul ruolo dei Tecnici” a firma di Massimo Rossi, pubblicato esattamente lo scorso lunedì, in data 24.10, per proporre alcune ulteriori possibilità di discussione, unitamente a varie riflessioni personali, decisamente polemiche verso il c.d. “politicamente corretto”.
In particolare, per esprimere le mie consuetudinarie “Note a Margine” (ove posizionare eventuali commenti di consenso o dissenso, nonché integrazioni e link di collegamento) desidero soffermarmi su due tematiche riguardanti in particolare:
A) I “Politici & Tecnici”:  #  B) Il “Sistema-Partito” costituito dal relativo Leader, eventualmente diversificato tra il “Partito/Persona” o il “Partito/Azienda”.

a, Partiti Azienda, Partiti Persona, Politici & Tecnici

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IL “PRIMATO della POLITICA”
sull’Economia e sul ruolo dei Tecnici

LA NECESSITA’ DI POLITICA  ed IL RUOLO DEI TECNICI

una analisi di MASSIMO ROSSI *

Negli ultimi 10/15 anni il nostro Paese è stato governato da “Tecnici”. Il primo (più recentemente) fu il governo Ciampi, poi Monti, poi Draghi, ma anche lo stesso Conte era un tecnico.  La politica si è fatta da parte ed ha lasciato il posto alla “competenza” ed alle competenze (vere o presunte).
Ci si è ubriacati di una idea razionalista ed efficientista che, però, ha da sempre due limiti: non progetta e non sceglie la via per il futuro. Il “Tecnico”, per sua natura, è molto capace nel destreggiarsi in quello che c’è, nelle norme e regole esistenti, ma è incapace di progettare e, peraltro, non è giusto che lo faccia.
Il progetto ed il cammino deve essere indicato dal “Politico” che deve avere la forza propulsiva degli ideali e delle volontà che hanno la forza di cambiare l’oggi guardando ad un domani migliore.

Lega, PD

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Soldi dall’Europa per l’Internazionale Partigiana?

ANPI:  DALLA “RESISTENZA” AD UNA “NOSTALGIA” SENZA FUTURO 

__________________ FRANCO D’EMILIO 

I nostalgici dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, ancora cultori di un patetico, perché vetusto e anacronistico, amarcord resistenzialista antifascista, vedono o, forse, sono costretti a vedere sempre nero il futuro, soprattutto quello altrui, per giustificare ostinatamente la ragione della propria esistenza.
Naturalmente, il nero nell’ottica dell’ANPI è lo spauracchio che possa allungarsi ancora l’ombra del Ventennio ad opera di una destra sì moderna, liberalconservatrice e in doppiopetto, ma pur sempre scafata e spregiudicata, arrogante e autoritaria, dunque e, comunque, sempre identitaria di quel nemico fascista senza il quale gli obsoleti partigiani, vecchi e giovani che siano, dovrebbero solo chiudere bottega e togliere il disturbo.

"ora e sempre Resistenza", A.n.p.i.

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Consiglio di economia e finanza (Ecofin)

Il Consiglio ECOFIN è composto dai ministri dell’economia e delle finanze di tutti gli Stati membri. Partecipano alle sessioni anche i pertinenti commissari europei.

Sono inoltre organizzate sessioni specifiche dell’ECOFIN per la preparazione del bilancio annuale dell’Ue, cui partecipano i ministri del bilancio nazionali e il commissario europeo per la programmazione finanziaria e il bilancio. Generalmente si riunisce una volta al mese. 

Il Consiglio “Economia e finanza” è responsabile di:

  • politica economica
  • questioni relative alla fiscalità
  • mercati finanziari e movimenti di capitali
  • relazioni economiche con i paesi non appartenenti all’UE

Prepara inoltre il bilancio annuale dell’Ue e si occupa degli aspetti giuridici e pratici della moneta unica, l’euro.

Inoltre il Consiglio ECOFIN, coordina le politiche economiche degli Stati membri, promuove la convergenza dei loro risultati economici, ne monitora le politiche di bilancio, coordina le posizioni dell’Ue nelle riunioni di livello internazionale, come quelle del G20, del Fondo monetario internazionale e della Banca mondiale. È inoltre responsabile degli aspetti finanziari dei negoziati internazionali sulle misure per affrontare i cambiamenti climatici.

Ottobre 2022

Il ministro delle Finanze tedesco, Christian Lindner, al suo arrivo all’Ecofin (Consiglio Economia e finanza) ha dichiarato: «Ho avuto l’opportunità ieri di spiegare alla Commissione e ai colleghi il nostro scudo protettivo ma c’è stato un malinteso. La nostra misura è mirata ed è pensata per il 2022, 2023 e 2024». Ha anche ribadito che il pacchetto di aiuti varato da Berlino «è proporzionato, se si considerano le dimensioni e la vulnerabilità dell’economia tedesca. Per questo insieme dobbiamo impegnarci per rafforzare i nostri acquisti comuni di energia sul mercato internazionale e riformare il nostro mercato elettrico».

Gli Stati dovranno decidere come finanziare REPowerEU, il pacchetto presentato a maggio per liberarsi dalla dipendenza dal gas russo, e come ripartire le risorse. La Commissione ha proposto di ridistribuire i prestiti non richiesti del Recovery Fund (circa 200 miliardi di euro) e di usare una parte delle quote sullo scambio di emissioni Ets della riserva di stabilità di mercato (altri 20 miliardi) ma non tutti i Paesi sono d’accordo.

«Oggi vogliamo fare progressi nel trovare una soluzione per distribuire i soldi tra gli Stati membri dal pacchetto RePowerEu. Questo li aiuterà a porre fine alla dipendenza dai combustibili fossili russi e ci renderà più indipendenti e sempre più resilienti. È una delle priorità della Presidenza ceca», ha dichiarato il ministro delle Finanze ceco, Zbynek Stanjura, della presidenza ceca del Consiglio Ue.

«Discuteremo anche dell’impatto economico e finanziario dell’aggressione russa contro l’Ucraina, come l’inflazione elevata e gli alti prezzi dell’energia», ha aggiunto il ministro, continuando anche la discussione del Consiglio Energia di venerdì. I ministri delle Finanze dei 27 affronteranno anche il tema di come garantire l’aiuto finanziario di 9 miliardi di euro all’Ucraina: «in questo momento siamo ancora a corto di 3 miliardi di euro», ha spiegato il ministro ceco.

«La questione di una nuova emissione di debito comune sul modello del Sure richiede altre discussioni perché ci sono punti di vista diversi attorno al tavolo», ha dichiarato il vicepresidente della Commissione europea, Valdis Dombrovskis. La proposta di creare un nuovo strumento simile al Sure è stata lanciata dai commissari europei per l’Economia e il Mercato interno, Paolo Gentiloni e Thierry Breton. «Quello che abbiamo fatto con Sure durante la pandemia» – ha spiegato lo stesso Gentiloni – «era una proposta interessante. E quel modello basato sui prestiti potrebbe essere realistico. Potrebbe evitare la frammentazione».

Giorgia Iacuele

Consiglio economia e finanza, Ecofin, Economia, Unione europea

L’urgenza di un nuovo “cervello politico”
al Partito Democratico

UN PERCORSO DI METAMORFOSI DA  OVIDIO  A KAFKA

una analisi di FRANCO D’EMILIO 

Adesso, nel Partito Democratico si parla persino di cambiare nome, considerato che la denominazione attuale configura un’identità politica incerta, ostinatamente dominata dal mantenimento, dalla gestione del potere locale e nazionale, dunque lontanissima dal rispetto della prassi democratica sia all’interno che all’esterno della stessa formazione.
Si pone, quindi, un problema d’identità che, in questo caso, deve assolutamente e contemporaneamente riguardare il nome e la faccia: davvero non si può solo chiamare diversamente la stessa faccia, ormai nella disaffezione elettorale e politica di tanti italiani!

C, DdS, I, P, P.D., PDS

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POST IL 25 SETTEMBRE,
un’analisi elettorale di Federico Gennaccari

UNA RADIOGRAFIA DEL VOTO
di FEDERICO GENNACCARI 
 
Per fare un’analisi elettorale completa volevamo aspettare i dati relativi ai seggi, ma a quanto pare certezze al 100% ancora non ce ne sono (con continui contrordini e passaggi di seggi tra maggioranza e opposizione sulla base del famigerato algoritmo) per una figuraccia cosmica del “Ministero degli Interni”.
Così intanto possiamo fare un’analisi del voto di domenica 25 settembre che ha visto la storica vittoria del centrodestra con la netta affermazione di Fratelli d’Italia e di Giorgia Meloni, destinata dagli italiani ad essere la prima donna presidente del consiglio pur con il record di astensioni (e un milione di voti in meno per il centrodestra rispetto alle europee del 2019), segno che Letta ha fallito.
 
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La sua campagna elettorale non ha fatto breccia, le demonizzazioni e gli allarmi antifascisti (amplificati da “Repubblica”, “La Stampa” “Corriere della Sera” e la tv La7 – *1) non hanno riportato gli italiani alle urne, anzi li hanno allontanati, ottenendo proprio l’effetto contrario e segnando così la fine del Novecento e, secondo alcuni studiosi, anche dell’antifascismo come argomento politico.
Quando abbiamo sentito che i votanti erano stati solo il 63,91 abbiamo pensato che con una percentuale così bassa (il 9% in meno rispetto al 2018) il risultato avrebbe potuto essere un pareggio perché solitamente l’astensione penalizza il centrodestra, ma non è stato questo il caso.
Invece le urne hanno stabilito che il centrodestra guidato da Giorgia Meloni ha vinto nettamente col 43,8 e Fratelli d’Italia è il primo partito con il 26% (Lega all’8,8 e Forza Italia all’8,1) mentre la coalizione di centrosinistra si è fermata al 26,1 con il Pd al 19 (Alleanza Verdi e Sinistra al 3,6 e +Europa al 2,8). In ripresa il Movimento 5 Stelle al 15,4 mentre Azione più Italia Viva di Calenda e Renzi ha ottenuto il 7,8. Sopra l’1 poi Italexit, Unione Popolare e Italia Sovrana. Sul territorio sono stati eletti anche i candidati altoatesini della SVP e il candidato siciliano della lista di De Luca.
Simile poi il risultato al Senato dove per la prima volta è stato abbassato il limite di età a 18 anni (prima votavano dai 25 in su).
 
CENTRODESTRA  – Il centrodestra ha vinto ottenendo il 43,8: come consensi ha preso 147 mila voti in più rispetto al 2018 ma un milione di voti in meno rispetto alle Europee del 2019. Alle politiche del 2018 erano stati 12.152.345 oggi sono 12.299.648. Un dato sorprendente poiché all’interno della coalizione c’è stata una profonda rivoluzione con 7.300.628 per Fratelli d’Italia (ne aveva solo 1.429.550); 2.464.176 per la Lega (erano 5.698.687); 2.279.130 per Forza Italia (erano 4.596.956) e 255.714 per i Moderati (erano 427.152 per Noi con l’Italia).
Una lettura più chiara può arrivare facendo il confronto con le Europee del 2019. Allora aveva votato solo il 56,1 e il Centrodestra aveva ottenuto 13.221.335 voti, quasi un milione di voti in più. La Lega ne aveva ottenuti 9.153.638 seguita da Forza Italia a 2.344.465 e da Fratelli d’Italia a 1.723.232. La Lega aveva fatto il pieno da Forza Italia e dal Movimento 5 Stelle che non a caso registrano una differenza minima tra i voti delle Europee e quelli del 2022.
Lecito pensare che quel milione di voti in meno in parte sia andato alle formazioni minori di protesta, dato che la somma di Italexit con 533.865, Italia Sovrana e Popolare con 347.664, Vita con 201.354 e anche Sud chiama Nord con 211.427 supera abbondantemente il milione di voti (1.311.192 per la precisione, aggiungendo anche i 16.882 di Alternativa per l’Italia), mentre alle Europee l’area a destra del centrodestra non arrivava a 250 mila voti (il Popolo della Famiglia a 113.875, Destre Unite Casapound 88.724 e Forza Nuova 40.782) e alle politiche del 2018 Casapound, Il Popolo della Famiglia e Italia agli Italiani avevano ottenuto 658 mila voti.
Forza Italia ha perso voti verso Calenda? Sì ma in modo molto contenuto dato che la differenza tra europee 2019 e politiche 2022 è di solo 65 mila voti. Quindi se ne ha persi di più, ne ha recuperati altri. Magari a Calenda saranno andati parte dei 171.438 persi dai Moderati.
Per la Lega si può dire che nel 2018 aveva sorpassato Forza Italia prendendo voti che erano del PdL nel 2013, aveva poi fatto il pieno nel 2019 sull’onda del successo del governo giallo-verde conquistando tre milioni e mezzo di voti spostati da Forza Italia e sottratti al Moviment0 5 Stelle (recuperando il voto di quanti precedentemente votavano a destra e poi si erano affidati a Grillo) e ora sull’onda dello scontento per il governo Draghi nel quale Salvini non ha inciso ha perso ben 6.689.462 voti divisi tra Fratelli d’Italia, le liste di protesta e qualcosa anche al non voto.
All’interno della Lega c’è scontento per il risultato elettorale ma non possono certo mettere in discussione Salvini, quanti come Giorgetti o i governatori che hanno rappresentato l’ala più filogovernativa, Personalmente sono convinto che se Salvini non avesse provocato la caduta di Draghi e le elezioni si fossero tenute a scadenza nel 2023, la Lega avrebbe perso ulteriori consensi perché l’elettorato leghista è esigente.
Fratelli d’Italia ha beneficiato di aver fatto opposizione da solo al governo Draghi e di avere una leader come Giorgia Meloni, concreta e decisa che non usa il “politichese” e finora ha sempre mantenuto quanto promesso, risultando più credibile e rappresentativa come leader dell’intero centrodestra, soprattutto da quella fascia di almeno 2 milioni di elettori che prima ha votato per Berlusconi e poi per Salvini, a cui poi si sono aggiunti i grillini tornati a votare a destra, che avevano scelto Lega alle Europee del 2019 e i leghisti delusi dal Salvini draghiano (secondo uno studio di Demopolis degli elettori meloniani il 33% nel 2018 ha votato Lega, il 30 il Movimento 5 Stelle e il 12 Forza Italia). Ben 5 milioni 900 elettori in più in cui vanno compresi anche una minima percentuale che votava a sinistra oppure liste di estrema destra o che non votava proprio.
 
CENTROSINISTRA – Ha ottenuto 7.337.624 voti (nel 2018 ne aveva presi 7.506.723 più 1.114.799 di Liberi e Uguali mentre alle Europee del 2019 erano 7.482.793). Una perdita di 1.285 mila voti rispetto al 2018 (e di circa 150 mila rispetto alle Europee del 2019), voti che sicuramente sono andati a Calenda.
Il Pd di Letta si è fermato a 5.355.086 voti (erano 6.161.896 nel 2018 e 6.050.351 nel 2019). +Europa ne ha avuti 793.925 (ne aveva 841.468 nel 2018 e 822.764 alle Europee nel 2019). L’Alleanza tra Verdi e Sinistra ha ottenuto 1.019.208, centomila voti in meno rispetto a Liberi e Uguali nel 2018, mentre nel 2019 Europa Verde ne aveva 609.678.
Infine Impegno Civico di Tabacci e Di Maio ha preso 169.405 voti (nel 2018 la lista di Tabacci ne aveva avuti 190.601). Troppi errori da parte di Letta in questa campagna elettorale. Completamente sbagliate anche le alleanze. Doveva muoversi tenendo conto della legge elettorale, soprattutto per i collegi uninominali, ma è sembrato farne a meno. Evidentemente Letta pensava di svuotare l’elettorato del Movimento 5 Stelle che invece non si è lasciato irretire né dal segretario del Pd né tantomeno da Gigino Di Maio.
 
MOVIMENTO 5 STELLE –  Giuseppe Conte è considerato l’altro vincitore di queste elezioni perché i grillini non sono scomparsi dato che i sondaggi all’inizio della campagna lo davano al 10. Ha ottenuto 4.333.748 voti: un crollo rispetto alle politiche del 2018 quando i voti erano 10.732.066, ma solo 200 mila in meno rispetto alle Europee del 2019 quando gli elettori provenienti dal centrodestra hanno scelto la Lega. Allora i voti erano stati 4.552.527. (*2)
AZIONE-ITALIA VIVA – Senza dubbio l’accoppiata Calenda-Renzi è stata la novità di queste elezioni con 2.186.658 voti. Si aspettavano di più (speravano di essere l’ago della bilancia) e lo stesso Calenda non è riuscito a ripetere a Roma l’exploit avuto alle elezioni comunali del 2021. Da dove arrivano i voti? Stando alla matematica 1.200.000 dal centrosinistra (il Pd ha preso 700 mila voti in meno), circa 200 mila dal centrodestra e il resto dal non voto o da ex elettori grillini. Calenda punta a fare il Macron italiano e il suo risultato non è da sottovalutare anche se la prova del nove saranno le Europee del 2024.
SINISTRA – Discreto risultato per l’Unione Popolare di De Magistris con 402.080 voti pari all’1,43 ben lontano dal quorum del 3% ma migliore di Potere al Popolo che nel 2018 ne aveva avuti 372.179. Elettori di sinistra legati a Marco Rizzo (*3) e ad Antonio Ingroia hanno votato anche per Italia Sovrana e Popolare (lista che ha visto insieme esponenti dell’estrema destra e della sinistra) che ha ottenuto 347.664 voti.
LISTE DI PROTESTA – Ne abbiamo già parlato all’interno del centrodestra poiché sicuramente Italexit, Italia Sovrana e Popolare, Sud chiama Nord e Vita se si fossero uniti in un’unica lista avrebbero potuto raggiungere il 3%, ma non è facile mettersi d’accordo. Per cui sommati hanno ottenuto 4,61 ma essendo separati nessun parlamentare (a parte Sud chiama Nord che ha vinto nel collegio messinese).
 
DI MAIO COME FINI – Fondare un nuovo partito e presentarsi al di fuori del vecchio schieramento non porta fortuna a quelli che ne erano stati leader. Se poi per i gruppi parlamentari usi la parola “futuro” allora lasci intendere che pensi al tuo di futuro e non a quello della nazione. Così Luigi Di Maio non ce l’ha fatta. Sulla carta, stando ai dati delle ultime comunali, gli era stato dato un collegio sicuro a Napoli ma gli elettori non hanno gradito, premiando invece il Movimento 5 Stelle e così è stato battuto proprio dal candidato del suo ex partito.
Eppure lui ce l’ha messa tutta, compreso il volo sulle braccia dei camerieri di una nota pizzeria, foto che sui social ha scatenato la fantasia dei tanti detrattori che lo vorrebbero vedere tornare a vendere bibite allo Stadio San Paolo, anzi Diego Armando Maradona. Di Maio è il più illustre trombato, passato dalla poltrona di ministro degli Esteri alla panchina del parco.
Ha fatto la fine di Gianfranco Fini,  la cui poltrona era quella di Presidente della Camera (*4). L’ex leader di An aveva fondato “Futuro e Libertà per l’Italia”, mentre i gruppi parlamentari di Di Maio erano “Insieme per il Futuro” ma il risultato alle politiche è stato praticamente lo stesso: 0,47 per il partito di Fini nel 2013 e 0,60 per la lista di “Impegno Civico – Centro Democratico” di Di Maio e Tabacci nel 2022, annotando che Tabacci si è salvato, eletto in un collegio uninominale a Milano
__________________________FEDERICO GENNACCARI 
 
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NOTE A MARGINE
(*1)  Su “Repubblica, La Stampa, Corriere della Sera, La7 -Tv, TG.3″….
ed i relativi Addetti ai Lavori più volte sulla Consul Press, nella rubrica “Media & Editoria/Rassegna Stampa”  sono stati riportati puntualmente una serie di brillanti commenti redatti da Adalberto Baldoni, che invitiamo a leggere . Inoltre, per quanto riguarda Enrico (Chicco) Mentana,  in calce viene postato un Twitter dedicatogli da Mario Giordano
(*2) Il Mov. 5 Stelle a mio giudizio e credo di non errare – è riuscito a mantenersi a galla in gran parte grazie al “Voto di Scambio”, mentre il suo attuale Leader, per quanto riguarda il poltronismo, non si discosta dall’ex Capo Politico dello stesso Movimento…. vds articolo del 17 settembre u.s. 
(*3) Marco Rizzo “Compagno Doc” e di notevole spessore – più volte apre dei dibattiti a favore di obiettivi (che personalmente ritengo) senz’altro condivisibili anche da molti “Veri Camerati”, pur partendo da un retroterra culturale ideale ed ideologico ben diverso ….. vds. sua intervista riportata sulla Consul Press in data 22.05.2020  ed altro suo commento riportato da “La Verità” in data 20.05.2021.  
(*4) Su Gianfranco Fini sono già stati pubblicati dalla Consul Press alcuni interventi in data 18.07.2018, nonché ripresi dal Quotidiano Rinascita, al tempo diretta da Ugo Gaudenzi, in data 09.09.2010…… e credo che tanto basti ! _______________Giuliano Marchetti
 
 
 
 

 

 

 

Demopolis, F.d'I., l'accoppiata Calenda-Renzi

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