La “Ripresa Possibile” con il PNRR, secondo l’ODCEC

La “Sfida Digitale del PNRR”
e la ripresa post-Covid secondo i Commercialisti

a cura di FRANCESCO VALENTE 

Il PNRR come sfida cruciale, una reale possibilità di cambiamento per l’Italia: il 91% dei commercialisti ritiene che sarebbe un grave danno non utilizzarlo in maniera consona, per il 62% si tratta dell’ultima possibilità per il nostro sistema Paese.
La ricerca di TeamSystem, effettuata in collaborazione con Kantar, ha privilegiato la lente d’ingrandimento dei commercialisti in duplice veste: come primi attori della ripresa e come spia dello stato di salute dei loro clienti, ovvero microimprese e PMI.

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Jean Monnet una figura particolare nel panorama politico del secolo scorso e non solo

 

Il sogno di un’Europa terra di pace e progresso a cui dedicò tutta la vita

Monnet il cui nome completo di battesimo era Jean Omer Marie Gabriel, nacque il 9 novembre 1888 nella piccola, ma famosissima città di Cognac in Francia, da una famiglia produttrice del famoso liquore. Ebbe una infanzia agiata e serena con un ottimo rendimento scolastico avendo delle capacità intellettive assai rare per un ragazzo di appena 16 anni e dotato di una forte personalità, insomma in lui si intravedeva l’anima del futuro leader destinato a ricoprire incarichi di grande prestigio e responsabilità, sia in Francia che in Europa, lasciando sempre il segno in ogni sua esperienza politica o amministrativa con una grande capacità e competenza eccezionali.

Il padre intuì subito le sue capacità e avendo grandi progetti per la sua azienda lo volle inserire subito nel mondo del lavoro. Così, tra lo stupore di tutti, lo tolse dalla scuola e giovanissimo lo mandò a lavorare a Londra presso una loro succursale in modo da imparare bene insieme al lavoro anche un’altra lingua.

Con la sua intelligenza ben presto bruciò le tappe della carriera aziendale tanto da divenire in breve un giovanissimo uomo d’affari di grande successo in giro per il mondo. Scoppiata la Prima guerra mondiale nel 1914, come molti altri ragazzi sentì l’obbligo di arruolarsi per servire la propria nazione, ma venne scartato perché cagionevole di salute, ma un giovane come lui non poteva certo rimanere con le mani in mano.

Grazie alle sue capacità, riuscì a presentare al Governo francese un progetto assai dettagliato per migliorare le forniture belliche con la Gran Bretagna. Il progetto raccolse subito un grande entusiasmo tanto da essere subito nominato intermediario economico tra la Francia e gli alleati.

Fu questa, per il giovane Jean, una grande scuola dove acquisì la padronanza dei problemi internazionali, esperienza che gli permise a guerra finita e a soli 31 anni di essere nominato vice segretario generale della Lega delle Nazioni fin dalla sua fondazione avvenuta nel 1919.

Nel 1923, proprio in un momento di grande successoper la sua carriera, dovette tornare nella casa di famiglia a Cognac per la morte improvvisa del padre e prendere le sorti dell’azienda familiare che nel frattempo era in una profonda crisi economica. Anche in questo frangente Monnet seppe mettere a frutto le sue capacità imprenditoriali e in breve risollevò le sorti della fabbrica insieme a quelle della sua famiglia e degli operai.

Nonostante l’impegno nella azienda di famiglia, non trascurò le sue conoscenze economiche avviando una serie di nuovi progetti assai validi tanto da essere chiamato a riorganizzare le finanze non solo francesi, ma anche di altre nazioni europee come quelle della Polonia e della Romania e, sempre in quegli anni, lo troviamo a riorganizzare la rete ferroviaria cinese e la creazione di una banca di investimenti a San Francisco, in California.

Allo scoppio della Seconda guerra mondiale si mise ancora una volta al servizio del proprio Paese, come aveva già fatto vent’anni prima, riprendendo come allora l’incarico di coordinare le forniture belliche tra Gran Bretagna e Francia e ben presto divenne consulente per il governo inglese delle forniture belliche con gli Stati Uniti, occasione che lo condusse in America a incontrare l’allora presidente Delano Roosevelt.

Questo incontro segnerà il futuro della sua vita diventando in breve addirittura consigliere fidato per gli armamenti anche dello stesso presidente americano. Tornato in Francia nel 1943 aderì al Comitato della resistenza francese, allora sotto il comando di Charles De Gaulle esiliato ad Algeri.

Il 5 agosto di quell’anno, durante una riunione del Comitato partigiano, Monnet formula nel suo discorso di apertura dei lavori un’idea che per molti presenti dovette sembrare a dir poco fantascientifica: «Non ci sarà pace in Europa» – affermava – «se gli Stati verranno ricostituiti sulla base della sovranità nazionale (…) Gli Stati europei sono troppo piccoli per garantire ai loro popoli la necessaria prosperità e lo sviluppo sociale. Le nazioni europee dovranno riunirsi in una federazione».

Il dopoguerra, purtroppo, non fu un periodo di pace come si sperava, le tensioni internazionali erano molto forti, si cominciava a delineare quello che di lì a poco sarebbe stata definita da Winston Churchill “La cortina di Ferro”, un duro colpo per il suo disegno europeo. In un contesto politico così pericoloso per la pace, non si poteva procrastinare il progetto per una Comunità europea.

Il 9 maggio del 1950 il ministro degli esteri francese Robert Schuman propose, su suggerimento proprio di Jean Monnet, di fare un accordo dell’acciaio e del carbone tedeschi e francesi, mettendo di fatto le basi per la nascita della futura Unione europea. Con questo accordo una futura guerra tra Francia e Germania sarebbe stata impossibile e la secolare di discordia tra le due nazioni sarebbe diventata adesso un motivo di integrazione e di pacificazione. Nasceva così la Ceca per l’acciaio e il carbone a cui presto aderirono anche il Belgio, il Lussemburgo, l’Olanda (Paesi Bassi) e l’Italia.

Se da un punto di vista economico si mettevano le basi per un nuovo sviluppo occorreva, vista la fragile situazione internazionale post bellica, creare anche un esercito comune non solo per difesa ma per cementare rapporti d’amicizia tra i popoli europei, purtroppo questa idea naufragò per i vari egoismi nazionali e fu allora che il dinamico uomo politico, senza scoraggiarsi minimamente, lavorò alla nascita del “Comitato di azione per gli Stati Uniti d’Europa” che dette la spinta al l’integrazione europea con la nascita del Mercato Comune, il Mec e il Sistema monetario europeo, lo Sme.

Verso la fine della sua vita scrisse un libro autobiografico “Cittadino d’Europa” ricco di meditazioni e riflessioni assai brillanti come, solo per citarne due: «Prima avere un’idea, poi cercare l’uomo che abbia il potere di realizzarla» e quella che a nostro avviso racchiude tutta la sua natura di grande innovatore: «So per esperienza che i problemi concreti non sono più irrisolvibili a partire dal momento in cui si affrontano nella prospettiva di una grande idea».

Morì a Parigi il 16 marzo del 1979 lasciando le fondamenta per una Europa federata, ma ancora da completare come hanno dimostrato i recenti colloqui di Bruxelles sul Recovery fund che ha visto contrapposte le nazioni che aderiscono all’Euro.

Gianfranco Cannarozzo 

Guai a Ravenna solo dopo l’elezione del Sindaco

NOTIZIE  AD OROLOGERIA,
SECONDO LE SCELTE DELLA REGIA

Una significativa indagine di FRANCO D’EMILIO  

A Ravenna è andata proprio così: mentre, altrove, si spargevano veleni contro il centrodestra con il caso di Luca Morisi, responsabile della comunicazione della Lega, e con il caso dell’inchiesta di Fanpage su attività illecite e la possibile apologia del fascismo in ambienti prossimi a Fratelli d’Italia, nella città romagnola, come da copione, il sindaco uscente Michele De Pascale veleggiava sicuro senza intoppi verso la riconferma, al timone di una vasta ciurma in coalizione di partiti, partitini e sottopancia, alcuni minimi, ma risoluti a farsi sentire come pulci con la tosse.

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For Ever…grande?

di Loredana Ferrara

 

Negli ultimi tempi sul caso Evergrande si è scritto tanto, e in modo decisamente sensazionale, in qualche caso paragonandolo a Lehman Brothers. Cerchiamo dunque di capire quale sia la reale entità della situazione con l’aiuto dei team di gestione locali e degli analisti professionali, aiuto che diventa maggiormente indispensabile in un mercato in cui le notizie che filtrano all’esterno sono ancora frammentarie e incomplete.

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A colloquio con Francesca Artegiani sul senso d’appartenenza e il futuro della Città Eterna

LA FEDELTÀ AL RADICAMENTO STORICO PER PRESERVARE ROMA DALL’INCURIA

Una conversazione con Massimiliano Serriello

Per lei i vincoli di sangue e di suolo, l’egemonia dello spirito sulla materia, il radicamento nella Città Eterna, in attesa dell’esito delle imminenti elezioni amministrative, non pagano affatto dazio alle mere banalità scintillanti dell’assillante propaganda. L’autoironia la spinge piuttosto a scherzare sui canonici santini elettorali che la ritraggono nella lista civica del candidato sindaco Enrico Michetti (nella foto).

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A Ravenna ha già vinto la “Massoneria & Soci”

UNA “FRATELLANZA ….. QUASI  PERFETTA” 

Comunque vada, riconfermato o no l’attuale sindaco uscente, impenitente piacione senza gloria e senza infamia, alle prossime elezioni comunali di Ravenna vincerà ancora, anzi, no, sicuramente ha già vinto, come sempre, la “Massoneria & Soci”.
Immagino l’ironica battuta di chi, magari punto sul vivo, ribatterà subito “Eccolo, il solito che tira in ballo i poteri occulti!” Occulti? Quando mai, direi, invece, solo discreti ovvero ci sono, ben organizzati e attivi, trasversali a tutta la società ravennate che conta, ma si muovono senza dare nell’occhio, passo flanellato e voce bassa. Basta cercare, a volte pescare con l’esca giusta e, prima o poi, un pesce abbocca, mai, per carità, uno squalo, perlopiù soltanto un suo gregario pesce pilota, mandato avanti in avanscoperta.

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Intervista alla dott.ssa Marina Cannavò, candidata al Comune di Roma con F.d’I.

“LA SALUTE AL PRIMO POSTO”

Mancano pochissimi giorni ormai alle elezioni per il Comune di Roma e la campagna elettorale è in pieno fermento. Sale anche la competizione tra i candidati ai diversi Municipi romani.

Abbiamo intervistato la dottoressa Marina Cannavò, unico medico candidato al Comune di Roma con Fratelli d’Italia, a sostegno di Enrico Michetti Sindaco. La dottoressa da sempre promotrice della salute come bene primario per tutti i cittadini, racconta i motivi della sua scelta di candidarsi, i punti fondamentali del suo programma e gli obiettivi da raggiungere.

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In Norvegia create nuove coalizioni politiche

Roma, 18 Settembre 2021 – Il responso elettorale porta la Norvegia a svoltare a sinistraDopo otto anni di Governo conservatore guidato dalla premier Erna Solberg, le elezioni generali di lunedì hanno premiato il Partito laburista. Il suo leader Jonas Gahr Støre, così, ha avviato i colloqui per la formazione di una coalizione con due partitila Sinistra socialista (Sv, leader Audun Lysbakken) e il Partito di centro (Sp, a capo Trygve Slagsvold Vedum). Il nuovo esecutivo, comunque, potrebbe arrivare non prima di qualche settimana.

La premier uscente rimane alla guida dei conservatori

Erna Solberg, che continuerà a guidare i conservatori, resterà al timone del Paese «finché un nuovo Governo non sarà pronto». Cambiamento climatico e industria del petrolio sono i temi intorno ai quali è ruotata la campagna elettorale e che saranno centrali anche nei colloqui. Petrolio e gas norvegesi vengono perlopiù dal Mare del Nord. Ma la maggior parte delle riserve non sfruttate si trova nel Mare di Brents, nell’Artico, una linea rossa per gli ambientalisti.

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Lista Nerone – Intervistiamo Sextus Iulius Frontinus detto (FRONTINO) a Giancarlo CARLONE

Alla prossima consultazione per il Comune di Roma, parteciperà anche la Lista Nerone – Movimento Storico Romano a sostegno di Sergio Iacomoni Sindaco. Tra le sue fila troviamo tanti membri del Gruppo Storico Romano di cui proprio Iacomoni è il Presidente.  Il Gruppo Storico Romano, nato nel 1994, non solo organizza manifestazioni, eventi, riproposizioni e parate in costumi d’epoca, ma ha anche allestito il Museo Storico-Didattico del Legionario.
Abbiamo incontrato il Vicepresidente del Gruppo, Giancarlo Carlone, detto Frontino (il Console che impersonifica durante gli eventi in costume), e gli abbiamo posto delle domande per capire come nasce la Lista Nerone e quali sono i loro progetti per Roma.

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Nucleare. Stati Uniti, Regno Unito e Australia insieme per la sicurezza

Cambiano gli equilibri dello scenario geopolitico internazionale. Francia «pugnalata alle spalle»

Stati UnitiRegno Unito e Australia accomunati dalla volontà di garantire sicurezza, attraverso il nucleare. I tre Paesi stanno creando una partnership di sicurezza trilaterale con l’obiettivo ultimo di confrontarsi finalmente, di nuovo, con la Cina.

Chiare le intenzioni statunitensi. Per Joe Biden «si tratta di investire nella nostra (loro) più grande fonte di forza, le nostre alleanze, e aggiornarle per affrontare meglio le minacce di oggi e di domani». In poche parole: riunire gli alleati e i partner esistenti dell’America in modi nuovi.

Presentano congiuntamente l’iniziativa, il cui nome Aukus deriva dalle iniziali delle nazioni coinvolte, il presidente Joe Biden e i primi ministri Boris Johnson e Scott Morrison.

In nove minuti cambiano gli equilibri dello scenario geopolitico internazionale.

Insieme grazie ai sistemi di collegamento virtuale, raggiungono in videoconferenza i loro Paesi e tutte le emittenti del Mondo. Aukus è il piano congiunto per l’assemblaggio della nuova flotta di sottomarini a propulsione nucleare australiana, che sarà costruita ad Adelaide nei prossimi 18 mesi.

Il progetto renderà l’Australia il settimo Paese nel panorama mondiale dotato di sottomarini azionati da reattori nucleari.

Guerra fredda?

Gli analisti menzionano l’accordo di condivisione dell’intelligence firmato 75 anni fa, denominato UKUSA, ma comunemente noto come Five Eyes. Pubblicato nel 2010 e definito dal Time tra i documenti più importanti della guerra fredda, esso che «rivela uno dei fondamenti del rapporto speciale che il Regno Unito e gli Stati Uniti hanno ancora a cuore».

Oggi invece l’alleanza Aukus – che arriva in un momento in cui molte capitali occidentali stanno ricalibrando le loro relazioni con la Cina – ha una forte dimensione tecnologica e di sicurezza.

Nei prossimi tempi ritroveremo spesso il nome Mark Milley. Generale americano pluridecorato, è il presidente dei capi di Stato Maggiore congiunti che dialogheranno per portare a termine il progetto.

Implicazioni

Morrison ritiene – relativamente agli obblighi del trattato internazionale sulla gestione del combustibile nucleare – che «ciò includerà un esame approfondito di quanto dobbiamo fare per esercitare le nostre responsabilità di gestione nucleare qui in Australia».

Precisa poi, per amor di chiarezza, che il suo Paese «non sta cercando di acquisire armi nucleari o di stabilire una capacità nucleare civile».

L’accordo

Prima d’oragli Stati Uniti hanno condiviso la loro tecnologia di propulsione nucleare solo con il Regno Unito, in un accordo che risale al 1958, ma quello di oggi è evidentemente un insieme di circostanze unico. La separazione geografica dei tre Paesi non implica, infatti, lontananza di vedute e di obiettivi.

Parlando da Londra, Johnson non esita a definire la triade come «esempio di un’alleanza naturale». Essa creerà «una nuova partnership per la difesa e favorirà aumento di posti di lavoro e prosperità». L’accordo, uno tra i progetti più complessi e tecnicamente impegnativi al Mondo, durerà decenni e richiederà l’impiego della tecnologia più avanzata.

 

Legami

Fonti britanniche hanno affermato che le conversazioni sull’accordo sull’energia nucleare sono state avviate dagli australiani a marzo. Complessità e durata del patto «legheranno in modo decisivo l’Australia agli Stati Uniti e alla Gran Bretagna per generazioni», afferma un alto funzionario statunitense.

Si tratta di una decisione fondamentale, che segna la fine di un contratto da 90 miliardi di dollari firmato nel 2016 dall’Australia con la società francese Naval Group.

Francia

«Il Mondo è una giungla», osserva su Twitter l’ex ambasciatore francese a Washington, Gérard Araud. «Alla Francia è stata appena ricordata questa amara verità dal modo in cui gli Stati Uniti e il Regno Unito l’hanno pugnalata alle spalle in Australia. È la vita».

Naval Group, incaricato di costruire 12 sottomarini d’attacco all’avanguardia, ha affermato che il nuovo accordo è stato una “grande delusione“. Lo stesso si era impantanato in superamenti dei costi, ritardi e modifiche al design.

Lo scioglimento del contratto segna una spiacevole battuta d’arresto per il presidente Emmanuel Macron, proprio mentre inizia la corsa per il secondo mandato all’Eliseo.

Cina

Sebbene mai menzionata in modo specifico, la Cina è chiaramente al centro della triplice alleanza, che rappresenta la risposta alla sua spinta espansionistica nel Mar Cinese Meridionale e alla crescente belligeranza nei confronti di Taiwan. Il presidente Biden, a tal riguardo, esprime la sua visione.

«Dobbiamo essere in grado di affrontare sia l’attuale ambiente strategico nella Regione, sia la sua possibile evoluzione, perché il futuro di ciascuna delle nostre Nazioni – e in effetti del Mondo, dipende da un IndoPacifico libero e aperto, duraturo e fiorente nei decenni a venire».

Doppio binario

Prende forma una narrazione nuova, che vede nella deterrenza il fulcro reale dell’accordo, politico e strategico. Sostenerla e migliorarla attraverso la riapertura del dialogo e della cooperazione non sarà semplice.

L’imminente Conferenza sul cambiamento climatico COP26, ospitata nel Regno Unito a novembre 2021 e realizzata in partnership con l’Italiasarà un interessante banco di prova. Secondo alcuni, gli Usa e Uk vorrebbero portare la Cina dalla loro parte, per dimostrare la possibilità di avere una relazione competitiva e al contempo di cooperazione.

Biden e Xi si sono recentemente parlati al telefono. È la prima conversazione in sette mesi. Secondo il Financial Times, il presidente americano ha proposto di fissare un incontro faccia a faccia, ma il leader cinese non avrebbe ancora risposto.

Se la strategia degli alleati sia coerente o meno non è al momento di facile da valutare. Certamente, sarà necessario che distinguano con massima cautela le questioni globali come il cambiamento climatico da sicurezza e difesa.

Nucleare

L’Australia insiste sul fatto che non ha intenzione di perseguire armi nucleari e si atterrà al Trattato di non proliferazione nucleare (NPT). Per i critici la decisione potrebbe tuttavia ancora stimolare indirettamente la proliferazione delle armi.

Qualsiasi nuovo sottomarino a propulsione nucleare, alimentato con l’aiuto di uranio arricchito, impiegherà anni, forse più di un decennio, per svilupparsi. Ma una volta in mare, l’obiettivo è mettere la marina australiana – attualmente alimentata a diesel – allo stesso livello tecnologico della marina cinese, la più grande del Mondo.

Collaborazione

Oltre alla cooperazione sulla tecnologia navale, la partnership comporterà un più stretto allineamento delle politiche e delle azioni regionali. Oltre a una maggiore integrazione delle Forze Armate e delle industrie della Difesa dei tre alleati.

I quali intendono anche lavorare insieme sulla guerra informatica e sulle capacità di intelligenza artificiale.

Timori

L’energia nucleare consentirà ai sottomarini d’attacco australiani di rimanere in mare fino a cinque mesi e di operare in modo più silenzioso rispetto alle navi diesel della classe Collins esistenti del Paese, consentendo loro di eludere meglio il rilevamento del nemico.

Alcuni critici dell’accordo avvertono che costituisce un pericoloso precedente per i Paesi che sfruttano una scappatoia nel TNP. Il trattato consente alle Nazioni non dotate di armi nucleari di costruire sottomarini a propulsione nucleare e di rimuovere il materiale fissile di cui hanno bisogno per i reattori sottomarini dalle scorte monitorate.

Monitoraggio

Il monitoraggio è garantito dall’Agenzia internazionale per l’energia atomica, organismo di controllo globale indispensabile per evitare che i materiali siano utilizzati per fabbricare armi.

«La mia preoccupazione non è che l’Australia faccia un uso improprio del materiale nucleare che gli diamo e utilizzi la scappatoia per costruire armi nucleari», chiarisce James Acton, co-presidente del programma di politica nucleare presso il Carnegie Endowment for International Peace. «La mia preoccupazione è che crei un terribile precedente di cui altri Paesi potrebbero abusare».

«L’Iran è l’esempio più ovvio. Certamente non staremmo fermi e in silenzio se rimuovesse il materiale nucleare dalle misure di sicurezza».

Scenari futuri

David Cullen del Nuclear Information Service, ha dichiarato: «Questo è successo solo una volta nella storia, quando gli Stati Uniti hanno aiutato il Regno Unito a sviluppare i suoi primi sottomarini a propulsione nucleare».

«La cosa interessante è che gli Stati Uniti sembrano aver gettato un osso al Regno Unito consentendo alla Gran Bretagna di aiutare a progettare e costruire i nuovi sottomarini australiani», aggiunge Cullen.

Chiude il suo pensiero con due quesiti: «Come verranno riforniti gli australiani? Vorranno sviluppare la propria capacità nucleare per arricchire il combustibile di uranio?».

Come verranno riforniti o smantellati i reattori australiani ancora non è chiaro.

 

Chiara Francesca Caraffa

Foto © Brendan Smialowski/AFP/Getty Images (copertina), Matt Dunham/Getty Images, Christophe Ena/AFP, The New York Times

www.eurocomunicazione.com/2021/01/11/amministrazione-joe-biden/

www.eurocomunicazione.com/2021/06/17/il-g7-e-il-nuovo-multilateralismo-europeo/

www.eurocomunicazione.eu/cina-nato-attenzione-allo-sviluppo-della-difesa-cinese/

www.eurocomunicazione.com/2020/11/22/johnson-vuole-rinverdire-i-fasti-della-potenza-militare-britannica/

 

Alcide Amedeo Francesco De Gasperi

 

Il carisma di un uomo che contribui alla rinascita del nostro paese

 

7 settembre 2021

Storia di un politico e un uomo che conquistò il rispetto anche degli avversari politici che lo ritenevano di onestà adamantina

Parigi, agosto 1946. Il vociare dei delegati internazionali riunitisi presso palazzo Lussemburgo per discutere del trattato di pace che vede come attori l’Italia e la Germania, viene improvvisamente sostituito da un gelido silenzio quando a prendere la parola viene invitato un personaggio sconosciuto: Alcide De Gaspari.

«In questo consesso mondiale e sento che tutto, tranne la vostra personale cortesia, è contro di me: è soprattutto la mia qualifica di ex nemico, che mi fa ritenere un imputato, l’essere arrivato qui dopo che i più influenti di voi hanno già formulato le loro conclusioni in una lunga e faticosa elaborazione».

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Tassa sull’unto e le 5 tasse sul cibo più necessarie

articolo di DARIO DE MARCO via dissapore.com 

Mentre il direttore degli Uffizi di Firenze butta là la possibilità di istituire una tassa sull’unto, noi fantastichiamo su quali imposte sarebbero davvero necessarie per dissuadere i ristoratori dall’imbruttimento del cibo italiano.

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Un ” Mare di Liquidità ”
per i flussi lunari della Pandemia

IL MARE …..DI LIQUIDITA’ Pillole di educazione finanziaria

Riflessioni & Consigli da parte di  LOREDANA FERRARA

 

Se ne parla da tempo, almeno da quando è cominciata l’epoca dei tassi zero, ma dall’inizio della pandemia in modo particolare. Perché? 
Il periodo di restrizioni che abbiamo attraversato ha limitato enormemente la nostra capacità di spesa, imponendoci di fatto un maggior risparmio. Data l’incertezza del periodo però questo aumentato accantonamento è rimasto fermo sui conti correnti anziché essere impiegato, almeno per chi non si è dotato di una buona guida ….ecco anche il perché ci si può correre qualche  rischio non indifferente in un inconsueto “Mare di Liquidità”.
Ma vediamo quali sono i pericoli di questa scelta. 
Tutti conosciamo il termine inflazione, ma evidentemente non tutti ne percepiamo il vero significato e l’effetto che ha sui nostri risparmi.

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Microimprese in forte ripresa, con digitalizzazione e burocrazia più snelle

Digitalizzazione e Burocrazia più snelle:
ecco la ricetta per la ripresa delle MICROIMPRESE 

__________a cura di FRANCESCO  VALENTE* 

Burocrazia, digitalizzazione, riforma fiscale: parola all’Italia che guarda al futuro. La strada per uscire dalla crisi dovuta al Coronavirus passa difatti per una burocrazia più snella per l’87% delle microimprese, secondo una ricerca di Fatture in Cloud del gruppo TeamSystem effettuata in collaborazione con Kantar. Lo studio di Fatture in Cloud, che si può consultare qui e che è stato tradotto in una infografica, ha analizzato l’impatto della pandemia sulle imprese italiane, con uno sguardo al futuro e alla possibile ripresa.

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Al Tribunale di Viterbo, Mio-Italia chiede: la Repubblica Popolare Cinese deve risarcire l’Italia !

GRAVI RESPONSABILITA’ IMPUTABILI
AL MINISTERO DELLA SANITA’ DI PECHINO

Roma, 7- 8 luglio 2021

L’Associazione MIO Italia – Movimento Imprese Ospitalità, in rappresentanza di una parte del comparto dell’ospitalità a tavola (Horeca) del nostro Paese, ha intrapreso un’azione giudiziaria, presso il Tribunale di Viterbo, nei confronti del Ministro della Sanità della Repubblica Popolare Cinese, sulla diffusione della pandemia da Covid-19 e ai relativi ritardi nella segnalazione dell’emergenza e nell’attivazione delle misure di prevenzione e controllo.

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Niente Imu ai proprietari penalizzati dal blocco degli sfratti. Avanti con le proposte di modifica al Ddl Sostegni

Riccardo Pedrizzi, vicepresidente di Federproprietà, in merito al dibattito in corso nel Parlamento sul DdL (Disegno di Legge) Sostegni, esprime soddisfazione. Si profila difatti una modifica del DdL Sostegni che va nella direzione indicata da tempo da Federproprietà nell’interesse dei proprietari immobiliari penalizzati dal blocco degli sfratti. “La possibile cancellazione dell’Imu per il 2021 va nella direzione da noi sollecitata dall’inizio della pandemia. Le forze parlamentari devono lavorare in questa direzione” afferma Pedrizzi in merito al dibattito parlamentare sul DdL Sostegni.

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“Divide et Impera” per conservare il Potere :
l’unica regola recepita dai “Regimi Democratici”

“CONTRADDIZIONI INFINITE  analizzate da Stelio W. Venceslai
con alcune “Note a Margine” a cura di Giuliano Marchetti 

Il sistema migliore per governare è quello di dividere, una vecchia regola: spezza il Paese ma consente il potere. L’Italia è la metafora di ciò che non funziona. (*1)
C’he il Paese, grazie anche alla pandemia, sia diviso è indubbio. Emerge tutto ciò che non va. 
Faccio un esempio: siamo divisi tra chi è convinto che i vaccini siano la salvezza e chi pensa, invece, che si tratti di una truffa meditata per spopolare il mondo.  Su quasi otto miliardi di popoli sulla terra, aver perso quasi due milioni di morti dimostra che il presunto complotto mondiale organizzato da alcuni “grandi” della terra (v. Bill Gates) non ha funzionato. 

Nessuno sa se il secondo richiamo può essere fatto con un vaccino diverso. AstraZeneca è fatale o no? Prima over ’60 e poi no? 

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Operazione Black Mall bancarotta fraudolenta, autoriciclaggio e frode

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Riportiamo il comunicato stampa pervenutoci dal Guardia di Finanza di Padova in merito all’Operazione Black Mall, un crac da 36 milioni di euro di una società avvicendatasi nella gestione di un centro commerciale. Fermati 9 soggetti e sequestrati beni per diversi milioni di euro.

 

I Finanzieri del Comando Provinciale di Padova, a conclusione di un’articolata indagine delegata dalla Procura della Repubblica di Rovigo – riguardante le vicende societarie che hanno coinvolto i gestori di due centri commerciali, uno a Capena (RM), alle porte della capitale, l’altro a Borgo Veneto (PD), nel padovano – hanno dato esecuzione, in data 25 maggio, nelle province di Roma e Brescia, a un’ordinanza nei confronti di nove soggetti – indagati per i reati di bancarotta fraudolenta societaria, patrimoniale e documentale, per frode fiscale e per plurime condotte di autoriciclaggio – emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari, dott. Pietro Mondaini, su richiesta del dott. Andrea Bigiarini, magistrato titolare delle indagini.

Nel dettaglio, è stato emesso un provvedimento restrittivo della libertà personale, che ha disposto la misura della custodia cautelare nei confronti di sette indagati, sei imprenditori e un direttore di banca, di cui quattro tradotti in carcere e tre sottoposti agli arresti domiciliari, e il divieto di esercizio dell’attività professionale e imprenditoriale nei riguardi dei restanti due, specificamente un architetto e un ulteriore imprenditore.

Sono stati eseguiti, inoltre, i sequestri preventivi di disponibilità finanziarie, ammontanti a oltre 2 milioni di euro, presenti su 63 conti correnti, intestati a tre degli indagati, responsabili, tra l’altro, di reati tributari, e a 7 imprese compiacenti, beneficiarie delle distrazioni operate dalla società padovana fallita e oggetto della presente indagine.

Le investigazioni, inizialmente svolte dai militari della Compagnia di Este sotto la direzione dell’Autorità giudiziaria capitolina per gli accadimenti riferiti al centro commerciale di Capena, sono state avviate, parallelamente, dalla Procura della Repubblica di Rovigo, allorquando si rilevava, mediante operazioni straordinarie di scissione e di cessione di rami d’azienda, nonché utilizzo di fatture false per asseriti lavori edili e artificiosi appostamenti contabili, il sistematico e rilevante depauperamento dei patrimoni aziendali delle imprese coinvolte, così cagionando una serie di fallimenti, l’ultimo dei quali nel padovano con un passivo di oltre 36 milioni di euro.

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Accordo tra l’Università Europea di Roma ed il Centro Studi Italia-Canada

Le relazioni tra l’Italia e il Canada hanno lunga memoria e trovano, nella numerosa e attiva Comunità italo-canadese, profondi legami e sentimenti di amicizia tra i due Paesi. Il Canada e l’Italia seguono, da oltre 75 anni, percorsi paralleli, e manifestazioni condivise della vita civile e storica, politica ed economica (foto copertina “Corriere Canadese”)

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