Franca Sozzani, come vestiva il direttore di Vogue Italia
la mostra di abiti che illustrano il suo stile unico

 
Franca Sozzani, aveva un gusto particolare, tutto suo, che nel scorso degli anni, anche per una maggiore esposizione mediatica, cambiò diventando meno sobrio e più colorato.
 
Fino al 30 ottobre una selezione unica di abiti e accessori, a lei appartenuti, saranno in mostra presso la Fondazione Sozzani, in via Tazzoli 3 a Milano. Un’altra parte del suo guardaroba sarà invece messo in vendita per far proseguire le sue attività di sensibilizzazione sulla moda circolare e sulla sostenibilità ma soprattutto il ricavato sarà interamente devoluto al The Franca Sozzani Fund for Preventive Genomics. L’obiettivo del fondo è raggiungere i migliori risultati nella ricerca e nella difesa della genomica preventiva.
 
Franca Sozzani fu direttore di Vogue Italia dal 1988 al 2016, anno in cui  è venuta a mancare. Come ha spiegato la sorella Carla Sozzani, non seguiva la moda ma la faceva. Il suo stile era basato su personalissimi abbinamenti, tra pezzi vintage e contemporanei, in modo da creare un mix unico.
Tra gli anni ’90 e  i Duemila vestiva spesso con pantaloni affusolati scuri, camicia bianca e friulane. Non portava borse. “Lo stile di Franca ha avuto due periodi: il primo era molto sobrio e un po’ androgino, caratterizzato da molti capi di Alberto Biani che erano diventati quasi una sua divisa. Anche se non è rimasto molto di quel periodo, a parte qualche giacca Caraceni, suo figlio Francesco Carrozzini ama ricordarla soprattutto così. Poi cambiò stile e verso il 2010, in coincidenza con una maggiore esposizione mediatica, iniziò ad indossare capi più femminili e variegati, colorati e a fiori. La pantofola fu sostituita da scarpe a mezzo tacco di Manolo. Voleva allontanarsi completamente da un look moda, mescolava vecchi Saint Laurent, bluse col fiocco, gonne a ruota sotto il ginocchio. In definitiva ha cambiato i vestiti ma non la personalità” spiega la sorella Carla.

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“Strade future”: la Capitale protagonista del progetto green nell’ambito della Settimana europea della mobilità

Due strade romane saranno le protagoniste di un interessante progetto green: stiamo parlando di “Strade future”, realizzato da Ar2gether insieme al collettivo Sbagliato. Grazie alla collaborazione con il Parlamento europeo in Italia, infatti, dal 16 settembre due zone della Capitale saranno animate da installazioni e percorsi di arte pubblica. Ad arricchire il progetto, interamente all’insegna del green, sono previsti diversi appuntamenti aperti al pubblico volti a diffondere la conoscenza di alcune fondamentali pratiche che aiutino i cittadini a rafforzare la propria consapevolezza in ambito di tematiche ambientali.

Le strade protagoniste del progetto si trovano rispettivamente tra i pilastri di viale Pietro de Coubertin all’ingresso dell’Auditorium e presso i muraglioni di Lungotevere Tor di Nona, tra Ponte Umberto I e Castel Sant’Angelo. In occasione dell’iniziativa, le due aree saranno inoltre dotate di piste ciclabili illuminate durante la notte, manti erbosi e un particolare trattamento fotocatalitico capace di purificare l’aria.

La principale finalità del progetto “Strade future” è appunto quella di far conoscere ai cittadini le molteplici possibilità di ripensare il trasporto pubblico in un’ottica green e sensibilizzarli verso una mobilità pulita. L’iniziativa è infatti parte del programma ufficiale della Settimana europea della mobilità, promossa dalla Commissione europea, che si svolgerà dal 16 al 22 settembre.

Roma figura tra le oltre duemila città europee che anche quest’anno hanno aderito e, per promuovere la manifestazione, ha deliberato la totale gratuità del trasporto pubblico per l’intera giornata di sabato 17 settembre.

A conclusione del progetto “Strade future” è previsto un momento di incontro e confronto in cui si discuterà delle città sostenibili del nostro prossimo futuro e vedrà la partecipazione di ospiti istituzionali ed esperti, oltre all’intervento dei partner del progetto. All’incontro saranno invitati anche i ragazzi dei licei del II Municipio di Roma.

mobilità, settimana europea della mobilità, Strade future

Noiosa e scontata la “Marcia su Roma” di Aldo Cazzullo

A BREVE,  E PRECISAMENTE IL XXVIII OTTOBRE DDXXII,
SI RICORDERA’  IL “PRIMO CENTENARIO DELLA MARCIA SU ROMA

“LECTIO MAGISTRALIS” di FRANCO D’EMILIO ad ALDO CAZZULLO

Mercoledì sera 14 settembre, su La7 prima puntata di “Una giornata particolare”, un nuovo format televisivo, affidato alla cura del giornalista Aldo Cazzullo, firma del Corriere della Sera, con la finalità di svolgere la cronaca di un giorno determinante della nostra storia nazionale.
Puntata d’esordio dedicata alla Marcia su Roma, quindi a quel 28 ottobre 1922, del quale tra poco più di un mese ricorrerà il centenario, che tanto ha significato e pesato nella storia della prima metà del ‘900 italiano e mondiale. 

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Aldo Cazzullo, La 7, la Marcia su Roma

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Hanae Mori, la stilista che cambiò la moda femminile giapponese

Soprannominata “Madame Butterfly” per via dei motivi di farfalle che spesso includeva nelle sue creazioni, Hanae Mori fu la prima stilista asiatica ad essere inclusa nella Chambre Syndicale de la Haute Couture, l’associazione che gestisce l’alta moda in Francia e stabilisce quali stilisti possano sfilare o meno a Parigi.

Hanae Mori è morta lo scorso 11 agosto all’età di 96 anni, ma la notizia è stata diffusa soltanto in questi giorni. Ebbe un notevole successo tra gli anni Ottanta e Novanta. Il suo ingresso nell’alta moda parigina simboleggiò la rinascita delle donne nel Giappone dopo la Seconda Guerra mondiale. 

Le sue creazioni, particolarissime, univano motivi squisitamente giapponesi a un gusto più occidentale. Mori al contrario di Issey Miyake, anche lui tra gli stilisti giapponesi più importanti del ‘900, morto lo scorso agosto, non cercò di impiegare materiali o tecnologie nuove ma si ispirava dai motivi tradizionali del suo paese e della sua cultura. Kimono e boccioli di fiore erano alla base delle sue collezioni che comprendevano ampie tuniche, abiti da sera ma anche da lavoro.

Nel 1993 disegnò l’abito da sposa per le nozze tra la principessa Masako con il principe ereditario Naruhito, l’attuale imperatore. Nella sua carriera vestì anche Grace Kelly, Nancy Reagan e Sophia Loren, oltre alle donne dell’alta società di New York, Parigi, Londra e Tokyo. 

 

hanae mori

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Guerra in Tv tra i partiti per le elezioni del 25 settembre

Le coalizioni più piccole si sentono escluse dai dibattiti in tv in vista delle elezioni politiche del 25 settembre 2022. Tra i primi a sollevare il polverone è Clemente Mastella. 

“Continua la petulante insistenza di alcuni segretari di partito di monopolizzare i dibattiti televisivi. Abbiamo prodotto ricorso agli organi competenti per evitare un ennesimo scempio democratico, uno tra i tanti di questa singolare campagna elettorale. Gli spazi dovrebbero essere dati in più a chi non ha ministri che pur dimissionari continuano a frequentare le tv impazzando dovunque. Le ragioni della democrazia impongono parità di accesso. Inizierò uno sciopero della fame se le regole dovessero essere disattese“. Con queste parole, in una nota, il segretario nazionale di Noi Di Centro, Clemente Mastella si unisce al coro di chi non sta avendo spazio a sufficienza in vista delle elezioni.

Marco Montecchi, segretario nazionale di Valore Liberale, chiama in causa l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. “Credo che l’Agcom dovrebbe intervenire. In campagna elettorale soprattutto è giusto avere la certezza di tempi contingentati, di spazi equivalenti. Questa competizione elettorale già è falsata ab origine perché esistono partiti di serie A, che non devono raccogliere le firme, partiti di serie B, che con un emendamentino di dubbia costituzionalità si sono salvati in corner, e formazioni politiche di serie C che non hanno avuto modo di raccogliere le firme e organizzarsi per partecipare alle elezioni in settembre 2022. La partecipazione a Porta a Porta così come ad altre trasmissioni dovrebbe prevedere spazio per tutti“.

“Il confronto tv a due, Letta–Meloni, a tre giorni dal voto? Può accadere solo in un Paese provinciale come il nostro“. Ad affermarlo è il leader di Azione, Carlo Calenda, in un’intervista al “Corriere della Sera”. Poi aggiunge: “Comunque vada il voto alla elezioni, dopo tutte le accuse di allarmi democratici da destra e da sinistra, l’Italia precipiterà nel caos e nessuna delle attuali coalizioni rimarrà in piedi. L’unico modo per evitarlo è isolare le ali estreme, Fratelli d’Italia e Cinque Stelle, e andare avanti con una coalizione Ursula e un Governo Draghi sostenuto da un terzo polo che avrà almeno il 15%”.

Anche Europa Verde e Sinistra Italiana con Angelo Bonelli, Eleonora Evi e Nicola Fratoianni in un comunicato esprimono il loro dissenso. “Il confronto tv a Porta a Porta del prossimo 22 settembre se avverrà senza tutti i leader di lista costituirebbe una palese violazione della par condicio. Una nota della trasmissione Porta a Porta ha annunciato che a pochi giorni dal voto, il 22 settembre, ospiterà il confronto di un’ora tra Enrico Letta e Giorgia Meloni moderato da Bruno Vespa e che sono stati invitati a partecipare anche Matteo Salvini, Giuseppe Conte, Silvio Berlusconi, Luigi Di Maio e Carlo Calenda. Non si capisce perché invitando leader di coalizione, si siano aggiunti alcuni altri leader di lista, senza che ci siano tutti e si scelgano solo Salvini, Berlusconi e Di Maio”.

“È evidente” – concludono Bonelli, Evi e Fratoianni – “una palese violazione della par condicio se rimanesse questo schema che i vertici della Rai dovrebbero spiegare alle autorità di garanzia e alla magistratura”.

“Porta a Porta, servizio pubblico Rai, ha deciso di proporre nella serata del 22 settembre l’evento clou della campagna elettorale televisiva, con il confronto Letta-Meloni e interviste di mezz’ora a Salvini, Conte, Berlusconi, Di Maio e Calenda. C’è un evidente refuso: l’assenza di Emma Bonino e di +Europa. Così come è evidente che nella carrellata dei leader nello spot che pubblicizza la programmazione elettorale di Porta a Porta, si ripeta lo stesso. Certi che la redazione provvederà, auguriamo buon lavoro“. È quanto si legge in una nota di +Europa.

“C’è una polemica sul confronto tv solo tra Meloni e Letta, credo che vada fatto a quattro: Meloni, Letta, Calenda e Conte. Gli italiani hanno dovere di sapere tra M5s, terzo polo, Pd e alleati, e centrodestra chi è più credibile. Faccio un appello al presidente e al dg Rai: non ci siano scherzi su questo, il confronto va fatto a quattro”. Lo ha dichiarato il leader Iv Matteo Renzi parlando con i giornalisti a Firenze, dove ha presentato le liste per la Toscana.

Sul caso interviene anche la Rai con il presidente della commissione vigilanza Rai, Alberto Baranchini che sostiene: “Mi occuperò di tutte le segnalazioni arrivate perché è necessario il massimo rigore e rispetto della par condicio e delle norme“. Barachini chiederà all’Agcom una verifica sulla parità di condizioni garantite dal servizio pubblico nei “confronti” televisivi tra i leader politici.

Dopo le proteste, Enrico Mentana e La7 si candidano ufficialmente a ospitare il confronto tra i leader di partito in corsa per le elezioni 2022. “Noi siamo pronti a ospitare in prima serata venerdì 23 settembre su La7 i leader dei quattro poli per un confronto finale. Se vorranno, sarà diretto”.

Giorgia Iacuele

Campagna elettorale, Elezioni 2022, Elezioni 25 Settembre, Televisione

“Elezioni Politiche” in stagione balneare,
ma in ITALIA IL “CLIMA E’ DI FUOCO”

Un’estate al mare ed un mare di sogni:
le elezioni al tempo dei sondaggi ! 
 Anno domini 2022 dopo Cristo, Italia, estate, sole, mare e mandolino.

Riflessioni elettorali di MASSIMO ROSSI * 

Siamo giunti quasi alla fine di agosto: la Repubblica Italiana va al voto a settembre e fa (per la prima volta nell’era repubblicana) una campagna elettorale estiva (luglio, agosto e settembre). 
Orbene, già questa è una eccezionalità. 
Se a questo uniamo la straordinaria incapacità dei nostri politici a tenere i piedi per terra, in campagna elettorale il risultato oscilla tra lo stravagante, lo stucchevole ed il tragico (passando, talvolta, dal comico).

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Elezioni 25 Settembre, Governi Balneari

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Il Quotidiano “La Stampa” contro la Mostra
“O ROMA O MORTE. Un secolo dalla Marcia”

IL GRANDE SUCCESSO DI UN EVENTO CULTURALE, IMPOSTATO TRAMITE UN’ANALISI STORICA, ACCURATA E RIGOROSA, SCATENA IL LIVORE DI ALCUNI ORGANI DI STAMPA TRA CUI, GUARDA CASO, PROPRIO DA PARTE DEL QUOTIDIANO “LA STAMPA” DI TORINO 

Alcune doverose precisazioni di FRANCO D’EMILIO 

In questi giorni, da domenica 21 ad oggi, mercoledì 24 agosto, sulla mia persona e su quella di Francesco Minutillo  (quali curatori della mostra storico-documentaria “O ROMA O MORTE. Un secolo dalla Marcia”, sino al 6 novembre visitabile a Predappio (FC) in via Roma 51) grava il peso di una campagna giornalistica, chiaramente in malafede, faziosa, soprattutto bugiarda ad opera del quotidiano “La Stampa”.

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La Stampa di Torino, Mostra per il Centenario della Marcia su Roma, O Roma o Morte

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#foodporn: l’hashtag che ha cambiato il rapporto con il cibo

#foodporn: così la degenerazione del cibo è diventata un fenomeno di costume.

L’hashtag da sempre in cima alle ricerche su Instagram ha cambiato il rapporto con il mangiare sostenendo la teoria che quantità è anche qualità.

di Francesco Seminara via la repubblica.it

 

foodporn, instagram, rapporto cibo

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La “Vera Storia” del Simbolo della FIAMMA

 
pubblicato il 19 Ago 2022 su  “Il SECOLO d’ITALIA”,
a firma di
FEDERICO GENNACCARI (*)
 
 
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La sagra dei luoghi comuni sulla Fiamma

Così in questi primi giorni di campagna elettorale abbiamo assistito da parte di “Repubblica” e di politici vari di centrosinistra alla sagra dei luoghi comuni, aventi per oggetto F.d’I. e soprattutto il M.S.I. per il simbolo della Fiamma. Così ecco Ezio Mauro e poi Emanuele Fiano parlare di “Fiamma mussoliniana” con Carlo Calenda, Andrea Orlando che rilanciano la tesi della Fiamma che uscirebbe dalla tomba di Mussolini e Laura Boldrini che la definisce “raffigurazione del regime che risorge dalla tomba del dittatore”.
Un luogo comune, una “leggenda nera” se vogliamo (ci manca solo che rispolverino pure MSI come sigla di Mussolini Sempre Immortale), ma la realtà è ben diversa per una serie di motivi: la fiamma è ripresa dal simbolo degli Arditi e soprattutto nel 1947 quando il Msi presenta il simbolo alle elezioni amministrative di Caserta (e poi di Roma), non esiste una bara e nemmeno una tomba di Mussolini.

Quell’incontro di Almirante con un mutilato di guerra 
ed il bozzetto di Emilio Maria Avitabile

Il suo corpo è stato infatti trafugato da Domenico Leccisi nell’aprile 1946 e quando le autorità lo recuperano (era stato affidato a due frati) poi non viene comunicato nemmeno alla famiglia il luogo dove viene conservato. Sarà restituito alla vedova solo nel 1957.
Scrive Baldoni: «Il simbolo del nuovo partito viene ideato nel settembre 1947, prima delle elezioni comunali di Caserta e di Roma, in modo casuale e singolare. Un giorno, scendendo le scale della sede centrale di Corso Vittorio, Giorgio Almirante incontra un mutilato di guerra che gli dice: “Segretario, ce l’hai il simbolo? Scegli la fiamma tricolore che è il simbolo dei combattenti”. 
Almirante rimane perplesso. Risale le scale, entra nel suo studio e traccia su un foglio la bozza di una fiamma… Antonio Mazzone ricorda che, per il simbolo, Roberti coinvolse un suo  amico, il pittore Emilio Maria Avitabile (poi autore anche del simbolo della Cisnal), chiedendogli di immaginarne uno.
L’artista preparò un bozzetto, raffigurante una fiamma e una persona, che venne inviato al direttorio chiamato a scegliere il simbolo. «Il direttorio scelse la fiamma. Allora Tonelli inviò una lettera a Roberti per comunicargli che avevano scelto la fiamma come simbolo del partito. Roberti diede la lettera al pittore. Quando poi uscì fuori la versione di Almirante, scrissi al segretario del partito e mia moglie, figlia di Avitabile, diede la lettera di Roberti ad Almirante che avrebbe dovuto correggere la sua iniziale versione…».

Ora tocca anche alla “Fiaccola”

Ieri su Repubblica un docente universitario di studi italiani all’università di Grenoble ha aggiunto anche la fiaccola di Azione Giovani, ereditata dal Fronte della Gioventù che a sua volta la ereditò dalla Giovane Italia, l’organizzazione studentesca promossa dal Msi ma indipendente dal partito (sulla Giovane Italia lo stesso Adalberto Baldoni ha scritto recentemente un libro assieme ad Alessandro Amorese).
Chissà cos’altro si inventeranno nei prossimi giorni dopo l’attacco della Aspesi e poi di Mirella Serri (oggi si è aggiunta Michela Murgia), cui ha risposto giustamente Annalisa Terranova.

Chi critica il Msi non conosce la sua storia

Tanti sono i luoghi comuni sul Msi.  Viene giudicato come un partito neofascista, quando sin dalla sua nascita è stato un partito post-fascista voluto da Pino Romualdi proprio per reinserire nel gioco politico i reduci della Rsi, gli epurati e coloro che avevano creduto nel fascismo (il Msi nei confronti del fascismo ha fissato il suo atteggiamento dal primo congresso del 1948 nello slogan “non rinnegare, non restaurare”), e la politica dell’inserimento è stato l’obiettivo perseguito e quasi raggiunto da Arturo Michelini nel 1960 con il sostegno al Governo Tambroni e sfumato per l’errore del congresso a Genova.

Studiare la storia della destra e quella del Pci

Chissà se a “Repubblica” lo sanno. Bisogna studiare la storia della Destra e anche quella del Pci che nei confronti del Msi ha sempre avuto un comportamento altalenante per un antifascismo a intermittenza: ora strizzava l’occhio (fino a governarci insieme in Sicilia con la Giunta Milazzo), ora lo riteneva neofascista e ne chiedeva lo scioglimento…

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(*)  NOTE A MARGINE  – Il presente articolo è stato ripreso integralmente dal “Secolo d’Italia”, con l’integrazione da parte della nostra Redazione delle foto ivi inserite e delle presenti note sull’ autore medesimo e sulle Edizioni Fergen .

Federico Gennaccari –“Romano Doc”- è un giornalista parlamentare, saggista, scrittore ed autore di numerosi testi pubblicati con importanti Gruppi Editoriali. Collabora con vari quotidiani, riviste e pubblicazioni periodiche; è uno studioso dei fenomeni sociali di massa nonché un attento osservatore di ciò accade quotidianamente nel mondo che ci circonda. Si occupa di politica e di storia, di costume e di inchieste, con interessi anche nei settori della musica, dello spettacolo e dello sport. 
Federico Gennaccheri è altresì responsabile della Casa Editrice Fergen srl, fondata nel 2006 per realizzare collane di libri a costi accessibili, promuovendo così la cultura sia verso lettori prevalentemente giovani, sia verso lettori anagraficamente maggiormente “datati”.  Ciò puntando su due specifiche collane e, precisamente: 
1)  Memoria d’Italia – costituita da libri tra la storia e la cronaca per favorire una memoria condivisa per tutti gli Italiani.
2) Spettacolo-Cultura-Storia –
costituita da libri per raccontare la storia d’Italia attraverso lo spettacolo, dalla musica al cinema, dalla televisione alle canzoni.

Nella foto, la presentazione del libro di Silano Olmi – “Non solo la Ciociara”, presso il Museo Crocetti in Roma, nell’ottobre dello scorso anno.    

Per ulteriori informazioni sulle Edizioni Fergen è possibile visionare il sito internet
  www.fergen.it

 

 

 

 

 

 

 

 
 

"Il MSI e la Fiamma" g, Adalberto Baldoni, Giorgio Almirante, Giunta Milazzo, Pino Romualdi

Addio al senatore Ghedini, da tempo era malato di leucemia

Si è spento nella notte di mercoledì a 62 anni il politico e senatore Niccolò Ghedini, strettamente legato a Silvio Berlusconi, uno dei suoi fedelissimi insieme a Gianni Letta. Ghedini era da tempo ricoverato per l’aggravarsi della leucemia, si era anche sottoposto, nei mesi precedenti a un trapianto di midollo.

Nato a Padova nel dicembre del 1959 consegue la laurea in Giurisprudenza presso Ferrara e successivamente inizia a lavorare presso lo studio del padre, molto conosciuto nel padovano. Alla morte del padre Giuseppe, entra presso lo studio del penalista Piero Longo, con cui inizierà attivamente la sua carriera. Di questi anni si ricorda il caso Ludwig, un duo di criminali, Marco Furlan e Wolfgan Abel, rei di numerosi delitti. Inizia a militare negli anni 70 nel Fronte della Gioventù, organo giovanile dell’ MSI e successivamente si avvicina al Partito Liberale Italiano.                                                                            

A metà anni ’90 diventa segretario dell’Unione delle Camere Penali Italiane nella prima giunta presieduta da Giuseppe Frigo e nella seconda giunta di Gaetano Pecorella. In quegli anni si avvicina a Forza Italia stringendo una salda e duratura amicizia con Silvio Berlusconi fino a diventarne il suo legale. Dal 2005 ha ricoperto nel Veneto l’incarico di coordinatore regionale di Forza Italia. Figura estremamente riservata, nel 2016, a seguito dell’intervento al cuore di Berlusconi, guidò il partito insieme a Gianni Letta, altro fedelissimo del Cavaliere.

Nel corso della sua carriera come difensore di Berlusconi, si è dimostrato un avvocato molto abile e in grado di usare anche strategie poco convenzionali, fu lui a coniare la frase “utilizzatore finale” per difendere il Cavaliere nel processo per prostituzione. Sostenne sempre le leggi ad personam come la legge sulle intercettazioni, il lodo Alfano, il legittimo impedimento. Fu coinvolto nel Ruby ter, accusato di corruzione in atti giudiziari, ma successivamente fu scagionato dal Gip.

Ghedini sembra essere il più ricco parlamentare, con un patrimonio annuo pari a circa 2 milioni di euro, nonostante fosse anche tra i più assenteisti: sembrerebbe infatti che al marzo 2018, il tasso di assenteismo di aggirasse intorno al 98,28%, stando a Open Parlamento, l’organizzazione che si occupa di monitorare attività dei deputati e dei senatori.

Alla notizia della scomparsa del senatore, tutto il mondo della politica si è stretto nel ricordo. Primo tra tutti Berlusconi che scrive un post su Twitter pieno di commozione: “Ci ha lasciato il nostro Nicolò. Non ci sembra possibile ma purtroppo è così. Il nostro dolore è grande, immenso, quasi non possiamo crederci: tre giorni fa abbiamo lavorato ancora insieme. Cosa possiamo dire di lui? Un grande, carissimo amico, un professionista eccezionale, colto e intelligentissimo, di una generosità infinita. Ci mancherai immensamente, e ci domandiamo come potremmo fare senza di te. Niccolò caro, Niccolò carissimo, ti abbiamo voluto tanto bene, te ne vorremo sempre. Addio, ciao. Per noi sei sempre qui, tra noi, nei nostri cuori. un forte, fortissimo abbraccio”.

“Un dolore grande la scomparsa di Ghedini che lascia tutti noi sgomenti, pur sapendo che da tempo combatteva con la malattia. Un abbraccio alla famiglia e ai suoi cari. Ciao Niccolò, ci mancherai. Sei e rimarrai amico di una vita” commenta Renato Brunetta.

Il coordinatore di Forza Italia Antonio Tajani ha espresso il suo dispiacere ricordando che «Se ne va un grande amico con cui abbiamo condiviso tante battaglie importanti per il Paese. Rimarrà per sempre il suo grande contributo a migliorare la giustizia in Italia».

Immancabile il pensiero della presidente del Senato Elisabetta Casellati, sua concittadina che lo ricorda come «Una mente arguta e sottile, un giurista raffinato e combattente, un politico di altri tempi, un uomo dall’etica autentica».

La leader di Fratelli d’Italia ha affidato il suo commento ai social “A nome mio e di Fratelli d’Italia, desidero esprimere cordoglio per la scomparsa del senatore Niccolò Ghedini. Alla sua famiglia e ai suoi cari, la nostra vicinanza”.

Anche il leader del Pd Enrico Letta ha twittato le sue condoglianze “Alla famiglia del senatore Niccolò Ghedini, e un pensiero di particolare vicinanza da tutti noi alla sua comunità politica e al Gruppo di Forza Italia”. 

Matteo Renzi, Italia Viva: «Chi in queste ore sparge odio sui social per la morte di un uomo di 62 anni si qualifica per quello che è: un miserabile. Che la terra ti sia lieve, avvocato».

 

Gianfranco Cannarozzo

 

 

 

C’è aria di Tempesta nel Grande Oriente d’Italia:
“La Situazione è Eccellente”

“La giustizia massonica vale più della Repubblica”: Scontro al Grande Oriente
….. ERGO
C’è aria di Tempesta nel Grande Oriente d’Italia: <br> “La Situazione è Eccellente” (*1)

Su “Affaritaliani.it”, a firma di Antonio Parisi, giovedì 4 agosto è apparso un articolo con l’effetto di un’improvvisa grandinata durante una giornata dominata da una soffocante arsura, che a Roma stiamo oramai sopportando da oltre un mese, negli ovattati ambienti regolati dalla “Squadra & Compasso”  
Il giorno dopo, venerdì 5, il pezzo è stato ripreso e rilanciato sul quotidiano online “7 Colli” in un articolo a firma di Giovanni Trotta, che qui di seguito viene riportato integralmente sulla “Consul Press”.  

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7Colli, Affaritaliani.it, Claudio Bonvecchio, G.O.I, Stefano Bisi

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Italiani e sport… Consigli per l’Estate

Italiani e sport: alcuni consigli per i mesi estivi

a cura di FRANCESCO VALENTE

Il caldo delle ultime settimane sta mettendo a dura prova gli sportivi. Si tratta di una situazione difficile da sopportare, soprattutto per chi è abituato a fare sport all’aperto, e non riesce mai a rinunciare alla propria sessione di running o di bicicletta. Purtroppo, le temperature di questa stagione estiva stanno raggiungendo picchi da record, oltre i 40 gradi,  e dunque si parla di un contesto che richiede molta attenzione da parte di chi pratica sport. Vediamo quindi di scoprire insieme alcuni consigli per i mesi estivi.

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Lega e Forza Italia chiudono ai pentastellati. Anche Monti in campo

I leader della Lega e di Forza Italia, Matteo Salvini e Silvio Berlusconi, dopo un incontro a Villa Certosa, chiudono all’ipotesi di un Governo con i pentastellati

Lo comunicano in una nota, accusandoli di essere incompetenti e inaffidabili, e sottolineando che il presidente del Consiglio Mario Draghi ha ragione «Il patto di fiducia che ha sostenuto l’esecutivo si è rotto, qualsiasi intesa con Giuseppe Conte è da escludersi».

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A 98 anni si è spento il primo direttore-manager dell’editoria italiana: Eugenio Scalfari

Nato a Civitavecchia il 6 aprile del 1924 è considerato il più grande giornalista del XX secolo

Il primo approccio con il mondo del giornalismo Eugenio Scalfari avvenne durante il periodo universitario. Scrive per Roma Fascista, organo ufficiale del GUF (Gruppo Universitario Fascista) e collabora anche con altre testate.

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A Roma, giovedì 21 luglio, nella basilica di San Marco
per ricordare con commozione Giampiero Arci

“FESTA di COMPLEANNO” in una Nuova Vita
per
un Amico che “E’ ANDATO AVANTI”

Giovedì 21 luglio alle ore 19.30, nella Basilica di San Marco Evangelista in Piazza Venezia a Roma, si svolgerà una Messa commemorativa per ricordare Giampiero Arci. 
In realtà, il giorno esatto della “sua dipartita” (o del suo “Essere Andato Avanti”- come si usa dire per Coloro che hanno trasformato la propria passione civile e politica in una “militanza”) risale al 23 luglio 2001 ma, a volte può accadere che, per problemi liturgici della Basilica o del calendario, la data della commemorazione venga leggermente anticipata o posticipata.

23 luglio 2001, Basilica San Marco Evangelista in Roma, Giampiero Arci, Roma

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Nuovo decreto salari e bollette: Governo punta all’extragettito di 8 miliardi

Qualora i dati sul Pil dovessero attestare una crescita maggiore delle aspettative, si potrebbe arrivare a contare su un extragettito di circa 10 miliardi

il ministro dell’Economia Daniele Franco si era detto fiducioso, Il decreto porterebbe la proroga dei crediti di imposta per le imprese e il rinnovo degli sconti sulla benzina.

soprattutto dopo l’incontro dei giorni scorsi tra il presidente del Consiglio Mario Draghi con i vertici dei sindacati. Primo passo fondamentale per poter costruire una linea di intervento proficua ed efficace.

«Creare un percorso, da costruire assieme» questo è il focus per Draghi. Anche per rispondere all’accusa del leader della Cgil Maurizio Landini, che dopo aver ricordato di aver «lavorato molto bene con il governo Conte» ha detto invece: «Quello attuale non ci ascolta».

Roberto Garofoli, sottosegretario alla presidenza del Consiglio ha dichiarato, durante un evento a Polignano a mare, che il Governo «non può aspettare l’autunno per alleviare il peso dell’inflazione sulle famiglie. L’assottigliarsi delle buste paga non deve far crollare la fiducia e la domanda interna».Mario Draghi

Salario minimo, cuneo fiscale, reddito di cittadinanza, misure contro la denatalità. Nessuna di queste misure verrà sostituita, anzi, ogni punto verrà analizzato per cercare di conciliare al meglio tutte le proposte.

La proposta del ministro del Lavoro Andrea Orlando potrebbe essere la base di partenza per quanto riguarda il salario minimo. La proposta prevede di considerare il trattamento economico complessivo dei contratti collettivi nazionali firmati dai sindacati più rappresentativi, come livello di retribuzione minima sotto il quale in ciascun settore non si può scendere. Proposta ampiamente condivisa dalla Cgil, ma Uil, Cisl e alcune associazioni datoriali criticano le modalità.

Servirebbe una legge, ma la proposta supererebbe i veti che hanno bloccato la proposta M5s di salario minimo per legge a 9 euro.

Si parlerà di come dare una spinta ai rinnovi contrattuali, a partire dal commercio e servizi, e del taglio del cuneo fiscale. Anche su questa misura molto cara a Confindustria e ai partiti, non ci saranno preclusioni. Tante le proposte per cercare di tagliare il costo del lavoro per i redditi medio-bassi. 

Il leader pentastellato Giuseppe Conte attende una risposta netta da parte del premier Draghi in merito a reddito di cittadinanza superbonus e salario minimo. Anche Matteo Salvini attende un segnale deciso e dichiara che voteranno solo ciò che serve all’Italia e agli italiani, il resto lo lasceranno votare a 5 Stelle e Pd.

Un argomento molto spinoso e complesso è il taglio del cuneo fiscale. Per il Partito Democratico bisognerebbe garantire una mensilità in più ai redditi medio-bassi, mentre per i sindacati non dovrebbe essere contributivo ma fiscale in modo da non gravare sulle pensioni.

Fortemente voluto anche da Confindustria e dai partiti di maggioranza, nonostante ci siano delle marcate divergenze, mentre il Pd chiede un occhio di riguardo al lavoratori, Forza Italia e Lega chiedono che il taglio riguardi anche le imprese.

Per le imprese infatti il problema sarebbe proprio la differenza tra quanto il datore di lavoro versa al lordo e il netto. 

La Cgil propone di finanziare gli aumenti tassando principalmente le rendite finanziarie. Anche istituzioni come Ocse o Fondo monetario internazionale suggeriscono di spostare parte del carico fiscale dai redditi da lavoro a quelli da capitale. Per quel che riguarda le tasse che impattano sulle buste paga, i sindacati chiedono che la riduzione sia per i lavoratori ma fiscale e non contributiva, per evitare brutte sorprese dal punto di vista pensionistico. 

Tutto dipenderà dai dati di crescita, se si aggirasse tra lo 0,3% e lo 0,5%, non solo proietterebbe il Pil annuo intorno al 3%, ma permetterebbe al governo di fare entro fine luglio un decreto più massiccio (quello di cui parla Garofoli) a sostegno della crescita.

Bisognerà attendere la fine della settimana per scoprire quali evoluzioni ci sono state.

Gianfranco Cannarozzo

SCIPIONE L’AFRICANO

 

Il 10 luglio consueto appuntamento al Gruppo Storico Romano.
Alle ore 18.30 l’incontro con la scrittrice Giulia Vinci che presenterà il suo libro: “Turismo: nuovi sviluppi Post Pandemia”.
Alle 19.00 il GSR mette in scena in modo divertente la storia di SCIPIONE L’AFRICANO e della sua famiglia. Cornelia e Sempronia, rispettivamente figlia e nipote del celebre generale, raccontano la storia dei celebri figli e fratelli: Tiberio e Gaio.
I gladiatori racconteranno, con combattimenti e scontri fisici, la storia di un personaggio le cui vicende si sono identificate sull’Appia Antica: Spartaco.
Vi aspettiamo non mancate. Vostro Frontino

 

 

 

 

 

intervista audio

Francesca Marti ©

Roma, SCIPIONE L’AFRICANO

A Roma, con un Libro sugli “Specchi”,
la Storia degli Sciarra – Imprenditori del Vetro

Specchi. Storia degli Sciarra imprenditori del vetro  
Martedì 5 luglio 2022 – h. 19:00
  presso il CIRCOLO CANOTTIERI ANIENE in Roma, Via dell’Acquacetosa n.119 

INTERVERRANNO: 

Claudio Sciarra – Autore del libro
Paola Pilati – Giornalista
Giancarlo Abete – Presidente Lega C, già Presidente UEFA
Riccardo Pedrizzi – Presidente UCID Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti
Pierluigi Borghini – Imprenditore, già Presidente di EUR SpA
Paolo Galgani – Presidente Onorario Federazione Italiana Tennis
Giovanni Rebecchini – Architetto, Docente universitario

contribuiscono alla serata le attrici
Ornella Muti e Stefania Sandrelli

Claudio Sciarra, Gangemi Editore, Pietro Sciarra, Vetrerie Sciarra

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Il Capitano della Guardia di Finanza Leonardo Cuneo

Pomezia, Capolei

Pomezia, 1 luglio 2022 – Giornata speciale al Parco Zoomarine di Torvaianica venerdì 1 luglio 2022. Una rappresentanza di donne e uomini della Guardia di Finanza, con a corredo alcuni mezzi impiegati nei servizi di terra e aeronavali, emblemi del Corpo da sempre impegnato nella tutela del cittadino e dello Stato.

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SCIPIONE L’AFRICANO

 

Il 10 luglio consueto appuntamento al Gruppo Storico Romano.
Alle ore 18.30 l’incontro con la scrittrice Giulia Vinci che presenterà il suo libro: “Turismo: nuovi sviluppi Post Pandemia”.
Alle 19.00 il GSR mette in scena in modo divertente la storia di SCIPIONE L’AFRICANO e della sua famiglia. Cornelia e Sempronia, rispettivamente figlia e nipote del celebre generale, raccontano la storia dei celebri figli e fratelli: Tiberio e Gaio.
I gladiatori racconteranno, con combattimenti e scontri fisici, la storia di un personaggio le cui vicende si sono identificate sull’Appia Antica: Spartaco.
Vi aspettiamo non mancate. Vostro Frontino

                                                                                                                                                             Francesca Marti ©

Roma, SCIPIONE L’AFRICANO

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