sabato, 20 Aprile 2019
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Gianni Brera, Beppe Viola, Franco Zuccalà ed Italo Kunhe ….. Il “Giornalismo d’ Autore” e i Campioni del Football

I GENTILUOMINI DELL’INFORMAZIONE CON IL “CALCIO” SUI MACCHERONI

Laudatores temporis acti. Persino uno scrittore della levatura di Cesare Marchi,  così affezionato  ai valori ereditati dalla tradizione da dedicare un bellissimo libro al prode Giovanni dalle Bande Nere, morto per un colpo di falconetto, frutto dell’empio progresso, stigmatizzava  il  rimpianto  brontolone. La questione, tuttavia, non è semplice al punto da liquidarla con una battuta. Sia pure indovinata. Il “sentimento presbite”, che  vede il bene solo nelle cose lontane, merita comunque rispetto. La capacità di toccare il cuore nell’ambito  della comunicazione viene trasmessa di generazione in generazione. E non avviene esclusivamente con opere  snob ritenute di particolare pregio culturale.

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Beppe Viola, Cesare Marchi, Franco Zuccalà, Gianni Brera, Italo Kunhe, La Domenica Sportiva, maradona, Rivera, Vialli Bagni

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Fervicredo: 20 anni dell’associazione dei ferite e vittime della criminalità e del dovere

20 anni di “Fervicredo” (associazione dei feriti e vittime della criminalità e del dovere) .. convegno a Venezia il 12 aprile 2019.. il loro tributo..le famiglie… differenze nei riconoscimenti..

di Raffaele Vacca

Roma, 17 aprile 2019 – “Offrire attraverso il ricordo un tributo di riconoscenza a quanti in questo Paese hanno versato il loro sangue per difendere i cittadini e affermare la legalità in tutte le sue forme, e contribuire a trasmettere ai più giovani, attraverso la memoria viva di alcune vittime superstiti e familiari, la passione e la cultura della legalità”. È questo il duplice senso che “Fervicredo” ha voluto dare al convegno per celebrare la fondazione, nel maggio del 1999, dell’ “Associazione dei Feriti e Vittime della criminalità e del Dovere“.
Mirco Schio, Presidente, ha ripercorso le motivazioni storiche che hanno portato alla nascita dell’associazione, con il duro tributo di sangue pagato dalle Forze dell’Ordine durante gli anni di piombo e la stagione del terrorismo politico ed eversivo. Un bilancio di 370 morti, 197 vittime di agguati terroristici, 38 caduti negli scontri, 135 persone dilaniate dalle bombe. Dati a cui si aggiungono più di mille feriti. E poi la stagione delle stragi, i 200 morti per mafia tra il 1990 e il 1995. Uomini e donne in divisa che hanno pagato un prezzo altissimo nella battaglia contro la criminalità, ma anche chi ha versato il proprio sangue per soccorrere le popolazioni colpite da calamità naturali come i Vigili del Fuoco. L’Associazione “Fervicredo“, partendo da una città come Venezia, ha voluto promuovere la memoria e il ricordo delle Vittime, ma anche sollevare la propria civile ma ferma protesta per rimettere in primo piano le Vittime e non i carnefici, o per denunciare le troppe disattenzioni da parte delle istituzioni e della politica.
Al convegno, sono intervenuti tra gli altri il Capo della Polizia Franco Gabrielli, il Magistrato Alfredo Mantovano, ex Sottosegretario e attuale Vice Presidente del Centro Studi Livatino, il sociologo Gianfranco Bettin, il capo del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco Fabio Dattilo, il Vice Presidente Nazionale del sindacato Fsp-Polizia di Stato Franco Maccari, fondatore della Fervicredo, lo psichiatra e criminologo Alessandro Meluzzi.
Per Franco Maccari, da me ben conosciuto in Veneto quale validissimo sindacalista della Polizia e tuttora stimato, sono “ancora attuali le motivazioni che ci hanno spinto 20 anni fa a dare vita alla Fervicredo, ma soprattutto anche la determinazione, la rabbia in qualche caso. Molte cose sono cambiate, ma se abbiamo avuto bisogno di creare una associazione per cambiare la normativa o renderla realmente efficace vuol dire che la realtà è ancora difficile. Noi abbracciando tutte queste categorie ci accolliamo un onere non indifferente, quello di sostenere un uomo o una donna che spesso troviamo emarginati e soli davanti alle lungaggini burocratiche, costretti a rincorrere per ottenere un proprio diritto, intrappolati in questi meccanismi”.
“I criminali diventano un modello -ha evidenziato il criminologo Meluzzi – perché la società è profondamente malata, ma anche perché le autorità dello Stato spesso irridono i propri Servitori, anziché difenderli, risarcirli e valorizzarli”.
Per il Capo della Polizia Franco Gabrielli, che ha concluso i lavori del convegno, “..Bisogna affermare l’importanza della memoria, l’importanza di ricordare chi in nome dei valori di legalità e di giustizia ha sacrificato la vita o ha visto la sua vita particolarmente segnata da atti criminali…Ma soprattutto bisogna affrontare il tema delle risorse, perché al riconoscimento del danno possa seguire l’effettivo risarcimento. Su questa materia il legislatore deve mettere un po’ di chiarezza, perché credo che la cosa più oltraggiosa per chi si è distinto in gesti di eroismo o espressione di senso del dovere è quella di dover continuamente chiedere per vedere riconosciuti i propri sacrosanti diritti”.
Numerose ed emozionanti le testimonianze di Vittime del Dovere e di loro familiari, presentate dal giornalista Gianluca Versace.
Ad accompagnare i lavori del convegno l’Orchestra degli Studenti di Venezia “Marco Polo”.
Ora, come di consueto, un passo indietro e ricordiamo eventi noti e meno noti, attingendo a mie personali esperienze….
Su il Fatto Quotidiano di novembre 2012 in un articolo di Chiara Paolin abbiamo letto: “La tragedia di Nassiriya apre una ferita sempre nuova quando a parlarne è una delle vittime. Una di quelle che alla paura, al dolore fisico, alla vita sconvolta, deve aggiungere il disagio di vedere lo Stato che elogia chi quel 12 novembre 2003 aveva la responsabilità del campo mentre i militari che lì hanno perso la vita (o la serenità) si ritrovano nove anni dopo cooptati nel ruolo di comparse inutili, di soggetti senza tutela a margine di un rito istituzionale. C’era anche il Maresciallo Riccardo Saccotelli quella mattina nel campo base quando il camion esplose. Le ossa gli si spezzarono, le orecchie rimasero sorde, ma non poteva immaginare che un giorno così drammatico sarebbe diventato per lui il distacco totale dalla sua passione professionale, civile, e civica. Qualche settimana fa Saccotelli, scrive Chiara Paolin, ha ricevuto un’invito: cerimonia per l’Unità Nazionale il 4 novembre al Quirinale. Ma a quella lettera ha risposto con un messaggio in cui spiega al Presidente Napolitano perchè non ci sarà. Spiega, il Maresciallo, che non vuole esserci quando gli uomini che hanno comandato la missione vengono premiati con le massime onorificenze senza che si sia potuto stabilire chi ha avuto la responsabilità della strage”.
Non entriamo in argomento per rispetto dei sentimenti del valoroso Maresciallo, ma diciamo solo che le responsabilità di quei bravi Comandanti, operanti nella più totale solitudine in contingenze tanto difficili e per questo meritevoli del più grande rispetto, sono state valutate dalla Magistratura..Come ricordiamo, alle 08:40 in Italia di quel maledetto 12 novembre, un camion cisterna pieno di esplosivo scoppiò davanti alla base MSU (Multinational Specialized Unit) italiana di Nassiriya, provocando l’esplosione del deposito munizioni e la morte di diciannove persone tra Carabinieri, militari e civili. Il tentativo degli attenti e reattivi Carabinieri di guardia all’ingresso della base “Maestrale” di fermare con le armi in dotazione i due attentatori suicidi riuscì appieno, tant’è che il camion non esplose all’interno della caserma ma sul cancello di entrata, altrimenti la strage sarebbe stata di ben più ampie dimensioni. I primi soccorsi furono prestati dai Carabinieri stessi, dalla nuova Polizia irachena e dai civili del luogo.
Ora, quel che voglio in questa sede trattare è quanto accordato dallo Stato ai Caduti di Nassiriya, cioè la concessione di quella “Croce d’Onore” che fu istituita ad hoc con legge n.207 del 14 ottobre 2005 (per chi sia “deceduto ovvero abbia subito una invalidità permanente pari o superiore all’80% della capacità lavorativa, per effetto di ferite o lesioni riportate in conseguenza di atti di terrorismo o di atti comunque ostili commessi in suo danno all’estero durante lo svolgimento di operazioni militari e civili autorizzate dal Parlamento”), vale a dire solo una attestazione commemorativa, assimilabile al Cuore Purpureo (Purple Heart) degli USA, maestri in tante cose… Fu così che nella ricorrenza dell’attentato, il 12 novembre 2005, il Presidente della Repubblica Ciampi consegnò ai parenti delle vittime la Croce d’onore. Tutto ciò ha lasciato ovviamente l’amaro in bocca sia ai Congiunti dei Caduti, sia ai loro Compagni d’armi, in quanto si riteneva più che giusta e adeguata ai tragici eventi una Decorazione al Valor Militare. E questo anche perché, come prima evidenziato, ci fu reazione armata nei confronti degli attentatori, presupposto necessario per tali ricompense.
Nella circostanza, lo scrivente, quale addolorato Comandante nazionale del NOE, quale primo riconoscimento, propose al grande Ministro dell’Ambiente Altero Matteoli, che sanzionò, la concessione della Medaglia d’Oro al Merito dell’Ambiente “alla Memoria”, che fu concessa con la seguente motivazione: “”L’azione qualificata ed incisiva svolta dal Tenente dei Carabinieri Alfonso Trincone, in servizio presso il Comando Carabinieri per la Tutela dell’Ambiente dal 23 agosto 1989 e, dal 1° giugno 1996, al Comando della “Sezione Inquinamento da Sostanze Radioattive” dello stesso Reparto, è risultata strumento di eccezionale valenza operativa nell’azione di salvaguardia e conservazione dell’ambiente in Patria e in occasione di difficili missioni all’estero””. Un anno dopo presso il Comando, il Ministro appuntò sul cuore della cara signora Anna Maria Zollo, vedova del compianto e valoroso Tenente Trincone, la decorazione in parola.. La riunione fu anche l’occasione per conferire l’Encomio Solenne del Comandante Generale dell’Arma Luciano Gottardo al Reparto Specializzato, per l’elevata professionalità e incisività nello svolgimento di indagini complesse sulle ecomafie.
Passando ad altro argomento di natura similare, ricordiamo che ben diversamente, lo stesso Stato si comportò nei confronti di Nicola Calipari, il valoroso funzionario della Polizia di Stato effettivo al Servizio Informazioni e Sicurezza Militare, cui fu giustamente concessa la Medaglia d’ Oro al Valor Militare alla memoria per la sua “altissima testimonianza di nobili qualità civili, profondo senso dello Stato ed eroiche virtù militari, spinte fino al supremo sacrificio della vita”. Calipari, come si ricorderà, assunse la direzione dell’ operazione volta a liberare la giornalista Giuliana Sgrena, sequestrata da terroristi in Iraq e, nel momento in cui l’ autovettura sulla quale viaggiava veniva fatta segno per errore di colpi d’ arma da fuoco ad un posto di blocco USA, con estremo slancio di altruismo, fece scudo alla connazionale con il suo corpo, rimanendo mortalmente colpito. Era la sera del 4 marzo 2005..
Altra vicenda…Il 14 luglio 2009, a Tarvisio (UD), quindi in tempi recenti, perché quella storia è stata nascosta e poi rivisitata molto dopo per motivi politici che non sto a raccontare perché i miei 25 lettori conoscono, sono state conferite le Medaglie d’Oro al Merito Civile “alla Memoria” ai 12 Carabinieri caduti. Perché Merito civile e non Militare…..? Ai posteri l’ardua sentenza… Si tratta dei Carabinieri uccisi nelle foibe nella lunga storia ampiamente trattata solo dagli sfortunati Italiani Giuliani e Dalmati, che la sera del 23 marzo 1944, vennero aggrediti da criminali partigiani comunisti titini mentre la Caserma era già circondata da altri complici, rimasti nascosti per raggiungere a tappe forzate Malga Bala, dove i militari vennero sterminati barbaramente, dopo essere stati incaprettati con filo di ferro..I cadaveri dei militari vennero rinvenuti casualmente da una pattuglia di militari tedeschi e recuperati per essere ricomposti presso la chiesa di Tarvisio tra il 31 marzo ed il 2 aprile 1944.
Concludo, considerando che a volte in questa “piccola”, non certamente dal punto di vista geografico, ma pur sempre per tradizioni di civiltà e cultura grande Italia, le burocrazie dei Palazzi e la modestia della politica non sanno o non vogliono, probabilmente per difetto di valutazione, riconoscere adeguatamente i meriti di propri Figli che con valore hanno rappresentato in armi la Patria lontani da Essa e che nulla hanno chiesto in vita se non il riconoscimento del proprio ONORE da morti!
Il risultato che ne consegue è sotto gli occhi di tutti, cioè malcontento e amarezza, tanta amarezza!
Concludendo, un rinnovato compiacimento a Fervicredo, l’ “Associazione dei Feriti e Vittime della criminalità e del Dovere”..

via attualità.it

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fervicredo

Cresce “la Casa di Italia Madre”

PROSEGUE LA RADICALIZZAZIONE SUL TERRITORIO

La Presidente di ITALIA MADRE Irene Pivetti, sentito il Coordinatore regionale pugliese del partito, Donato Tragni, ha conferito a Fabio Modesti l’incarico di coordinatore provinciale e cittadino di Bari, ritenendo che in Puglia “vi siano tutte le premesse per concretizzare gli obiettivi di ITALIA MADRE, ossia creare una classe politica competente e capace di ascoltare i territori promuovendo attività ed iniziative all’insegna della pragmaticità e della correttezza.

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KINDER cioccolato cambia faccia

Per ben 32 anni, il famoso volto, sulle scatole bianche e rosse delle barrette di cioccolato per antonomasia, è stato quello di un bimbo biondo dagli occhi azzurri, anzi quei bambini, visto che nel corso della storia ne sono stati cambiati diversi. Ed ora lui non c’è più. Il bambino Kinder Cioccolato è cambiato.

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ferrero, kinder, kinder cioccolato

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Le Fashion Victim sono le operaie schiave

Costrette a turni estenuanti, anche di venti ore al giorno, private della libertà di movimento e di comunicare col mondo esterno, pagate non con uno stipendio mensile, ma con una modesta somma di denaro per le esigenze quotidiane: sono le giovani donne del Tamil Nadu, nell’India meridionale, che lavorano nell’industria tessile locale, che produce filati per le catene di fast fashion. Le loro storie sono raccontate nel documentario Fashion victims firmato da Chiara Cattaneo e Alessandro Brasile, in anteprima al Festival del Cinema Africano, d’Asia e America Latina, lo scorso 28 marzo a Milano.

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alessandro brasile, chiara cattaneo, d'Asia e America Latina, fashion victim, Festival del Cinema Africano

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POVERTA’ ENERGETICA: nasce “l’Alleanza”, promossa da Adiconsum e Canale Energia

Alleanza contro la POVERTÀ ENERGETICA

Call to action
www.povertaenergetica.it

L’iniziativa ADICONSUM e CANALE ENERGIA, annunciata nel corso del convegno sul tema lo scorso 6 marzo, fa un passo in più e avvia un percorso sinergico tra aziende, istituzioni e consumatori finali

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adiconsum, canale energia, povertà energetica

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Etica/Politica e Cronaca Nera
# Due Dibattiti ad HoraFelix

PRESSO IL CAFFE’ LETTERARIO   HORAFELIX 

in via Reggio Emilia 89 – Roma

MERCOLEDI’  3  APRILE  ore 18.30 
# Presentazione del Libro di ENRICO GOTTI TEDEDESCI ed ENZO PENNETTA 

Era veramente ora che questo ambiguo idioma fosse castigato !

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SABATO  6  APRILE  ore  18.30
 Presentazione del Libro di SANDRO PROVVISIONATO 

 

 

 

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La foto riportata in apertura si riferisce ad una conferenza  – elevata ed emozionante – condotta da Massimo F. Finucci e Clarissa E. Bafaro  sulla “storia e magicità” del Pantheon, svoltasi  mercoledì 27 marzo  

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Contro il Politicamente Corretto, Il "Caso Lavorini"

Venezuela: l’impatto del blocco economico

Pubblichiamo in allegato un documentodel Ministero del Potere Popolare per gli Affari Esteri della Repubblica Bolivariana del Venezuela sull’impatto del blocco economico e delle misure coercitive unilaterali come crimine di lesa umanità contro il Venezuela.
Tale documento è pervenuto alla nostra Redazione tramite l’Ambasciata Venezuelana di Roma; ci riserviamo comunque di approfondire tale argomento e di precisare la nostra posizione che, tra l’altro più volte è stata già evidenziata in precedenti articoli. 

IMPATTO BLOCCO ECONOMICO_ITA

Embajada de la República Bolivariana de Venezuela en la República Italiana –
Web: http://italia.embajada.gob.ve/  #  Tel: 06.8079797  #  Twitter: @embavenitalia
Facebook: Embajada de la República Bolivariana de Venezuela en Italia

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venzuela

Siria: la lotta dei crociati cristiani contro il fondamentalismo islamico

SIRIA: I NUOVI CROCIATI CRISTIANI COMBATTONO CONTRO IL FONDAMENTALISMO ISLAMICO E L’EUROPA NON PORGE LORO ALCUN AIUTO.

Sotto assedio da sette anni, 20.000 cristiani sono bombardati dai terroristi. Nessun media parla di loro. Sono soli a combattere per sopravvivere. Impotenti, hanno visto passare i convogli degli jihadisti trasferiti verso Idlib. 160 morti. Civili innocenti, padri e adolescenti, famiglie in lutto.

La battaglia quotidiana di Mhardeh

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Alberto Rosselli, Islam, mhardeh, siria

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Pietrangelo Buttafuoco
e la magia delle “Uova del Drago”

“LE UOVA DI DRAGO”: UN’OPERA DI POESIA PIÙ FORTE DEL DIKTAT DELLA LOGICA

una analisi “politicamente scorretta” di MASSIMILIANO SERRIELLO * 

“Non ho sogni nel cassetto, preferisco metterci la biancheria”. Probabilmente il compianto attore palermitano Pino Caruso stemperava nel gusto della battuta l’attitudine ad aggiungere sentimento al sentimento. Tuttavia non si paga dazio a nessun tipo d’ipertrofia sentimentalista nel coltivare i sogni nel cassetto. In cima alla lista per chi ama appunto la fabbrica dei sogni, il cinema, allo stesso modo dei legami di sangue e di suolo, la più fulgida delle speranze risiede nel veder realizzare un film in grado di mettere pienamente in luce le zone d’ombra dell’atroce guerra civile, la cui prima vittima resta il senso di fratellanza tra italiani.

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Giampaolo Pansa, Le Uova del Drago, Michele Soavi, Pietrangelo Buttafuoco, Pino Caruso, Red Land

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GIORGIO LA PIRA da Pozzallo al resto del Mondo.

Dal trionfo del cattolico Codice di Camaldoli 1943 alla fine del “carisma” ai referedum sul divozio e l’aborto: spunti di riflessione sul “Venerabile della Chiesa”

____________RAFFAELE PANICO 

Nato a Pozzallo il 9 gennaio 1904, morto a Firenze 5 novembre 1977 Giorgio La Pira è stato proclamato venerabile dalla Chiesa cattolica. Chi era La Pira, nel quadro politico istituzionale dell’Italia in formazione, a partire dai primi di luglio 1943, lo sbarco degli anglo-americani in Sicilia, la riunione pre-costituente che redige il “Codice di Camaldoli”, quindi la fase della defenestrazione del Duce il 25 luglio fino alla fine del fascismo e della prima fase della seconda guerra mondiale per il regno d’Italia, l’8 settembre, e la seconda fase più devastante, più lacerata per la risalita della Penisola delle multiformi armate degli Alleati, le loro violenze sui civili inermi italiani, città rase al suolo dalle bombe allora “non intelligenti” e dalla guerra civile tra italiani, con i tedeschi che si ritiravano, meno “abusatori” sui civili ma certo non meno punitivi con annesse stragi e continue commemorazioni di lutto collettivo (non lutto della Nazione post IV novembre 1918) ancora ai nostri giorni: per la memoria…

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codice camaldolesi, codice camaldoli, Giorgio La Pira

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Riflessioni sulla cultura italiana
e il Primato laico e socialista

Cento e dieci anni di Futurismo

riflessioni di  RAFFAELE PANICO

La vita editoriale del periodico “Lacerba” è di pochi mesi, un anno e poco più: fondata il 1º gennaio 1913 da Giovanni Papini e Ardengo Soffici, la rivista termina le pubblicazioni il 22 maggio 1915, due giorni prima dell’entrata in guerra dell’Italia, il “Radioso Maggio”. Nell’ultimo editoriale Papini titola giustamente: Abbiamo vinto! Perché, giustamente?

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acerba, futurismo

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L’on. Debora Serracchiani si racconta
in una Tavola Rotonda con “Ad Maiora”

“EGO: LE PERSONALITA’ SI RACCONTANO”
…. a colloquio con Debora Serracchiani 
  

Martedì 12 Marzo 2019 ore 15, si svolgerà la quarta tavola rotonda della rassegna  che si distingue per una formula incentrata su un contatto diretto e sincero con le personalità, protagoniste della nostra democrazia.

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Ad Maiora, Debora Serracchiani, I.L.A., Jasna Geric, S.

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Round Table su “RED LAND” …..
per discutere non solo di”Settima Arte” !

RED LAND:

UN FILM SUI VINCOLI di SANGUE e di SUOLO DEGNO DEL GIUSTO RIGUARDO

____________una analisi a 360° di Massimiliano Serriello 

È trascorso più di un secolo dall’uscita nelle sale del kolossal “Nascita di una Nazione”. L’avvertito pensiero del regista statunitense David Wark Griffith, che nella didascalia introduttiva volle chiarire di non voler offendere con provocazioni od oscenità, rivendicando però il diritto di mostrare il lato oscuro del male per mettere  in luce il lato luminoso del Bene, sembra avere insegnato poco, se non niente, agli  accidiosi posteri.

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Esodo, foibe, Licia e Norma Crosetto, Red Land, Terre Dalmate Giuliane ed Istriane

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Tempi di “Saldi” ….. la Sabina in vendita ?

Si vuole vuole cancellare una “VALLE dell’ EDEN”, con un progetto inquietante sulle sponde del FARFA  

un reportage della Redazione della Consul Press da Sant’ Ilario sul Farfa

I primi giorni di gennaio la popolazione di Castelnuovo di Farfa, paesino di circa mille anime, situato in Sabina a pochi chilometri dall’abbazia di Farfa ha appreso, grazie ad un architetto di Roma che vive a Toffia, sempre  molto informato sugli eventi che riguardano la zona, l’ intenzione di un privato di affittare, dietro più che lauto compenso, ventimila euro di canone mensile, ad una società che costruisce impianti fotovoltaici, un terreno agricolo ”di pregio” di sette ettari e mezzo con possibilità di estensione  a quindici ettari al centro della valle del fiume Farfa, a duecento metri dal fiume e dalle sue rinomate “Gole del Farfa” nel corso medio alto in Zona Speciale di Conservazione –ZSC IT 6020018, a cento metri dal sito archeologico, nominato da qualche anno patrimonio dell’Unesco, di Grotta Scura. Affacciati  ed adiacenti alla vallata, oltre a Castelnuovo di Farfa, i borghi medievali di Mompeo, Salisano, Castel San Pietro, Casaprota, Frasso, Monte S.Maria e Poggio Nativo, nonché un susseguirsi di aziende agricole ed abitazioni.

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Cciaa di Rieti, Italia Nostra, la Valle del Farfa, le Gole del Farfa, Resit srl, Sabina DOP

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Ripubblicato il volumetto “Ritorno al paese”: alcune annotazioni su Gioacchino Volpe

QUANDO GIOACCHINO VOLPE, NELLA PAGANICA NATIA, SI AFFACCIAVA ALLA FINESTRA

di Giuseppe Lalli

L’AQUILA – Il piccolo convegno, patrocinato dalla Fondazione Carispaq, che si è tenuto lunedì 18 febbraio all’Aquila presso l’Auditorium “Sericchi”, nel corso del quale è stata presentata la riedizione di un opuscolo dal titolo “Ritorno al paese”, uscito in prima edizione nel lontano 1958, nel quale Gioacchino Volpe, importante storico dei primi decenni del Novecento, raccoglieva un certo numero di articoli di memorie autobiografiche, ha avuto il non piccolo merito di riportare in auge la figura di un intellettuale del secolo scorso tanto significativo quanto dimenticato. A presentare il volumetto, che reca una prefazione di Valerio Valentini, sono intervenuti i professori Carlo De Matteis e Gaetano Quagliariello, già docenti dell’Università degli Studi dell’Aquila. Era presente alla manifestazione un pronipote del grande storico paganichese, che è intervenuto alla fine con garbate parole di saluto e di ringraziamento.

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gioacchino volpe, PAGANICA

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Non dimenticare l’IRAN ! *

Non possiamo dimenticare l’Iran, il Paese mediorientale più vicino a noi di tante nazioni dell’indifferente “occidente”nordico. E’ un legame, quell0 che ci lega alla grande Repubblica che affonda le sue radici nei tempi dei tempi, quando i due Imperi, il Persiano ed il Romano, pur su fronti opposti, creavano cultura, progresso e, in una parola, civiltà  in un mondo di barbarie.

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IRAN, le Civiltà del Mediterraneo, patrimonio dell'umanità, persia

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