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GIORNOXGIORNO 28 Maggio 2020 Sant’Emilio Martire

XXVIII MAGGIO

Dall’ERP al RF

L’ERP European Recovery Program è conosciuto comunemente come Piano Marshall.

Fu annunciato, il 5 giugno 1947, all’Università di Harvard, dal segretario di Stato statunitense George Marshall, già generale Capo di Stato maggiore dell’Esercito degli Stati Uniti, durante tutta la seconda guerra mondiale. 
Il Piano, con i miliardi messi a disposizione dagli Stati Uniti, finanziò la ricostruzione dell’Europa, distrutta da una guerra durata circa 6 anni. 

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Il fantastico mondo del sushi

sushi, giappone

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Alessandro Michele: “Non sono un disertore, ma bisogna ripensare ai ritmi stagionali della moda”

 

Dal suo studio di Roma, l’enigmatico stilista si è rivolto a una ventina di giornalisti della stampa internazionale durante una teleconferenza organizzata lunedì 25 maggio.
 
Di recente, abbiamo dovuto affrontare tutti insieme un pericolo comune e totalmente inaspettato. Un periodo pieno di mistero. Ero confinato a Roma, nel mio appartamento. Ho avuto il tempo di concentrarmi sulle mie emozioni, sul mio lavoro, sulla mia creatività, il futuro di tutti e quello dei miei collaboratori in particolare. Ho potuto trascorrere del tempo sulla mia terrazza, circondato da piante e fiori… questo mi ha fatto capire qualcosa: oggi, voglio decostruire il formato della sfilata e le sue componenti emblematiche”, ha detto ai giornalisti che lo hanno ascoltato attraverso il software Converse.

La sua prossima collezione si chiamerà “Epilogo” (e “conterrà segni per un futuro prossimo”, dice il designer) e sarà presentata alla Milano Digital Fashion Week, il 17 luglio — dunque in formato digitale.
 
Ma dopo una tirata di 15 minuti (con traduzione inglese dal vivo) apertasi su una serie di domande e risposte, quando gli è stato chiesto se Gucci avesse pianificato di aderire al calendario ufficiale di settembre, organizzato dalla Camera della Moda, Alessandro Michele ha subito risposto senza equivoci. “Non sono un disertore. Voglio solo una cosa: condividere le mie idee… In autunno, speriamo di costruire un dialogo con il mondo. Però, dubito che il lancio di una nuova collezione ogni due mesi implichi un modo ragionevole di lavorare”, ha affermato: da qui a settembre, infatti, non ci sarebbe tempo per sviluppare la collezione.
Partendo dalla consapevolezza che rallentare potrebbe essere “ossigeno anche per i piccoli, perché il sistema permette di correre solo ai grandi”, ecco quindi che, per uscire dal ciclo ipertrofico delle sfilate resortwear, pre-fall e via dicendo, “non è una diserzione”, ribadisce il direttore creativo, “ma un invito”.
 
Dobbiamo costruire un nuovo sistema, in cui primavera e autunno potrebbero non essere separati… Quello che voglio è essere il più libero possibile. Vorrei che dopo ogni sfilata, tutti i prodotti fossero immediatamente disponibili nei negozi e che rimangano lì più a lungo”, ha detto, seduto su un divano nel suo laboratorio, in una villa rinascimentale sulle rive del Tevere.
 
Non ne ho parlato con altri brand, nella moda purtroppo non c’è grande dialogo, ma c’è rispetto reciproco; io ho detto ciò che farò, aspettandomi un’aggregazione virtuosa. Il mio obiettivo è iniziare una conversazione. Ognuno di noi deve costruire il suo nuovo calendario. Spero che si aprirà un dialogo per ripensare la stagionalità della moda e trovare nuove maniere di fare le cose. Stiamo riorganizzando il sistema in cui lavoriamo. Penso che il calendario ufficiale del prossimo settembre sarà soddisfacente. Lo penso e lo spero”.
 
Interpellato dopo il – sorprendente – annuncio di Gucci, il presidente della Camera della Moda, Carlo Capasa, ha accolto con favore la solidarietà di Alessandro Michele nei confronti della comunità della moda. “A mio avviso, la mentalità di Alessandro porta enormi benefici alla nostra comunità. Ha anche indicato che parteciperà alla nostra prima stagione digitale a luglio, il che è fantastico. Certo, in questo momento è impossibile sapere cosa ci riserverà il futuro. Alla Camera, vogliamo fornire ai designer una piattaforma ottimale perché possano dire la loro”, ha dichiarato.
 
Oltre a questo invito a riformare i calendari della moda, Alessandro Michele ha anche annunciato l’intenzione di chiamare in modo diverso le numerose collezioni accessorie e annesse — pre-collezioni, capsule, Cruise — sviluppate da Gucci. “Voglio dare nuovi nomi a queste collezioni, titoli ispirati alla musica classica, come sinfonie o madrigali. Come per aprire una finestra su nuovi orizzonti”, ha spiegato durante la teleconferenza. Da qui deriva il nome di “Epilogo” della sua prossima collezione (sorta di chiusura dell’ultimo show, dove Michele aveva portato a vista i preparativi di una sfilata), che sarà un racconto interpretato non da modelli, ma da ragazzi che lavorano con lui.
 
Certo, sotto la direzione artistica del designer italiano, il fatturato di Gucci è cresciuto in modo spettacolare, una crescita senza pari tra le case di lusso più importanti al mondo. Tuttavia, Alessandro Michele sembra determinato a ridurre drasticamente il numero di sfilate di Gucci. Qualsiasi cosa succeda.
 
Non faremo più cinque sfilate all’anno, ma solo due. Chiederemo ai più grandi talenti di questo mondo di collaborare per raccontare le nostre idee. Abbiamo bisogno di maggiore flessibilità. Sì, finora, ho presentato cinque sfilate di moda all’anno — perché sono iperproduttivo. Ma un giorno, tutto ciò finirà per sfinirmi. Le mie idee sono molto più forti quando mi prendo del tempo per svilupparle a casa”. E, a questo proposito, anticipa che sul sito del brand ci sarà uno spazio MX che ospiterà parte della collezione genderless.
 
Le tappe successive non sono calendarizzate a settembre perché “non posso fare una corsa per essere pronto” e quindi “saremo leggermente dopo”, si spera “in spazi reali” e comunque “non quando pare a me, perché questo è un sistema enorme”. Ed è a questo sistema che Michele dice: “Mi piacerebbe che tutti capissero che fare cinque show è impossibile”. Una posizione condivisa da un altro big come Giorgio Armani, che già a inizio pandemia aveva detto che avrebbe rallentato per tornare a dar valore alla creatività. Pensieri simili a quelli di Dries Van Noten e altri colleghi, che in una lettera aperta hanno toccato gli stessi concetti, poi sottolineati da una nota congiunta delle camere della moda inglese e americana. E ora, il colosso Gucci, che non intende uscire dal sistema, ma che ha deciso di rallentare.

Proprio “per costruire un futuro dove le cose abbiano più tempo nella Epilogo di luglio non ci saranno solo le novità”, ma anche le cose belle appese nei negozi, dove in passato restavano a malapena un paio di settimane. Basta dunque a “corse contro il tempo che schiacciano la creatività, basta aerei per inseguire show da un capo all’altro del pianeta, basta a termini che non corrispondono più all’oggi come Cruise o pre-Fall”.
 
Durante il lockdown, Alessandro Michele si è dedicato alla lettura di articoli sul crollo dell’Impero Romano dopo l’arrivo dei barbari, e sulla lunga restaurazione che ne seguì, che attraversò diversi secoli. Il nuovo standard per le sue presentazioni? Eventi multidisciplinari, che miscelino teatro, tecnologie digitali e le tradizionali sfilate in passerella. “Adoro le sfilate di moda. È una passione. È un format che voglio far diventare mio, ma anche rinfrescarlo, reinventarlo”.
 
Durante i suoi cinque anni alla guida di Gucci, Alessandro Michele ha ritenuto doveroso e fondamentale mettere in scena di spettacoli epici e d’avanguardia, ai quattro angoli del Vecchio Continente, dall’abbazia di Westminster all’antico cimitero romano di Arles, passando per le rovine di un tempio greco in Sicilia.
 
Quando un giornalista gli ha chiesto come intendeva intrattenere la sua clientela lungo tutto il corso dell’anno rinunciando a tre delle sue cinque sfilate di moda, lo stilista non si è lasciato smontare. “Il mondo della moda è un po’ come Woodstock. È aperto a un vasto pubblico. Tra coloro che ci seguono, molti non sono mai entrati in uno dei nostri negozi. Questo non impedisce loro di tenere attentamente d’occhio ciò che facciamo… Ho la possibilità di lavorare all’interno di un gruppo [Kering, ndr.] che mi lascia grande libertà per sviluppare nuove idee”.

Se l’esigenza di rallentare è stata sentita un po’ da tutti, “da qualche parte bisogna iniziare e non penso sia banale”, conclude Alessandro Michele, cosciente di essere alla guida creativa di uno dei marchi del lusso più influenti al mondo, “non fare più cinque show”.
 
Tutte queste idee, Michele le aveva già anticipate domenica seravia Instagram con una serie di pensieri intitolati “Appunti dal silenzio” nati dall’esigenza di “restituire giustizia al tempo creativo”. Abbastanza per rubare da soli la scena, perché la sua teleconferenza, per quanto eloquente, ha solo ripetuto la sua richiesta di una trasformazione dei ritmi stagionali della moda.
 
In una serie di testi dal tono poetico, lo stilista medita sulla fragilità del nostro destino creativo e deplora che il sistema della moda vada troppo lontano. “Abbiamo usurpato la natura, l’abbiamo addomesticata e ferita. Abbiamo incoraggiato Prometeo e seppellito Pan. Con così tanto orgoglio che abbiamo perso la nostra coesione con farfalle, fiori, alberi e radici. Con tanta avidità delirante che abbiamo rinunciato all’armonia e alla prudenza, ai nostri legami e al nostro senso di appartenenza. Abbiamo spazzato via la sacralità della vita, trascurando il fatto che anche noi siamo una specie animale. Alla fine della giornata, eravamo senza fiato”.
 
Il rischio maggiore per il nostro futuro: abdicare alla nostra responsabilità di dare vita a un cambiamento autentico e necessario. La nostra storia è disseminata di crisi che non ci hanno insegnato nulla… Oggi sento il bisogno di rinnovare un legame, di purificare l’essenziale sbarazzandomi del superfluo”.
 
Alessandro Michele conclude i suoi pensieri invocando una “nuova Epifania… Un nuovo percorso, lontano dalle scadenze che il settore ha integrato in sé e, soprattutto, lontano dal culto eccessivo della prestazione, che oggi non ha più ragione d’essere”.

Articolo di   versione italiana di Gianluca Bolelli, via FashionNetwork.com 

 

gucci, alessandro michele

GIORNOXGIORNO 27 Maggio 2020 Sant’Agostino

XXVII Maggio 

Pompei

STRADA DELLA FORTUNA.

Botteghe  di terre cotte , e di vetri. Una strada, la più spaziosa di Pompei, conduce dal tempio della Fortuna al Foro. Due archi trionfali ne terminano l’estremità. Il  primo era sormontato da una statua a cavallo di bronzo, di cui si raccolsero de’ grandi frammenti; l’altro è adorno di marmi, e di colonne di delicato lavoro: entrambi contenevano de’ getti d’ acqua, e delle fontane.

Due ordini di botteghe, ed un portico fregiano a’ due lati questa bella  strada.

L’immagine di Pompei è una delle 52 vedute del Ricordo di Pompei delle Edizioni Scrocchi Milano

dall’Archivio dell’autore

 

 

Pompei

GIORNOXGIORNO 26 Maggio 2020 S. Filippo Neri

XXVI MAGGIO

Forze Armate

Il traffico scorre regolarmente lungo la Via dei Fori Imperiali, già via dell’Impero, all’altezza dei fori non si notano lavoratori che abbiano occupato una parte della sede stradale, non sono in corso i lavori per la preparazione delle tribune per il pubblico e per le autorità, il 2 giugno 2020 non ci sarà la tradizionale parata delle forze armate.

La decisione e motivata dal fatto che, nella presente situazione, si deve evitare di creare assembramenti di pubblico durante la parata, solo le Frecce tricolori sorvoleranno l’Altare della Patria nel momento in cui verrà deposta una corona dall’alloro sulla Tomba del Milite Ignoto.

Potrebbero verificarsi cambiamenti di programma all’ultimo minuto.

Forze Armate

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GIORNOXGIORNO 25 Maggio 2020 – S. Gregorio VII Papa

XXV MAGGIO 

Fuori porta

Un tempo era un piacere uscire dalla città, oltrepassare le mura, attraversare le vecchie porte, or non è più quel tempo, e non è sufficiente parlare di “fuori porta”, ora non basta nemmeno dire “oltre il raccordo anulare”.

La città è andata oltre le mura, si è estesa dove un tempo era campagna, lì sono sorti nuovi quartieri, con migliaia di residenti, con strade, palazzi e talvolta con enormi centri commerciali, in alcuni di questi quartieri non è sopravvissuto nemmeno un fazzoletto di quel verde che una volta era presente.

La cartolina, di una Roma di poco meno di un secolo fa, è della ditta A Scrocchi – Milano – Roma

E’ viaggiata, da Roma a Milano, e porta il timbro di ROMA FERROVIA 26 VI 34 XII

dall’Archivio dell’autore

 

GIORNOXGIORNO 24 Maggio 2020 ASCENSIONE DEL SIGNORE

XXIV MAGGIO 2020

Piazza San Pietro – Due immagini

La prima, del 10 maggio, è presa dal lato dei fedeli, si attende l’apertura della finestra e l’apparizione di papa Francesco, la finestra è chiusa e la piazza è vuota, sola, silenziosa. 
La seconda, del 17 maggio, è presa dalla finestra da cui si deve affacciare papa Francesco, la piazza è vuota, volano dei piccioni, si sente unicamente il rumore dell’acqua delle fontane.

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Disegno di Legge “Aggressioni” il testo approvato alla Camera non rispecchia il mondo reale 

Comunicato stampa Direttivo Nazionale ULS-Unione Lavoratori Sanità

Il nuovo testo del Ddl Aggressioni approvato oggi alla Camera non rispecchia il mondo reale di chi tutti i giorni lavora nella Sanità di questo paese –dichiarano dal Direttivo Nazionale ULS-Unione Lavoratori Sanità-. Oltre alla non concessione dello status di pubblico ufficiale e alla non procedibilità d’ufficio, grazie all’ennesimo emendamento, si è rimosso l’obbligo per le aziende sanitarie, per le pubbliche amministrazioni e per le strutture e servizi sanitari, socio-sanitari e sociali pubblici, privati o del privato sociale, di costituirsi parte civile nei processi di aggressione nei confronti dei propri esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie nell’esercizio delle loro funzioni.

Le misure del provvedimento rispecchiano tragicamente quanto la politica sia lontana dal mondo reale. La crisi del SSN è stata evidenziata durante la pandemia da Covid-19 e si sta correndo ai ripari con assunzioni a tempo determinato e aumento dei posti letto di terapia intensiva e sub intensiva. Malgrado ciò la politica non ha intuito il reale problema che attanaglia gli ospedali italiani, la carenza di posti letto e di personale che, soprattutto nel sistema emergenza-urgenza e nelle corsie di degenza, fa esacerbare gli animi di parenti e pazienti contro coloro i quali dello sfacelo del sistema sanitario sono le prime vittime.

Gli operatori sanitari non hanno scorte né tanto meno le vogliono. Basterebbe che fossero messi dalla politica nella condizione di non doversi giustificare per le note carenze strutturali che creano ritardi e insofferenze nei pazienti e nei loro accompagnatori, e che sfociano in aggressioni verbali e fisiche. L’inasprimento delle pene –concludono i sindacalisti ULS- non ridurrà la casistica delle aggressioni che sono pericolosamente ricominciate dopo la pausa dovuta al lock down. Immaginiamo che nemmeno le sanzioni amministrative per chiunque tenga condotte violente, ingiuriose, offensive, moleste potranno essere un deterrente, visto che, come per quelle penali, sarà compito dell’operatore sanitario denunciare in prima persona con le responsabilità e gli oneri del caso.

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Il carisma del complotto

Incalzano le teorie del complotto. Dal virus scappato dal Wuhan National Biosafety Laboratory, al brevetto per la creazione di un Coronaviridae attenuato del 2015 indetto Dal Pirbright Institute, agli invii segreti di virus letali a Wuhan da parte di alcuni scienziati ora morti o licenziati del Canada’s National Microbiology Laboratory, alla simulazione di Ottobre 2019 detta Event 201, fino ai giorni di ritardo delle misure di profilassi del presidente Conte, previste nella pagina 7 della Gazzetta Ufficiale del 31 Gennaio 2020.

 

Da quando sono nate, le teorie del complotto non hanno mai avuto effetti carismatici sull’opinione pubblica come ai giorni nostri. Dopo attuale diffusione pandemica del COVID-19 e la chiusura di molti paesi, sempre più italiani e cittadini di altre nazionalità sono convinti che si tratti di virus creati dall’uomo. Creati per piani economici, per attaccare alcuni paesi. Ormai l’uomo è talmente padrone del proprio pianeta da sostituirsi a figure che in tempi passati sarebbero state mitologiche o divine, da sostituirsi alla natura stessa, in grado di creare virus e addirittura terremoti e maremoti.

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GIORNOXGIORNO – 21 Maggio 2020 – San. VITTORIO MARTIRE

XXI MAGGIO

Riviera di Chiaia (con processione)

Limitrofa col Rione Amedeo, è una delle strade più grandi, più belle e più aristocratiche. Da Piazza della Vittoria, termina alla Torretta(*), ove è il Grand Hotel. E’ la strada prediletta, specialmente nell’inverno, dai forestieri, per la mitezza della sua aria, fragrante dei profumi del mare e della limitrofa collina.

L’immagine di Napoli è una delle 52 vedute del Ricordo di Napoli delle Edizioni Scrocchi Milano

dall’Archivio dell’autore

(*) La Torretta prende il nome da una torre di avvistamento, fatta costruire a metà del ‘500, successivamente alla notte del 25 Maggio del 1563, quando alcuni turchi sbarcarono sulla spiaggia di Chiaia ed entrarono furtivamente nel Palazzo d’Avalos.

I corsari volevano sequestrare la Principessa d’Avalos che però non era presente a palazzo; per ritorsione, furono fatti una ventina di prigionieri tra la servitù del palazzo.

La torretta di avvistamento attribuì il nome al Largo Torretta. La costruzione durò a lungo, nel ‘600 ospitò una casa di piacere e negli anni venti del 900 i resti furono incorporati nella costruzione del Circolo rionale fascista.

da Internet

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Giuseppe Dosi il poliziotto di altissimo livello e la grande arte dell’investigazione

Parte Prima. L’Ascesa, il declino e la Ri-nascita con il secondo dopoguerra

Raffaele Panico

Dosi Giuseppe classe 1891, esattamente il suo natale a Roma il 28 dicembre, la scomparsa avvenne nella città fondata in onore di Casa Savoia, la cittadina di “Fondazione” Sabaudia in provincia di Latina, il 5 febbraio 1981 alla soglia dell’età di quasi novant’anni.

Del servizio prestato nel corpo della Polizia nel periodo del Regno d’Italia, l’eco di un segno ha sopraffatto anche i destini del regime politico capeggiato da Benito Mussolini. Di quell’eco si trovava traccia persino nel chiacchierare comune nella memoria popolare. Fino, più o meno, agli inizi degli anni Ottanta, surrettiziamente, o impropriamente visti passati diversi decenni da fatti inenarrabili per la coscienza della natura umana. Non sulla cronaca di fatti disumani è lecito aprire il discorrere sulle capacità e talento dell’intelligenza umana di un superpoliziotto, in un’epoca in cui tecniche e strumenti investigativi al paragone odierno diremo erano pre-istorici o persino primitivi.

ICPO-INTERPOL, istituto valore della Famiglia, Benito Mussolini, il caso Girolimoni l'innocente, carestia etica, pedofilia e il crimine, Regno d'Italia, Repubblica italiana, Dosi Giuseppe, International Criminal Police Commission

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La Takeda Italia contro malattie rare con innovative terapie avanzate

NASCE LA NUOVA TAKEDA ITALIA: 
Focus su malattie rare e terapie avanzate
– In Italia un investimento di 50 Milioni di €uro per produzione di plasma

L’integrazione tra Takeda e Shire in Italia, iniziata nel gennaio 2019, è stata oramai completata al 31 marzo, come poi ampiamente annunciato dalla stampa specializzata nella ultima decade di aprile.
Si apre così, anche nel nostro Paese, una nuova fase per fornire, con maggiori capacità, farmaci altamente innovativi e soluzioni all’avanguardia – grazie ad attività di ricerca e sviluppo a 360° – a beneficio degli operatori sanitari, dei pazienti e del sistema collettivo, che si concretizza in un portfolio articolato con oltre 40 farmaci per malattie rare, il lancio di 17 nuove terapie nell’arco dei prossimi 5 anni e oltre 900 persone impiegate. In particolare, per la produzione italiana, specializzata nella lavorazione del plasma, è previsto un investimenti entro il 2023 di 50/Milioni di €uro  focalizzati all’ampliamento dei volumi produttivi destinati ai mercati europei ed extra-europei.

Takeda Italia, Shire Italia, Rita Cataldo, Luca Gentile, Fondazione Italia Giappone

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GIORNOXGIORNO 19 Maggio 2020 San Celestino V Papa

XIX MAGGIO –  S. CELESTINO V PAPA

LUOGHI DELLA COLTURA

Galleria Nazionale d’Arte Moderna 
ha riaperto ieri a Roma la con le mostre di Gregorio Botta, Maria Elisabetta Novello e Attilio Cassinelli e con la nuova mostra del Salone Centrale A distanza ravvicinata, emblematica delle infinite possibilità di racconto e di dialogo delle opere di una collezione sorprendente e di eccezionale qualità che costruisce nuovi mondi e nuove combinazioni, rintracciando ogni volta connessioni e rimandi, derive e approdi che sempre sfuggono alla catalogazione e tassonomia che si avvale di un unico sguardo lineare.

Galleria Nazionale d'Arte Moderna, Museo di Roma, Palazzo delle Esposizioni

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Lusso in Cina dopo il lockdown: ripresa dei settori e crescita del mercato

Quali settori hanno ripreso meglio? Quale è il trend di crescita del mercato? Quali sono le aspettative per tutto l’anno dei brand? Di questi temi hanno parlato Edoardo Tocco, president Asia Pacific di BalenciagaMauro Maggioni, CEO Asia Pacific di Golden Goose, Erika Andreetta partner di Pwc e David Pambianco CEO di Pambianco, in occasione di un webinar organizzato da Pwc in collaborazione con Pambianco e il supporto del China Desk Pwc Tls.

cina, lusso, lockdown

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GIORNOXGIORNO 17 Maggio 2020 – San PASQUALE BAYLON

XVII MAGGIO –  S. PASQUALE BAYLON

DUE PAPI, DUE STORIE, UNA PIAZZA

Nella foto in alto , dei Fratelli Alinari, benedizione di Pio IX, in Piazza San Pietro, nella fine degli anni ’60 dell’ottocento.
Nella foto in basso, Cesare Capello Milano, una giornata in Piazza San Pietro, nella fine degli anni ’50 del novecento.

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Giovanni Paolo II, Pio IX, Giovanni XXIII, Concilio Ecumenico Vaticano

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