A Palmiro Togliatti dedicata una strada in Predappio

 
TOGLIATTI, NATO A GENOVA E DECEDUTO A YALTA,
 HA UNA LAPIDE STRADALE ANCHE A PREDAPPIO
 …..OVVERO UNO SCHERZO DELLA “STORIA CON LA MIOPIA”
 
A San Savino, frazione di Predappio, l’indicazione stradale di via Palmiro Togliatti, detto Il Migliore, granitico rappresentante del Partito Comunista Italiano sino a diventarne segretario generale, incontestato e indiscutibile.
A San Savino, frazione di Predappio, una via intitolata a Palmiro Togliatti, “Maggiordomo del Komunismo Sovietico” sino a tradire e lasciare alla tortura, alla mano assassina dei sovietici tanti sinceri, pur se illusi, Compagni Italiani, falsamente accusati di revisionismo ideologico dalla dittatura di Stalin

URSS, predappio, Stalin, Il Migliore

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Incentivi per la mobilità a “2 Ruote”:
bonus sino a 750 €uro

L’Italia punta sulle due ruote con il bonus bici e monopattini,
…..Incentivi fino a 750 euro

____________note a cura di FRANCESCO VALENTE 

Oggi sono numerosi gli italiani che hanno deciso di acquistare una bicicletta o un monopattino, sfruttando gli incentivi promossi dallo stato. Altre persone si aggiungeranno alla lista, considerando che il governo ha deciso di rilanciare con ulteriori incentivi fino a 750 euro. Vediamo dunque di approfondire questo tema, capendo come funziona il bonus bici e monopattini e analizzando la situazione delle piste ciclabili in Italia.

piste ciclabili, monopattini, biciclette, Younited Credit

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A Roma, nella Sala del Parlamento Europeo, Convegno Fidapa: “Libere di dire …NO !”

25 Novembre > Giornata Internazionale
per l’eliminazione della Violenza sulle Donne

La Sezione Fidapa Roma Campidoglio ha organizzato un Convegno istituzionale “Libere di dire… NO!”

giovedì 25 novembre 2021 – h. 10.30 presso lo Spazio Europa –
Sala del Parlamento Europeo
in Via IV Novembre 149. 

FIDAPA, violenza sulle donne, BPW Italy

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A colloquio con Giuliano Giacomelli sul fascino del genere horror e gli stimoli del cinema d’autore

L’AMPIA GAMMA D’INPUT CREATIVI ED EMOTIVI D’UN REGISTA UNDERGROUND A TUTTO TONDO

Una conversazione con Massimiliano Serriello

È davvero un regista underground a tutto tondo Giuliano Giacomelli (nella foto): nell’età verde, quando la passione per la fabbrica dei sogni divampava sotto la cenere dell’avventizia sete di sapere ed emozioni forti, ha scoperto dapprincipio l’amato genere horror – con Il mostro della laguna nera (Creature from the Black Lagoon) di Jack Arnold nelle vesti dell’archetipo per antonomasia dei motivi d’inquietudine legati alla fantascienza frammisti ai canonici scenari da brivido – per poi imparare ad apprezzare a trecento sessanta gradi la Settima Arte. Ivi compresi gli Autori con la “A” maiuscola votati all’aura contemplativa. Comunque il primo amore, come si dice, non si scorda mai. 

GIULIANO GIACOMELLI, LORENZO GIOVENGA, GIORGIO BRUNO, IGOR MALTAGLIATI, PROFONDO, LORENZO BIANCHINI, IL MISTERO DI LOVECRAFT - ROAD TO L

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Lampi di Poesia I versi di Catullo e d’Annunzio attraverso i fasci di luce della Marina Militare

Mercoledì 1 dicembre

 

LAMPI DI POESIA 

Un omaggio ai poeti Catullo e d’Annunzio attraverso la trasmissione di versi

nel linguaggio luminoso della Marina Militare

 

 Mausoleo del Vittoriale e Piazza Orti Manara – Sirmione

Ore 18.30

 

“Ieri portai meco a Sirmione il libro di Catullo. Non mi sazio di leggerlo e rileggerlo. La Scienza e la sua sorella Poesia rivestiranno di luce i campi e le città degli uomini liberi!”: con queste parole mercoledì 1 dicembre alle 18.30, Gabriele d’Annunzio si rivolgerà al suo illustre predecessore Catullo.

La risposta arriverà dalla sponda opposta del Lago di Garda, dalla Sirmione “gemma delle penisole e dell’isole”, amata casa del poeta latino: tramite proiettori manovrati da addetti della Marina Militare, i versi uniranno idealmente, con fasci di luce, i paesi di Gardone Riviera e Sirmione, già legati da un’amicizia consolidata in GardaMusei, l’Associazione culturale nata nel 2015 con l’obiettivo di creare una vera e propria rete culturale sul territorio del lago di Garda e oltre.

Così il Presidente del Vittoriale Giordano Bruno Guerri: “Fantasia, poesia, luce, amicizia, unione, collaborazione: è questo il senso dell’iniziativa presa dal Comune di Sirmione e dal Vittoriale degli Italiani, in collaborazione con la Marina Militare. Le parole di Catullo e d’Annunzio attraverseranno – luminose e festanti – il cielo del Garda, a significare che la bellezza non ha tempo, né limiti”.  

Mauro Carrozza, vicesindaco e assessore alla Cultura del Comune di Sirmione: “I lampi di luce che squarceranno il buio della notte sopra il lago, caro a Catullo e a d’Annunzio, rappresenteranno il simbolo della nostra voglia di riprenderci dopo il momento di oscurità della pandemia. Daranno vita ad un ponte ideale tra il Vittoriale e Sirmione, due luoghi unici, per storia e per bellezza del paesaggio. La poesia e l’arte saranno i pilastri di questo magico ponte, preludio di nuove iniziative insieme a quell’uomo di cultura concreto e speciale che risponde al nome di Giordano Bruno Guerri”.

Organizzato dalla Fondazione Il Vittoriale degli Italiani, dal Comune di Sirmione e dalla Scuola Navale Militare “Francesco Morosini”, in rappresentanza della Marina Militare, Lampi di Poesia vuole essere un omaggio a due grandi letterati, Catullo e d’Annunzio, e alla Marina Militare, con la quale il Vittoriale intrattiene da sempre storici e significativi rapporti di studio, intensificati attraverso la collaborazione con la Scuola Navale Militare “Morosini”.

Proprio gli allievi del Morosini saranno ospiti del Vittoriale lo stesso primo dicembre: alle 14:30, a bordo della Nave Puglia, presenteranno gli opuscoli realizzati nell’ambito del progetto didattico “Il Vittoriale, una infinita inimitabile avventura”, sulla storia dei modelli di unità navali storiche di proprietà del Duca Amedeo di Savoia Aosta, ora ospitati all’interno del Museo Navale della Nave Puglia.

Il Comandante della Scuola Navale Militare “Francesco Morosini”, Capitano di Vascello Marcello Ortiz Neri: “La luce che attraversa lo spazio e abbatte il tempo: la luce che attraversa l’oscurità dello spazio siderale, aprendo la porta del tempo, riuscirà a mettere in dialogo due Poeti distanti tra loro oltre due millenni. I lampi di luce usati prettamente nel linguaggio silente della Marina Militare si trasformeranno per una notte in pura Poesia mettendo in comunicazione le due sponde del Lago di Garda mostrando inoltre come l’acqua non divida ma unisca le sponde che su di essa si affacciano; a far rivivere quei versi, traendoli dal passato, saranno gli allievi della Scuola Navale Militare, portatori delle tradizioni e dei valori del mare, antichi ma ancora attuali e imprescindibili nel futuro che quei giovani rappresentano”.

La partecipazione è libera, al Vittoriale degli Italiani e al Piazzale Orti Manara a Sirmione.

 

 

Per accedere all’evento è necessario essere in possesso di una certificazione verde Covid-19 in corso di validità o di un tampone negativo effettuato entro le 48 ore. Tali disposizioni non verranno applicate ai bambini di età inferiore ai 12 anni e ai soggetti esenti sulla base di idonea certificazione medica.

Ufficio Stampa Il Vittoriale degli Italiani
Lisa Oldani – Claudia Tanzi 

 

vittoriale, catullo, lampi di poesia

Convegno a Roma su una Legge Nazionale per la “Commemorazione Caduti Forze dell’Ordine”

Dalla Legge Regionale del Lazio n. 10/2020 verso una Legge Nazionale
per la Commemorazione dei Caduti delle Forze dell’Ordine  

17 novembre 2021  – h. 10,  presso l’Aula Magna del Centro formazione Engim in Roma

Questo è il titolo del Convegno organizzato dall’Associazione Argos Forze di Polizia e dall’ impegno della propria  Presidenza, con la Dr.ssa Brusa, il Prof. Terenzio d’Alena e il Dr. Fabrizio Locurcio, promotore del Monumento nonché Direttore del periodico Atlasorbis.

ARGOS Forze di Polizia

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Moda tra etica, estetica e spiritualità la sfida della fashion industry alla luce degli obiettivi ONU

Lo scorso 26 ottobre si è tenuto l’evento promosso dall’Ambasciata d’Italia presso la Santa Sede “La Moda tra etica, estetica e spiritualità”. Il Cortile dei Gentili a Palazzo Borromeo ha fatto da sfondo alla manifestazione a cui si è potuto assistere anche sui canali digitali e sull’app di Telepace.

Il Movimento Nazionale Giovani UCID rappresentato dalla dott.ssa Simona Mulè, Segretario e Referente Nazionale Giovani Donne del Movimento Nazionale Giovani UCID ha partecipato insieme ad una delegazione dell’Istituto d’Istruzione Superiore Carlo e Nello Rosselli di Aprilia dell’indirizzo “MIT – Industria e artigianato per il Made in Italy – Moda” composta dalle studentesse Maria Grillo ed Elisa Cipriani, dalla prof.ssa Barbara Consolo e dall’ A.T. Letizia Iadanza 

L’evento ha rappresentato un excursus della moda italiana partendo dalla storia per arrivare all’etica ed alla spiritualità; obiettivo quello di riflettere sull’impatto sociale e ambientale di tutta la fashion industry e sui concetti di sostenibilità ed economia circolare, che si nascondono dietro l’etichetta di un marchio. 

 Ad aprire i lavori, S.E. l’Ambasciatore Pietro Sebastiani e S.Em. Car. Gianfranco Ravasi

 “Della moda ci affascina il bello, la cura della perfezione, la ricerca dei dettagli, ma l’aspetto fondamentale è che il sistema della moda si muove tra tradizione e innovazione, tra la diversità ed inclusione. – Dichiara S.E. Pietro Sebastiani – Le nostre maestranze artigianali rappresentano l’eccellenza italiana e sono l’avanguardia nel mondo di tutta l’economia della moda, per questo l’intero indotto del comparto deve avere come obiettivo, la difesa di un sistema etico e di valori anche alla luce degli obiettivi dell’Agenda 2030”.

A testimonianza di questo nuovo modello fondamentali sono state le testimonianze ed esperienze aziendali di Lavinia Biagiotti, Presidente e CEO di Biagiotti Group, Stefano Dominella, Presidente della Maison Gattinoni Coutour e Cinzia Macchi, fondatrice e designer del La Milanesa. Presenti anche Giulia Crivelli, Fashion editor Moda24, Il Sole 24 ore e Maria Cristina Fanucci, architetto artista e Presidente del Garbage Patch State. 

Dal dibattito è emerso come la moda italiana abbia anticipato l’attenzione al sostenibile e al digitale, evidenziandone un ruolo fondamentale nella società anche a causa dell’emergenza sanitaria che ha bloccato per diverso periodo l’intero settore. Il comparto della “moda italiana rappresenta infatti l’industria meritocratica per eccellenza, attenta all’ inclusione e alla diversità”. 

 “Ringrazio S.E. l’Ambasciatore Sebastiani, per aver dato ai nostri studenti l’opportunità di partecipare ad un’iniziativa di indubbia portata – dichiara il Dirigente Scolastico Prof. Ugo Vitti – l’occasione di passare dai libri e dai laboratori, nel vivo di quello che è l’intero indotto del comparto moda, avendo come riferimento le realtà italiane caratterizzate da una forte responsabilità sociale di impresa. Sono certo che da questa esperienza nasceranno, con le aziende presenti, future collaborazioni di cui potranno usufruire i ragazzi del nostro Istituto”. 

 “Siamo felici di aver contribuito ad un processo virtuoso – dichiara Simona Mulè – coinvolgendo gli studenti che hanno avviato il proprio percorso di studi proprio sull’artigianato made in Italy e moda. La fashion Industry è una delle più sviluppate e redditizie al mondo dopo l’industria del cibo, delle costruzioni e dei trasporti; parlare di industria della moda rapportandola ai concetti di etica e sostenibilità, è necessario per il raggiungimento degli Obiettivi di sviluppo sostenibile, una sfida che ognuno è chiamato a perseguire.” 

In chiusura le studentesse hanno omaggiato l’Ambasciatore con una bandiera italiana con l’intestazione dell’Istituto, cucita appunto nei laboratori di scuola. 

 

ucid, moda tra etica estetica e spiritualità

a Venezia, “banchi a rotelle” in barca….

…… A SEGUITO NAUFRAGIO DELL’ EX GOVERNO 

in un reportage marittimo di LIDIA D’ANGELO  

In questi giorni sui principali quotidiani è apparsa una foto che simboleggia il fallimento delle politiche scolastiche realizzate dal Governo Conte II, nel quale vivacchiavano amministratori incapaci di gestire l’emergenza sanitaria. 
La foto scattata in un canale di Venezia mostra una imbarcazione da trasporto  carica di banchi di scuola; sì, i famosi banchi a rotelle che sembrava fossero la panacea di tutti i mali scolastici, perché  in grado di allontanare il virus con le ruote.

banchi a rotelle, Canale di Venezia, Conti 2, Arcuri, Azzolina ONTI

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Disoccupazione Giovanile e Ricerca del Lavoro in una analisi dell’ ISTAT

Disoccupazione giovanile:
dati Istat e consigli per la ricerca del lavoro

a cura di Francesco Valente 

La disoccupazione è un tema molto caldo in tutta l’Europa e che quella giovanile prende in considerazione moltissimi ragazzi di tutta l’Italia. Dai dati dell’istituto di statistica emerge che, nonostante uno stop estivo, la situazione dei disoccupati in Italia è nettamente in calo registrando oltre mezzo milione di occupati in più. Nonostante i numeri positivi, c’è ancora molto da fare quindi può essere utile per chi cerca lavoro seguire alcuni consigli per aumentare la propria probabilità di trovare un impiego.

Istat, Eurostat, disoccupazione giovanile, ricerca del lavoro

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GIORNOXGIORNO 15 ottobre 2021 Santa Teresa d’Avila

XV OTTOBRE

L’ULTIMO VOLO

Ieri 14 ottobre è stato l’ultimo volo dell’ALITALIA, oggi è il primo volo di ITA

A questa giovane compagnia che oggi muove i suoi primi passi facciamo tanti auguri, alla vecchia e stanca compagnia che ieri ci ha lasciato un grande saluto e il ricordo di qualche volo passato insieme, su una breve rotta nazionale, su una internazionale lungo qualche parallelo e su una intercontinentale oltre qualche meridiano. Ora che quella vecchia signora ci ha lasciato raccontiamo qualcosa di lei e rivediamo qualche immagine che ci parla di lei.

Alitalia, costituita nel 1946 come Aerolinee Italiane Internazionali, nel 1957 si fuse con la Lai – Linee Aere Italiane.  Nel 1958 la compagnia aveva una forza lavoro di 4.074 persone così composta, 3.427 a terra, 647 naviganti. Ita parte oggi con una forza lavoro di 2.800 persone e con una flotta di 52 aerei.

Alitalia, Ita, Dudovich, Giannelli

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Il Cammino di Santiago in una serie infinita di percorsi

Intervista al Cavalier Valentino Pisegna, Cittadino di Collelongo,
rappresentante per l’Italia al “Camino de Santiago”
e Commendatore per l’Italia
dell’ “Orden del Camino de Santiago”


www.odendelcaminodesantiago.es

Il “Cammino di Santiago di Compostela” si compone di una serie infinita di percorsi 
…. qui di seguito spieghiamo il perché

a cura di SANDRO VALLETTA

cammino di santiago, Valentino PISEGNA

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Linda Evangelista, “sfigurata” nel corpo. La perdita della bellezza o la bellezza che sovrasta l’anima?

La bellezza, l’eterna giovinezza, vincere lo scandire del tempo, annullarlo, congelare il processo di decadenza che impietoso riporta lo specchio nello scorrere imperituro dei giorni. Storie celebri come quella di Dorian Gray, dall’acuta penna di Oscar Wilde, ci narrano che però c’è spesso un prezzo da pagare, per rendere eterni volti d’angelo, epidermidi di seta, corpi statuari.
Per coloro che poi della bellezza fanno mestiere, necessità
legata al lavoro, per chi può perdere molto nello sfiorire, oltre il proprio piacere e narcisismo personale, tutto ciò può divenire drammatico declino. Poi ci si mette il destino, a volte beffardo, crudele, le coincidenze peggiori, che conducono ad esiti tragici.
Ci tengo a manifestare la mia solidarietà alla modella Linda Evangelista, vittima di un trattamento estetico (
criolipolisi) che pare aver portato un rarissimo effetto collaterale, col risultato di averla deformata nei lineamenti, producendo l’effetto opposto a quello desiderato.
Il dolore è così intimo, così personale, unicum nella storia e percezione del vissuto di una persona, che a nessuno di noi compete giudicare la profonda depressione e l’isolamento sociale che la modella ha
esternato a seguito di ciò. Quello che per noi, per alcuni, può rappresentare ostacolo affrontabile, per altri può divenire motivo di abisso profondo.

Laura Antonelli, linda evangelista, criolipolisi

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“MareMoto” a Milano contro F.d’I. ….
un blitz “DemoKratico” dei Poteri Forti

Le solite “Indagini ad Orologeria”, su presunti reati
(… sempre da dimostrare)  esplodono sempre su incipit
 dei soliti “Burattinai” del Regime asserviti al Potere  

A SEGUITO  NOTIZIE DENIGRATIVE SU F.d’I  PER INDAGINI IN CORSO – SCATURITE  DA DISCUTIBILI SEGNALAZIONI DI UN “GIORNALISTA INFILTRATO”, DESIDERO RIPORTARE UN COMUNICATO DI  ROBERTO JONGHI LAVARINI PERVENUTO, via WHATSAPP,  SUL MIO TELEFONINO E COSI’ TITOLATO: 
“NOTE DIFENSIVE per avvocati, politici, giornalisti, parenti e amici…” 

Non so se tale messaggio mi sia stato indirizzato come Amico o come Direttore Editoriale della Consul Press. Ciò comunque non credo sia per me rilevante in quanto – pur non essendo iscritto ad alcun partito – personalmente mi considero ancora, nonostante l’età, “un Militante” sul campo a combattere per determinati Valori Ideali (culturali, identitari e tradizionali) che in buona parte si riflettono in una “Fiamma” ritornata a sventolare sulla Bandiera di F.d’I e rimasta sempre nel Dna di una “Generazione” che sempre esisterà e resisterà, ove è anche Roberto Jonghi. 

Fan Page, Fidanza, il Barone Nero, O

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Bonci è il vincitore de Le 50 Migliori Pizze in Viaggio in Italia il re della pizza a taglio di Roma si aggiudica il podio

gabriele bonci, 50 top pizza, Le 50 Migliori Pizze in Viaggio in Italia

E-mobility: le auto elettriche alla conquista dell’Italia

E-mobility:  le auto elettriche di “nuova generazione”
alla  CONQUISTA dell’ ITALIA 

a cura di FRANCESCO VALENTE*

Le auto elettriche corrono a conquistare l’Italia. Se nel 2020 l’incremento-record di vendite delle automobili ibride ed elettriche del 147% rispetto all’anno precedente faceva ben sperare, anche nel 2021 l’elettrico continua a trainare l’intero settore automotive, pur in mesi non particolarmente brillanti. Le ibride a luglio 2021 rappresentano il 29,4% del mercato, le plug-in del 5,6% e le elettriche del 4,6%.

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Formentera – dai pirati agli hippie, dai contadini al primo hotel per turisti

 

Un viaggio nella storia di una delle isole delle Baleari più belle e caratteristiche. Tradizione, monumenti, cucina e profumi provengono da un affascinante passato di pirateria che si è fuso “oggi”con la cultura hippie.

articolo di Davide Gervasi via formenteranews.it

 

Non c’è nulla di quanto si può leggere in questo articolo che gli amanti di Formentera non hanno già sentito più volte parlarne. Ma per chi invece non conosce ancora, o conosce poco, la storia dell’ “isla bonita”, allora sicuramente avrà modo di farsi affascinare da alcuni di quei racconti che si celano sull’isola, perché conoscere Formentera significa anche viverla con una maggior consapevolezza.

Ebbene, la vita di questa piccola isola è davvero ricca di storie affascinanti con protagonisti le fortezze dell’antica Roma, gli arabi, i pirati, gli hippie e via via fino al primo albergo per i primissimi turisti.

Foto di “Formentera non esiste”

Ma andiamo con ordine: dai ritrovamenti archeologici scoperti, si può affermare che la storia di Formentera ebbe inizio addirittura nell’Età del bronzo, epoca a cui risale il monumento funerario di Ca Na Costa, scoperto nei pressi di Es Pujiols nel 1974 e datato tra il 1900 ed il 1600 a.C. Dopo questa data, per trovare altre prove di popolazione bisogna fare un salto nel tempo fino all’epoca Punica e a quella Romana. Curiosamente i Fenici, che popolarono per parecchio tempo la vicina Ibiza, non si installarono mai stabilmente a Formentera. Verso il 200 a.C. i Romani fecero costruire un forte nei dintorni di Es Caló, le cui fondamenta sono arrivate ai nostri giorni e sono ancora conservate. In quei periodo Formentera era abitata da famiglie di agricoltori che sopravvivevano coltivando del grano. Il nome che diedero all’isola era Frumentaria (che in latino significa “isola del grano”), da cui deriva il nome attuale.

Dopo le invasioni dei Visigoti, Formentera rimase nuovamente disabitata, fino agli inizi del XI secolo, quando arrivarono gli Arabi e tornò ad avere una popolazione stabile, come dimostrano i resti di case, pozzi e cisterne risalenti a quel periodo, che hanno dato vita al sistema d’irrigazione attuale, e a tanti muretti in pietra (che ancora oggi rappresentano una delle caratteristiche dell’isola) eretti per separare tra loro i terreni adiacenti.

Nel 1235 le isole Pitiuse (come vennero battezzate Ibiza e Formentera dai Greci) vennero conquistate da Giacomo di Aragon e furono aggregate al Regno di Mallorca. Dopo l’espulsione della popolazione musulmana, i governatori tentarono di stabilire una popolazione permanente sull’isola, ma l’asprezza della sua terra, unita all’insicurezza causata dalle incursioni berbere, fecero fallire il progetto. A questo periodo risale la cappella romanica di “Sa Tanca Vella”, a San Francisco Javier, costruita nel 1336.

A partire dalla scoperta dell’America da parte di Colombo il Mediterraneo perse importanza commerciale e, di conseguenza, l’isola fu nuovamente abbandonata. Durante il Medioevo e il Rinascimento fu occupata – ma solo saltuariamente – dagli abitanti delle isole vicine o dai pirati.

Già, i pirati. Tra i soprannomi di Formentera c’è anche quella dell’isola dei pirati. Molto della tradizione, dei monumenti, della cucina e dei profumi proviene infatti da un triste e affascinante passato di pirateria. Formentera e Ibiza furono un obiettivo strategico per i pirati arabi. Sciabecchi turchi e berberi arrivavano improvvisamente, gettavano l’ancora davanti ad una delle numerose cale dell’isola e saccheggiavano senza pietà paesi e fattorie. Per i pirati, attaccare le due isole era un gioco da ragazzi, data la scarsa o nulla capacità difensiva dei nativi, che uscivano dai loro nascondigli solo dopo la partenza degli aggressori. Il bottino che offrivano comunque Formentera e Ibiza era modesto: animali domestici, grano e prodotti agricoli. Il bene di maggior valore che i pirati potevano  quindi portarsi via erano le persone, che poi vendevano come schiavi nei palazzi e nei campi di lavoro del Maghreb.

Una curiosità: all’ingresso del porto di Ibiza si trova un piccolo obelisco che rende omaggio ai corsari: unico monumento al mondo (con la statua di Sir Francis Drake a Plymouth) che commemora le loro avventure.

Nel 1726 furono costruite sia la prima chiesa di Formentera, dedicata a San Francisco Javier e utilizzata come fortezza per rifugiarsi dagli attacchi dei pirati, sia le torri difensive lunga la costa, per garantire agli abitanti più tranquillità e sicurezza.

Verso la fine del XIX secolo l’isola contava quasi duemila abitanti, molti di più rispetto ai quattrocento del secolo precedente.

Nel 1936 arrivò la guerra civile spagnola e anche a Formentera si registrarono violenti scontri tra sostenitori e oppositori di Franco. Venti isolani furono fucilati e altri cinque morirono nei campi di concentramento nazisti. Tra il 1939 e il 1942 un edificio appena fuori dal paese di La Savina fu adibito a campo di reclusione per gli oppositori della dittatura franchista. Normalmente venivano inviati dalla Spagna continentale i dissidenti che erano in attesa di essere giustiziati.

A partire dagli anni ’50, il turismo cambiò irreversibilmente l’economia dell’isola che fino ad allora era fondata esclusivamente sull’agricoltura, la pesca e il sale. In pochi anni i turisti divennero la prima risorsa finanziaria di Formentera. Ma anche sul fronte turismo c’è una curiosità tutta da raccontare e scoperta dalla scrittrice Stefania Cmpanella, autrice tra l’altro del libro “Formentera non esiste”. Già dai primi anni del 1900 “ci fu Antoni Marroig che intuì che l’isla sarebbe potuta essere una meta turistica e non solo una terra da coltivare”. E’ lui che aprì  il primo albergo di Formentera. “Oggi è conosciuto come il Centro de interpretación Parque Natural de Ses Salines (nella foto) ed è un museo dedicato al puffino delle Baleari, una specie endemica di gabbiano molto presente in questo Arcipelago. Il signor Marroig abitativa qui con la sua famiglia alla fine dell’800. Lui iniziò a coltivare la vite ma il suo spirito imprenditoriale lo portò ad aprire la prima attività di  hotel di Formentera, l’IFA Inglaterra Francia Alemania”. Ma quando morì, i figli non credettero nelle potenzialità di un albergo e la casa-hotel venne abbandonata. “Fu intorno alla fine degli Anni ’70 che fu ripopolata dagli hippy. Si formò una fervida comune, con cantanti, pittori, bizzarri individui e famiglia. La padrona di casa era Dana Wright, fotografa americana che visse qui realizzando anche un orto biodinamico a lato della casa. Tra loro c’era il pittore Robert Hawkins (nato a  Boston) che vive ancora a Formentera ed espone spesso i suoi splendidi quadri presso la sala delle esposizioni di Sant Francesc. Il figlio di Dana è Maxwell Wright, anima a batterista cantante del celebre gruppo spagnolo Ojos de brujo”.

Gli hippie comunque non abitarono solo nell’hotel abbandonato del Marroig. Il loro arrivo all’isla iniziò negli anni ’60 e per Formentera fu una vera rivoluzione nella cultura. Erano giovani americani che sfuggivano alla guerra del Vietnam e che si nascondevano in questo angolo di Paradiso. Oppure erano rampolli spagnoli che volevano scrollarsi di dosso l’oppressione della dittatura. Erano perlopiù giovani che non superavano i venticinque anni. A loro si aggiunsero in breve tempo anche hippie provenienti dalla Gran Bretagna, Francia, Olanda e Danimarca. Formentera in breve tempo divenne la meta ideale per la rivoluzione giovanile di quegli anni. E gli hippie vennero accettati dagli isolani: venivano da loro simpaticamente chiamati “peluts”, ovvero capelloni. I primi si installarono a Es Molí, nella mitica comunità hippie di Formentera dove si dice che per un periodo abbia vissuto anche Bob Dylan. Questi giovani scanzonati portarono una ventata di libertà e di allegria che contagiò l’isola intera e la cui eredità – che si respira ancora oggi – è forse uno dei fattori che hanno fatto di Formentera una delle destinazioni preferite dai turisti in cerca di relax e divertimento, in armonia con la natura.

Arrivarono poi gli anni Settanta e Ottanta che videro aumentare sempre di più l’arrivo dei turisti, soprattutto francesi, inglesi e tedeschi (come quelli che alloggiarono 70 anni prima nel primo hotel dell’isla, quello appunto del signor Marroig). Furono loro a comprare per primi, e per pochi soldi, case e terreni dagli isolani. Poi tra la fine degli anni Ottanta e i primi anni Novanta arrivarono gli italiani che aprirono anche parecchi locali.

Da metà degli anni Novanta la comunità italiana a Formentera è diventata sempre più numerosa. Italiani qui residenti e che ci vivono tutto l’anno, non solo nei mesi estivi.

 

 

Da ricordare anche nel 2007 Formentera si è resa politicamente indipendente da Ibiza, ottenendo finalmente un governo locale, con le prime elezioni. Il resto è storia di oggi: una Formentera diversa, cambiata ma che mantiene sempre quel suo fascino. Un po’ hippie. Un po’ pirata.  Un po’ selvaggia. 

L’ignoranza della nostra politica

L’attuale politica italiana è largamente ignorantocratica e legifera, amministra, governa, interpretando, rispecchiando una società ampiamente ignorante, di conseguenza facilona perché pressapochista e superficiale, come impone la finzione del saper tutto, ignorando, invece, moltissimo. 
L’ignoranza dell’attuale classe politica italiana non significa in senso stretto mancanza d’istruzione, abbondano, infatti, sugli scranni parlamentari e degli enti locali, schiere di laureati, magari 110 cum laude, piuttosto significa una marcata assenza di competenze ed esperienze, insomma di una efficace rispondenza del proprio sapere alla concretezza operativa del fare al servizio dei cittadini.

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L’Italiano si legge davvero come si scrive?

 
Ebbene sì, sembrerà strano anche agli occhi stessi di un italiano che la lingua la parla e la conosce (o almeno pensa di conoscerla) ma non sempre quello che scriviamo si legge nello stesso identico modo. L’ortografia della nostra lingua infatti non riproduce esattamente i suoni dell’italiano: tra una serie di convenzioni grafiche e regole di pronuncia,  c’è qualcosa che resta fuori.
Riporto questo breve articolo di Massimo Birrattari con alcune piccole ma interessanti delucidazioni.
Non si smette mai di imparare!

massimo birrattari, grammatica italiana

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Sulla pelle delle donne dal racconto di Zarifa Ghafari alle altre

Aspetto che i talebani mi uccidano, non ho più paura di morire” ha dichiarato Zarifa Ghafari al New York Times.

Zarifa è una politica afghana e sindaco di Maidanshahr dal 2019. È una tra le pochissime donne afgane ad essere state nominate sindaco ed è sempre stata in prima line per l’emancipazione ed i diritti delle donne nel suo paese, cosa che l’ha portata ad essere citata tra le 100 donne stimolanti e influenti di tutto il mondo per il 2019 dalla BBCGhafari ha ricevuto anche il premio International Woman of Courage nel 2020 dal Segretario di Stato Mike Pompeo.

zarifa gahafari, afghanistan

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Roald Dahl, la sua Matilda ha compiuto 30 anni

Era il 1988 quando faceva il suo ingresso, nel mondo della letteratura per bambini, uno dei personaggi più rivoluzionari e amati di sempre. Con il suo stile inconfondibile, Roald Dahl, ci raccontava la storia di una bambina diversa da quelle a cui eravamo abituati. Ribelle nei confronti dei ruoli prestabiliti, delle ingiustizie e delle prevaricazioni, Matilde (Matilda, nella versione originale) ha dato al mondo una lezione di forza e cultura, mettendo nero su bianco che le bambine non vogliono solo pettinare le bambole.

Matilde nasce nella famiglia Dalverme, da una madre appassionata di bingo e da un padre che si è arricchito truffando gli altri. Due persone stupide, rozze, sprezzanti nei confronti di qualsiasi forma di cultura, disinteressate ai figli, e con un unico grande interesse: la televisione. Chiusi nella loro ottusità quotidiana i Dalverme non si accorgono di nulla, neanche di avere una figlia eccezionale. A un anno Matilde impara a scrivere, a due inizia a prendersi cura di se stessa (cucina, si lava da sola e si veste in modo elegante), a tre è perfettamente in grado di leggere qualsiasi cosa. Chiede ai genitori di poter avere un libro, ma loro, abituati come sono a non considerarla, invece di stupirsi che una richiesta del genere arrivi da una bambina di tre anni, la prendono a male parole.

Così Matilde decide di andare in biblioteca da sola, e all’età di cinque anni si è già divorata tutti i libri per bambini e buona parte di quelli per adulti. La sua è un’intelligenza fuori dal comune che si rivolge a interessi molto diversi tra loro: la matematica, la fisica, la storia, la letteratura, e così via, all’infinito. Ad eccezione della bibliotecaria che si rapporta a lei con gentilezza e curiosità, la società adulta che circonda Matilde è, come spesso accade nei racconti di Dahl, terribile. E le cose non migliorano quando finalmente, nonostante le ritrosie dei genitori, Matilde può accedere alla scuola elementare. Perfino la scuola, microcosmo del mondo esterno, è un ambiente marcio, rappresentato in ogni sua sfumatura dal personaggio della direttrice Spezzindue, una donna enorme, che ama esercitarsi al lancio del martello e detesta i bambini. Dahl fa a pezzi il ruolo educativo dei genitori e delle istituzioni, dimostrando quanto siano i bambini stessi, con il potere della loro immaginazione e curiosità, il vero motore di tutto ciò che riguarda la cultura. Non a caso l’unica adulta che si salva è la signorina Betta Dolcemiele, la maestra di Matilde, che ha molto più in comune con i bambini che con i suoi coetanei.

Quando arriva a scuola a Matilde non è rimasto praticamente nulla da imparare, e si annoia, si annoia così tanto che l’intelligenza comincia a uscirle dagli occhi. Tutto quello che ha letto ha plasmato il suo cervello rendendola in grado di individuare le ingiustizie e di fare qualsiasi cosa per provare a ostacolarle, salvando i suoi compagni dai soprusi della direttrice Spezzzindue e del suo “strizzatoio”.

Tutti noi abbiamo voluto bene a Matilde, abbiamo imparato da lei che i libri potevano essere più divertenti dei giochi che vedevamo in televisione. Abbiamo desiderato di essere speciali quanto lei, o di avere almeno un’amica che le assomigliasse. E poi, sempre grazie a lei, abbiamo capito che speciali lo siamo un po’ tutti e che ciò che conta davvero non è l’intelligenza fine a se stessa, ma la bontà d’animo, l’apertura nei confronti degli altri, la gentilezza. Matilde ci ha aiutato a diventare adulti migliori di quelli con cui lei si è ritrovata a vivere. Non smetteremo mai di ringraziarla per questo e, come spesso accade con quei cari amici che non vediamo da tanto tempo, non possiamo smettere di chiederci che fine abbia fatto lei, che tipo di donna sia mai diventata.

Nel 2018, per festeggiare i 30 anni di Matilde, Quentin Blake, storico illustratore dei libri di Dahl, ha deciso di rispondere a questo interrogativo, realizzando una serie di nuove illustrazioni che ritraggono Matilde in età adulta, destinate a occupare la copertina dell’edizione speciale, pensata da Penguin per  l’anniversario. Astrofisica, esploratrice o a capo della British Library: è questo il tipo di donna che sarebbe diventata Matilde, secondo Blake.

Una persona che ha divorato così tanti libri da piccola potrebbe sicuramente essere a capo di una biblioteca nazionale. Una bambina con una mente matematica come quella di Matilde sarebbe sicuramente potuta diventare una brillante astrofisica. E, dopo aver visitato tutti i luoghi del mondo attraverso i suoi amati libri, cosa avrebbe potuto essere se non un’esploratrice?

Qualunque cosa sia diventata Matilde sicuramente ci farebbe piacere rincontrarla da qualche parte. Mai dire mai.

 

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