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A Roma il 25 Maggio, svoltosi un Convegno
dei “Cavalieri dell’Ordine della Concordia”

UNA SINTESI A CURA DEL SOVRINTENDENTE  GENERALE
SUL CONVEGNO DELL’ORDINE  PRESSO IL CARDINAL HOTEL

Sabato 25 maggio 2024, presso l’Hotel Cardinal di Roma si è svolto il Convegno dell’Ordine della Concordia, alla presenza del Gran Maestro il Principe Mario Augusto Petricca Giordani, cui hanno partecipato gli alti Dignitari, i Pari provenienti da tutta Italia, ospiti italiani e stranieri, i rappresentanti di alcune Famiglie Neo Templari.

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STAR WARS UNLIMITED,

 

 

un nuovo trading card game da una galassia lontana, lontana…

Dal prossimo 8 marzo, i fan di Star Wars e gli appassionati di giochi di carte collezionabili, potranno cimentarsi nel giocare e collezionare Star Wars Unlimited, il nuovo trading card game realizzato da Fantasy Flight Games su licenza della Lucasfilm e distribuito in Italia da Asmodee.

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Caldo: Coldiretti, giorni della merla bollenti, SOS siccità

-14% PRECIPITAZIONI IN ITALIA

Le temperature record nei giorni della merla sconvolgono la natura dopo un 2023 che ha fatto registrare la caduta del 14% di precipitazioni in meno ed una temperatura superiore di 1,14 gradi rispetto alla media storica del periodo 1991-2020. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base dei dati Isac-Cnr (Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima) che evidenzia come con i cambiamenti climatici vengano smentiti addirittura gli antichi proverbi sui giorni della merla.

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Nessuna novità sulla Casa del Fascio di Predappio,
…solo pagine vuote sotto il titolo di un libro bianco

DICEMBRE  2018OTTOBRE  2019DICEMBRE  2021  *

Resta al palo, bloccato, il restauro della ex Casa del Fascio di Predappio, splendido edificio pubblico del Ventennio, espressione di inconfondibile architettura razionalista, soprattutto manufatto particolare e unico, come lo fu ogni sede di rappresentanza e servizi del Partito Nazionale Fascista, realizzata dappertutto in Italia e, persino, in qualche nostro territorio coloniale.

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Costruzione casa: pratiche burocratiche
da completare al termine dei lavori

Quando i lavori di costruzione di una casa sono finalmente terminati, ci sono alcune pratiche burocratiche importanti da completare per assicurarsi che tutto sia regolare e conforme alle normative vigenti.

In questo articolo, esploreremo alcune delle principali procedure che devono essere affrontate al termine dei lavori di costruzione, garantendo una transizione agevole verso la nuova casa e una corretta documentazione dei progressi compiuti.

Costruzione casa, pratiche burocratiche, termine dei lavori

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Il 2 Giugno del Sindaco di Sarsina

ANCHE TRECENTO SINDACI D’ITALIA ALLA SFILATA DEL 2 GIUGNO

Scriverò spesso bello, forse risultando banale, ma è sicuramente, anche qui, l’aggettivo più immediato per rappresentare la propria ammirazione e la personale, serena condivisione di principi e valori istituzionali.
Bello, dunque, vedere Enrico Cangini, Sindaco di Sarsina, qui nella foto secondo da sinistra, in prima fila nella rappresentanza di 300 Primi Cittadini, all’inizio della sfilata celebrativa della Festa della Repubblica, svoltasi il 2 giugno a Roma, alla presenza del Capo dello Stato e delle massime autorità civili e militari.

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Nella fila del pane dell’alluvione

Dal 1986 vivo a Forlì e da 37 anni compro il “pane quotidiano”, invocato nella preghiera filiale al Padre, dallo stesso fornaio, nonostante abbia cambiato più volte la residenza in zone distanti da questo stesso esercizio commerciale. Ne è sempre valsa e ne vale la pena, il pane è eccellente, come tutti gli altri prodotti dalle mani di questa famiglia di panettieri: ora, i titolari iniziali, una solida coppia d’amore e tanto lavoro, si godono la meritata pensione, tutto è passato nelle mani dei figli che, giovani, hanno rinnovato locali e laboratorio, ma continuano a lavorare a mano gli impasti perché, come sempre ha sostenuto il loro “vecchio”, il pane buono è un prodotto artigianale di abilità manuale. Vecchio cliente, quasi di casa, mi basta solo telefonare “arrivo” senza aggiungere altro e. già al mio ingresso, mi vedo porgere la sportina consueta del mio mezzo toscano insipido con qualche zoccoletto e michetta.

                                                       

Sabato scorso, libero da impegni, sono andato senza preavviso, trovandomi costretto, cosa incredibile, mai prima d’ora, a fare la fila fuori, ultimo al settimo posto, rassegnato all’attesa evangelica “beati gli ultimi perché saranno i primi”. Chi prima di me ha subito soddisfatto la curiosità perché quella fila, mai prima a mia memoria di cliente: “Tre lavoranti a casa a spalare fango, perdipiù persa parte della farina nel deposito alluvionato, a pochi isolati da qui, per questo meno pane in vendita e non è facile accontentare tutti”; “Dentro, solo in due a servire, s’entra un po’ alla volta ed ecco la fila.”; “Bel casino questa alluvione, in coda per il pane, come mia nonna al tempo dell’ultima guerra coi bollini della tessera!” Così, rassegnato ed egoisticamente contrariato, lo confesso, a conquistare il mio pane quotidiano, mai, prima, tanto desiderato, nell’attesa di quella fila, da ultimo a primo, mi sono lasciato a tanti pensieri.

                                                     

Certo, la scarsità di pane ha mosso le rivoluzioni, nessuna esclusa, checché ne dicesse la regina Maria Antonietta con la sua proposta alternativa di brioche per sfamare e sopire l’ira dei rivoltosi parigini. Senza pane, dunque con la fame, magari in aggiunta a qualche altra pena, perché, si sa, a volte le disgrazie viaggiano a coppie, si è spesso costretti ad arrendersi, come nei versi del patriota Arnaldo Fusinato nella sua Ultima ora di Venezia, a ricordo della resa nell’agosto 1849 della Repubblica di San Marco, guidata da Daniele Manin: “…il morbo infuria, il pan ci manca, sul ponte sventola bandiera bianca…” A pancia vuota, neppure un tozzo di pane, magari sempre più caro di prezzo, s’infiamma la parte peggiore dell’animo umano e, allora, la fame fa l’unione, muove folle incazzate a saccheggiare forni, come quello delle grucce nel capitolo XII de I Promessi Sposi, oppure soffia sul primo fuoco, sabato scorso, per fortuna, tenuto d’occhio dal buon Dio, di sette forlivesi alluvionati in fila. Sicuramente, le file per il pane sono state e sono tuttora ricorrenti: dalle file a Roma dell’ultima guerra per una razione di pane, farina e segatura, come nel racconto dello splendido Pane Nero di Miriam Mafai, all’interminabile coda odierna davanti all’ingresso dell’associazione benefica milanese Il Pane Quotidiano, poco distante dall’Università Bocconi, tempio di tanta cultura economica della ricca impresa.

                                                                 

Certo, molti diranno che esagero, in fondo la mia fila di sabato scorso era piccola cosa, abbastanza sopportabile. È vero, tuttavia, pur se su scala minore, che quella mia fila aveva tutte le premesse di avvenimenti, insofferenze, contrarietà, mossi da ben più gravi, scarse disponibilità di pane per la vita quotidiana. Comunque, alla fine, è in me prevalsa la convinzione quanto, sempre più, debba apprezzarsi il valore del minimo essenziale, dunque un pezzo di pane, anche condiviso con altri, come taluno spezzò con i suoi discepoli o moltiplicò per una folla affamata, certo del miracolo della finalità del bene. Rassicuro quanti ironizzeranno su questo mio volo di fede, inevitabile ad una certa età, resto un cristiano di scarsa professione, ma sicuramente credente, ancora di più per la consapevolezza delle mie debolezze, della mia fragilità: la fede aiuta a superare la miseria propria e del mondo.

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“Alla ricerca di un nuovo umanesimo”: l’Università Roma Tre rende omaggio ad Albert Camus

All’Aula Volpi del Dipartimento di Scienze della Formazione dell’Università Roma Tre, la Direttrice, Prof.ssa Paola Perucchini, ha aperto la Giornata di Studi denominata “Albert Camus alla ricerca di un nuovo umanesimo”, a 110 anni dalla nascita (1913) dell’autore de “Lo straniero”, portando anche i saluti del Rettore, Massimiliano Fiorucci.

Un’iniziativa ideata già nel 2019 da Luigi Fenizi, ex- consigliere parlamentare del Senato, scrittore e ricercatore storico; rimasta poi bloccata dalla pandemia e, infine, realizzata col tenace impegno dei docenti di Roma Tre, Marina Geat e Marco Giosi.

Albert Camus, Università Roma TRe

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Il vaccino per la poliomelite

La poliomielite è una grave malattia infettiva a carico del sistema nervoso centrale che colpisce soprattutto i neuroni motori del midollo spinale. Descritta per la prima volta da Michael Underwood, medico britannico, nel 1789, la poliomielite è stata registrata per la prima volta in forma epidemica nell’Europa di inizio XIX secolo e poco dopo negli Stati Uniti. La diffusione della polio ha raggiunto un picco negli Stati Uniti nel 1952 con oltre 21mila casi registrati. In Italia, nel 1958, furono notificati oltre 8mila casi. L’ultimo caso americano risale al 1979, mentre nel nostro paese è stato notificato nel 1982.

L’incidenza della poliomelite rese sempre più stringente la scoperta di un vaccino efficace contro una malattia che uccideva e paralizzava milioni di persone. Lo sviluppo del vaccino i primi tentativi di ottenere un vaccino furono compiuti da Thomsen in Danimarca nel 1913 venne poi seguito da molti altri ricercatori che nel corso degli anni tentarono di inattivare l’agente patogeno mediante il calore o mezzi chimici con risultati però non soddisfacenti nel 1931 un ricercatore canadese Maurice Brody annunciò di essere riuscito a immunizzare delle scimmie di laboratorio con un vaccino inattivato con formaldeide e di averlo utilizzato anche in un gruppo di bambini e dopo una o due dosi del suo vaccino nel sangue di questi bambini comparivano anticorpi neutralizzanti. La sperimentazione fu ampliata sino a vaccinare tremila soggetti anche John Colmer ricercatore americano della Temple University di Filadelfia quasi contemporaneamente a Brodi, creò un vaccino basato su un virus vivo ma attenuato che venne poi derisoriamente chiamato una vera pozione stregata. Tese alla prevenzione della malattia lo stesso Brody si tolse la vita e non seppe mai che in verità partiva da premesse scientificamente corrette”.

Dopo gli insuccessi di Brodi e Colmer ci vollero quindici anni per riprendere la sperimentazione con esperimenti molto controllati l’ambiente scientifico. Jonas Salk riprese le idee di Brody. Ma si orientò verso un vaccino con virus completamente ucciso e nel 1954 dopo accesi dibattiti, avviò uno studio su un grande numero di soggetti per raggiungere prove inconfutabili circa l’inoquità del vaccino e la sua efficacia protettiva il vaccino venne sperimentato con il più grande programma di test su larga scala mai effettuato circa 1,8 Milioni di bambini americani canadesi e finlandesi tra i 6 e 9 anni, presero parte all’esperimento.

Salk diede il suo vaccino al mondo senza brevettarlo e quindi trarne il profitto. Come disse lui stesso il vaccino appartiene alla gente non c’è nessun brevetto. D’altronde si potrebbe brevettare il sole, ma appena quindici giorni dopo si diffuse la notizia che diversi bambini vaccinati nel corso dello studio avevano contratto la poliomielite a causa di una partita di vaccino che conteneva un virus, non del tutto inattivato. Fu uno dei peggiori disastri dell’Industria farmaceutica americana e furono subito adottati nuovi standard di produzione più elevati e le vaccinazioni ripresero.

Nel 1955 Albert Bruce Sabin, polacco naturalizzato statunitense, riuscì a ottenere un vaccino trivalente con virus vivo attenuato efficace per via orale capace di spazzare i virus patogeni sostituendosi ad essi: egli sperimentò il suo vaccino dapprima su se stesso sul suo collaboratore messicano Alvarez e sul tecnico Hugo Hardy e poi su vasta scala ne dimostrò l’efficacia in una campagna di vaccinazione di massa nel Chapas in Messico e dopo negli Stati Uniti. , In un paio di anni dal 1959 al 1961 furono vaccinati milioni di bambini.

Nel 1963 Finalmente il Sabin divenne il vaccino di scelta anche negli Stati Uniti e tra il 1962 e il 1965 più della metà della popolazione statunitense dell’epoca lo aveva ricevuto con drastica e diminuzione dei casi di poliomelite che erano già stati molto ridotti dopo l’introduzione del vaccino salk, l’ultimo caso americano, si ebbe nel ’79 Sabin non volle brevettare il vaccino rinunciando ad arricchirsi per mantenere un prezzo che consentisse una sua più vasta diffusione il vaccino Sabin induce nei vaccinati un immunità eccezionale si replica proprio come il virus della poliomelite. Ma è stato modificato in laboratorio in modo da aver perso la capacità di raggiungere il sistema nervoso centrale in questo modo lo stimolo del sistema immunitario è identico a quello prodotto dal virus, vero? Ma l’infezione non causa la paralisi.

Il vaccino Sabin non ha bisogno di dosi di richiamo e al contrario del vaccino Salk è molto economico da produrre e la sua somministrazione consiste semplicemente nel far mangiare al bambino uno zuccherino con sopra una goccia colorata.

Raramente un caso su 750.000 vaccinazioni il virus attenuato dal vaccino Sabin replicandosi retromutava tornando identico al Virus originario e riacquistando la capacità di raggiungere il sistema nervoso centrale e di causare una poliomielite molto simile a quella causata dal virus, vero? Provocando, così paralisi ciò accadeva particolarmente in bambini che avevano una diminuita capacità di produrre anticorpi per un deficit congenito del sistema immunitario. Purtroppo non è un evento prevedibile o da imputare ad una cattiva qualità del vaccino o all’azienda produttrice

ma proprio dal DNA che mutando e mutando ogni tanto si produce qualcosa di pericoloso e non è possibile prevedere.

Alla fine intorno al 1982 i casi di poliomelite erano causati di più dal vaccino Sabin che altro e quindi si smise di somministrare il vaccino

La vaccinazione antipolio in Italia

In Italia il vaccino salk venne adottato nel 1957 Nel biennio 59/60 quando l’incidenza della poliomielite raggiunse il suo picco in Italia venne raccomandata alla vaccinazione per persone da 0 a 20 anni il vaccino Sabin in Italia, arrivò solo nella primavera del 1964 in ritardo di tre anni rispetto agli altri paesi e questo costò quasi diecimila casi di poliomielite oltre mille morti e 8000 paralisi: diverse furono le cause del ritardo italiano sulla campagna di vaccinazione tramite vaccino Sabin ma ebbero molto peso gli interessi politico economici i più importanti istituti sieroterapici italiani producevano il vaccino salk un prodotto che aveva richiesto lunghe ricerche e impianti nuovi e costosi un grosso investimento di capitali. Allo stesso tempo vi era una grande ignoranza dei medici riguardo le innovazioni e che non sapevano leggere i bollettini medici in inglese da cui si formò una larga fascia di medici contrari alla vaccinazione.

Foto Santa Crescienza il sussidiario.it national geographic      © Francesco Spuntarelli