venerdì, 22 Marzo 2019
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Autore: Sveva Marchetti

Ciao Karl

Riportiamo questo articolo di Costantino della Gherardesca scritto per Il Foglio

Lagerfeld ci mancherà
Ormai la moda si limita a sfornare trend dal fiato corto. Si è andati troppo dietro allo Zeitgeist

In questi giorni le riviste di moda e non, insieme ai social di mezzo mondo, piangono la morte di Karl Lagerfeld: stilista, direttore creativo per Chanel e Fendi, fotografo e icona di stile, l’uomo che nel 2014 dichiarò al Women’s Wear Daily che “i selfie sono la cosa che odio di più nella mia vita”.

Con lui sparisce un altro insostituibile pezzo di quel poco che resta della consapevolezza nel campo della moda mondiale: un settore che – per sopravvivere in questo clima infame – ha preferito rinunciare alla competenza per lanciarsi all’inseguimento dei gusti volatili e discutibili di una platea di influencer adolescenti.

Ora che ho superato la boa dei quaranta e sono dall’altra parte della barricata, ho tutto il diritto (se non il dovere, dovuto a un istinto di conservazione) di credere che non si debba cercare la verità nelle opinioni dei più giovani. Per questo mi chiedo: che senso ha fare da cassa di risonanza a queste sciacquette armate di smartphone?

Quando, nel secondo Dopoguerra, i ragazzi occidentali si sono imposti come categoria emergente di consumatori, alcune figure di punta della moda sono state in grado di mantenere un minimo di compostezza e di ricordarsi che non si trattava di una folla da accontentare e adorare a priori, ma di un confuso catalogo di input da cui trarre (se necessario) ispirazione. Quando Yves Saint Laurent ha intercettato le prime avvisaglie di una “moda di strada” e le ha inglobate nella sua produzione, non stava semplicemente cercando di accarezzare l’ego di una Instaqueen, ma stava accogliendo nel prêt-à-porter elementi di controcultura, per farli entrare in contrasto con un organismo che rischiava di arroccarsi su influenze a aspirazioni visive puramente borghesotte.

Ma se i ragazzi di allora erano reduci o testimoni diretti di disastri e stravolgimenti epocali (guerre, genocidi, carestie, ma anche nascita di nuovi gruppi sociali, messa in discussione di barriere razziali e progressiva rilettura dei gender roles: tutte ansie e ambizioni che ritroviamo nel prêt-à-porter del secondo Novecento), i giovani che i direttori delle case e delle riviste di moda oggi cercano di blandire sono già imbevuti di mainstream, perfetta espressione di una normalità chiassosa che diventa “trasgressiva” solo perché, attraverso i social, ha la possibilità di far rimbombare la sua onnipresente e colorita vacuità. Il mainstream non è più sbeffeggiato né reinterpretato, ma interiorizzato in tutto e per tutto, incluse le sue regole di diffusione per presidiare il mercato.

Non c’è da stupirsi, quindi, se la moda si limita a sfornare trend inconsistenti e dal fiato corto: le sue istituzioni – le riviste di settore in primis – hanno spalancato le porte a un cavallo di Troia carico di teenager con le felpe glitterate e una connessione 5G, li hanno incoronati influencer e li hanno ricoperti di brand altisonanti. Del resto, l’apocalisse della fast fashion l’aveva già predetta, anni fa, Claude Montana: ci si dimenticherà dei vestiti e si finirà a piazzare loghi su cappellini e borsette qualsiasi.

Fatte rare eccezioni (penso a isole felici come “Encens” di Samuel Drira o “The Leopard” di Alister Mackie), la stragrande maggioranza dei direttori delle riviste di moda non capisce più nulla di moda. Rimpiangono Karl Lagerfeld, anche se in realtà non se lo filano da anni, presi come sono nella loro rincorsa allo Zeitgeist dei selfie di ragazzine analfabete. E in questa corsa verso l’abisso hanno glorificato le grilline della moda, le giovani influencer che pur non capendo un cazzo di moda, la fanno grazie ai social media, diffondendo così la loro ignoranza, istituzionalizzata proprio da quei professionisti che avrebbero dovuto proteggere la moda di cui Karl Lagerfeld era un grandissimo studioso.

Come i giornalisti politici hanno messo sullo stesso piano Jacques Chirac e Luigi Di Maio (e le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti), negli ultimi anni i direttori delle riviste di moda hanno messo sullo stesso piano Karl Lagerfeld e Kylie Jenner.

Cari editor, direttori, curatori eccetera di riviste di moda italiane, potevate avere un minimo di decenza e non postare coccodrilli o foto commemorative del povero Karl, visto che – obiettivamente – di moda non ne capite un cazzo.

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Il foglio, karl Lagergeld

Bar Hungaria: finalmente il rilancio

Un declino lento quello dello storico Bar Hungaria, locale storico nel cuore del quartiere di Parioli di Roma. La leggenda narra che già dal lontano 1945, il bar di piazza Ungheria si fece conoscere perché serviva gli hamburger ai soldati americani e arrivo all’apice della gloria tra gli anni ’70 e ’80 con il cosiddetto “completo”, un hamburger completo di tutto e preparato sul momento su una piastra in sala, a qualunque ora della giornata. Poi l’incuria di una gestione poco interessata a onorarne la fama e un certo appiattimento sugli standard qualitativi ha portato al declino dell’insegna, che ha definitivamente abbassato le saracinesche nel 2017.

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bar hungaria, roma

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Il Divo Giulio, le immagini di Andreotti in mostra a Roma

“A parte le guerre puniche, mi viene attribuito veramente di tutto”

Giulio Andreotti, l’uomo della Prima Repubblica, oggi avrebbe compiuto cento anni. l politico che più di tutti ha segnato e simboleggiato l’epoca della storia politica italiana nota come Prima Repubblica. Intorno alla sua persona nacque un mito sin da subito, segnando e simboleggiando un’epoca della storia politica italiana.

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Roma saluta il clochard “che legge”

Un clochard gentile e dignitoso, conosciuto da tutti come il clochard che legge. Così viene ricordato Nereo Gino Murari, deceduto il 7 gennaio per colpa di un’auto pirata intorno alle 5 del mattino in Corso d’Italia. Originario del Veneto veniva chiamato «Verona», ma anche il clochard colto perché trascorreva le sue giornate seduto a leggere con accanto la cagnetta Lilla.

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clochard che legge, nero gino murari

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Pan di Stelle: è arrivata la crema!

 

Finalmente oggi 9 gennaio è arrivata la crema spalmabile Pan di Stelle. Il Gruppo Barilla ha ufficialmente lanciato il guanto di sfida a Ferrero e alla sua Nutella. e lo fa scommettendo sul nome e la reputazione di uno dei suoi prodotti più celebri di sempre, i biscotti Pan di Stelle 

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barilla, crema pan di stelle, mulino bianco

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Roma saluta Spelacchio, arriva l’albero “de Papel”

Si può davvero dire che siamo passati, o meglio passeremo, da un eccesso all’altro. Infatti, dopo il povero Spelacchio, quest’anno l’albero di Natale sotto il Vittoriano sarà in gente stile targato Netflix.

A luglio 2018 la gara bandita dal Campidoglio per l’allestimento dell’albero andò deserta, quindi si pensò di affidarne la realizzazione ad una sponsorizzazione anche sulla scia di quanto fatto a Milano con Sky, ed in altre città europee. europee. Ed ecco spuntare Netflix attraverso un accordo con l’agenzia di comunicazione IGP Decaux S.p.A.

Alto più di 20 metri, con 500 sfere rosse e argento (di cui 100 brandizzate Netflix), 60 mila luci a led a basso consumo, un apposito spazio per i selfie il tutto per 376 mila euro, quasi 8 volte il costo del povero Spelacchio.

Non sono mancate le polemiche, soprattutto riguardo ai costi, ma almeno quest’anno Roma avrà l’albero che si merita, e a noi non resta che aspettare l’8 dicembre per vedere Tokyo, Berlino ed il Professore far capolino da Piazza Venezia.

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albero di natale, la casa di carta, netflix, roma, spelacchio

alla Lateranense, un dibattito
sul “Ruolo della Donna nella Società”

 Un  CONVEGNO  su

IL RUOLO DELLA DONNA NELLA SOCIETA’

presso la Pontificia Università Lateranense

Si è svolto a Roma il 23 Ottobre scorso, presso la prestigiosa Pontificia Università Lateranense un Convegno dal titolo Il ruolo della donna nella società. I lavori sono stati aperti dal saluto del Prof. Denis Biju-Duval,129463937_1280x720 Preside dell’Istituto Redemptor Hominis, che ha definito l’incontro “una giornata di riflessione” sul tema della donna, ma questo problema ha sottolineato che non si può affrontare separatamente dal problema del’uomo. Uomo e donna costituiscono l’Essere umano. Questa impostazione fondamentalmente cattolica ha rappresentato il filo rosso, guida per tutti gli interventi del Convegno.

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Premio Letterario Città di Castello: intervista con Michaela, vincitrice sezione narrativa

Si è appena concluso il Premio Letterario Città di Castello organizzato dall’associazione culturale Tracciati Virtuali presieduta da Antonio Vella.

Il concorso a tema libero, si pone come obiettivo quello di scovare nel mare magnum degli aspiranti romanzieri, saggisti e poeti, testi originali ed inediti, e di dar loro la possibilità di condividere i loro scritti con un pubblico più vasto tramite la pubblicazione.

Anche quest’anno la presidenza della prestigiosa, ma al tempo stessa eterogenea, giuria è affidata ad Alessandro Quasimodo mentre cambia la sede della premiazione che si è svolta nello stupendo Teatro Degli illuminati del piccolo borgo.

Tre le categorie principali: narrativa, saggistica e poesia, affiancate dalle sezioni speciali tra cui La nostra terra riservata agli studenti degli istituti superiori. Per quanto riguarda la narrativa il testo vincitore è stato “Kelly” scritto da Michaela Lucrezia Squicimarro. Un testo scorrevole e di piacevole lettura, un racconto che parla di presenze, di un passato dimenticato e di una giovane maestra che dovrà scoprire la verità di quanto rimosso.

Non voglio svelare altro ma lasciare direttamente la parola alla vincitrice incontrata per un breve botta e risposta!

Senza titolo

Prima domanda, molto banale ma dovuta: sei la vincitrice della sezione narrativa, come ci si sente?

Benedetti dalla perseveranza. È la prima volta che vedo riconosciuti i miei sforzi, le ore spese a battere sulla tastiera, chiedendomi “Starò perdendo tempo?” Sentirsi chiamare per ultimi, nel countdown verso il podio provoca una bella scarica d’emozione, soprattutto se la vivi accanto alle persone che pazientemente ti hanno supportato (e sopportato!) fino a quel momento, con tutte le crisi isteriche del caso.

Ed ora una domanda a bruciapelo: chi è Kelly?

Un’amica che ho avuto fino alle medie, poi la vita ci ha portato su strade diverse e il legame s’è perso. Ne porto comunque un bel ricordo, ma credo di aver scelto il suo nome per un fatto puramente estetico: mi piaceva.

Come è nata l’idea di questo racconto?

Come tutte le idee a cui non si da peso e che finiscono per rivelarsi le migliori: da un blocco dello scrittore. Dovevo rimettere in moto la fantasia. Avevo appena finito un romanzo per ragazzi (prossimamente pubblicato) e messo in scena un altro mio testo, anch’esso riguardo presenze infestanti. Prima di rituffarmi a capofitto nel fantasy che sto attualmente scrivendo, volevo cavalcare un altro po’ la scia del paranormale. Un’occhiata giù per la tromba delle scale ha innescato il tutto.

Cosa c’è di te nei personaggi e nella storia?

Se lo dicessi, non potrei più usarlo come materiale di partenza nelle prossime storie. Di solito cerco di camuffarmi al meglio in mezzo ai personaggi. In Kelly forse ci ho messo meno impegno, lo ammetto, ho immortalato molti volti che all’epoca vedevo spesso.

Cosa ti ha spinto a partecipare?

La voglia di sfondare il muro. Non si può sognare di fare lo scrittore professionista e allo stesso tempo aver paura che qualcuno possa non gradire ciò che scrivi. Ho sempre temuto il giudizio, invece stavolta me lo sono andato a cercare. E meno male! Il mio livello di autostima è cresciuto di una tacca.

A quando il tuo prossimo racconto?

Non appena finirò la prima bozza del romanzo fantasy. Prima di iniziare la revisione staccherò la spina e guarderò altrove. Ho già annotato su un quadernino diverse idee. Avrò l’imbarazzo della scelta.

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Caporetto sul Tevere, per le Librerie a Roma

 Crollano le Librerie, trionfano i “peggio affari”

Nel centro storico di Roma, in via Belsiana vicino a Piazza di Spagna, domenica 7 ottobre è crollato in gran parte il controsoffitto  della Libreria Gremese, situata in un immobile di proprietà del Comune di Roma.
Il crollo è stata causato dall’acqua piovana accumulatasi nel corso dei mesi e per l’incuria dell’ amministrazione capitolina, targata “Mov. 5 Stelle”  che  non ha mai avviato i lavori di rifacimento della copertura, nonostante le numerose segnalazioni … e pertanto questa Libreria ha dovuto cessare temporaneamente la propria attività, senza sapere quando e come potrà riprenderla. 

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Degrado su Roma, e, Giunta Raggi, libreria Bonacci, Libreria Dante, Libreria Gremese, libreria Micozzi, Mov.-5-Stelle

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Il “girontondo” di Nonno Libero

Oggi primo ottobre, nella sala Nassiriya del Senato, alla presenza di un folto pubblico, è stato illustrato un progetto ricco e articolato, sponsorizzato dalla Fondazione Senior Italia per la prevenzione oncologica nelle persone di età superiore ai 65 anni in vista della Festa dei Nonni di domani, introdotta da una legge del 2005.

Alla presenza del dott. Sileri, presidente della Commissione Sanità e oncologo chirurgo e del dott. Messina, presidente della Fondazione Senior si è parlato di una serie di progetti atti a migliorare la vita dei nonni ma più in generale degli under 65 insieme a Lino Banfi, testimonial della festa.

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Starbucks Milano: il caffè che non ti aspetti

Il caffè americano, famoso per il suo frappuccino sbarca in Italia e sceglie Milano.

Domani il grande giorno, Piazza Cordusio, edificio delle Poste, il protagonista assoluto sarà il caffè in tutte le sue declinazioni.

Uno Starbucks atipico, sia nell’ambiente che nell’offerta e che rispetta appieno la nostra cultura per il caffè “senza volere insegnare niente a nessuno” ha aggiunto Howard Schultz. “Nel mondo ci sono solo altre due Starbucks Reserve Rostery come quella italiana, a Seattle e a Shangai. E questo è un sogno in cui abbiamo messo tutto il nostro cuore”, ha spiegato nel corso della presentazione dello store alla stampa Schultz. 

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starbucks milano

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A Bergamo Alta, il Caffè di Torquato Tasso

Un’eccellenza bergamasca, un locale storico d’Italia e d’Europa

L’Italia è ricca di antichi locali, caffè, ristoranti, pasticcerie, bar, alberghi che hanno accolto poeti, scrittori, pittori, artisti di ogni genere, personaggi della politica e della cultura che hanno acquisito fama e rinomanza storica attraverso avvenimenti e presenze eccellenti.

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Bergamo, FAMIGLIA MENALLI, il Caffè del Tasso, Piazza Vecchia

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18/8/1830… 188 anni fa, nasceva l’Imperatore Francesco Giuseppe

FRANZ JOSEPH, un IMPERATORE IMPORTANTE… e non solo

Il 18 Agosto 1830, ben 188 anni or sono, nasceva Francesco Giuseppe d’Asburgo Lorena, uomo che ha reginato dal 2 dicembre 1848 sino al 21 novembre del 1916 sui destini dell’Impero Austriaco, trasformatosi poi nel 1867 nella duplice monarchia Austro-Ungarica. La così detta K.u.K che significava kaiserliche und königliche Doppelmonarchie, “Duplice Monarchia Imperiale e Regia”. Un regno lunghissimo durato 68 anni. In quello che oggi è il Sud Tirolo, il Trentino e le “vecchie Province” austro-ungariche, in qualche modo si avverte la presenza culturale di quella presenza  asburgica di cui Francesco Giuseppe è stato l’ultimo grande rappresentante.

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"Storia in Rete", Associazione Mittleuropa, Bismark, Carlo I d'Austria, Elisabetta di Baviera, Francesco Giuseppe, Generale Conrad, Otto d'Asburgo, Terremoto di Messina, Zita di borbone Parma

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Giappone: da Holly e Benji ad uno spogliatoio immacolato

Uno spogliatoio splendente ed un cartello con scritto “Grazie”, in russo, sul tavolo. Questo è quello che lascia un paese sconfitto dalla rimonta del Belgio negli ottavi a Rostov.

La partita era iniziata con  una magnifica coreografia che rappresentava uno dei più famosi cartoni animati sul calcio: Capitan Tsubasa alias Holly e Benji. Holly nel cartone è risiuscì a portare il Giappone alla vittoria ma ieri purtroppo il Paese del Sol Levante non ha avuto la stessa fortuna.

La squadra ed i tifosi hanno però dato un esempio unico del calcio, premurandosi di pulire lo spogliatoio e gli spalti dello stadio, come già accaduto nelle scorse partite (anche i tifosi del Senegal si erano distinti per questa vicenda).

E le foto hanno fatto subito il giro del mondo.

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giappone, mondiali, russia

Pearl Jam in concerto a Roma lanciano l’ashtag #apriteiporti

e Rita Pavone non ci sta…

I Pearl Jam, all’Olimpico di Roma, oltre al loro immenso repertorio, hanno anche interpretato il  celebre brano di John Lennon,  Imagine, con l’intento di lanciare un messaggio al governo italiano, tramite gli hashtag #Apriteiporti e #Saveisnotacrime, “Salvare non è un crimine”.

Questo ha fatto scatenare “la rabbia” di Rita Pavone su twitter ha scritto “Ai Cip e Ciop che prendono lucciole per lanterne e sparano bordate idiote solo per darsi un contegno da chi conosce il mondo a menadito e magari non è mai andato al di là dei 200 km da casa propria, rispondo che ritengo poco etico e altamente opportunistico approfittare di un proprio concerto per dare consigli, pur cantando una meravigliosa canzone ad altri. Se ci tieni a dire la tua, fai un concerto ad hoc per quella causa. Come fecero con Live Aid Michael Jackson è tantissimi altri”.

La critica parte dal fatto che i Pearl Jam si sono intromessi in questioni italiane che non li riguardavano. Il tweet è stato duramente attaccato, e la Pavone ha poi puntualizzato “E il mio: “Ma farsi gli affari loro, no?”, era inteso come: Con tutte le rogne che hanno a casa loro negli USA, vengono a fare le pulci a noi? Puoi essere il più grande artista del mondo, ma ciò non toglie che sei un ospite e come tale dovresti comportarti. Amen“.

Molti i commenti ironici di risposta c’è anche chi suggerisce che “per evitare spiacevoli situazioni basta far approvare le scalette dei concerti da Salvini”. Ma la cantante risponde a sua volta: “Un suggerimento molto più facile: non parlare dei problemi degli altri quando a casa tua ne hai a miriadi”.

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A Roma, nella Chiesa di S. Bellarmino, arde sempre una lampada votiva per i Nostri Soldati

PER UN RICORDO PERENNE

DI TUTTI COLORO CHE PARTECIPARONO ALLA CAMPAGNA DI RUSSIA 1941 – 1943 

A ROMA,  SABATO 16 GIUGNO,  PROMOSSA DALL’ U.N.I.R.R. (Unione Nazionale Italiana Reduci di Russia) SI E’ SVOLTA LA TRADIZIONALE  CERIMONIA  ANNUALE PRESSO LA CHIESA DI SAN ROBERTO BELLARMINO, CON UNA MESSA CELEBRATA DAL PARROCO MONSIGNOR NICOLA FILIPPI

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Il “Miracolo del Banco San Paolo”, grazie alla Madonna dei Debitori

CON L’ESTINZIONE DI UN MUTUO A CARICO DI UNA FAMIGLIA TERREMOTATA… UN “MIRACOLO BANCARIO” da INTESA SAN PAOLO 

per intercessione della MADONNA DEI DEBITORI

a cura di SVEVA MARCHETTI

Il Comitato Direttivo dell’ Associazione “La Madonna dei Debitori” segnala agli organi di stampa il comportamento virtuoso di una banca Italiana. In un periodo in cui il sisma ha sconvolto sia le coscienze, sia  la vita di tante persone che hanno perso la propria abitazione e/o la propria attività,  sembra giusto segnalare anche le buone notizie e comunque le attestazioni di solidarietà.  

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