mercoledì, 19 Giugno 2019
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Christie’s: all’asta i tesori di Maharajas & Mughal Magnificence

Christie’s si prepara a un nuovo record per la vendita di una collezione di private jewelry. Saranno infatti battuti all’asta domani, a New York, i tesori di Maharajas & Mughal Magnificence, selezione di preziosi (circa 400 pezzi di alta gioielleria) appartenuti alle famiglie più importanti della società indiana e del Middle East, raccolte dallo sceicco Hamad Bin Abdullah Al Thani, membro della famiglia reale del Qatar.

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Il futuro della moda sarà di seconda mano?

Nel 2018 la moda di seconda mano ha avuto un mercato da 24 miliardi di dollari negli Stati Uniti riducendo il divario con quello del fast fashion, così, come riporta la CNBC. È una cifra enorme quella che i cittadini americani hanno speso nei mercatini dell’usato, nei thrift shop e negli store online di abiti di seconda mano come Depop o ThredUp. L’affermazione di questo trend in costante crescita, pone il second hand come il  principale e unico concorrente per il fast fashion, tanto che nello scorso anno i vari Zara, H&M e Primark hanno osservato una flessione nella propria crescita.

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TERRAZZE TEATRO FESTIVAL

Partirà il 5 luglio la quarta edizione delle Terrazze Teatro Festival, inaugurata il 4 giugno, presso Spazio Novecento, nel cuore del quartiere Eur.

I grandi nomi della comicità, tra i quali Enzo Salvi, Dado, Paolo e Pedro, si alterneranno fino al 3 di agosto, per rallegrare l’estate Romana.

La rassegna, a cura di Achille Mellini, si inserisce in un progetto più ampio, quello delle Terrazze, che nasce con lo scopo di valorizzare i locali di proprietà di Eur S.p.A, tra cui il Palazzo dei Congressi con le sue stupende Terrazze. Parliamo di Terrazza Novecento, riferita alla ristorazione e all’intrattenimento danzante, e Terrazza delle Belle Arti, dove si svilupperanno il teatro e gli spazi espositivi.

Sarà proprio nella splendida location della Terrazza Novecento che per un giovedì al mese sarà possibile cenare mentre sul palco si svolgeranno spettacoli musicali e artistici, diretti e selezionati da Gianluca Neon, mentre, tutti i venerdì e sabato, dalle 23.30, fino alle 3 del mattino si ballerà al ritmo di dance anni ’90 o sonorità house.

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Luisa Via Roma – festeggia i suoi 90 anni con una sfilata durante il Pitti

Moltissime le novità della prossima edizione del Pitti, che si svolgerà a Firenze dall’11 al 14 giugno. Attesissimo il ritorno di Ferragamo che presenterà la nuova collezione, disegnata da Paul Andrew, sotto la fontana del Nettuno appena restaurata grazie alla cospicua donazione fatta proprio dallo tesso brand. Non da meno anche la mostra Romanzo breve di Moda Maschile, un viaggio attraverso la storia di tre decenni della moda uomo del Pitti, in collaborazione con le Gallerie degli Uffizi, ed infine ci sarà il compleanno evento di Luisa Via Roma, lo storico negozio pioniere dell’ecommerce in Italia, che festeggerà i suoi 90 anni.

Andrea Panconesi, ceo del negozio,  insieme a Carine Roitfeld (ex Vogue France e creatrice di CR Runway, CR Fashion Book e CR Studio) hanno organizzato per il 13 giugno una grande sfilata che vedrà come protagonisti i pezzi iconici degli anni ’90, per ricordare una delle decadi più importanti per l’arte e per la moda. Sarà un omaggio agli anni del glamour e della sensualità, uno show che riunirà le modelle simbolo di quel periodo per reinterpretare i look anni ’90 attraverso le collezioni attuali. La sfilata si svolgerà nel panoramico Piazzale Michelangelo ma sarà anche trasmessa in diretta su alcuni maxischermi posti nel centro città, a conclusione il concerto di Lenny Kravitz e la cena di gala .

 

Un po’ di storia

LuisaViaRoma fu fondata nel 1929 da Olga (figlia della designer di cappelli Luisa Jaquin) e Lido Panconesi, che insieme aprirono la boutique LUISA a Firenze. Nel 1968 Andrea Panconesi, nipote di Luisa, inizia a lavorare come buyer con brand quali Balenciaga, Balmain, Givenchy, e Saint Laurent. A Parigi scopre KENZO ed il negozio LuisaViaRoma sarà il primo in Europa a vendere la collezione del designer giapponese.
Negli anni ’80 Andrea Panconesi crea Westuff, il primo magazine a parlare di moda, arte e musica con Stefano Tonchi, Maria Luisa Frisa e Bruno Casini, come responsabili delle rispettive sezioni.
Nel 1999 viene creato il portale LUISAVIAROMA.COM per dare l’opportunità ai clienti internazionali di acquistare online e nel 2010, per festeggiare i primi 10 anni dell’e-commerce, viene organizzato il FIRENZE4EVER, un evento di tre giorni durante il quale alcuni del fashion blogger più noti sono invitati a creare i loro look. Oggi LuisaViaRoma non è solo moda ma anche beneficenza, l’azienda infatti collabora con Unicef Italia e con Naked Heart Foundation.

 

 

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“Apocalisse-Retail”, il futuro è sui marketplace online
… Velvet Media lancia l’e-store intelligente

INNOVAZIONE e TECNOLOGIA
a supporto delle IMPRESE VENETE 

Nasce tra Veneto e Friuli Venezia Giulia il polo interregionale delle eccellenze e-commerce: il negozio on line adesso diventa intelligente, il Veneto come la Silicon Valley combatte contro le chiusure dei negozi fisici. Bassel Bakdounes, titolare di Velvet Media: “La rivoluzione è iniziata. Vendere online? Ci si riesce solo usando in modo professionale i marketplace come Amazon, il proprio personale e-commerce e i social aziendali”. L’intelligenza artificiale applicata all’e-commerce: ecco come si faranno acquisti nei prossimi decenni

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Etica e diritti: quello che la moda (non) dice

articolo di Elena Banfi via vanityfair.it

Parliamo di etica e responsabilità sociale: a che punto sono le aziende fashion italiane? Abbiamo chiesto a due grandi esperte di aiutarci a fare un po’ di chiarezza e a capire quanto «Made in Italy» sia sinonimo di «Made in dignity»

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Arriva lo “Spotify” dei vestiti
paghi una tariffa fissa e puoi prendere tutti i vestiti che vuoi

Con Spotify si può ascoltare tutta la musica che si vuole, legalmente e senza l’obbligo di acquistarla, ma pagando solo una tariffa fissa. Perché non estendere questo concetto anche per gli abiti? In realtà esistono già servizi di questo tipo, dove poter usufruire di abiti da indossare solo in determinate occasioni o noleggiare Birkin e Kelly di Hermes o una Chanel Jumbo, borse non arrivabili a tutte.

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Una chicca nel cuore di Bergamo:
il Ristorante “La Ciotola”

Nella grande arteria stradale, viale papa Giovanni XXIII, che attraversa la città di Bergamo, è situato nel cuore del centro storico, un ristorante molto noto in città per l’accuratezza e la qualità delle pietanze servite.Il locale si chiama “La Ciotola”, da quasi 70 anni è gestito con passione dalla famiglia Testa.

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Bergamo, la ciotola

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“LA ROSA NON CI AMA”- A TEATRO BELLI

Quanto si può essere veramente indipendenti dalle convenzioni sociali? Fino a che punto siamo noi ad agire e quando, invece, agiamo sulla spinta di quanto il nostro contesto sociale si aspetta da noi?

La Rosa non ci ama, in scena al teatro Belli dal 10 al 12 di maggio, parla di questo.

Roberto Russo, autore dell’opera, spiega questo concetto attraverso la metafora della rosa, un fiore creato per essere ammirato ed amato ma che, a volerlo toccare, ti respinge e ti punge.
I protagonisti di questa storia, Carlo Gesualdo e Maria D’Avalos, magistralmente interpretati da Gianni De Feo e Cloris Brosca, vivono il dramma di essere all’altezza del proprio status, divenendo così vittime consapevoli della rosa.

Carlo Gesualdo principe di Venosa, viene costretto dalle chiacchiere maligne della gente ad organizzare un efferato delitto nei confronti della moglie, Maria D’avalos, macchiatasi d’adulterio sotto il suo stesso tetto.

Il fatto di cronaca, avvenuto realmente nella Napoli del 1590, fu bollato come delitto passionale.
Ma fu davvero così? Questa è la domanda che si pone l’autore, il quale ritiene che  Carlo, artista immenso, musicista innovatore ed immortale, in realtà non avrebbe voluto vendicarsi. L’omicidio di Carlo non ha nulla di passionale, afferma Russo, non è un delitto che nasce per gelosia bensì un delitto premeditato, richiesto ed annunciato dalla pubblica opinione.

A far da sfondo ad un’ambientazione prevalentemente notturna, sono i colori che si susseguono, uno dopo l’altro, accompagnando magnificamente la scena. Durante il corso della storia si passa dal rosso del sangue, al verde dell’invidia, dal giallo della gelosia, al blu, fino alla luce bianca del giorno che subito fa spazio al nero della notte.

Uno spettacolo di forte intensità, dove i veri protagonisti sono Gianni De Feo e Cloris Brosca che, grazie ad un’eccellente gioco di voci, riescono con maestria ad impersonare i vari personaggi della storia, tendo il pubblico incollato alla scena fino al calar del sipario.

 

da sinistra: Cloris Brosca Gianni De Feo

Per approfodimenti visita:
http://www.globalpress.it/la-rosa-non-ci-ama-incontro-con-il-drammaturgo-roberto-russo/articoli12724

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Congyue Luo, Cina, riflessi e visioni – Mostra Roma

Il 10 maggio alle 18.00 presso la galleria Pietrosanti G. d. A. in via Plauto, 30 verrà inaugurata la mostra “Cina, Riflessi e Visioni”.

L’esposizione, che si avvale del Patrocinio del Municipio Roma I Centro, nasce dalla scelta di mostrare l’altro volto dei paesaggi cinesi, attraverso le suggestioni evanescenti e colorate di un pittore, Congyue Luo,  che è riuscito a trovare un’armoniosa sintesi tra passato e presente.
Nelle opere in mostra, spiega Silvia Mattina, curatrice della mostra, l’artista usa un’alternanza di colori caldi del marrone e del giallo e di toni più freddi come verde e azzurro a sottolineare l’effetto delicato della nebbia, da cui si scorge la palla rossa del Sole che con il suo fuoco inonda l’azzurro dell’acqua.

La mostra, a ingresso libero, proseguirà fino al 17 maggio 2019, dal martedì al sabato ore 10:30 – 19:00. 

Congyue Luo
40×36 cm

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cina, Congyue Luo, Galleria Pietrosanti, mostra, Mostra Roma, opere, riflessi e visioni

Chanel: sfila la prima cruise firmata da Virginie Viard

Missione difficile per Virginie Viard, che lo scorso febbraio ha preso in carico l’enorme eredità lasciata da Karl Lagerfeld. Il 3 maggio, a Parigi, la designer ha presentato la prima collezione concepita interamente sotto la sua guida. Per dare il via a questo nuovo capitolo il tema scelto è stato quello del viaggio; tema simbolico e soprattutto profondamente legato al marchio.

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MAZE #3 – Torino – Festival di Streetwear and Streeculture

MAZE #3

Torna il più innovativo festival di Streetwear and Streetculture in Italia

Torino, Piazzale Valdo Fusi + Ex Borsa Valori via San Francesco da Paola 28

7-8-9 giugno 2019

 

Dopo il successo delle prime due edizioni, dal 7 al 9 giugno torna Maze, il festival dedicato al mondo dello Streetwear e della Streetculture ad ingresso totalmente gratuito che si tiene a Torino in Piazzale Valdo Fusi e all’Ex Borsa Valori in via San Francesco da Paola 28.

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KINDER cioccolato cambia faccia

Per ben 32 anni, il famoso volto, sulle scatole bianche e rosse delle barrette di cioccolato per antonomasia, è stato quello di un bimbo biondo dagli occhi azzurri, anzi quei bambini, visto che nel corso della storia ne sono stati cambiati diversi. Ed ora lui non c’è più. Il bambino Kinder Cioccolato è cambiato.

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Rome Insider: la guida d’autore di Iana Nekrassova
festeggia la nuova edizione 2019

LA NUOVA “GUIDA d’ AUTORE”,
annualmente rinnovata, raggiunge il suo III° Traguardo  

Sono tre anni da quando Iana Nekrassova, nota blogger romana di origine russa, propone l’annuale guida d’autore dedicata a Roma nella sua lingua; condivide così con gli utenti, gli indirizzi di ristoranti, pasticcerie, boutique, terrazze, musei, gallerie e  ed angoli segreti della Città Eterna, unendo le tradizioni e le tendenze, gli indirizzi classici e le novità, aiutando in questo modo i viaggiatori e tutti gli innamorati di Roma a scoprire il modo di vivere alla romana e le abitudini dei romani, far sentire l’atmosfera della città, il suo carattere e l’anima.

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Titanic: l’ultima cena a bordo del transatlantico

Veronica Hinke, esperta in gastronomia, ha rivelato nel libro The Last Night on the Titanic: Unsinkable Drinking, Dining and Style il menù dell’ultimo pasto consumato sul Titanic, affondato nella notte tra il 14 e il 15 aprile 1912.

La ricostruzione è stata possibile grazie ad un passeggero della prima classe, Irwin Flynn, che aveva conservato il menù in una tasca interna del cappotto poco prima dello scontro con l’iceberg.

Antipasti a base di ostriche, “consommé Olga”, brodo di carne a base di vino e verdure, salmone con crema di cetrioli, uova, succo di limone e burro fuso. Questo è solo l’inizio dell’ultima cena consumata dai passeggeri della prima classe. Oltre agli antipasti, la cena prevedeva filetto coperto da foie gras e tartufo, pollo alla Lionese cotto nell’aceto di vino rosso, agnello con salsa alla menta, roast beef e petto d’anatra. Il tutto accompagnato da pregiati vini e birra chiara, rum e champagne insieme a una selezione di dessert, tra cui la classica crema di gelato. 

La chiusura del banchetto era affidata al Clover Club, un prestigioso drink a base di gin, sciroppo di lampone e bianco d’uovo, ideato da un barman del Bronx.

 

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Coca Cola: all’asta una bottiglietta da 100 mila dollari

Ebbene sì, potrebbe esserci qualcuno disposto a spendere più di 100 mila dollari per una bottiglietta di Coca Cola, che sarà battuta all’asta sul sito Morphy Auction.

Come ha riportato Food and Wine, la bottiglietta in questione è stata prodotta ben 100 anni fa, e pare sia una delle poche arrivate ai giorni nostri intatte. Per i collezionisti un affare da non farsi scappare, visto che si tratta di un ritrovamento raro. 

Nella descrizione, sul famoso sito d’aste, troviamo diverse informazioni tra cui quella che la preziosa bottiglietta è in vendita senza il suo contenuto, quindi è vuota.

E poi non manca la parte storica, nel 1915 Coca Cola decise di dare un design iconico alle bottigliette, uno stile che  fosse in grado di caratterizzare il prodotto rendendolo unico al mondo. Otto aziende hanno proposto i loro prototipi e la scelta cadde sul progetto di Earl R. Dean della Root Glass Company che poi venne riadattato per venire incontro alle esigenze di fabbricazione. Questa bottiglietta dovrebbe essere proprio una di quelle usate per i primi test.

Secondo un esperto di bottiglie, Bill Porter, Coca Cola decise di distruggere tutte le bottiglie prodotte in questa fase di restyling, ma a quanto pare non tutte vennero distrutte. Sembrerebbero essercene appunto due: una venduta nel 2011 per 240mila dollari, ed ora questa che dovrebbe valere circa 100mila-150mila dollari.

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Ciao Karl

Riportiamo questo articolo di Costantino della Gherardesca scritto per Il Foglio

Lagerfeld ci mancherà
Ormai la moda si limita a sfornare trend dal fiato corto. Si è andati troppo dietro allo Zeitgeist

In questi giorni le riviste di moda e non, insieme ai social di mezzo mondo, piangono la morte di Karl Lagerfeld: stilista, direttore creativo per Chanel e Fendi, fotografo e icona di stile, l’uomo che nel 2014 dichiarò al Women’s Wear Daily che “i selfie sono la cosa che odio di più nella mia vita”.

Con lui sparisce un altro insostituibile pezzo di quel poco che resta della consapevolezza nel campo della moda mondiale: un settore che – per sopravvivere in questo clima infame – ha preferito rinunciare alla competenza per lanciarsi all’inseguimento dei gusti volatili e discutibili di una platea di influencer adolescenti.

Ora che ho superato la boa dei quaranta e sono dall’altra parte della barricata, ho tutto il diritto (se non il dovere, dovuto a un istinto di conservazione) di credere che non si debba cercare la verità nelle opinioni dei più giovani. Per questo mi chiedo: che senso ha fare da cassa di risonanza a queste sciacquette armate di smartphone?

Quando, nel secondo Dopoguerra, i ragazzi occidentali si sono imposti come categoria emergente di consumatori, alcune figure di punta della moda sono state in grado di mantenere un minimo di compostezza e di ricordarsi che non si trattava di una folla da accontentare e adorare a priori, ma di un confuso catalogo di input da cui trarre (se necessario) ispirazione. Quando Yves Saint Laurent ha intercettato le prime avvisaglie di una “moda di strada” e le ha inglobate nella sua produzione, non stava semplicemente cercando di accarezzare l’ego di una Instaqueen, ma stava accogliendo nel prêt-à-porter elementi di controcultura, per farli entrare in contrasto con un organismo che rischiava di arroccarsi su influenze a aspirazioni visive puramente borghesotte.

Ma se i ragazzi di allora erano reduci o testimoni diretti di disastri e stravolgimenti epocali (guerre, genocidi, carestie, ma anche nascita di nuovi gruppi sociali, messa in discussione di barriere razziali e progressiva rilettura dei gender roles: tutte ansie e ambizioni che ritroviamo nel prêt-à-porter del secondo Novecento), i giovani che i direttori delle case e delle riviste di moda oggi cercano di blandire sono già imbevuti di mainstream, perfetta espressione di una normalità chiassosa che diventa “trasgressiva” solo perché, attraverso i social, ha la possibilità di far rimbombare la sua onnipresente e colorita vacuità. Il mainstream non è più sbeffeggiato né reinterpretato, ma interiorizzato in tutto e per tutto, incluse le sue regole di diffusione per presidiare il mercato.

Non c’è da stupirsi, quindi, se la moda si limita a sfornare trend inconsistenti e dal fiato corto: le sue istituzioni – le riviste di settore in primis – hanno spalancato le porte a un cavallo di Troia carico di teenager con le felpe glitterate e una connessione 5G, li hanno incoronati influencer e li hanno ricoperti di brand altisonanti. Del resto, l’apocalisse della fast fashion l’aveva già predetta, anni fa, Claude Montana: ci si dimenticherà dei vestiti e si finirà a piazzare loghi su cappellini e borsette qualsiasi.

Fatte rare eccezioni (penso a isole felici come “Encens” di Samuel Drira o “The Leopard” di Alister Mackie), la stragrande maggioranza dei direttori delle riviste di moda non capisce più nulla di moda. Rimpiangono Karl Lagerfeld, anche se in realtà non se lo filano da anni, presi come sono nella loro rincorsa allo Zeitgeist dei selfie di ragazzine analfabete. E in questa corsa verso l’abisso hanno glorificato le grilline della moda, le giovani influencer che pur non capendo un cazzo di moda, la fanno grazie ai social media, diffondendo così la loro ignoranza, istituzionalizzata proprio da quei professionisti che avrebbero dovuto proteggere la moda di cui Karl Lagerfeld era un grandissimo studioso.

Come i giornalisti politici hanno messo sullo stesso piano Jacques Chirac e Luigi Di Maio (e le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti), negli ultimi anni i direttori delle riviste di moda hanno messo sullo stesso piano Karl Lagerfeld e Kylie Jenner.

Cari editor, direttori, curatori eccetera di riviste di moda italiane, potevate avere un minimo di decenza e non postare coccodrilli o foto commemorative del povero Karl, visto che – obiettivamente – di moda non ne capite un cazzo.

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Il foglio, karl Lagergeld

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