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Autore: Francesco Spuntarelli

Intervista a Fabio Desideri,
Presidente di Conf-Imprese World

LA NOSTRA POLITICA DEVE SOSTENERE LE IMPRESE ITALIANE,
SPECIE SE VOCATE ALL’INTERNAZIONALIZZAZIONE E ALLE SFIDE DEL MERCATO GLOBALE  

intervista a cura di Manuela Biancospino

Incontriamo Fabio Desideri, 61 anni, Presidente di Conf-Imprese World – Federazione Piccole Medie Imprese Italiane, particolarmente attive e vocate all’internazionalizzazione ed alla competizione nel mercato globale, nonché amministratore di uno dei primi esempi in Italia di hub-business center privato per lo sviluppo delle PMI nei mercati internazionali/ già Sindaco di uno dei più grandi comuni della provincia di Roma / già presidente dell’Osservatorio sulla Sicurezza e Criminalità della Regione Lazio e Consigliere Regionale del Lazio.

Confimprese World, Fabio Desideri

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DA MERGELLINA A TRASTEVERE: IMMAGINARIO TRA NAPOLI E ROMA

DA MERGELLINA A TRASTEVERE : NAPOLI E ROMA PALAZZO DELL’UNAR

Serata piena di nostalgia per il tempo che fu, ho vissuto uno spettacolo di tradizione napoletana per giungere poi a Roma, la serata si propone di partire dalla Mergellina, un quartiere di Napoli, per arrivare a Roma in Trastevere da cui il nome della serata. La location è stato il palazzo dell’U.N.A.R., l’unione associazioni regionali di Roma e del Lazio.

" Gabriella Ferri " " Toto' ", "Anna Magnani" "Roma", "Napoli", "teatro" "avanspettacolo"

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SPIRITO ALLEGRO 80 ANNI DOPO , IL PALCO DELLE VALLI

SPIRITO ALLEGRO 80 ANNI DOPO

Spirito allegro è una famosa commedia del commediografo inglese Noel Coward del 1941. La compagnia teatrale di Giovanbattista Scidà  ha riportato in scena questo classico del teatro con cui Coward nella sola Inghilterra, durante la seconda guerra mondiale e negli anni successivi, aveva riportato un’immenso successo grazie al pubblico, con ben 1900 rappresentazioni, malgrado i commenti della critica che l’aveva bollata come troppo cruenta, narrando il tema della morte in un contesto di conflitto bellico. 

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recensione Emanuela Maria Marrone “Effetto Virtuale”

 

Tentativo per un Post-APocalittico sui generis

Emanuela Maria Marrone in questo libro vuole narrare un suo genere di postapocalittico.
L’umanità è stata condannata a vivere dentro casa , tema suggestivo dopo due lock-down per il covid , ma la protagonista del romanzo Carina , in un futuro prossimo non meglio precisato , non si arrende allo stato delle cose ma tenta una fuga col suo corteggiatore Sylar.

contropropaganda, disastro climatico, mondo virtuale

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CU’ CHULAINN , IL GUARDIANO DEI CANI DELLA MITOLOGIA CELTICA

Cú Chulainn (/KU:’xulm/), in italiano Cucullino, è un semidio della mitologia Irlandese protagonista del ciclo dell’Ulster e del folklore dell’isola di Mann e della Scozia : figlio del dio Lugh nasce col nome di Setanta ma poi gliene viene dato un’ altro, Cù Chulainn, quando per difendersi uccide il cane da guardia del fabbro Culann, per riscattarsi agli occhi del fabbro decide di fermarsi e fare lui da cane da guardia in vece del cane che ha ucciso, da cui il suo nome più conosciuto.

Lugh o Lúg, suo padre , è un dio sacerdotale e militare che protegge i mercanti, i viaggiatori e i ladri. È associato all’abilità e alla maestria in molteplici discipline e a tutte le arti . È anche associato ai giuramenti, alla verità e alla legge , e alla legittima regalità . Per queste ragioni, è stato visto sia come Apollo che come Mercurio . Lugh a sua volta era figlio di Cian dei Túatha de Danann e di Ethniu, figlia del re fomoriano Balor. Era stato famoso presso i Tùatha per le sue arti e il re Nuada gli cedette il trono durante la guerra coi fomoriani . Il suo più grande possedimento era la sua lancia che si diceva colpisse sempre il centro e per il fatto che chiudesse sempre un occhio è stato spesso equiparato all’ Odino della mitologia Norrena.

 

Punta di Lancia Celtica in ferro – III-II sec. a.C  (276c)

 

Cù Chulainn dal canto suo, in battaglia era famoso per combattere sul suo carro da guerra, guidato dal suo auriga Láeg e trainato dai cavalli Liath Macha e Dub Sainglend che gli erano stati concessi dalle divinità Macha e Morrigan rispettivamente. Divenne famoso per la sua frenesia in battaglia (rìastrad), le cui modalità permettono il paragone con la figura del Berserkr della mitologia norrena.

                                                     L’ADDESTRAMENTO IN GIOVENTU’

Tornando al nostro eroe Cù Chulainn , è molto bello da giovane e tutti gli uomini dell’Ulster si preoccupano di trovargli una moglie per essere sicuri che non si corichi con le mogli altrui ma lui vuole soltanto che Emer, la figlia di Forgall Monach , regnante presso Lusk (oggi county Dublin). Per togliersi il pretendente alla figlia di torno , ma soprattutto sperando che il giovane rimanga ucciso dall’esperienza , Forgall gli dice di andare ad addestrarsi ad Alba , ovvero in Scozia , qui il nostro eroe vive tutta una serie di avventure col suo amico e compagno di addestramento Scáthach che a sua volta deve affrontare Aífe , sua rivale o in alcune versioni sua sorella gemella . Scàthach vorrebbe affrontarla lui stesso e fa bere una pozione soporifera a Cù Chulainn ma costui si sveglia , combatte e vince con la sorella-rivale dell’amico . Come prezzo per la sua sconfitta le fa fare pace con Scáthach e la mette incinta .

Lasciata dunque Aífe incinta Cú Chulainn ritorna in Irlanda, dove però Forgall non vuole concedergli la mano di Emer. Allora Cú Chulainn assalta la sua fortezza, uccide ben ventiquattro dei suoi uomini, rapisce Emer e ruba il tesoro di Forgall, che muore precipitando dai suoi bastioni. A questo punto però re Conchobar, re dell’Ulster, reclama il suo diritto alla prima notte di nozze (vedi ius primae noctis). Cú Chulainn reagisce male ma Conchobar non vuole cedere la sua autorità con tutta la gente presente. Salva la situazione il druido Cathbad stabilendo che il re dormirà la prima notte con la sposa ma in mezzo tra i due si coricherà lo stesso Cathbad a garanzia della verginità di Emer.

Sette anni dopo Connla, il figlio di Cú Chulainn e Aífe, viene in Irlanda alla ricerca del padre , ma Cú Chulainn lo uccide quando questi, sorpreso come intruso, rifiuta di farsi identificare.

L’episodio rimanda al mito persiano di Rostam, eroe leggendario e invincibile come Cú Chulainn, anch’egli vincitore della sua prima battaglia in tenera età, che uccide il figlio Sohrab , qui viene in mente anche un paragone con l’Odisseo  della mitologia greca, che invece viene ucciso inconsapevolmente da Telegono, il figlio nato da una relazione adulterina con la maga Circe.

                          IL FURTO DEL BESTIAME DEL COOLEY     (Táin Bó Cúailnge)

All’età di diciassette anni Cú Chulainn difende da solo l’Ulster dall’esercito del Connacht, oggi a nord-est dell’ Irlanda del sud ). Medb, regina del Connacht, organizza l’invasione per rubare Donn Cúailnge, che significa il toro bruno da monta di Cooley letteralmente e che era una magnifica bestia . Cú Chulainn si è lasciato distrarre da una donna quando ne doveva sorvegliare i confini. Gli uomini dell’Ulster sono resi inabili da una maledizione che li incatena con un torpore magico.
Cú Chulainn invoca allora il diritto ad un duello singolare presso un guado, per stabilire così il vincitore della guerra. Per mesi abbatte uno dopo l’altro i campioni del Connacht presso il guado , finché Cú Chulainn  stanco di combattere invoca il diritto ad un duello singolare per stabilire così il vincitore della guerra una volta per tutte, in realtà non sta combattendo contro i campioni del connnacht ma piuttosto contro la dea Morrigan che lui sconfigge per tre volte in forma di animale … A questo punto la dea si presenta a lui in forma di una vecchia mungitrice che però ha le tre ferite che Cù Chulainn le ha inflitto nelle altre forme e offre da bere per tre volte al nostro eroe: ad ogni benedizione di Cù Chulainn la dea guarisce da una delle tre ferite e i due si riappacificano.

Dopo un combattimento particolarmente duro Cú Chulainn giace ferito più volte e solo l’intervento del dio Lúg , che si rivela come suo padre, lo salva dalla morte. Ma al risveglio l’eroe scopre che i Ragazzi di Emain Macha hanno nel frattempo attaccato quelli del Connacht, venendo massacrati. Cú Chulainn perde la ragione e ha una nuova terribile crisi ríastrad, che può essere equiparata al furore Berserkr norreno e che è la più terribile che abbia mai avuto: il primo spasmo lo trasforma in un’entità orribile e senza forma. Dalla testa ai piedi ogni suo organo si agita come un albero in un’alluvione o un ramo nella corrente. Il suo corpo esegue una furiosa giravolta nella sua pelle, tanto che piedi e gambe si girano all’indietro, portando davanti talloni e polpacci. I polmoni e il fegato sembrano voler uscire dalla bocca, i capelli si fanno contorti e spinosi come un porcospino e si allargano come la chioma di un albero. In questa forma mostruosa Cú Chulainn attacca l’esercito del Connacht , uccidendo centinaia di nemici, erigendo mura di cadaveri . A questo punto gli uomini dell’Ulster si destano dal loro torpore magico, uno alla volta all’inizio, poi in massa. La battaglia finale inizia. In un momento poco opportuno la regina ha le mestruazioni e nonostante Fergus, il suo protettore, le formi uno schermo di guardie attorno Cú Chulainn penetra lo sbarramento proprio mentre la regina è indisposta e la cattura, risparmiandole la vita solo perché crede rimanga pur sempre indegno uccidere una donna.

                                             IL BANCHETTO DI BRICRIU (Fled Bricrenn)

Il provocatore Bricriu incita tre eroi , Cú Chulainn, Conall Cernach e Lóegaire Búadach, a competere per vedere a chi tocchi la portata migliore del banchetto da lui offerto.

In ogni prova Cú Chulainn riesce a prevalere ma non per questo Connall e Lóegaire si piegano al verdetto. Cú Roí mac Dáire, del Munster, risolve la situazione facendo visita ad ognuno di loro travestito da zotico di campagna  e sfidando ognuno a decapitarlo. C’è una sola condizione: accettare di farsi decapitare a propria volta subito dopo. Connall e Lóegaire decapitano entrambi Cú Roí, che raccoglie la sua testa e se ne va. Ma quando torna per il suo turno entrambi se la danno a gambe. Solo Cú Chulainn rispetta la parola data e offre il collo all’ascia dello sconosciuto: per questo viene risparmiato e dichiarato campione.
Simili sfide di decapitazione si ritrovano nella letteratura più tarda (cfr. Sir Gawain e il Cavaliere Verde, Il Turco e Gowin, ecc.) ma questa sembra essere la prima fra tutte.

                                                            LA MORTE DI CU’ ROI’

Cú Roí , un re del Munster sotto mentite spoglie molto probabilmente, una divinità evemerizzata  come il nostro Cú Chulainn (per evemerizzazione si intende il processo per cui un essere umano viene divinizzato), si unisce agli uomini dell’Ulster per un’incursione contro Inis Fer Falga (probabilmente l’Isola di Man) , in cambio della possibilità di scegliere la sua parte del bottino.        I predatori rubano il tesoro locale e rapiscono la principessa Blathnát, innamorata di Cú Chulainn. Cú Roí sceglie naturalmente la donna, sollevando le ire dell’eroe dell’Ulster, che cerca di rapire Blathnát. Cú Roí però si mette in mezzo e taglia i capelli a Cú Chulainn conficcandolo poi nel terreno fino alle ascelle, pensando così di scappare e portare via la bella. Come altri eroi del mito (cfr. il biblico Sansone, l’indiano Duryodhana, il gallese Llew Llaw Gyffes) Cú Roí può essere ucciso o vinto solo in un modo rigorosamente segreto, per altro assai vario a seconda delle versioni.      Sarà Blathnát a scoprire questo segreto, a tradire il suo rapitore e a consegnare a Cú Chulainn la chiave della vittoria.

A cantare e piangere la sorte di Cú Roí è il suo poeta, Ferchertne, che prende Blathnát e si getta con lei giù da una scogliera rendendo vana la fatica di Cú Chulainn per averla come amante.

                                                            LA GELOSIA DI EMER

Cú Chulainn ha avuto molte amanti, ma l’unica volta che Emer ne è stata gelosa è stata quando l’eroe si innamora di Fand, la moglie di Manannán mac Lir , signore Tuatha e poi Sidhe dei mari , molto probabilmente una gelosia legata a questioni sia dinastiche che di bellezza esteriore dato che lei era un essere fatato.

Un giorno che il marito era lontano Fand viene aggredita da tre Fomori, desiderosi di controllare il Mare d’Irlanda, e Cú Chulainn accetta di aiutarla solo in cambio della sua mano. Fand è riluttante all’inizio ma appena vede l’eroe se ne innamora.

Manannán sa che la loro relazione è destinata a finire, poiché lui è un mortale e lei un essere fatato. Emer da parte sua è pronta ad uccidere la rivale , ma quando vede l’amore che essa prova per Cú Chulainn rinuncia a suo marito. A sua volta Fand viene colpita dall’animo nobile di Emer e decide di tornare da Manannán, il quale stabilisce che Cú Chulainn e Fand non si incontrino mai più e che Cú Chulainn ed Emer bevano una pozione per dimenticare tutta la storia.

                                                       LA MORTE DI CU’ CHULAINN

Medb cospira con Lugaid, figlio di Cú Roí, ed Erc , figlio di Cairbre Nia Fer per rovinare l’eroe dell’Ulster una volta per tutte. Il destino di Cú Chulainn è segnato dal momento in cui egli viola i suoi geasa, i divieti che nella mentalità dell’antica Irlanda sono stabiliti per lui come per ogni uomo.
Egli non dovrebbe mai mangiare carne di cane in quanto legato dal suo nome e dai suoi geasa a non farlo, ma nel rispetto della sacra ospitalità che viene data e offerta, Cú Chulainn non può rifiutare il pasto a base proprio di carne di cane che gli viene offerto da una vecchia megera, rimanendo così indebolito ed esposto al pericolo mortale.
Lugaid aveva fabbricato tre lance magiche ed aveva profetizzato che sotto i colpi di ognuna sarebbe caduto un re. Con la prima uccide Láeg, l’amico di Cú Chulainn, re degli aurighi. Con la seconda uccide Liath Macha, il destriero di Cú Chulainn, re dei cavalli. Con la terza colpisce a morte lo stesso Cú Chulainn: l’eroe si regge allora ad una megalite generalmente identificata con quella di Clochafarmore, presso Knockbridge (County Louth). Solo quando un corvo atterra sulla sua spalla Lugaid crede alla morte del nemico e gli taglia la testa, ma facendo ciò la mano di Cú Chulainn si apre, la sua spada cade e taglia la mano di Lugaid. Conall Cernach aveva giurato di vendicare Cú Chulainn entro il tramonto, quindi va in cerca di Lugaid. Lo trova monco e decide quindi di affrontarlo alla pari con una mano incastrata nella cintura, giunto a lui sul finire del giorno è solo l’intervento del suo cavallo però, che strappa con un morso il fianco di Lugaid, che gli consente la vittoria.

                                 CU’ CHULAINN NELLA CRITICA LETTERARIA 

La figura dell’irlandese Cú Chulainn mostra sorprendenti somiglianze con il leggendario eroe persiano Rostam, gli eventi del Carme di Ildebrando o le “Dodici fatiche di Ercole”, suggerendo un’origine indoeuropea comune al mito ma priva di supporto linguistico, antropologico e archeologico secondo le fonti più attestate .

Cú Chulainn che spacca con una clava la testa del segugio di Culann ricorda la decima fatica di Ercole nella quale l’eroe greco, accusato di aver rubato il bestiame di Gerione, viene attaccato da un segugio bicipite che abbatte con la sua clava.

Cú Chulainn è il protettore del bestiame e Romolo  è associato a un cane da pastore in gioventù ed è circondato da una banda di giovani guerrieri che può essere visto come il maccrad, il gruppo dei combattenti scelti di Cú Chulainn.

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GLI DEI OLIMPICI :LE DIVINITA’ A LORO ANTERIORI

Prima di parlare delle divinità figlie di Zeus metterò in luce ciò che era contemporaneo  o posteriore alla sua venuta in Grecia. Sia ben chiaro che a qualsiasi livello lo si metta, Zeus era padre di tutte le cose e quindi, al di là del fatto che per ipotesi costui fosse o una persona in carne ed ossa o fosse semplicemente un concetto, qualsiasi cosa originasse in Grecia era comunque soggetta a lui.

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ROBIN HOOD : EROE O SEMPLICEMENTE UN LADRO?

ROBIN HOOD : UN EROE  O SEMPLICEMENTE UN LADRO?

Robin Hood è stato un personaggio sempre presente tra i personaggi che ognuno di noi ricorda fin da bambino.  Perfetto e praticamente inattaccabile nella sua foresta di Sherwood Robin agisce, ruba i soldi e canzona i nobili per le troppe tasse , è nobile di cuore e e di sangue , tutto ciò che uno non si aspetta da un nobile.

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I miti della Creazione nel mondo greco

Nel mondo greco ci sono stati diversi miti sulla creazione dell’universo che si sono stratificati in quello che conosciamo oggi con il termine mito della creazione greco o ellenico. Cominceremo riferendoci al mito pelasgico, ovvero a ciò che si pensava al riguardo in fasi preistoriche o arcaiche nell’ambito della cultura greca, sull’origine del creato.

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TRA MITO E LEGGENDA: IL LUPO MANNARO

                                                            LUPO MANNARO

Il licantropo è una figura che ha sempre affascinato e terrorizzato un poco tutti.                                       Il licantropo, (dal greco λúkος, lýkos «lupo» e ἄνθρoπος ánthropos «umano» quindi letteralmente: «lupo-umano») chiamato anche lupo mannaro o uomo lupo , è una creatura leggendaria della mitologia e del folclore che poi é divenuta un canone della letteratura e del cinema dell’orrore.     

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TRA MITO E LEGGENDA: IL VAMPIRO

Il vampiro è un essere mitologico o folcloristico che sopravvive nutrendosi del sangue o meglio dell’essenza vitale di altre creature, ed è diventata il protagonista principale del genere horror. Entità di tipo vampirico siano diffuse in numerose culture ed epoche, il termine “vampiro” si cominciò a usare solo agli inizi del XVIII secolo, dove le leggende sui vampiri erano molto diffuse, soprattutto i vampiri erano noti come βρυκόλακας (vrykolakas) in Grecia e strigoi in Romania.   

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Il WENDIGO NELLA TRADIZIONE DEI NATIVI AMERICANI

Il wendigo (o windigo) è una creatura leggendaria demoniaca appartenente alla mitologia dei nativi americani algonchini, stanziati lungo la costa orientale, tra la regione dei grandi laghi e le foreste settentrionali della Nuova Scozia. Lo spirito può assumere sia caratteristiche prettamente umane che quelle di un mostro umanoide, trasformatosi da quella che una volta era una persona normale che aveva praticato il cannibalismo.

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