Consacrazione di Russia e Ucraina alla Madonna, Pedrizzi (UCID): “Storico gesto di Bergoglio, nel solco dei grandi Papi”

Comunicato stampa                  

Si è svolta venerdì 25 marzo, durante la Celebrazione della Penitenza, presieduta da Papa Francesco alle ore 17 nella Basilica di San Pietro, la storica cerimonia per la  consacrazione all’Immacolato Cuore di Maria della Russia e dell’Ucraina. Lo stesso atto, lo stesso giorno, è stato compiuto a Fatima da Sua Eminenza il Cardinale Krajewski, Elemosiniere di Sua Santità, come inviato del Santo Padre. 
“Con questa storica ed attesa da anni iniziativa Papa Bergoglio si inserisce nella tradizione dei grandi Pontefici Cattolici. Un gesto che non è solo simbolico, ma si spera anche con effetti pratici sulle coscienze dei protagonisti del conflitto, vista la tradizionale ispirazione cristiana e la vocazione mariana che pervade da sempre entrambi i popoli coinvolti, loro malgrado, nell’assurda guerra, ha commentato il Presidente dell’UCID Lazio e Presidente nazionale del Comitato Scientifico, Riccardo Pedrizzi, alla vigilia della dichiarazione solenne annunciata dal Pontefice.

LA MADONNA DI FATIMA, PAPA BERGOGLIO, RUSSIA, Ucraina

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A Forlì, la “mosca nera” della Chiesa del Castellaccio

La Chiesa di Santa Maria Madre di Dio in Castellaccio
TEMPLUM MARIAE DEIPARAE 

Compresa nella Diocesi di Forlì-Bertinoro, ma per pochi metri già nel territorio della provincia di Ravenna, la sera dello scorso 1° gennaio la Chiesa di S. Maria Madre di Dio in Castellaccio finalmente mi è apparsa nella luminaria di una grande cometa, quasi fosse pure luce salvifica dall’ansia del gran nebbione, in quel momento incombente sulla campagna romagnola. Finalmente!
La chiesa forlivese dei nostalgici della tradizione tridentina, precedente al Concilio Vaticano II: insomma anche a Forlì, a contrasto col candore delle mosche conciliari, la “mosca nera” della Fraternità Sacerdotale San Pio X, fondata nel novembre 1970 dall’arcivescovo cattolico francese Marcel Francois Lefebvre.

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Una piccola perla incastonato in Umbria: alla scoperta di Rasiglia

Tra le montagne del folignate, fra Foligno e Colfiorito, ad oltre 600 metri di altitudine, si trova Rasiglia, anche nota come “borgo dei ruscelli”.

Un piccolo gioiello immerso nella natura che lascia i visitatori davvero stupiti perché sembra riportarli indietro nel tempo, in un luogo in cui davvero tutto sembra essersi fermato. Entrando nel borgo, ci accoglie una manciate di case fra un intreccio di viuzze, ponticelli, portoni in legno che sembrano dipinti. E lo scorrere dell’acqua che accompagna ogni nostro passo. Questo paesino in provincia di Perugia sembra davvero essere incantato. Mentre si percorrono le sue stradine in salita, ci si aspetta quasi di veder sbucare un folletto fra le rocce, o di scorgere, in uno dei tanti angoli da cartolina, una principessa delle favole, intenta a lavorare la lana con il suo fuso.

Rasiglia è un borgo in cui il tempo sembra essersi fermato, una piccola perla nel cuore dell’Umbria: le acque del fiume Menotre scorrono attraverso piccoli canali. Si passeggia seguendo il rumore dell’acqua, osservando ruscelli e cascatelle. Se sarete fortunati, potrete ammirare anche gli antichi mulini ancora in funzione (appartengono a dei privati per cui non sono sempre visibili al pubblico). Suggestivo anche l’antico lavatoio, ancora in ottime condizioni.

Tra gli appuntamenti da non mancare, nel mese di giugno, la “Penelope a Rasiglia”, una rievocazione dell’industria della tessitura, durante la quale è possibile vedere vecchi telai in funzione. Nel periodo natalizio, invece, nelle giornate del 26 dicembre e del 6 gennaio Rasiglia ospita il presepe vivente, con la rievocazione delle antiche attività artigiane del territorio. Un’esperienza da non perdere.

Il Garbuglio di Piazza San Pietro Wojtyla vittima di tre congiure # il libro inchiesta di Anna Maria Turi

Il Garbuglio di Piazza San Pietro
 Wojtyla vittima di tre congiure

il libro/inchiesta di Anna Maria Turi
ove si cerca di ricostruire i misteri sull’attentato al Papa avvenuto nel 1981, dopo essere trascorsi ben 40 anni 
 

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SEMPLICEMENTE FRANCESCO

SEMPLICEMENTE FRANCESCO

Intervista a Suor Anna Monia Alfieri, legale rappresentante delle scuole Marcelline

Il nome Francesco è una promessa mantenuta. Il Santo Padre, al secolo Jorge Mario Bergoglio – CCLXVI Papa della Chiesa cattolica e vescovo di Roma – siede sul soglio di Pietro dal 13 marzo 2013.

Tutti fratelli

Il nome Francesco è una dichiarazione di pace. Un abbraccio che accoglie ogni uomo come fratello, unico e irripetibile, di cui rispettare la fede. Papa Francesco sa che, però «la fede senza le opere è morta» (Gc 2,26).

L’intervento chirurgico affrontato recentemente dal Pontefice ha fatto sì che la stampa internazionale gli rivolgesse uno sguardo particolare, talvolta deferente, spesso affettuoso, ma non sempre generoso.

Al centro dell’attenzione mediatica, negli scorsi mesi, vi è stato purtroppo lo scandalo per riciclaggio di denaro e frode che ha come oggetto un immobile londinese. Così come la frizione – fonte il New York Times – nata tra Francesco e la Chiesa statunitense: perché negare la comunione ai politici che sostengono i diritti all’aborto? O ancora le parole contenute nella recente lettera al padre gesuita James Martin, il quale opera nella comunità Lgbt.

L’intervista

Se la stampa guarda agli scandali, ai segreti, alle questioni che dividono talvolta l’opinione pubblica, i fedeli guardano al Vicario di Cristo, al Successore di Pietro, al Pescatore di uomini da portare a Dio. «Tu sei Pietro e su questa pietra fonderò la mia Chiesa e le forze degli Inferi non prevarranno su di essa». Uomo di cui riconoscono le tante doti, e le molte virtù.

Diamo la parola a Suor Anna Monia Alfieri, oltre 14.000 follower sulla sua pagina Facebook, un motto da non sottovalutare: «Gli ideali sono i Fondamentali, le Ideologie sono manette». Laureata in Giurisprudenza e in Economia, è legale rappresentante delle scuole Marcelline italiane.

Il suo obiettivo è «l’istruzione chiara della mente e la coltura del cuore», la sua vita al servizio della libertà educativa.

Ritenuta da molti un punto di riferimento per il suo pensiero libero, per la capacità di intessere un confronto politico senza pregiudizi sulla libertà di scelta in educazione. Insomma, tutti uniti intorno al bene collettivo per lanciare ponti, cercare la mediazione, senza barattare la parola chiara. Il pensiero libero conquista anche chi è lontano e parla alla persona, anche attraverso i media, sfidando le logiche di chi usa e strumentalizza. Voce fuori dal coro, è ospite quasi ogni lunedì di Nicola Porro a Quarta Repubblica.

Il suo sguardo attento e affettuoso (la scuola deve essere “affettuosa”, ha affermato il ministro dell’Istruzione) sul Santo Padre aiuterà i nostri lettori ad orientarsi.

Il valore della condotta

  • Suor Anna, il servizio ela testimonianza della fede emergono in ogni gesto di Papa Francesco. Ci aiuta a leggere e comprendere il suo insegnamento?

«Penso che il primo insegnamento che emerge sia quello di una vera ricerca di coerenza fra il credo professato e il vissuto. Può un padre non essere accogliente, non essere un educatore capace di ammonire il figlio ma di accoglierlo sempre?», chiede. «Ecco, quando penso al Santo Padre, penso al padre della parabola del Figliol prodigo, così ben raffigurato dal dipinto di Rembrant. Forse un aiuto potrebbe essere il testo “L’abbraccio benedicente” di Henri Nouwen». Questo testo descrive bene tutti i personaggi della parabola. E ci fa trovare la nostra collocazione a seconda degli anni che viviamo. Quindi «la condotta del Papa domanda anzitutto una lettura di chi siamo noi e cosa cerchiamo. Questo vale per tutti».

Un uomo normale

  • Quali ragioni, a suo avviso, spingono sovente il Pontefice a chiedere ai fedeli di pregare per lui? 

«Ho pensato che da sempre, ogni domenica, ad ogni evento con i fedeli, il Papa chiede di pregare per lui, dopo aver salutato come farebbe una persona ben educata, quando entra o esce da una casa», afferma. E poi stupisce con una battuta: «Papa Francesco sa di non essere Ironman… quindi chiede di pregare per lui. Ne ha proprio la necessità, che chiunque di noi potrebbe avere. Molto semplicemente e normalmente». Riflette: «ma, ahimè, noi non siamo abituati alla normalità, allora rischiamo di rendere straordinario ciò che è normale».

  • In occasione dell’intervento chirurgico di alcuni mesi fa tutti hanno ricordatola malattia di Giovanni Paolo II. Quali riflessioni ha fatto in merito?

«Sì, San Giovanni Paolo II ci aveva abituati ad una malattia condivisa, aiutando molti ammalati a sentirsi meno soli. Papa Francesco si è mostrato più riservato rispetto alla sua salute. Si tratta di due approcci diversi, certamente, ma non da collocare agli opposti».

Suor Anna ipotizza che forse «noi etichettiamo le persone in categorie che devono dire e fare ciò che ci aspettiamo come fossero dei burattini. Ma la libertà non funziona così: essa domanda a ciascuno di noi una certa maturità nell’accogliere l’altro non come lo vorremmo ma come realmente è».

  • Qual è l’insegnamentopiù grande che Francesco, con la sua persona, sta offrendo alla comunità, non solo cristiana?

«A mio parere quello di uno sguardo accogliente e di speranza, quello di un sentimento di tenerezza nei confronti dell’umano, comprese le fragilità, senza distinzioni di ogni tipo, ma anche senza compromessi verso la volontà esplicita di andare contro l’umanità, di distruggerla o di sottometterla. Questi atteggiamenti scatenano la sua indignazione e la sua denuncia» dice con decisione.

«Basta ricordare il supporto che ha sempre offerto alle minoranze perseguitate in varie parti del Mondo, senza temere i moniti delle ambasciate potenti».

Umiltà

  • Quali virtù associa a Francesco, e per quale motivo?

«La chiarezza, l’umiltà, il coraggio». Ancora nessuna esitazione nel tratteggiare le stesse virtù che avremmo attribuito a nostra volta al Pontefice. Ecco come continua Suor Anna Monia Alfieri: «la prima è ricercata al di sopra di ogni strumentalizzazione e con qualsiasi interlocutore. Un esempio è la sua nota verbale sul ddl Zan, assolutamente aperta al dialogo intelligente e chiarificatore, su aspetti che appaiono confusi, se non dannosi e contraddittori in ordine al fine che intendono perseguire: il rispetto della persona umana».

«L’umiltà è l’impronta visibile di Gesù di Nazaret, “mite e umile di cuore”, nella vita concreta, quotidiana, nei pensieri e nei gesti di Francesco. Il Papa è il Vicario di Cristo, si dice; il vicario, appunto, abbraccia lo stile di colui che egli “rappresenta”, che “rende presente” e che considera un modello. L’umiltà è la cifra più intelligente che la persona può spendere, per parlare a tutti e per accogliere tutti. Solo Dio è infinitamente umile, perché tutti accoglie. Da qui, lo stile del Suo Vicario».

Il coraggio non contrasta affatto con l’umiltà, ma la rende vera. «Papa Francesco non è un perdente, ma un visionario: dalla luce che intravede nelle persone e nelle situazioni trae l’energia, spirituale e fisica, per affrontare le difficoltà di ogni giorno».

Coraggio

  • Il Papa ha una personalità forte e un grande coraggio nel tentare di scardinare alcuni aspetti incancreniti della Chiesacome istituzione fatta anche di persone che sbagliano. Dove è riuscito a “cambiare le cose” e in quali ambiti, invece, non gli è stato possibile promuovere il cambiamento?

«Il cambiamento fa sempre paura perché è scomodo, mina le false certezze, come avviene a tutti i livelli e per tutti», dichiara Suor Anna senza esitazioni.

«Papa Francesco, in continuità con i suoi predecessori, ha portato avanti il cammino di una Chiesa sempre più vicina al popolo, una Chiesa che ha il coraggio di dire ciò che non va e lo cura. Certamente il Papa non si fa tirare per la giacchetta: l’accoglienza del padre non è mai paternalismo, che non fa crescere la persona, non è “educativo”, nel senso letterale di “e-ducere”, “tirare fuori” il valore nascosto o la consapevolezza necessaria», dice. E poi conclude: «penso che Papa Francesco sia un padre che chiarisce e accoglie. L’accoglienza passa sempre dalla chiarezza. Charitas in veritate, in continuità con Benedetto XVI, a partire dalle questioni economiche e dallo stile di vita di chi dedica a Dio e ai fratelli in umanità la propria esistenza. Il cambiamento è in atto e riguarda tutti gli ambiti della Chiesa».

Parlando di stili di vita, intesi ora come abitudini del quotidiano, annotiamo che Papa Francesco, diversamente dai suoi predecessori, non ha mai lasciato la Santa Sede per trascorrere l’estate a Castel Gandolfo.

  • Quali ragioni, a suo avviso, rinnovano anno dopo anno questa scelta?

Suor Anna ricorda che «Papa Giovanni Paolo II amava la montagna, era uno sportivo, quindi naturale che si dedicasse alle escursioni. Benedetto XVI ricreava il suo spirito contemplando lo spettacolo della natura di Castel Gandolfo». Poi parla per un attimo di sé: «se penso a me, ad esempio, mi piace stare a casa mia, in convento, con le mie consorelle, e dedicarmi alle mie occupazioni con un ritmo più lento: per me questa è vacanza e ristoro – aggiunge. Magari anche il Papa preferisce starsene a casa in tranquillità».

Viaggio apostolico

  • Quale significato politico ha avuto il recente viaggio in Ungheria equello in Slovacchia?

Senza esitazione, Suor Anna afferma che «alcune persone sono sempre alla ricerca del significato politico, però in una accezione partitica, che divide e contrappone. Se il Papa difende gli immigrati, lo si accusa di stare da un lato, se difende la libertà di pensiero, la non discriminazione, ecco l’accusa di pendere dall’altro».

«Se, invece, consideriamo la politica la più alta forma della carità, allora questa è servizio, presa in carico dei più fragili, contrasto della povertà e della discriminazione. Il viaggio del Papa va molto oltre la politica. È il viaggio del padre verso i figli, del fratello verso la diversità, per smuovere o ravvivare le coscienze di tutti, politici compresi.

Lo Stato, ricordiamolo, è laico non ateo… o peggio, persecutore di chi ateo non è».

Il sorriso di Suor Anna si apre: «credo che Papa Francesco ci stia aiutando a maturare un approccio più semplice, sine glossa, alla storia e agli eventi. Senza retropensieri e misteri, tutto è portato alla luce, senza ledere l’intimità che va custodita».

Stiamo per salutarci, e il congedo è in un’ultima frase da conservare. Il Santo Padre «è un modello per tutti, in primis per me e, lo dico con simpatia, anche per lei!».

Chiara Francesca Caraffa

Benedetto il “LABARO LIGURE”
dell’Unione della Nobiltà Bizantina

Benedetto il Labaro della Delegazione della Provincia Maritima Italorum (*1) 
dell’Unione della Nobiltà Bizantina – Ένωση της Βυζαντινής ευγένειας 

La storica associazione, fondata nel 1912 come istituzione patriottico-nazionalista durante la prima guerra balcanica, raccoglie, oggi, cultori ed appassionati dell’eredità spirituale dell’Impero Romano d’Oriente, nonché discendenti di quella che fu l’aristocrazia costantinopolitana. 
L’ente opera sotto l’impulso e la direzione del Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli nel segno proprio della continuità che unisce il portato culturale e morale dell’Impero con quello della chiesa Greco-Ortodossa.

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Museo Cappella di San Severo

Il più misterioso mausoleo di famiglia del mondo,
pieno di arte, magia, spiritualità, simbolismi e scienza.

 

Nella città di Napoli, nelle vicinanze di Via dei Tribunali, nella parte più vicina alla famosa Piazza Dante sorge il misterioso museo chiamato Cappella di Sansevero, in passato chiamato Santa Maria della Pietà o Pietatella, oggi chiesa sconsacrata. La storia di tale luogo è avvolta nel mistero e nelle leggende.

La prima riferita al fatto che la chiesa sorgeva sopra un luogo che in passato fosse stato un Tempio a Iside. L’altra riguarda l’uomo che arrestato con ingiustizia soffermò il suo sguardo sulla chiesa, quando lo fece il muro crollò e rivelò una vergine invocata, una pietà. L’uomo venne scarcerato e per premiare la pietà la omaggiò facendo in modo che venisse accesa una lampada giorno e notte affianco a lei. Da allora si sparse la voce e la statua fu sommersa da un vero e proprio pellegrinaggio popolare.

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La Chiesa Cattolica e la Chiesa Conciliare la posizione del Circolo Christus Rex-

DALLA SEDE DEL CIRCOLO CHRISTUS REX  DI  VERONA
E’ PERVENUTO ALLA REDAZIONE DELLA CONSUL PRESS  UN COMUNICATO STAMPA VIA TELEFONO DIRETTAMENTE DA MATTEO CASTAGNA – RESPONSABILE DEL MOVIMENTO 

ci scusiamo per eventuali inesattezze nella trascrizione del testo stenografato; la nostra redazione resta ben disponibile a prendere atto di eventuali precisazioni da parte del Responsabile del Movimento.     

Il Circolo Cattolico CHRISTUS REX replica a quanto affermato da Jorge Mario Bergoglio in merito alla doverosa accettazione delle enunciazioni derivanti dal Concilio Vaticano II, da parte dei Fedeli, per essere dentro la Chiesa.

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Aborto la posizione della Polonia, Adriano Crepaldi – Azione Cristiana Evangelica – “Soddisfazione per divieto”

Torniamo allo spirito dei Padri Fondatori del Trattato di Roma 1957, Robert Shuman, Alcide De Gasperi e Konrad Adenauer !

___________a cura di RAFFAELE PANICO 

Roma 28 gennaio, con una breve nota, puntuale e significativa, Adriano Crepaldi, Presidente di Azione Cristiana Evangelica (*1), precisamente esprime …profonda soddisfazione in merito all’entrata in vigore della legge che vieta, quasi totalmente, l’aborto in Polonia. La sana laicità dello stato e l’autentica ragione umana iniziano nuovamente a prendere piede. La loro perfetta sintesi è posta nelle “Radici Cristiane dell’Europa” (*2), che sono state rinnegate però proprio dall’Unione Europea per l’opposizione all’introduzione di tali principi, nella Costituzione del vecchio continente,  da parte dell’allora Presidente della Convenzione Giscard d’Estaing”.

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La “Resa dei Preti” nella Notte di Natale

ITE … MISSA NON EST 

___________di FRANCO D’EMILIO 

Dunque, quest’anno la Messa della Notte di Natale non si svolgerà a mezzanotte, orario canonico di questa solenne celebrazione, ma sarà anticipata, perlopiù alle 20, perché non ricada nel coprifuoco tra le 22 e le 5 del giorno successivo, coprifuoco disposto dal governo italiano, pure nelle feste di fine anno, per contrastare l’epidemia COVID19. 

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Sokushinbutsu

IL RAGGIUNGIMENTO DELLA BUDDHITA’ 
attraverso l’auto mummificazione.

 

Sokushinbutsu o anche Sokushin-Jōbutsu è una parola giapponese che significa “ Buddha nel suo stesso corpo “. Trattasi di un rituale estremo di una setta giapponese  Shugen-do dello Shingon, un tipo di buddhismo non riconosciuto, mirato a una serie di interminabili sofferenze e patimenti per il raggiungimento di un Nirvana tramite un processo di auto mummificazione. Da praticare mentre ancora si è in vita. Il cambiamento comporta lunghi sacrifici non solo fisici ma anche mentali, per un arco di tempo di 6 anni, in cui non è solo sottoposto il fisico ma anche la mente, che con l’intensificarsi dei giorni e dell’agonia raggiunge  un cambiamento.

Inizialmente il monaco si reca in una valle chiamata Sennizawa ( Palude degli immortali), dove pratica duri esercizi fisici e meditazione e si alimenterà di una dieta molto spoglia a base di acqua, noci e semi che riesce a trovare nei boschi, affinché il suo organismo perda massa. Per mille giorni.

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GOLPE contro Meluzzi e Parisi andato male…

UN PUTSCH ESILARANTE
contro la Chiesa Ortodossa Italiana Autocefala
 di Alessandro I e Cosma I

Domenica scorsa, 25 ottobre, A.D. MMXX, qualcuno ha provato ad organizzare un vero e proprio golpe per colpire dall’interno la Chiesa Ortodossa italiana Autocefala Antico Orientale, voluta dal defunto Vescovo melchita Adeodato Mancini, fondata da Alessandro I – al secolo Alessandro Meluzzi – ed attualmente presieduta da Padre Cosma I, al secolo Antonio Parisi.

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Le Psico-Sette

Aumentano le Psico-sette, agiscono di nascosto in maniera del tutto legale,
ingentilendo e sublimando i loro metodi di controllo e potere sugli adepti.

 

Il 18 Novembre del 1978, a Jonestown, in Guyana, 911 membri della setta People’s Temple Agricultural Project (Progetto Agricolo del Tempio del popolo) si suicidarono con il cianuro. L’Aum Shinrikyo, setta fondata nel 1987 in Giappone da Shoko Asahara, mantenne bassi profili per camuffare i metodi simili alla Yakuza (mafia giapponese) effettuati dal guru. Predicava lo yoga e pratiche buddhiste, ebbe un riconoscimento di chiesa dal governo giapponese, ma appena la polizia indagò, la setta fece un attentato terroristico nella metropolitana di Tokyo con gas velenosi causando 12 morti e centinaia di feriti. Le indagini continuarono e nella sede della setta furono trovate armi biologiche, gas nervino, antrace, un elicottero russo e una quantità di armi in grado di provocare uno sterminio.

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Antonio Parisi Primate della Chiesa Ortodossa Italiana autocefala Antica Orientale

CHIESA ORTODOSSA ITALIANA AUTOCEFALA
 
ANTICO ORIENTALE

                                                    *******                                         

ANTONIO PARISI NUOVO PRIMATE  DELLA CHIESA 

ALESSANDRO MELUZZI CREA AD ALBUGNANO 
UN CENTRO DI PREGHIERA  E MEDITAZIONE  MONASTICA
….E COSI’ NASCE IN PIEMONTE  IL
MONTE ATHOS ITALICO

Nel Monastero del Rul, nel corso della Cerimonia svoltasi Sabato 19 Settembre ad Albugnano in Asti, Antonio Parisi, giornalista, è stato chiamato ad essere Primate della Chiesa Ortodossa Italiana Autocefala Antico Orientale con il nome di Cosma I.

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Azione Cristiana Evangelica, il presidente Adriano Crepaldi è stato eletto pastore missionario

Milano 16 settembre, l’incontro si è tenuto presso la nuova sede della Chiesa cristiana evangelica pentecostale “Aurora, dei Pastori Uniti d’Italia”. Il presidente di ACE – Adriano Crepaldi è stato ordinato, dopo anni di approfondita preparazione teologica e di contatti con oltre seimila comunità nel nostro Paese, pastore missionario. “Ringrazio il Signore per questo incarico che mi è stato affidato. 

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Elevazione di Parisi a Primate della Chiesa Ortodossa Italiana autocefala Antico Orientale

COMUNICATO STAMPA
a cura della 
C
HIESA ORTODOSSA ITALIANA AUTOCEFALA ANTICO ORIENTALE                          

                                                                                                         

NASCE IN  PIEMONTE IL “MONTE ATHOS ITALIANO” : ALESSANDRO MELUZZI CREA AD ALBUGNANO (ASTI) UN CENTRO DI PREGHIERA E MEDITAZIONE MONASTICA

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ALESSANDRO I, al secolo ALESSANDRO MELUZZI, crea ad Albugnano nel Monastero del Rul, consacrato dalla Chiesa Ortodossa Italiana autocefala Antico Orientale, un Centro Ateneo per l’Ecumenismo Cristiano ed il Dialogo Spirituale ed Interreligioso, nonché di meditazione e preghiera monastica.

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L’Azione Cristiana Evangelica, molto radicata in Italia, ben valorizza il nostro Bel-Paese

L’A.C.E. – Azione Cristiana Evangelica – è un’associazione avviata dal gennaio 2020 che si è costituita formalmente all’inizio di luglio. È molto radicata a livello nazionale, presente in 15 regioni e 25 province d’Italia, con 26 Dipartimenti tematici specializzati nell’affrontare diverse problematiche che affliggono il nostro Belpaese.
In questi ultimi mesi, le osservazioni e le analisi sono state elaborate su temi tanto fondamentali quanto importanti. Sentiti nella vita quotidiana e inerenti aspettative future delle famiglie e dei cittadini, nello svolgere questi, giorno per giorno, l’impegno attraverso il lavoro e i valori di una etica sociale e di socialità solidale.

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Aghori: i maghi oscuri dell’India

Maghi oscuri e potenti stregoni, in grado di guarire malattie. Temuti e rispettati in India; i sadhu che si cibano di carne umana e meditano sui cadaveri, cercando la cessazione delle reincarnazioni attraverso la non discriminazione tra puro e l’impuro.

 Il termine sanscrito sādhus, indica un uomo buono e onesto, un saggio o meglio un santo.

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