Benedetto XVI, con la sua morte, lascia un grande vuoto e grandi perplessità per la Santa Sede

MENTRE LA CRISTIANITA’, COMMOSSA, E’ IN LUTTO ED IN PREGHIERA,
NUOVI INTERROGATIVI ALEGGIANO NEI PALAZZI DELLO STATO CITTA’ DEL VATICANO

Oggi alle 9,35 del mattino si è spento in Vaticano nel monastero della Mater Ecclesia, il Patriarca di Roma e Papa della Chiesa Cattolica, Benedetto XVI.
È stato uno dei più grandi teologi dell’epoca moderna. Era uomo pio, certamente mite. Lui amava gli animali e segnatamente i gatti. Certamente lui, però, più che ad un felino era assimilabile ad un agnello.
Forse per questo alcuni poteri internazionali ma radicati anche all’interno della Santa Sede lo hanno aggredito con ogni mezzo, cercando con persistenti spallate persino di distruggere la millenaria costruzione della Chiesa Cattolica. Poteri economici, politici ma anche sistemi ideologici ed esoterici che da secoli hanno cercato di minare il cattolicesimo.

E con la sua morte di Benedetto XVI si aggiunge un nuovo interrogativo ai tanti che aleggiano sui 42 ettari di terra dello Stato Città del vaticano e sulla Chiesa Cattolica. (vds. quanto già scritto su questa testata da Padre Cosma in data 29.12 ndr)
Chi era veramente quest’uomo che viveva in “esilio” nell’edificio posto nei giardini dello Stato più piccolo del mondo? Era il “papa Emerito” oppure il vero Pontefice in carica?
Fuori dei denti, il 28 febbraio 2013 Benedetto diede le dimissioni da papa rinunciando quindi al “Munus” oppure rinunciò solo al “Ministerium”, cioè all’esercizio pratico amministrativo delle sue funzioni di papa? A leggere la sua dichiarazione in Latino sembra proprio così.
In qualsiasi lingua (eccetto il tedesco) il termine Munus e Ministerium si traducono con la stessa parola: Ufficio, Incarico; non in Latino e non in tedesco dove ci sono due termini diversi che sostanziano un “incarico”.
No. Non è questione di lana caprina. Il codice di diritto canonico prevede proprio questa differenziazione. Forse per questo motivo Benedetto ha conservato tutti i simboli del potere pontificio e ha continuato a dirsi papa (emerito lo dicevano gli altri) sino alla morte. <<Il papa – diceva Benedetto – è solo uno>>. Sornionamente però non specificava chi fosse il “solo” Papa, se lui o Bergoglio. E chi è allora Bergoglio, l’uomo che amministra la Chiesa da due stanze dell’albergo di santa Marta?
Secondo molti principi della Chiesa, che avevano capito sin dall’inizio il tragico errore, Francesco è da considerare una sorta di Maestro di Palazzo, come avveniva presso i Franchi con i Re Merovingi, dove i sovrani regnavano ma l’amministrazione dei regni era nelle mani dei Maestri di Palazzo. Avvenne poi che il maestro di Palazzo Pipino il Breve esautorò l’ultimo re Franco, Childerico III, rubandogli il trono con la benedizione dell’allora papa di Roma.
Forse Benedetto XVI voleva fare come la Regina Elisabetta, che “Regnava ma non Governava”, questo lo fa il primo ministro. Cosa significa tutto ciò?  A questo punto c’è da chiedersi cosa sia successo veramente durante il conclave in cui sarebbe stato eletto Bergoglio.

Il giornalista Antonio Socci aveva sollevato molti dubbi. Insomma, ora Bergoglio è Papa oppure no? Cosa succederà ora?
Intanto ai vecchi misteri, come quello del caso di Emanuela Orlandi, se ne aggiungeranno altri.
Nei prossimi mesi si potrebbe assistere a nuovi dirompenti fuochi d’artificio nei Sacri palazzi pontifici.

Antonio Parisi

Benedetto XVI, i Palazzi Vaticani, Il "Caso Orlandi", Padre Cosma, Papa Bergoglio

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