Università “S. Raffaele” e Fondazione “Terzo Pilastro” lanciano un piano per la formazione medico-scientifica nei Paesi del Mediterraneo e Medio Oriente

L’ambasciatore del Libano in Italia, Mira Daher, accolta dal Presidente dell’Università telematica “San Raffaele”, Sergio Pasquantonio, e dal presidente del Gruppo Carlo Trivelli, insieme ai vertici, è intervenuta ufficialmente alla presentazione – presso la sede dell’Università a Roma – di un progetto di alta formazione medico-scientifica, rivolto a tutta l’area del MENA (i Paesi, cioè, del Mediterraneo e del Medio Oriente).

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All’Ospedale Miulli, in Acquaviva delle Fonti,
nuove frontiere nella “Chirurgia del Piede”

ALLUCE VALGO E TECNICA MINI-INVASIVA PERCUTANEA:
POTENZIAMENTO DEL CENTRO DI CHIRURGIA DEL PIEDE AL MIULLI

La patologia dell’alluce valgo richiede tecniche moderne e capacità chirurgiche adeguate. L’Ospedale Miulli contrasta la mobilità passiva e risponde all’esodo extra-regionale – che è causa di passività per la Regione Puglia di circa 2.5 Milioni di euro – potenziando il Centro di Chirurgia del Piede. 
Spiega il Dott. Nicola Tartaglia, Responsabile dell’Unità Semplice Dipartimentale di Traumatologia: «La tecnica mini-invasiva percutanea, da anni praticata al Miulli, risulta assolutamente efficace e prevede interventi di breve durata in anestesia locale, ridotto dolore post-intervento, deambulazione immediata e una brevissima permanenza in ospedale.

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GUERRA IN UCRAINA: L’OSPEDALE MIULLI ATTIVA UN AMBULATORIO DI ASSISTENZA SANITARIA AI RIFUGIATI

L’emergenza del conflitto armato in Ucraina scuote gli animi dell’Ospedale Miulli di Acquaviva delle Fonti, che per fornire un aiuto concreto ai rifugiati dalla guerra ha attivato un ambulatorio finalizzato a fornire assistenza sanitaria specialistica.

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Protesi d’anca: il Miulli fra i pochi centri in Puglia
ad effettuare l’intervento bilaterale mini-invasivo

È stato realizzato all’Ospedale Miulli un intervento di protesi d’anca bilaterale, con tecnica per via anteriore mini-invasiva, in una paziente affetta da coxartrosi bilaterale. L’intervento è riuscito perfettamente e la paziente ha potuto muoversi con supporto del deambulatore già il giorno dopo, utilizzare solo stampelle dopo appena 6 giorni e salire le scale dopo 10 giorni.

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Perchè sostenere le attività di ricerca e formazione di ISBEM

Il COMEPER (Comitato Mesagne Per la Ricerca) è un’Organizzazione di Volontariato (OdV) che supporta ISBEM (Istituto Scientifico Biomedico Euro Mediterraneo) nella sua Mission di Impresa Sociale nel Territorio.

Tale istituto opera da ben 23 anni al fine di migliorare le varie e complesse espressioni del PIANETA SALUTE. ISBEM e COMEPER si adoperano per aumentare il numero dei ricercatori e il tasso di ricerca, in primis nel Mezzogiorno

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Statine

Statine. Quali sono i reali benefici?

Statine: utilizzo passato dall’8% del 1987, anno di lancio, al 61% del 2016. 

La malattia cardiaca è la principale causa di morte a livello globale. Un dato ormai tristemente noto a tutti. È per questo che, quando i farmaci per abbassare i livelli di grassi nel sangue, colesterolo e trigliceridi – chiamati statine – sono arrivati sul mercato, la comunità scientifica era raggiante. Alcuni suggerirono addirittura che dovessero essere aggiunti alla rete idrica, così da garantire benefici a tutta la popolazione. La promessa di questi inibitori era quella di ridurre di un terzo il rischio di infarto e ictus. Non poca cosa.

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NEONATI PREMATURI: ALLESTITA AL MIULLI LA PRIMA FAMILY ROOM DELLA PUGLIA

UNA SANITA’ D’ECCELLENZA CHE PRIVILEGIA LA PERSONA 

Per la prima volta in Puglia è stata allestita una family room dedicata ai neonati prematuri e alle loro famiglie, un ambiente dotato di tutto il necessario per l’accudimento del neonato da parte della mamma e del papà, che possono soggiornare giorno e notte insieme al proprio bambino nei giorni immediatamente precedenti la dimissione.

Accade all’Ospedale Miulli di Acquaviva delle Fonti, presso il reparto di Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale diretto dal dott. Giuseppe Latorre.

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La Nazionale di calcio “Old Italia” ricorda Giovanni Bertini e raccoglie fondi per i malati di SLA

La SLA, Sclerosi Laterale Amiotrofica, è una malattia neurodegenerativa progressiva che attacca le cellule nervose nel cervello e nel midollo spinale e per la quale non è stata ancora trovata una cura. 

Ogni anno, in Italia sono 5/7 i casi di SLA ogni 100.000 abitanti. Negli ultimi anni questa malattia ha colpito diversi giocatori di calcio, configurandosi per cause ancora tutte da scoprire come una “malattia professionale” del settore.

Uno studio specifico sui calciatori italiani delle serie A, B e C dell’ultimo sessantennio, pubblicato sulla rivista scientifica “Amyotrophic Lateral Sclerosis & Fronto Temporal Disease”, realizzato dai ricercatori del celebre istituto “Mario Negri” di Milano, in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità e l’Associazione Italiana Calciatori, mostra infatti, che chi gioca a calcio si ammala, di SLA, due volte di più rispetto al resto della popolazione, con un’insorgenza della malattia anticipata, in media, di circa 20 anni.

Di questa malattia è stato vittima, a dicembre 2019, anche il romano Giovanni Bertini, storico calciatore della Roma, poi della Fiorentina, dell’Ascoli e del Catania, difensore forte fisicamente e dotato di grande personalità.

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MICI

COMUNICATO STAMPA: SENSIBILIZZARE SULLE MALATTIE INFIAMMATORIE CRONICHE DELL’INTESTINO

La campagna “FATTI PIÙ IN LÀ” promossa da Janssen dà voce ai pazienti

250.000 italiani soffrono di malattie infiammatorie croniche dell’intestino – MICI, tra cui Malattia di Crohn e Colite Ulcerosa sono forse le più note.

Si tratta di patologie che tendono a manifestarsi nella fascia di età compresa tra i 15 e i 40 anni e che invadono la vita quotidiana dei pazienti. Diventano difatti una presenza indesiderata che si impone prepotentemente, disturbando ogni situazione, alimentando l’insorgere di ansia e vissuti di forte imbarazzo nelle persone che ne sono colpite. Sebbene le cause scatenanti delle MICI siano ancora sconosciute, si ritiene però che siano dovute a diversi co-fattori tra la genetica e i fattori ambientali. Oltre all’impatto fisico, esse hanno un risvolto psicologico molto rilevante: la qualità della vita e delle relazioni ne risente.

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Obesità

Lettera aperta delle Istituzioni: l’obesità non può essere trascurata oltre

Urgenti azioni concrete nella lotta all’obesità

Il messaggio che si intende trasmettere è sostanzialmente uno, di grande impatto: riconoscere l’obesità una priorità sociale, sanitaria, economica e clinica. 

Se non trattati, l’obesità e il sovrappeso sono responsabili di un forte carico di malattia che provoca l’80% dei casi di diabete tipo 2, il 7-41% di alcuni tipi di tumore e il 35% della cardiopatia ischemica.

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“Marzo, mese della donna”, il servizio di prevenzione. L’intervista alla dott.ssa Chiara Cefalo, medico Chirurgo Specialista in Endocrinologia e Diabetologia

Il progetto “Marzo è il mese dedicato alla donna” nasce con l’intento di mettere al centro la salute della donna valorizzando l’importanza della prevenzione e della cura. A raccontarci dell’iniziativa è la dottoressa Chiara Cefalo, medico Chirurgo Specialista in Endocrinologia e Diabetologia presso il Policlinico A. Gemelli di Roma.

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rare

Malattie rare, molti i bambini colpiti

La Giornata Mondiale delle Malattie Rare:
un’occasione per fare il punto sulla situazione …..non solo a livello nazionale.

In Italia le persone affette da una malattia rara – o una combinazione di malattie rare – sono 2 milioni. Si contano tra 5.000 e 8.000 patologie rare che colpiscono 300 milioni di cittadini nel Mondo. Nella Giornata mondiale dedicata ai pazienti, è essenziale ricordare che il cammino è ancora lungo, ma gli strumenti a disposizione sono in continuo aumento.

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PROSTATA

Bollino Azzurro consegnato a 94 strutture impegnate nella prevenzione e cura del tumore alla prostata

Nello scorso mese di novembre, dedicato alla salute maschile – tumore alla prostata in primis – Fondazione Onda, osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere, ha avviato la prima edizione del bando Bollino Azzurro. Obiettivo principale, identificare a livello nazionale i centri che garantiscono un approccio multi–professionale e interdisciplinare nell’ambito dei percorsi diagnostici e terapeutici dedicati alle persone con questa tipologia di tumore. 
In Italia gli uomini con tumore della prostata sfiorano il numero di 564.000. Ogni anno si contano circa 36.000 nuove diagnosi. E, purtroppo, non si tratta solo di over 50. 
In questa fascia di età il tumore alla prostata rappresenta oltre il 20% di tutti i tumori diagnosticati nell’uomo, che si rivolge al medico dopo aver ignorato numerosi campanelli d’allarme.

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Emicrania

Emicrania: la call to action di Fondazione Onda in un Manifesto

Emicrania: ne soffrono 6 milioni di italiani, di cui due terzi sono donne, nelle quali la malattia è maggiormente debilitante. Esordisce in età prepuberale o puberale, e connota quindi la vita delle persone che ne soffrono, sino a scemare per gravità dei sintomi solitamente dopo i 50 anni. Secondo i dati dell’Oms è la terza patologia più frequente a livello globale, soprattutto tra le quote rosa. “Gli ormoni sessuali femminili hanno un ruolo cruciale nella determinazione delle differenze di genere che si osservano nell’emicrania”, sostiene Piero Barbanti, presidente dell’Associazione Neurologica Italiana per la Ricerca sulle Cefalee e dell’Associazione Italiana per la Lotta contro le Cefalee.

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Regione Lazio stanzia fondi a tutela della salute di giovani in difficoltà psicologica e persone disabili

La Costituzione Italiana, articolo 32, stabilisce che “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti”.

Ippoterapia, avere un cavallo per amico | Il Colibrì

Parte certamente da questa consapevolezza l’impegno profuso da Fabio Capolei, vicepresidente della VII Commissione Sanità, politiche sociali, integrazione sociosanitaria, welfare della Regione Lazio.

Il politico azzurro nel recente Consiglio regionale ha visto approvati tre ordini del giorno a sua firma, tutti relativi a tematiche oggi di primo piano. Capolei volge lo sguardo all’altro, consapevole della necessità di garantire supporto integrato alle persone vulnerabili o rese fragili da questi anni tanto complessi.

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Troppa pressione sui medici di base:
il racconto di due dottori romani

TESTIMONIANZE DI DUE “ADDETTI AI LAVORI

a cura di ROSSELLA DI PONZIO 

Negli ultimi mesi i medici di base vivono momenti davvero difficili, la pandemia con la conseguente crescita dei contagi da Covid-19 ha letteralmente cambiato il loro modo di lavorare sul territorio. Per avere un quadro chiaro della situazione abbiamo raccolto le testimonianze di due medici di base della capitale che operano nel distretto sanitario del II Municipio romano.

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La svolta per il suicidio assistito in Italia

 

Il suicidio assistito è l’aiuto medico fornito a un soggetto che ha preso la decisione di terminare la propria vita. La persona viene affiancata da un operatore sanitario il cui compito è quello di prescrivere e fornire i farmaci che provocheranno la morte del paziente.

La Asl delle Marche (Asur) attraverso il comitato etico attesta che ci sono tutti i requisiti per l’accesso legale al suicidio assistito per Mario (nome di fantasia di un tetraplegico immobilizzato a letto da 10 anni). Si tratta del primo caso in Italia dopo la sentenza “CappatoDj Fabo“.

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Pandemia: Omicron determina effetti negativi anche sulle donazioni di sangue

Il comunicato stampa diffuso dalla maggiore organizzazione di raccolta di sangue ed emoderivati – l’Avis – si rivolge ai donatori. Indispensabili 365 giorni all’anno.

L’incremento dei contagi da Covid-19 per via della rapida diffusione della variante Omicron sta causando disagianche a livello trasfusionale. Alcune zone del Paese, infatti, segnalano un calo fisiologico nelle donazioni di sangue, a seguito dell’innalzamento dei contagi e, di conseguenza, di persone – e donatori – che hanno contratto o che hanno avuto contatti diretti con persone risultate positive al virus.

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Omicron, la variante dilaga: operatori sanitari allo stremo

L’obbligo vaccinale per gli over 50 sarà sufficiente a dar loro respiro?

Operatori sanitari al collasso. Tra i professionisti della salute gli infermieri hanno affrontato forse le ore più lunghe, tanto nelle strutture di ricovero che al domicilio.

I numeri

I casi totali di cittadini italiani positivi al Covid-19 registrati ieri toccano il record negativo: 219.441 persone.

Del totale dei contagi tra le professioni sanitarie – +210% in un mese – l’82% sono infermieri, la cui carenza crea seria preoccupazione.

L’Istituto superiore di sanità dirama dati allarmanti: 4.142 operatori sanitari positivi il 2 dicembre 2021 e 12.870 il 2 gennaio 2022.

+8.728 in totale, 7.160 gli infermieri. Tra questi ultimi sono 135.000 i contagiati da inizio pandemia.

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Malattie sessualmente trasmesse: HIV e AIDS mietono ancora vittime

Adottare comportamenti adeguati diminuisce il rischio di contrarle

Trasmissioneinfezionevirusmalattia: non stiamo parlando di Covid-19, ma di HIV/AIDS.

Patologie dimenticate dalle nostre cronache, sono invece – con grande sorpresa dell’autore, il britannico Russell TDavies – al centro dell’attenzione mediatica del Regno Unito, dove la miniserie It’s a Sin è al primo posto tra le 50 trasmissioni più viste nel 2021.

Virtuosa la ricaduta: aumento della consapevolezza sull’HIV e sulla necessità di fare test, il cui incremento parla chiaro. Se il tema viene raccontato e affrontato in modo esplicito, pur ricorrendo a una narrazione ambientata negli anni ’80, il pubblico risponde.

Dati allarmanti

L’Oms afferma che l’HIV continua a essere un grave problema di salute pubblica globale, avendo causato finora 36,3 milioni di vittime dal 1988. I dati dell’UNAIDS sull’epidemia di HIV e AIDS, stimano che nel 2020 – a fronte di 37,7 milioni di persone che vivono con il virus, di cui 36 milioni sono adulti e 1,7 milioni bambini con meno di 15 anni, vi siano state 1,5 milioni di nuove diagnosi.

Sono però solo 27,5 milioni le persone con HIV che hanno avuto accesso alle terapie antiretrovirali. Il Covid-19, secondo l’Oms, sta esacerbando le disuguaglianze e le interruzioni dei servizi, rendendo più difficile la vita di quanti convivono con l’infezione da HIV.

Nel Mondo molti positivi tra i più giovani

Il numero delle nuove diagnosi è dimezzato dal 1997 (3 milioni di nuove infezioni) al dicembre dello scorso anno. Ogni settimana vengono diagnosticate circa 5.000 nuove infezioni da HIV tra giovani donne (15-24 anni).

Tra gli adolescenti dei Paesi dell’Africa Sub-Sahariana 6 nuove diagnosi su 7 riguardano ragazze (15-19 anni). Il numero di decessi per anno continua a diminuire, principalmente per effetto delle terapie antiretrovirali combinate, e tuttavia i dati del 2020 lasciano di stucco: 680.000 decessi.

L’Europa

Secondo il rapporto “HIV/AIDS surveillance in Europe 2021”, pubblicato a novembre 2021 dall’ECDC e dall’Ufficio europeo dell’Oms, nel 2020, 46 dei 53 Paesi dell’Oms Europa hanno segnalato 104.765 nuove diagnosi di HIV e 43 Paesi hanno notificato 7.721 nuovi casi di AIDS.

La situazione in Italia

L’Istituto superiore di sanità – Iss, premette che “i dati relativi al 2020 hanno risentito dell’emergenza Covid19 in modi e misure che potranno essere valutati correttamente solo verificando i dati dei prossimi anni”. Lettura: restrizioni nella circolazione e minori opportunità di incontro e aggregazione potrebbero aver determinato la riduzione di contatto/contagio.

Ecco la fotografia del 2020 nel nostro Paese: 1.303 nuove diagnosi di infezione da HIV, pari a un’incidenza di 2,2 nuovi casi per 100.000 residenti, numero in continua diminuzione dal 2012. Le Regioni con più casi sono Valle d’AostaLiguriaProvincia Autonoma di Trento e Lazio.

È aumentata la proporzione delle persone con nuova diagnosi di AIDS che ignorava la propria sieropositività e ha scoperto di essere HIV positiva nel semestre precedente la diagnosi, passando dal 70,9% nel 2019 all’80,4% nel 2020.

Oltre un terzo delle persone con nuova diagnosi ha eseguito il test per sospetta patologia o presenza di sintomi HIV correlati (37,1%). Oppure a seguito di rapporti sessuali non protetti (17,2%), comportamento a rischio generico (10%), accertamenti per altra patologia (3,5%), screening/campagne informative (6,5%).

Azioni congiunte

Sorge spontanea una domanda: lo sforzo per arrestare l’ondata pandemia da Sars-Cov-19 non dovrebbe includere anche l’aumento delle azioni di prevenzione dell’HIV?

Si muovono in tal senso le valutazioni di diversi ricercatori, concordi nell’affermare che la variante Omicron sia “strana. Sembra non discendere da varianti di preoccupazione quali Alpha, Beta o Delta e si ipotizza che sia sorta in una persona con il sistema immunitario indebolito.

La scienza si interroga

L’identikit è di un individuo fragile la cui condizione o malattia, secondo The Guardian, potrebbe essere un tumore, un trapianto d’organo, HIV incontrollato. Il virus attacca infatti  il sistema immunitario, rendendolo debole e quindi più esposto a una serie di agenti patogeni. Il livello di allerta si alza se pensiamo che l‘Africa subsahariana ospita i due terzi della popolazione mondiale affetta da HIV: 8 milioni di persone attualmente non sottoposte a una terapia efficace.

Il claim della recente giornata mondiale contro la malattia va proprio in questa direzione: “Stop alle diseguaglianze. Stop all’AIDS”.

Il quotidiano si chiede infine se vi sia il rischio che l’HIV non controllato porti all’emergere di varianti di Coronavirus. Ne parla con il dottor Richard Lessells, infettivologo dell’Università di KwaZulu-Natal a Durban, parte del primo team che segnalò Omicron.

Il quale afferma che le questioni importanti sono due. «Prima c’è la scienza, che ha bisogno di andare avanti per capire meglio cosa sta accadendo».

«Ma […] non abbiamo bisogno di aspettare la scienza. […] mentre affrontiamo la sfida immediata del Covid-19, dobbiamo anche intensificare gli sforzi per porre fine all’HIV come problema» – appunto, aggiungiamo noi – «di salute pubblica».

Cosa possiamo fare: il nastro rosso non basta

Il primo obiettivo è educare le nuove generazioni attraverso il confronto: non solo i giovanissimi, ma anche quella fetta di popolazione sfuggita alle campagne di sensibilizzazione impresse nella memoria dei nati alla fine degli anni ’60 e negli anni ’70 e ’80.

Drammaticamente indimenticabile è la campagna del 1989: “Aids: se lo conosci lo eviti, se lo conosci non ti uccide», diceva Fondazione Pubblicità Progresso.

Un bar, una festa, una sagoma che diventa improvvisamente bordata di un alone viola.

Un incubo per i ragazzi e le ragazze di quell’epoca, diventati poi uomini e donne assuefatti alla notizia, distratti e con una gran voglia di vivere una sessualità libera. Il problema? La quasi totale mancanza di consapevolezza, lo scollamento tra il “so che potrei farmi del male” e l’unica azione valida a proteggersi vicendevolmente: l’uso del profilattico.

Allora c’erano molti testimonial, diversi politici, il mondo della moda con l’iniziativa Convivio, le band musicali. E ora? Un silenzio quasi assordante!

La scuola ha un ruolo cruciale

Le campagne di prevenzione guardano all’abuso di sostanze alcoliche piuttosto che all’educazione alla salute anche in ambito di sessualità. I pochi incontri organizzati nelle scuole secondarie di secondo grado, finalizzati alla sensibilizzazione sui rischi di trasmissione dei virus e sulla protezione consapevole, parlano ancora troppo spesso un linguaggio ingessato, poco vicino ai giovani.

Obbligatoria in Gran Bretagnal’educazione sessuale non è materia cara alla scuola italiana, che improvvisa. Le serie dedicate all’argomento non sono infatti sufficienti a promuovere l’adozione di comportamenti all’insegna della sicurezza.

Occorrerebbe invece stilare programmi strutturati di educazione affettiva e sessuale – quale docente ha ore sufficienti da dedicare alla materia? – da svolgere a partire dalla prepubertà. Un assaggio alle scuole medie con la definizione di salute, la sua importanza, come mantenerla con una corretta routine quotidiana.

Giusta quantità e qualità di cibo e acqua, attività fisica, sonno, eccetera. Poi la pubertà, caratterizzata da profondi cambiamenti fisici, emotivi e sociali. Quindi un focus su genere, percezione di sé, identità, orientamento sessuale. Infine le relazioni e le emozioni, il desiderio – argomenti fondamentali per giungere a parlare di sessualità, di infezioni e malattie sessualmente trasmissibili e di quali comportamenti adottare

Uno strumento importante

È ancora l’Istituto superiore di Sanità a proporre contenuti di alto interesse: la monografia “Le infezioni sessualmente trasmesse. Come riconoscerle e prevenirle”,  curata da Barbara Suligoi e Maria Cristina Salfa (Iss) per la collana di libri “I Ragazzi di Pasteur”, è rivolta agli studenti delle scuole secondarie. Frutto della cooperazione tra Ibsa Foundation e Istituto Pasteur Italia è ora disponibile anche in lingua inglese.

La monografia, che adotta un linguaggio semplice e non tecnico, inizia illustrando le “Regole del sesso sicuro” e spiegando ai giovani come riconoscere le infezioni sessualmente trasmesse, i potenziali rischi a esse connesse e a chi rivolgersi per avere delucidazioni a riguardo. Nella seconda parte trova invece spazio un fumetto sul tema a cura della scuola romana dei Fumetti, con la sceneggiatura elaborata dagli studenti del Liceo scientifico Galileo Galilei di Trento.

Il silenzio degli adulti porta al rischio disinformazione

Se gli adulti sono imbarazzati e manchevoli, i ragazzi si rivolgono allora a quel che ritengono essere il miglior medico sul mercato, Dr Google. Purtroppo non accurato e sovente tardivo nel dare risposte realmente utili e accessibili. Le stesse domande poste sui motori di ricerca evidenziano difatti una preoccupante disinformazione di base.

I nuovi dati dell’Iss, che da oltre trent’anni risponde alle domande e ai dubbi su HIV e AIDS attraverso il numero verde 800 861061, sottolineano l’urgenza di intervenire contro il ritardo di diagnosi. 6 nuove diagnosi su 10 avvengono tardivamente.

il tempo è prezioso: quello della prevenzione primaria, come quello della prevenzione secondaria, le nuove terapie, se iniziate precocemente, possono difatti salvare la vita e salvaguardarne la qualità.

Che sia un Capodanno all’insegna della sicurezza!

 

Chiara Francesca Caraffa

Foto © Eurocomunicazione (copertina), Wall Street International Magazine, Press View, Best Movie

www.eurocomunicazione.com/2021/11/29/omicron-e-la-nuova-variante-di-preoccupazione-del-covid-19/

www.epicentro.iss.it/ist/pdf/vol.10_le-infezioni-sessualmente-trasmesse_suligoi-salfa.pdf

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