• Home
  • Salute e Sanità

Omicron, la variante dilaga: operatori sanitari allo stremo

L’obbligo vaccinale per gli over 50 sarà sufficiente a dar loro respiro?

Operatori sanitari al collasso. Tra i professionisti della salute gli infermieri hanno affrontato forse le ore più lunghe, tanto nelle strutture di ricovero che al domicilio.

I numeri

I casi totali di cittadini italiani positivi al Covid-19 registrati ieri toccano il record negativo: 219.441 persone.

Del totale dei contagi tra le professioni sanitarie – +210% in un mese – l’82% sono infermieri, la cui carenza crea seria preoccupazione.

L’Istituto superiore di sanità dirama dati allarmanti: 4.142 operatori sanitari positivi il 2 dicembre 2021 e 12.870 il 2 gennaio 2022.

+8.728 in totale, 7.160 gli infermieri. Tra questi ultimi sono 135.000 i contagiati da inizio pandemia.

Continua a leggere

Come favorire la digestione dopo Natale e le Feste.

Eccomi a consigliarvi numerosi metodi per riuscire a digerire dopo il Natale e le feste successive, vi elencherò vari metodi ma il mangiare leggero e un moto degli arti questa volta non eccessivo come una camminata leggera vi aiuterà a digerire il cibo introdotto in eccesso:

  1. Mangiare fibre: le feci si ammorbidiscono, aiutando la peristalsi intestinale e prevenendo gas, gonfiore e costipazione, mangiate cereali integrali, noci , mele pere carciofi e broccoli.
  2. Non mangiare cibi troppo pesanti, i pasti non devono essere troppo abbondanti e gli alimenti devono essere masticati con calma e accuratamente.
  3. Ci sono alimenti che aiutano la digestione come crauti e yogurt, oppure lo zenzero.
  4. Che cosa bere per digerire? È importante aumentare l’idratazione e bere molta acqua consente a fegato e reni di facilitare l’eliminazione delle scorie se si è mangiato troppo. Inoltre, non apporta calorie, aiuta a eliminare le tossine e stimola la sazietà, aiutando a evitare eccessi alimentari. In caso di digestione lenta, 1-2 bicchieri d’acqua é la quantità suggerita dai dietologi per la digestione, per aumentare i succhi gasrici e quindi la digestione.
  5. Mangiare alimenti di facile digestione: Carciofi, finocchi e menta favoriscono la digestione. Ottimi anche un riso condito con olio extravergine d’oliva e parmigiano, un piatto di pasta al pomodoro e, in generale, le verdure crude e del pane integrale.
  6. Non fare attività fisica intensa é importante per la digestione: come dicevo sopra l’attività fisica deve essere leggera dopo un pasto pesante.
  7. Bere acqua calda con una buccia di limone. Un rimedio classico, in caso di mal di stomaco accompagnato da nausea, è bere il cosiddetto “canarino”, ovvero acqua calda con buccia di limone. Si fa bollire per alcuni minuti la buccia di mezzo limone, quindi si filtra e si beve l’infuso quando l’acqua è ancora calda. Il limone  stimola di fegato e pancreas, e previene anche reflusso e acidità.
  8. L’infuso di camomilla e salvia é un classico rimedio per digerire, un altro rimedio é bere bicarbonato e succo di limone in acqua tiepida.
  9. tra le tisane digestive ve ne sono diverse che aiutano a digerire: la liquirizia, l’anice, il cumino e il coriandolo tra i semi aiutano a digerire. L’anice stellato e non aiuta ad abbassare le fermentazioni che sempre procurano gonfiori.
  10. Vi sono integratori in farmacia di enzimi digestivi, state attenti perché alcuni sono di origine animale e non saranno adeguati per un vegetariano o un vegano.
  11. Gli olii essenziali possono aiutare sia in forma di aromoterapia che se ingeriti in piccole dosi (una o due gocce) con un po’ di miele o metodi similari: per la digestione si consigliano finocchio per meteorismo e aereofagia, alloro e cumino per gas e intestino irritabile, menta per indigestione e flautulenza.
  12. E’ importante anche il sonno: se non si dorme un numero sufficiente di ore si avrà immancabilmente un disagio digestivo perché il corpo non sarà in grado di scindere il cibo mangiato.

La cosa migliore rimane il buon senso di mangiare poco, troppe volte si associano le feste, soprattutto quelle natalizie, a delle immense abbuffate, una apologia del consumismo senz’anima che porta solo grandi indigestioni.

Malattie sessualmente trasmesse: HIV e AIDS mietono ancora vittime

Adottare comportamenti adeguati diminuisce il rischio di contrarle

Trasmissioneinfezionevirusmalattia: non stiamo parlando di Covid-19, ma di HIV/AIDS.

Patologie dimenticate dalle nostre cronache, sono invece – con grande sorpresa dell’autore, il britannico Russell TDavies – al centro dell’attenzione mediatica del Regno Unito, dove la miniserie It’s a Sin è al primo posto tra le 50 trasmissioni più viste nel 2021.

Continua a leggere

ABBUFFATE DI FINE ANNO, ECCO I CONSIGLI DEI MEDICI AIGO

Per iniziare il 2022 con i migliori propositi, è possibile seguire dei semplici consigli per rendere meno “pesante” ma sempre golosa la nostra tavola imbandita, richiamandoci al buon senso e alle regole della dieta mediterranea.

Brindisi, pranzi e cene: mai come quest’anno l’appuntamento con le feste di fine anno era atteso. Le festività natalizie sono uno dei momenti dell’anno in cui si cucina di più e si consumano pasti ricchi di grassi, zuccheri e alcol che sono una vera “prova di sopravvivenza” per il nostro organismo, già messo sotto stress in queste settimane per la situazione sanitaria e la poca attività fisica che  abbiamo praticato nell’ultimo anno.

Continua a leggere

MALATTIE RARE TRA LE PRIORITÀ DELLE NAZIONI UNITE/AGENDA 2030

Mattie rare. Italia tra i 54 Paesi protagonisti del cambiamento

Le Nazioni Unite adottano la prima risoluzione sui diritti dei pazienti affetti da malattie rare, declinata in 5 obiettivi strategici. “Addressing the Challenges of Persons Living with a Rare Disease and their Families” riconosce i diritti degli oltre 300 milioni di persone che in tutto il mondo vivono con una malattia rara e pone basi sicure per la loro inclusione.

Continua a leggere

Milano: arrivano i cani anti-covid
in grado di individuare i positivi  

Riportiamo un articolo di Giorgia Piccolella pubblicato su La Freccia Web e riguardante l’addestramento dei cani anticovid. Un innovativo progetto nato dalla collaborazione tra il servizio veterinario del comando dei carabinieri Pastrengo a Milano con la professoressa Maria Rita Gismondo, Direttore Responsabile del reparto Microbiologia clinica, Virologia e Diagnostica Bioemergenze dell’ospedale Sacco di Milano.

Continua a leggere

“ALLA RICERCA DEL TEMPO FUTURO. LA CHIESA ITALIANA E LA SALUTE MENTALE”

PROSPETTIVE E INTERPRETAZIONI SULLE CONSEGUENZE COVID NELLE RELAZIONI

Convegno presso la Pontificia Università Lateranense, domani 4 dicembre

Questo 2020 sta scivolando via segnato dalla pandemia che ha minato, oltre la nostra salute, le nostre coscienze ponendoci interrogativi, se non addirittura dubbi. Vediamo incrinarsi la fiducia nei protocolli sanitari e le certezze riposte nella scienza medica, che sembrava aver vinto tante sfide, è scemata impietosamente. I problemi medici e sanitari vengono ora legati, a doppio filo, a questioni politiche ed economiche ed anche il Santo Padre Francesco ha sottolineato come i vaccini sono distribuiti in maniera non omogenea tra la popolazione mondiale, con un’ingiustizia sanitaria a ricalcare e rimarcare le differenze economiche tra i diversi popoli. Un virus sconosciuto, che ha sorpreso i sistemi sanitari di tutte le nazioni, ha costretto a trascurare tante altre malattie e i relativi percorsi prevenzionali.

Continua a leggere

AL MIULLI ASSEGNATI DUE BOLLINI ROSA dall’Osservatorio Nazionale sulla tutela della Donna

Il Miulli si conferma fra gli ospedali italiani al fianco delle donne e anche per il biennio 2021-2022 riceve dalla Fondazione Onda, Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere, 2 Bollini Rosa
Questo prestigioso riconoscimento viene assegnato dalla Fondazione agli ospedali attenti alla salute femminile e che si distinguono per l’offerta di servizi dedicati alla prevenzione, diagnosi e cura delle principali patologie che riguardano l’universo femminile ma anche quelle che riguardano trasversalmente uomini e donne in ottica di genere.

Continua a leggere

Omicron è la nuova “variante di preoccupazione” del Covid-19

Pandemica e ubiquitaria, minaccia la solidarietà globale

Omicron è il nome della nuova, ultima variante del Sars-CoV-2 che sta allarmando il Mondo e la sua stabilità. Solo adesso i 194 Stati membri dell’Organizzazione mondiale della Sanità hanno concordato di avviare i negoziati del Trattato internazionale sulle pandemie.

Continua a leggere

Dare è il gioco educativo che racconta le malattie inguaribili

Quando il malato è un minore, il bisogno di una relazione efficace tra pari aumenta

Dare un segno di cambiamento lavorando sulle narrazioni, anche quando il tema è la malattia. Le Cure Palliative pediatriche non sono un gioco, ma è proprio grazie alla gamification che queste guadagneranno l’attenzione dei giovani italiani.

Continua a leggere

MALATTIE CARDIOVASCOLARI: LA PREVENZIONE CONTA

MALATTIE CARDIOVASCOLARI: LA PREVENZIONE CONTA

Le malattie cardiovascolari rappresentano la prima causa di morte nel mondo. E sono in aumento.

Sono circa 17 milioni i decessi annui. In Italia queste patologie sono responsabili del 35.8% di tutti i decessi (32.5% negli uomini e 38.8% nelle donne), superando i 230mila casi annuali.

Dati che fanno riflettere e di cui parliamo con il professor Giovambattista Desideri, direttore della cattedra di Geriatria dell’Università degli Studi L’Aquila e consigliere della Società Italiana Prevenzione Cardiovascolare – Siprec, società scientifica multidisciplinare. Essa si avvale infatti della presenza tra i suoi membri di molteplici esperti: cardiologi, diabetologi, medici internisti, medici di medicina generale, pediatri, medici dello sport, nutrizionisti e farmacisti.

Continua a leggere

NOVEMBRE, MESE DELLA SENSIBILIZZAZIONE SULLE MALATTIE MASCHILI

NOVEMBRE, MESE DELLA SENSIBILIZZAZIONE SULLE MALATTIE MASCHILI

 

37.000 all’anno le nuove diagnosi di tumore alla prostata in Italia

 

Informazione, prevenzione e cultura sono gli strumenti da utilizzare per combattere lo stigma della malattia maschile. E spingere gli uomini con sintomatologia a fare una visita di controllo; secondo i dati attuali quasi sempre accompagnati dal partner, il cui ascolto empatico è spesso la prima forma di assistenza sanitaria.

 

E se le donne hanno dimostrato una leadership nella lotta alle malattie di genere, gli uomini hanno semplicemente scotomizzato l’informazione. 

 

L’abolizione del servizio militare di leva, avvenuta nel gennaio del 2005, ha interrotto purtroppo una catena virtuosa: ciascun giovane di sesso maschile sino a quell’anno ha avuto l’occasione – o meglio l’obbligo – di sottoporsi a una visita medica andrologica accurata.

Da quel momento in poi vi è stato nella popolazione un lento allontanamento dalla problematica, che riemerge drammaticamente in quanti sono colpiti dalla malattia.

I dati emersi dall’indagine “La consapevolezza sul tumore alla prostata” condotta da Elma Research e Fondazione Onda – Osservatorio nazionale sulla salute della donna, recentemente pubblicati, indicano che nel nostro Paese sono circa 564.000 gli uomini con pregressa diagnosi di tumore della prostata, pari al 33% per cento dei casi di tumore nei maschi.

La cui percezione è, per un terzo, quella di non sentirsi sufficientemente informati sul tema. Il 66% ritiene la malattia curabile e non drasticamente impattante sulla qualità di vita, mentre diversa è la percezione di chi è affetto dalla patologia.

Il desiderio di essere più informato e assistito dal proprio medico di famiglia accomuna invece la maggioranza dei 273 uomini oggetto della survey.

 

Rispetto alla quale Francesca Merzagora, Presidente di Fondazione Onda – costituita nel 2005 con lo scopo, tra l’altro, di raggiungere l’equità in tema di salute identificando le differenze di genere – osserva che “la maggior parte degli uomini intervistati, che appartengono a una fascia della popolazione particolarmente istruita, ha eseguito le visite di controllo necessarie lo scorso anno, soprattutto grazie all’importante ruolo svolto dalle proprie partner”.

 

“Infatti, risulta che l’uomo di fronte a problemi genito-urinari reagisce con comportamenti di chiusura, minimizzando il problema” afferma. “La donna continua Merzagora – ricopre un ruolo fondamentale nel motivare l’uomo alla diagnosi precoce e a sottoporsi a visite di controllo. Per questo motivo è molto utile che anche la popolazione femminile sia informata sulle tematiche di salute che riguardano i componenti maschili della famiglia”.

 

Dal 2007 Onda attribuisce il Bollino Rosa agli ospedali italiani “vicini alle donne” che offrono percorsi diagnostico-terapeutici e servizi dedicati alle patologie femminili mettendo al centro la persona malata.

 

Ed ora dopo l’esperienza positiva di quasi quindici anni del Bollino Rosa, la fondazione e i suoi partner hanno inteso estendere – con il Bollino Azzurro – la loro attenzione alla salute di genere maschile per promuovere in modo ancora più profondo e capillare la consapevolezza del tumore alla prostata sia nell’uomo che nella donna.

 

Incentivare la cultura della prevenzione diventa quindi un obiettivo primario, raggiungibile anche attraverso l’impegno degli Enti del Terzo Settore. 

 

Fondazione Onda ha avviato quindi, in questo mese di novembre denso di iniziative, il progetto Bollino Azzurro con l’obiettivo di identificare a livello nazionale i Centri che garantiscono un approccio multi-professionale e interdisciplinare nell’ambito dei percorsi diagnostici e terapeutici dedicati ai pazienti con tumore della prostata. Per poi premiarli.

 

La strategia è chiara, e soprattutto vincente: coinvolgere le 355 strutture ospedaliere che hanno già il Bollino Rosa e aprire la candidatura con termine il 14 gennaio 2022 a quante non sono ancora parte del network.

 

L’iniziativa, realizzata con il contributo incondizionato di Bayer, gode del patrocinio di AIRO (Associazione Italiana di Radioterapia ed Oncologia Clinica), CIPOMO (Collegio Italiano dei Primari Oncologi Medici Ospedalieri), Fondazione AIOM, ROPI (Rete Oncologica Pazienti Italia) e SIUrO (Società Italiana di Uro-Oncologia).

 

Il fine più rilevante del progetto collettivo, esteso a livello nazionale, è quello di promuovere una maggiore consapevolezza sul tumore alla prostata, sull’importanza della diagnosi precoce e della necessità di rivolgersi ai centri che assicurano trattamenti personalizzati e innovativi.

 

Ne elogia il lavoro – prezioso per le sue molteplici ricadute – il Sottosegretario di Stato alla salute, Professor Pierpaolo Sileri, che ritiene l’operato di ONDA cruciale in questo particolare momento e indispensabile “sia nella promozione dell’informazione corretta presso la popolazione su temi centrali come la prevenzione primaria, la diagnosi precoce e l’aderenza terapeutica; sia per favorire il dialogo con le istituzioni centrali e regionali, coinvolgendo società scientifiche, associazioni di pazienti e media”.

Il Senatore nella missiva di ringraziamento riporta alcuni dati allarmanti riferiti ai danni causati nel settore oncologico dalla pandemia da Covid-19: – 11% di nuove diagnosi, – 13% di trattamenti farmacologici, – 18% di interventi chirurgici.

Occorre promuovere la collaborazione tra i diversi specialisti attivi nella gestione di queste malattie, quali urologo e radioterapista, oncologo, patologo, medico nucleare, radiologo, e dare informazioni corrette, accessibili, senza dimenticare di dire agli uomini che vi sono varie opzioni terapeutiche, anche poco invasive.

 

Molte le iniziative e campagne sul territorio, altrettante le organizzazioni impegnate sul tema, tra cui non si può non menzionare Movember – crasi di moustache (baffi) e november, mese tradizionalmente dedicato alla prevenzione e cura delle patologie urogenitali maschili.

Tumore alla prostata e tumore del testicolo in primis.

 

Movember, fondata da 2 amici australiani nel 2003 e presente con sedi nazionali in numerosi Paesi, è “alleanza nella motivazione”.

Umberto Pellizzari, campione mondiale di apnea, è anche quest’anno il testimonial della campagna nazionale di sensibilizzazione “Metti un baffo a novembre”, promossa da Janssen Oncology con il patrocinio di Europa Uomo, Fondazione Pro e Salute Uomo, nata nel 2016 come costola di Salute Donna.

 

Il messaggio che mandano vede alcuni concetti chiave: adozione di uno stile di vita salutare, prevenzione primaria e sorveglianza attiva, implementazione della rete di supporto.

 

Chiara Francesca Caraffa

 

 

 

 

 

 

 

 

IN OCCASIONE DELLA GIORNATA MONDIALE DEL TUMORE AL PANCREAS, IL MIULLI SI ILLUMINA DI VIOLA E ORGANIZZA UN CONVEGNO MULTIDISCIPLINARE

Si rinnova anche per il 2021 l’impegno dell’Ospedale Miulli nella prevenzione e cura del tumore al pancreas. In occasione della Giornata Mondiale che si celebra ogni anno a novembre, l’Ente di Acquaviva delle Fonti si illuminerà di viola per sensibilizzare l’utenza sulla necessità di un approccio multidisciplinare alla patologia.

Continua a leggere

ALLARME UNICEF: 71 DONNE E 30 BAMBINI RAPITI AD HAITI NEI PRIMI OTTO MESI DEL 2021

Roma, 22 ottobre 2021

“Nessun posto è sicuro per i bambini ad Haiti”

Questo è il grido di allarme lanciato da Jean Gough, direttore regionale UNICEF per l’America Latina e i Caraibi.

“Lungo la strada per andare a scuola, a casa o anche in chiesa, le ragazze e i ragazzi rischiano di essere rapiti ovunque e ad ogni ora del giorno e della notta. Il peggior incubo per un genitore. Le bande criminali stanno utilizzando i bambini come merce di scambio per fare soldi sull’amore dei genitori per i propri figli,” ha continuato Gough.

Ad Haiti, il numero di bambini e donne colpiti dalla violenza e rapiti a scopo di riscatto, già solo nei primi otto mesi del 2021, avverte L’UNICEF, ha superato quello dell’intero 2020. Le stime dell’UNICEF, basate su fonti ufficiali, raccontano di 71 donne e 30 bambini rapiti nei primi otto mesi di quest’anno, rispetto a 59 donne e 37 bambini nel 2020. La maggior parte dei rapimenti è avvenuta nella capitale Port au Prince, la maggior parte delle persone rapite sono haitiani. Questi rappresentano un terzo dei 455 rapimenti di cui si hanno notizie quest’anno.

Continua a leggere

Terapie avanzate, l’Osservatorio lancia Reshape

Un nuovo strumento per raggiungere la popolazione e fare cultura sul tema. Un viaggio nella medicina del futuro

Dalle terapie avanzate alle terapie digitali: Reshape offre una panoramica sulle innovazioni terapeutiche che stanno rivoluzionando la storia della medicina.

A iniziare dal 14 ottobre 2021, con la prima puntata, già online, l’Osservatorio Terapie avanzate – OTA avvia un viaggio in 8 puntate, a cadenza quindicinale.

Il mezzo di comunicazione scelto è il podcast. Ciò conferma che il trend in corso trova proprio nella voce – si pensi alla sempre maggiore affermazione della radio – la forma più apprezzata di divulgazione. Anche di contenuti scientifici. La cui diffusione “laica”, rivolta quindi ai pazienti e alle famiglie, è il fiore all’occhiello dell’Osservatorio Malattie Rare – O.Ma.R., di cui OTA è uno dei tanti – preziosissimi – progetti.

O.Ma.R., prima e unica agenzia giornalistica, in Italia e in Europa, dedicata alle malattie rare e ai tumori rari, è riconosciuto come una delle maggiori e più affidabili fonti di informazione per le tematiche inerenti le malattie rare, i tumori rari e i farmaci orfani.

Storie rare

La testata giornalistica risponde tanto all’esigenza dei media generalisti che al bisogno dei cittadini/pazienti di poter identificare fonti e contenuti realmente affidabili. Ma al tempo stesso fruibili.

La mole di materiale che esplora la tematica medica e sanitaria oggi disponibile su Internet, infatti, non è sempre certificata e di qualità. L’accessibilità ai contenuti scientifici, inoltre, resta preclusa a un alto numero di persone, così da rendere complessa la comprensione spesso proprio a chi necessita di approfondimenti.

Podcast

L’idea del podcast diventa così una strada alternativa, accattivante e accessibile, che strizza l’occhio ai giovani, e ai giovanissimi. Sono pensate – soprattutto – per questi ultimi le storie illustrate che accompagneranno ciascuna puntata. La prima, ad esempio, racconta come – partendo dai farmaci più classici – si è arrivati a ideare terapie innovative in cui il principio attivo sono geni, cellule o addirittura software.

Tutte le puntate, realizzate con il contributo di uno o più esperti italiani e internazionali del settore, saranno disponibili gratuitamente sulle maggiori piattaforme. Spotify e Google Podcasts, Apple Podcasts, Spreaker e altre ancora.

Esperti del settore, appassionati o, più semplicemente, ascoltatori curiosi saranno accompagnati lungo il racconto della storia di queste terapie e dei pazienti per cui sono state ideate. Non mancherà la narrazione dei successi, dei traguardi raggiunti, dei tanti fallimenti.

I contenuti

Protagoniste delle puntate sono la nascita, l’evoluzione e le prospettive future delle terapie avanzate. Sono terapie o farmaci innovativi che si differenziano dai farmaci più classici perché non si basano su molecole prodotte per sintesi chimica bensì su DNA o RNA, cellule e tessuti.

Le terapie avanzate sono un settore emergente della biomedicina, frutto degli enormi progressi fatti negli ultimi venti anni nel campo delle biotecnologie. Offrono nuove opportunità per la diagnosi, la prevenzione o il trattamento di gravi patologie che hanno opzioni terapeutiche limitate o assenti, quali malattie genetiche, malattie croniche e tumori.

Si parlerà anche di terapie digitali, l’ultima frontiera dell’innovazione terapeutica.

Attenzione sarà data anche al tema delle fake news, fenomeno già noto prima della pandemia, ma che – con essa – ha raggiunto livelli di preoccupazione da non sottostimare.

Evoluzione

Alla fine dell’Ottocento, con la sintesi del precursore dell’odierno paracetamolo, nasce la farmacologia moderna. Nel 1928 la scoperta del batteriologo Alexander Fleming del primo antibiotico, la penicillina, rappresenta la rivoluzione nel mondo della medicina.

Scienza in continua evoluzione, affamata di conquiste volte al miglioramento della salute e della qualità di vita. Nascono nuove branche specialistiche, e la componente tecnologica riveste anno dopo anno maggiore rilievo. E la presenza di un nutrito numero di donne nel novero di medicichimicifisici impegnati nella ricerca e nello studio, corrisponde al raggiungimento di altrettanti traguardi.

Ereditarietà delle informazioni genetiche

Ne è un esempio Rosalind Franklin, chimica e cristallografa a raggi X che nel 1953 appuntò sul suo taccuino: “il DNA è composto da due catene distinte”.

Due settimane dopo Francis Crick e James Watson costruirono il loro celebre modello della struttura del DNA nel laboratorio di Cavendish a Cambridge. E nel 1962 furono insigniti del Premio Nobel.

DNA, molecola della vita

La descrizione della doppia elica ha ricoperto un’importanza ben più ampia della sola spiegazione della struttura e della funzionalità della molecola di DNA. Essa, difatti, è stata l’innesco per una serie di nuove conoscenze e tecnologie, tra cui la tecnologia del DNA ricombinante, che negli anni ’70 ha permesso la nascita dell’ingegneria genetica.

Un passaggio fondamentale, grazie al quale è stata poi sviluppata la terapia genica, la più nota tra le terapie avanzate.

Non solo chimica

Come è stato per il passaggio dalla cultura analogica a quella digitale, quella dai farmaci più classici, basati sulla chimica, a quelli avanzati a base di cellule e geni è un cambiamento epocale nel modo di pensare la medicina stessa.

Le terapie avanzate – termine che comprende terapia genica, terapia cellulare e ingegneria tessutale – vengono ancora oggi definite medicina del futuro. Sono invece parte del nostro presente: hanno già diverse applicazioni mediche e hanno permesso di raggiungere risultati clinici prima inimmaginabili.

Software e tecnologia

Il passo successivo è rappresentato dalle terapie digitali, che integrano tecnologia e terapie tradizionali. Segnano un’ulteriore evoluzione del concetto di terapia, in grado di trasformare un software in principio attivo.

Sì, esatto. Software al posto del principio attivo di un farmaco e tecnologie che aiutano nei processi di diagnosigestione e prevenzione. Le terapie digitali – menzionate spesso in inglese come digital therapeutics – DTx, racchiudono le soluzioni tecnologiche validate e approvate in grado di implementare gli strumenti a disposizione per il trattamento di alcune patologie.

Digitale

La medicina digitale ha lo scopo di rivoluzionare l’assistenza sanitaria e il benessere.

Cosa c’é al cuore di questa rivoluzione? Lo sviluppo di soluzioni tecnologiche per monitorareelaborare e integrare vaste quantità di dati a livello del singolo e della popolazione. Obiettivo, aiutare ad affrontare problemi e sfide nell’ambito della salute.

Protagonisti i pazienti, i medici e gli stessi sistemi sanitari.

Un altro potenziale della medicina digitale, tutto da esprimere, è la democratizzazione dell’accesso alle cure. Raggiungibile dalla collettività solo se la compliance della singola persona malata sarà al centro del patto terapeutico. Impegno personale, prevenzione primaria e secondaria al centro, in quanto elementi imprescindibili da tenere sempre nella più alta considerazione.

Insomma, tecnologia e medicina si uniscono in un legame ancora più stretto, in grado di rivoluzionare – di nuovo – la scienza medica. E con Reshape – il podcast che rimodella il concetto di cura – linguaggio semplice e rigore scientifico non saranno più un ossimoro!

 

Chiara Francesca Caraffa

Foto © Home School Hub (copertina), Nytimes, Notizie, Raccoon

www.eurocomunicazione.com/2021/02/28/malattie-rare-la-giornata-mondiale-riguarda-tutti/

www.osservatorioterapieavanzate.it/innovazioni-tecnologiche/terapie-digitali

www.spreaker.com/user/15396052/ep-1-la-medicina-del-terzo-millennio?utm_medium=widget&utm_source=user%3A15396052&utm_term=episode_title

 

Agopuntura – congresso nazionale AIA 2021
a Roma il 22/23/24 ottobre

22, 23 e 24 ottobre

Esperienze Cliniche in Agopuntura e Medicina Cinese

Centro Congressi Auditorium Aurelia 
via Aurelia, 796 – Roma

COME GIA’ AVVENUTO NEI PRECEDENTI ANNI DURANTE IL MESE DI OTTOBRE, 
NEI PROSSIMI GIORNI  AVRA’ INIZIO IL CONGRESSO INTERNAZIONALE ORGANIZZATO
DALL’ A.I.A. – ASSOCIAZIONE ITALIANA AGOPUNTURA

Qui di seguito vengono fornite gran parte delle informazioni sul suo svolgimento, con le tematiche da esaminare, i nominativi dei relatori, ecc.  La CONSUL PRESS, già nel 2019 e nel 2020, ha dedicato la dovuta attenzione a tale evento e riteniamo interessante rammentare quanto accaduto nel 2020.  Infatti il Congresso – già da più tempo  programmato con accesso in presenza per i relatori, i convegnisti e gli ospiti nell’auditorium, pur con l’osservanza di tutte le  norme cautelative vigenti – veniva bloccato con solo alcuni giorni di preavviso precedenti alla sua inaugurazione, in base ad uno degli ennesimi DPCM abitudinariamente emanati, nel corso dell’anno, dall’Ex Premier Giuseppe Conte, con gravi e pesanti problemi per l’A.I.A., organizzatrice del suddetto Convegno scientifico internazionale. (*1)

***** *** *****

Continua a leggere

ROBERTO MARCHESINI, L’ETOLOGO CHE SA CURARE CON LA PET THERAPY

ROBERTO MARCHESINI, L’ETOLOGO CHE SA CURARE CON LA PET THERAPY

Attività sinergiche e sussidiarie che rafforzano il buon esito degli interventi sanitari

Molto più che pet therapy! Incontriamo Roberto Marchesini a Bologna, dove scrive e lavora nel continuo perfezionamento della sua idea del mondo, non solo quello animale.

Filosofo, etologo e saggista italiano trova nello smascheramento di quell’errore prospettico che pone l’uomo al centro e a misura dei suoi predicati il cardine della propria proposta filosofica. Riconducibile, seppur con caratteristiche proprie, alla più ampia corrente del Post-human.

Le radici del desiderio. Alla ricerca delle motivazioni umane è la sua ultima, recentissima, opera pubblicata dalla casa editrice felsinea Apeiron.

Parliamo con lui di interventi assistiti dagli animali – IAA, cui ci si riferisce sovente con il nome generico di pet therapy, riconosciuti nel nostro Paese come cura ufficiale dal Decreto del presidente del Consiglio dei ministri del 28 febbraio 2003.

L’intervista

  • Professor Marchesini, come nasce questa terapia complementare a quelle tradizionali, e quali evidenze scientifiche può vantare?

«Gli interventi assistiti dagli animali hanno una lunga tradizione di evidenze scientifiche, essendo le prime ricerche strutturate databili nei primi anni ’60 a opera dello psichiatra infantile Boris Levinson che già nel 1953 aveva messo in evidenza come il prendersi cura di un animale aiuta ad abbassare situazioni di ansia e di stress».

«Nel tempo i riscontri si sono susseguiti e oggi abbiamo a disposizione una gran mole di ricerche, di esperienze e di dati che ci permettono di formulare un quadro più articolato su queste attività e, di conseguenza, un approccio molto più orientato agli effettivi bisogni della persona. È infatti evidente che i bisogni di un ragazzo con problemi di riabilitazione motoria siano diversi da un bambino autistico, un adolescente con disturbi della condotta alimentare o un anziano affetto da Alzheimer».

«Le esperienze di questi ultimi quarant’anni ci consentono di operare con estrema specificità sulle effettive esigenze della persona malata, facendo altresì attenzione alle vulnerabilità altrettanto peculiari che la contraddistinguono».

  • Come possiamo definire questo intervento e come possiamo inquadrarlo nel percorso sanitario?

«Volendo fare subito chiarezza al riguardo, occorre sottolineare che la pet therapy non è propriamente una terapia e soprattutto non si pone come intervento alternativo alle terapie tradizionali, quanto piuttosto come serie di interventi di facilitazione terapeutica, vale a dire attività sinergiche e sussidiarie capaci di rafforzare il buon esito degli interventi sanitari vigenti. Parliamo pertanto di co-terapia, in una visione dove ogni intervento assistito dagli animali si confronta sempre con le terapie in essere, con le figure sanitarie di riferimento di quell’individuo e, direi in modo più globale, con tutto il vissuto assistenziale e socio-sanitario che lo riguarda».

«Un intervento di pet therapy è sempre complementare e va strutturato in totale coerenza con tutto ciò che la persona sta ricevendo nel suo percorso di sostegno o riabilitazione. Questo, perché non avrebbe senso costruire un progetto di facilitazione terapeutica senza il pieno confronto e la partecipazione di chi si sta occupando della persona malata da un punto di vista sanitario. Anche gli obiettivi del progetto vengono concordati con il medico o lo psicologo che ha in cura il paziente, per cui non si deve mai pensare a queste attività come a interventi sostitutivi o avulsi dal percorso in essere».

  • Ci descriva i benefici prodotti dalla relazione uomo/animale.

«Diciamo che il rapporto con gli animali ha un forte potere di coinvolgimento. Richiama l’attenzione, crea un clima di buonumore, abbassa il senso d’inadeguatezza, facilita le relazioni sociali, attiva condizioni di gioco e di partecipazione, ha un forte potere motivante, diminuisce le tensioni».

«Lo vediamo in modo particolare nei bambini, che sono letteralmente catturati dagli animali: non è un caso se i personaggi dei fumetti e i giocattoli hanno in genere forma animale. Ma anche gli anziani mostrano una predilezione per gli animali e direi, più in generale, che sono proprio le persone che vivono un momento di difficoltà quelle che trovano nella relazione con gli animali un maggior beneficio».

«Si tratta di un effetto di alleggerimento dal problema, qualcosa tuttavia in più della semplice distrazione, perché non si limita ad abbassare il peso del problema o di spostarne l’attenzione, bensì di creare nuove condizioni relazionali per il paziente e di attivare delle leve di motivazione che sono estremamente utili per incentivare gli interventi terapeutici in essere. Evidentemente il rapporto con gli animali tocca corde molto profonde dell’essere umano, le stesse che hanno consentito la domesticazione, e questo rinnovare sentimenti di base ha un riscontro immediato nella persona, soprattutto quando è necessario riaccendere la speranza».

  • In che modo, allora, l’intervento (IAA) è tarato sul paziente?

«Come ho detto esiste un effetto di coinvolgimento o di beneficio generico che è di facile riscontro e che ha messo le basi di questa attività nei vent’anni dopo le ricerche di Levinson. Successivamente – possiamo dire a partire dagli anni ’90 – abbiamo cominciato ad affiancare contributi più mirati alle effettive necessità della persona malata. Se l’incontro con l’animale aveva l’effetto di favorire la relazionalità della persona e parimenti agiva come motivatore, diventava importante implementare delle attività che andassero a intervenire sui bisogni, offrendo contributi in linea con gli obiettivi prefissati. Nasceva così una pet therapy orientata al paziente, la quale ha visto il nostro Paese come capofila nella ricerca internazionale, ragione per cui possiamo vantare un gran numero di esperienze condotte su tutto il territorio nazionale».

  • Quali sono le peculiarità più rilevanti di questo approccio alla malattia?

«La pet therapy orientata alla persona malata è molto più efficace nel suo ruolo di facilitazione perché, oltre ai benefici generici suindicati, si vanno ad assommare contributi specifici per aiutare il soggetto a raggiungere gli obiettivi di progetto. Per esempio, se si vuole migliorare l’autostima del paziente si fanno attività di collaborazione, come aiutare l’animale in un particolare compito, mentre se si vuole rafforzare il decentramento e la prosocialità si fanno attività di cura».

«Nella pet therapy orientata al paziente si vanno perciò a individuare un insieme di attività di relazione con l’animale molto specifiche e differenziate tra loro, quali ad esempio le attività di cura, le attività ludiche, le attività esplorative: ciascuna di queste è capace di dare specifiche plusvalenze co-terapeutiche alla persona malata ossia di aiutarla in modo preciso, indirizzandola nel percorso riabilitativo».

  • Quali sono in pratica i vantaggi di questo approccio, quale la sua esperienza?

«Innanzitutto si definiscono degli obiettivi chiari e condivisi con la figura sanitaria di riferimento del paziente, cercando altresì di mettere in luce le fragilità specifiche della persona e parimenti le attività terapeutiche e di supporto vigenti. Una volta definiti gli obiettivi si procede alla fase prescrittiva andando a individuare quali attività inserire nel progetto perché utili per la persona e quali da evitare perché potrebbero accrescere il problema o mettere a repentaglio le sue fragilità».

«In tal modo si lavora proprio sulle risorse della persona rendendola pienamente protagonista del proprio percorso riabilitativo. Negli ultimi vent’anni abbiamo messo a punto progetti per persone anziane affette da malattia di Alzheimer in diverse province italiane e lavorato per tre anni all’OPG di Reggio Emilia con pazienti affetti da schizofrenia paranoide. Abbiamo inoltre realizzato molti progetti sulla riabilitazione motoria e sull’handicap sensoriale, così come sui disturbi cognitivi e sull’autismo. Abbiamo lavorato sui disturbi della condotta alimentare presso l’Ospedale San Raffaele Turro e realizzato alcuni progetti sul fine vita in diverse città, ottenendo ottimi risultati. La pet therapy orientata al paziente si è dimostrata un valido supporto non solo per migliorare le condizioni generali del malato, ma altresì per raggiungere gli obiettivi specifici della persona».

  • In cosa consiste la formazione degli animali impegnati a fianco della persona malata?

«Alcune precisazioni sono d’obbligo. I progetti vedono coinvolti solo animali domestici, educati fin dall’età evolutiva a stare in mezzo alle persone e a gradire l’interazione con estranei, addestrati a fare attività specifiche e quindi formati per quei particolari compiti, monitorati in modo accurato da un punto di vista medico veterinario».

«Inoltre l’animale non opera da solo, ma sempre in coppia con il suo partner, dove è la coppia ad essere certificata anche sulla base del livello d’intesa raggiunto. Inoltre ogni progetto vede la presenza, oltre che delle coppie coinvolte e delle figure sanitarie referenti, di un team di progetto composto da un medico veterinario, uno psicologo, un educatore professionale e un etologo, ciò al fine di pianificare tutte le fasi del percorso nonché le modalità di testaggio utili per verificare l’andamento riabilitativo. La formazione degli operatori sia della fase progettuale che di quella operativa segue la direttiva di apposite Linee guida. Possiamo dire pertanto che queste attività hanno finalmente trovato una formalizzazione istituzionale capace di offrire tutte quelle garanzie che la delicatezza del compito richiede».

  • Per concludere, come possiamo vedere queste attività?

«A mio parere si tratta di attività che rimettono al centro la persona e il suo bisogno di vivere in modo attivo e da protagonista la relazione con il Mondo. Gli animali giocano il ruolo di motivatori, abbassando quel senso di emarginazione, di paura del giudizio, di stress da competizione e infine di logica di omologazione che purtroppo la società di oggi rischia di porre come limite insuperabile soprattutto nei momenti di difficoltà della persona. Queste attività puntano sulla partecipazione piena del soggetto, su quella coordinata della vita attiva, per riprendere Hannah Arendt, che è indispensabile per dare speranza e soddisfazione all’individuo».

«La relazione e il principio della cura, quell’amore che è prima di tutto far dono di sé e accogliere l’altro, rappresentano i fondamentali esistenziali dell’essere umano e la relazione con la natura rappresenta la migliore palestra per poter ritrovare una presenza partecipativa all’interno della cosmopolis umana. Non si tratta pertanto di rinchiudere la persona nell’esclusiva relazione con gli animali, quasi fossero dei surrogati di un umano che manca, ma di fortificare le doti relazionali della persona proprio per accrescerne disponibilità e competenze all’incontro agapico con il prossimo».

Nel ringraziare il professor Marchesini per questo tempo prezioso e ricco di suggestioni, torna in mente Kant: “puoi conoscere il cuore di un uomo già dal modo in cui egli tratta gli animali“.

 

Chiara Francesca Caraffa

www.marchesinietologia.it/2021/05/12/le-radici-del-desiderio/

 

’60 ANNI. È SOLO L’INIZIO’, AL VIA GIORNATA NAZIONALE UILDM 2021

“60 anni. È solo l’inizio”

E’ questo il claim con cui torna, dal 4 al 10 ottobre, Sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, la Giornata Nazionale Uildm.

Questa edizione della Giornata rappresenta il momento culminante delle celebrazioni del compleanno dell’associazione, che proprio nel 2021 taglia il traguardo dei 60 anni di attività e di impegno per le persone che convivono con la distrofia o altre forme di malattie neuromuscolari.

Continua a leggere

Intervista alla dott.ssa Marina Cannavò, candidata al Comune di Roma con F.d’I.

“LA SALUTE AL PRIMO POSTO”

Mancano pochissimi giorni ormai alle elezioni per il Comune di Roma e la campagna elettorale è in pieno fermento. Sale anche la competizione tra i candidati ai diversi Municipi romani.

Abbiamo intervistato la dottoressa Marina Cannavò, unico medico candidato al Comune di Roma con Fratelli d’Italia, a sostegno di Enrico Michetti Sindaco. La dottoressa da sempre promotrice della salute come bene primario per tutti i cittadini, racconta i motivi della sua scelta di candidarsi, i punti fondamentali del suo programma e gli obiettivi da raggiungere.

Continua a leggere

Virus: nemici invisibili che hanno causato più stragi nei secoli che tutte le guerre combattute dagli uomini

«Organismi ai margini della vita» di cui un tempo la medicina non conosceva l’esistenza 

Per saperne di più sulla scoperta dei virus dobbiamo fare un balzo nella storia fino ad arrivare a cavallo tra il Settecento e l’Ottocento quando i due giganti della medicina il francese Louis Pasteur e e l’inglese Edward Jenner, condussero alcuni esperimenti per studiare come si trasmettero il vaiolo e la rabbia, ipotizzando, non riuscendo a trovarne la causa, che il o i responsabili di tali malattie fossero troppo piccoli per poter essere visti con gli strumenti dell’epoca.

Continua a leggere

© 2023 Consul Press - Tutti i diritti riservati.
Testata registrata presso il Tribunale di Roma, N° 87 del 24/4/2014.
Editore: Associazione Culturale "Pantheon" - Direttore Responsabile: Sveva Marchetti
Sede: Via Dora, 2 - 00198 Roma (RM). Telefono: (+39) 06 92593748 - Posta elettronica: info@consulpress.eu