Troppa pressione sui medici di base:
il racconto di due dottori romani

TESTIMONIANZE DI DUE “ADDETTI AI LAVORI

a cura di ROSSELLA DI PONZIO 

Negli ultimi mesi i medici di base vivono momenti davvero difficili, la pandemia con la conseguente crescita dei contagi da Covid-19 ha letteralmente cambiato il loro modo di lavorare sul territorio. Per avere un quadro chiaro della situazione abbiamo raccolto le testimonianze di due medici di base della capitale che operano nel distretto sanitario del II Municipio romano.

Il dottore Diego Maria Nati

Il dottore Diego Maria Nati nella sua testimonianza dichiara di lavorare con estrema fatica, come molti suoi colleghi dice di essere stremato. Racconta che non è facile dover gestire da mesi ormai il numero dei malati che aumenta, le vaccinazioni, i tamponi, le visite in studio e l’assistenza domiciliare dei pazienti.

A tutto questo poi si aggiunge un problema di carattere burocratico che ostacola il normale lavoro quotidiano. Tocca a loro, afferma, compilare documenti, modelli e tutto quello che riguarda la certificazione verde, ovvero il cosiddetto Green Pass.

Inoltre, aggiunge che spesso il sistema telematico della Regione Lazio si impalla e tocca ai medici rivolvere anche questi pasticci. Un ulteriore ostacolo al loro lavoro è rappresentato dal fatto che una parte di medici di base non fa vaccini, non effettua tamponi, e sono rimasti davvero in pochi a svolgere queste funzioni legate al Covid-19, subendo così una forte pressione che condiziona e rallenta la loro professione.

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Il dottore Tancredi Galileo

Dello stesso parere è anche il dottore Tancredi Galileo, il quale riferisce che ormai il 90% del suo lavoro è dedicato al Covid-19, e sottolinea come questa situazione non coinvolge tutti i medici di base. Solo un terzo ha aderito alla campagna vaccinale, ancora meno sono quelli che fanno i tamponi.

Racconta che la sua giornata è infinita, con il telefono che non smette mai di suonare, la maggior parte sono pazienti positivi al Covid. Il suo futuro non le vede con ottimismo, anzi si sente sconfortato perché non riesce a intravedere la fine di questa pandemia, infatti dichiara che ci sarà una breve pausa dei contagi nei mesi estivi con l’aumentare delle temperature, ma fin quando tutto il mondo non sarà vaccinato si formeranno sempre nuovi varianti e nel prossimo autunno si vivranno le stesse dinamiche infernali di questi giorni.

Segnala anche lui le difficoltà legate al problema della burocrazia, come medici sono obbligati a svolgere determinati compiti come: registrare il paziente che fa il vaccino e scaricare il Green Pass, ovviamente offrendo questo servizio gratuitamente.

Infine, evidenzia la totale mancanza di aiuto dalle strutture del territorio e aggiunge che il sindacato ha cercato di fare degli accordi per far arrivare le dosi dei vaccini in studio, ma in realtà le dosi vanno a ritirarle loro alla Asl.  Conclude il suo racconto dicendo che non c’è giustificazione per questa estenuante e complicata situazione.

 

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