Nasce a Roma l’associazione “Progetto Italia. Le eccellenze italiane” di Eva Lacertosa

Un esempio di giornalismo e di ricerca sociale con l’obiettivo di informare il pubblico su quelli che sono i lati migliori del “Pianeta Italia” (e non solo le sue tante aree oscure, illuminate magari solo per fare audience a tutti i costi) viene, da qualche tempo, dalla manager e conduttrice tv Eva Lacertosa.

La stessa ha ideato il programma tv denominato “Progetto Italia. Le eccellenze italiane”, in onda su Odeon TV dal 2019, per la regia di Leonardo Todaro, (tutte le puntate sono disponibili su YouTube).

Roma, associazione, progetto Italia, Eva Lacertosa

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Al Sole del Mongibello il “Made in Sicilia”

Narriamo le eccellenze dell’azienda agricola “ARCOBIO” primazia
della tavola e degli elementi tra “Tradizione & Innovazione”

Raffaele Panico

Il Mongibello è il vulcano terrestre più attivo ed è il più alto della placca euroasiatica, tanto esclusivo, da essere inserito, dal giugno 2013, nell’elenco dei beni Patrimonio Mondiale dell’Umanità dell’UNESCO. In Sicilia sono ad oggi sette i luoghi di interesse culturale e naturale da tutelare e da scoprire. È da millenni un immaginario compagno tra il mito e il lavoro e fino ad oggi, il vulcano buono, è anche un logo del patrimonio italiano nel Mondo.

consorzio IGP di tutela dell'“arancia rossa di Sicilia”, azienda agricola Arcobio

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Karōshi – il lavoro che in Giappone uccide

karoshi

“.it” o “.cool”: tutto quello che non sai sui nomi di dominio


STORIA E CURIOSITA’  SUI NOMI DI DOMINIO

a cura di Francesco Valente*

Solo in Italia, secondo Registro.it, si contano oltre 3 milioni e mezzo di domini .it mentre alla fine del Q1 2021 in tutto il mondo si contavano ben 363,5 milioni di Top Level Domain registrati (dato Verisign).  Quando si naviga in rete è naturale districarsi tra .it, .com o simili, ma in realtà dietro queste piccole combinazioni di lettere c’è molto altro. GoDaddy, provider di domini e soluzioni digitali per PMI e imprenditori, ha creato l’infografica “Breve storia dei nomi di dominio” che approfondisce aspetti e curiosità su questo mondo.

.it / .com / GoDaddy, Google.com, Mike Mann

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Titanic – la curiosa storia dell’ultima fotografia

titanic

Il Mulino Bianco esiste per davvero ma finisce all’asta

 
 

mulino bianco, barilla, asta

Operazione Black Mall
bancarotta fraudolenta, autoriciclaggio e frode

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Riportiamo il comunicato stampa pervenutoci dal Guardia di Finanza di Padova in merito all’Operazione Black Mall, un crac da 36 milioni di euro di una società avvicendatasi nella gestione di un centro commerciale. Fermati 9 soggetti e sequestrati beni per diversi milioni di euro.

 

I Finanzieri del Comando Provinciale di Padova, a conclusione di un’articolata indagine delegata dalla Procura della Repubblica di Rovigo – riguardante le vicende societarie che hanno coinvolto i gestori di due centri commerciali, uno a Capena (RM), alle porte della capitale, l’altro a Borgo Veneto (PD), nel padovano – hanno dato esecuzione, in data 25 maggio, nelle province di Roma e Brescia, a un’ordinanza nei confronti di nove soggetti – indagati per i reati di bancarotta fraudolenta societaria, patrimoniale e documentale, per frode fiscale e per plurime condotte di autoriciclaggio – emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari, dott. Pietro Mondaini, su richiesta del dott. Andrea Bigiarini, magistrato titolare delle indagini.

Nel dettaglio, è stato emesso un provvedimento restrittivo della libertà personale, che ha disposto la misura della custodia cautelare nei confronti di sette indagati, sei imprenditori e un direttore di banca, di cui quattro tradotti in carcere e tre sottoposti agli arresti domiciliari, e il divieto di esercizio dell’attività professionale e imprenditoriale nei riguardi dei restanti due, specificamente un architetto e un ulteriore imprenditore.

Sono stati eseguiti, inoltre, i sequestri preventivi di disponibilità finanziarie, ammontanti a oltre 2 milioni di euro, presenti su 63 conti correnti, intestati a tre degli indagati, responsabili, tra l’altro, di reati tributari, e a 7 imprese compiacenti, beneficiarie delle distrazioni operate dalla società padovana fallita e oggetto della presente indagine.

Le investigazioni, inizialmente svolte dai militari della Compagnia di Este sotto la direzione dell’Autorità giudiziaria capitolina per gli accadimenti riferiti al centro commerciale di Capena, sono state avviate, parallelamente, dalla Procura della Repubblica di Rovigo, allorquando si rilevava, mediante operazioni straordinarie di scissione e di cessione di rami d’azienda, nonché utilizzo di fatture false per asseriti lavori edili e artificiosi appostamenti contabili, il sistematico e rilevante depauperamento dei patrimoni aziendali delle imprese coinvolte, così cagionando una serie di fallimenti, l’ultimo dei quali nel padovano con un passivo di oltre 36 milioni di euro.

guardia di finanza, padova, operazione black mall

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Giochi online in ascesa…..
consigli (senza trucchi) per neofiti

CON IL LOCKDOWN, IL GIOCO ONLINE  IN CONTINUA ASCESA
….ECCO ALCUNI CONSIGLI UTILI  PER I NEOFITI  

 a cura di Francesco Valente

Il mondo dell’intrattenimento via web è in continua espansione grazie a nuovi media e ad un pubblico sempre più ampio, con il periodo del lockdown che non ha fatto altro che far sentire ancora più intensa questa necessità.
L’intrattenimento è diventato centrale nelle vite di tantissimi utenti, costretti a rimanere chiusi in casa, con le relazioni ridotte al lumicino. I giochi online in particolare hanno rappresentato uno sfogo importantissimo, allargando ulteriormente una base di utenti comunque già considerevole.

Giochi online, utenti, piattaforme, gambling

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Pomezia, anche la Plast, per il progetto “Adotta uno spazio verde”

La Plast, l’azienda pometina attiva nel settore della selezione e valorizzazione di imballaggi in plastica post-consumo, ha aderito al progetto rivolto alle imprese del territorio per l’allestimento e la manutenzione di aree verdi collocate all’interno di rotatorie, aiuole spartitraffico e aree a verde pubblico. L’area “adottata” è ubicata in via Laurentina km 25.100 (foto in copertina della rotatoria).

Comune di Pomezia, “Adotta uno spazio verde”, azienda Plast

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Latina per i campioni nello Sport e nella Vita “Be The Champion”

L’iniziativa è promossa da “CSC – Città Sport Cultura”
e dagli Istituti scolastici “Steve Jobs” di Latina

Formare campioni nello sport e nella vita, arriva la prima borsa di studio della provincia di Latina dedicata ai giovani e ai campioni dello sport. “Be The Champion” è una innovativa iniziativa promossa da “CSC – Città Sport Cultura” e dagli Istituti scolastici Steve Jobs di Latina.

CSC - Città Sport Cultura, Istituti scolastici "Steve Jobs" di Latina, Campioni nello Sport e nella Vita “Be The Champion”

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A Maccarese – Roma, sabato 15 maggio Baubeach riaprirà i battenti!

BAUBEACH, la spiaggia per cani “liberi e felici”

a cura di Massimiliano Morreale e Elisabetta Castiglioni

L’attenzione alle Biodiversità e al rispetto nei confronti dell’Ambiente è da sempre stata una priorità della Associazione che gestisce, da ben 23 anni, la spiaggia per cani “liberi e felici”. Questa estate sarà un’ulteriore occasione per riflettere su quanto sta accadendo al nostro Pianeta. Quest’anno poi la priorità è di fatto urgenza, in virtù di una ormai crescente consapevolezza globale. Per riflettere su quanto è necessario un repentino cambio di marcia, Baubeach ha ideato due situazioni, che diverranno il trend dell’estate: una installazione permanente, davanti alla quale le persone potranno leggere, toccare e meditare, e un’esposizione di tre giorni attraverso la quale poter divulgare e far conoscere alcune opportunità concrete per migliorare il proprio lifestyle biosostenibile. Dal recupero dei vecchi ombrelloni e attraverso l’opera artistica di Karen Thomas.

Karen Thomas, Baubeach®, Patrizia Daffinà, Maccarese

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Latina, il bilancio è positivo in zona Pub con i flussi regolati

Esprime soddisfazione l’imprenditore Andrea Fanti per l’idea già proposta un anno fa ed ora finalmente applicata

LATINA “Credo che gli operatori della zona dei pub possano ritenersi soddisfatti dell’applicazione delle nuove regole che prevedono il contingentamento dinamico degli accessi alla zona, nel week end.

Latina, contingentamento dinamico degli accessi alla zona pub, week end, Andrea Fanti, anti-covid

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Aspetti importanti per la tutela del Patrimonio artistico culturale nel 2020 grazie al lavoro dei Carabinieri del TPC – Roma

L’Arma dei Carabinieri, del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Roma, presenta i risultati conseguiti dall’attività operativa relativa all’anno 2020: emerge, dal monitoraggio, un forte incremento delle compravendite tramite e-commerce, nel territorio di competenza, costituito dalle regioni del Lazio e del Molise

e- commerce, ARMA dei CARABINIERI, Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Roma, risultati dall’attività operativa relativa all’anno 2020, territorio regioni Lazio e del Molise

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Pomezia, restituire piena accessibilità e sicurezza a piazza Indipendenza e largo Catone

Pomezia, piazza Indipendenza e largo Catone, parte il

progetto di abbattimento delle barriere architettoniche

 

Partiranno tra circa tre mesi i lavori di abbattimento delle barriere architettoniche degli spazi pedonali di piazza Indipendenza e largo Catone, finanziati dal Ministero dello Sviluppo Economico per un valore di circa 340mila euro.

Pomezia restituire piena accessibilità e sicurezza a piazza Indipendenza e largo Catone

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ARMENIA: 24 Aprile 1915 ….inizio di un “genocidio”, oltre cento anni fa

“I telegrammi di Talat Pasha”
le responsabilità ottomane nel genocidio armeno
chiarite da Taner Akçam da noto storico turco

Il 24 aprile 1915, esattamente 106 anni fa, mentre nel mondo, e anche in Medioriente, infuriava la Prima guerra mondiale, iniziava – prima ad Istanbul, poi in altre zone delI’Impero ottomano, il vero e proprio genocidio del popolo armeno, quel “Medz Yeghern” (in lingua armena, “Grande male”) che avrebbe causato un numero di morti – per eliminazione diretta, o per le conseguenze delle deportazioni, soprattutto in Siria – pari, secondo gli storici piu’ documentati, ad almeno un milione.
Un genocidio di cui, però, la Turchia non ha mai voluto assumersi ufficialmente le responsabilità, neanche durante i processi ai colpevoli tenuti nel Primo dopoguerra (a regime del sultano ormai agonizzante, di fronte all’ascesa di Kemall Ataturk). E di cui tuttora contesta cifre e modalità e, soprattutto, la stessa definizione di “genocidio”: come emerso anche ultimamente, con le polemiche fra il leader turco Erdogan e il Presidente Usa Biden, “reo” di aver ufficialmente riconosciuto (sulle orme, del resto, di Barak Obama già nel 2015) le gravi responsabilità di Ankara nel “Medz Yeghern”.

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Johanna Van Gogh-Bonger – la donna che ha reso famoso Van Gogh

Penso che sarebbe terribile dover dire alla fine della mia vita: “In realtà ho vissuto per niente, non ho ottenuto nulla di grande o nobile”.

Queste sono alcune delle prime parole che Johanna van Gogh-Bonger ha scritto nel suo diario, e che oggi possiamo osare smentire, affermando che invece ha sicuramente raggiunto il suo obiettivo di vita nell’avere così tanto da condividere verso la fine della sua vita.

Il suo nome è rimasto nell’ombra per troppo tempo. Jo – come era conosciuta all’epoca e come anche Hans Luijten, ricercatore senior del Van Gogh Museum, si riferisce a lei in questo articolo approfondito pubblicato sul New York Times Magazine – era forte, audace e dedita alla sua missione di vita, ossia ottenere il riconoscimento mondiale per le opere di suo cognato, Vincent van Gogh, e ha fatto un ottimo lavoro.

Ma la nostra eroina non ha solo reso famoso van Gogh e la sua opera, ci ha anche tramandato un’eredità artistica, un concetto che ancora oggi vediamo, ammiriamo e celebriamo quando contempliamo opere d’arte di qualsiasi tipo. Come dice Emilie Gordenker, storica dell’arte olandese-americana e direttrice generale del Van Gogh Museum di Amsterdam. Il suo successo dà forma e contenuto all’immagine che abbiamo ancora oggi di ciò che un artista dovrebbe fare: essere un individuo; soffrire per l’arte, se necessario. Quando studiavo storia dell’arte, mi è stato detto di non pensare a quell’idea dell’artista che muore di fame in una soffitta. Non funziona per la prima età moderna, quando c’era qualcuno come Rembrandt, che era un maestro, lavorava con gli apprendisti e aveva molti clienti facoltosi. In un certo senso, Jo ha contribuito a dare forma a quell’immagine che è ancora con noi.

Ma chi era Johanna van Gogh-Bonger e come ha reso famosi i dipinti di Vincent van Gogh quando il mondo intero sembrava essere contro di loro?

Johanna Gezina Bonger nasce il 4 ottobre 1862 ad Amsterdam, nei Paesi Bassi. È la quinta di sette figli, figlia di un broker assicurativo. A differenza delle sue sorelle maggiori, Johanna porta avanti la sua istruzione e studia inglese, conseguendo una laurea. Subito dopo rimane alcuni mesi a Londra, dove lavora presso la biblioteca del British Museum.

All’età di 17 anni inizia il suo minuzioso diario (quello citato in apertura), che è stato nascosto dalla famiglia fino al 2009, e grazie al quale ora possiamo comprendere il ruolo enorme, se non cruciale, che lei ha avuto nella fama mondiale dei dipinti di Vincent van Gogh. Ma è poi a 22 anni che diventa un’insegnante di inglese e che, cosa più importante per quello che stiamo per approfondire, viene presentata al mercante d’arte olandese Theo van Gogh.

All’inizio non è convinta dalla proposta di matrimonio di Theo, ma in seguito sviluppa una grande affezione per lui, che poi si trasforma in un amore profondo. Si sposano felicemente, hanno un figlio – Vincent Willem van Gogh – e passano un certo tempo a godersi la vita tra intellettuali, artisti e mercanti d’arte nella vivace Parigi. Nonostante l’amore per suo fratello Vincent, però, Theo non riesce ad avere grande successo nel vendere i suoi dipinti, che iniziano ad accumularsi nella casa della novella coppia di sposi.

Inoltre, Jo e tutta la famiglia sono tutti preoccupati per la salute mentale del pittore, che molto spesso si ubriaca, finisce a dormire per strada, diventa violento o si fa del male, come quella famosa volta dell’orecchio. Lui gliene parla anche, scrivendo loro lettere sulla sua paura e inquietudine. Nel frattempo, Johanna resta al fianco di Theo, ascoltando e provando empatia per i due fratelli.

Non molto tempo dopo, non uno ma entrambi i fratelli lasciano tragicamente la vita di Johanna, uno dopo l’altro. Vincent muore per un colpo di pistola all’età di 37 anni, nel 1890, e Theo muore di sifilide poco prima di compiere 34 anni, nel 1891. Inutile dire che Johanna, rimasta sola con suo figlio Vincent in una casa brulicante dei dipinti di suo cognato, soffre terribilmente.

Ma, dopo essersi presa del tempo per guarire il suo cuore spezzato, Johanna ritorna in Olanda portando con sé tutti i dipinti che ora ammiriamoI girasoli, La notte stellata o I mangiatori di patate per citarne alcuni -, ed è ormai pronta per la sua missione. Raccoglie quanti più scambi di lettere dei due fratelli riesce a trovare e li studia, per comprendere meglio ed empatizzare con l’eredità artistica di Vincent. Queste, insieme alle opere d’arte, la commuovo e rafforzano i suoi valori personali sulla giustizia sociale:

Mi sentivo così desolata – che per la prima volta ho capito quello che doveva aver provato, in quei tempi in cui tutti si allontanavano da lui.

Quindi, Johanna van Gogh-Bonger inizia la carriera di una vita, diventando quella che oggigiorno sarebbe considerata l’agente di Vincent van Gogh. Il panorama però non è affatto favorevole, tutti sono contrari allo stile dei suoi dipinti, considerati violenti, oltraggiosi e semplicemente inquietanti per via la loro tecnica a impasto: erano troppo lontani da quello che i critici dell’epoca consideravano un’opera d’arte, dalla loro concezione di perfezione della natura, l’uso delle linee al posto dei colori, nonché l’approccio realistico ai soggetti, per non parlare del fatto che una donna stava cercando di entrare nel mondo e nel mercato dell’arte.

A ogni modo, questa donna straordinaria non ha accettato un “no” come risposta: “Non mi fermerò finché non gli piaceranno”. Essendo intelligente e motivata, Johanna si rende conto che, senza le lettere e le descrizioni dell’artista stesso, i dipinti non sarebbero stati compresi. È stata sua l’idea di metterli insieme, come un unico pacchetto, una mossa che ha convinto il critico d’arte Jan Veth, in prima linea nel circolo noto come New Guide.

Johanna ha una laurea e ha studiato lingue, non parla solo inglese e la sua lingua madre olandese, ma sa anche il francese e il tedesco. Così, grazie anche al suo approccio brillante e rapido nell’apprendimento del mestiere, riesce a vendere 192 dipinti di Van Gogh nel corso della sua vita. Viaggia in tutta Europa con più di 100 mostre, si scrive e intrattiene rapporti con persone di tutti i tipi e arriva ovunque, sempre con il figlio al suo fianco. Dimostra una forza inarrestabile e insiste sempre per fare tutto da sola.

Dopo anni passati a far conoscere e riconoscere il talento di Vincent van Gogh, il 1905 è il suo grande anno: decide di organizzare quella che sarebbe diventata la più grande mostra di van Gogh mai realizzata – con 484 dipinti allo Stedelijk Museum, ad Amsterdam. La sua gioia deve aver dato luce all’evento stesso, dato che numerosi personaggi illustri arrivano da ogni parte del continente europeo per ammirare l’arte che ha conquistato tutto il suo cuore e la sua anima.

La sua determinazione e, diciamo pure, l’ossessione di una vita rispetto a far sì che il mondo riconoscesse l’arte di Vincent van Gogh, fa sì che questa donna, sebbene sempre più debole e malata, riesca a continuare la traduzione delle lettere dell’artista in inglese, perché la sua arte conquistasse ammiratori anche negli Stati Uniti. Sfortunatamente, però, Johanna muore all’età di 62 anni, prima che potesse raggiungere il suo ultimo obiettivo.

Johanna è la persona che ha portato La notte stellata nelle nostre vite, ma è stata anche madre, moglie e nonna, insegnante e traduttrice, membro del Partito socialdemocratico olandese dei lavoratori e co-fondatrice di un’organizzazione dedita ai diritti dei lavoratori e delle donne.

Sebbene, come spesso l’ha descritta Hans Luijten, fosse una persona piena di dubbi e insicurezze, la sua vicenda mostra la sua volontà di lottare fermamente per i suoi ideali e le sue convinzioni. Quel che possiamo trarre dalla sua storia di vita è che, quando il mondo sembra andare contro di noi e noi stessi non siamo sicuri delle nostre aspirazioni perché potrebbero risultare sgradite o non venire accolte, l’esempio di donne coraggiose e determinate come Johanna possono darci la forza per andare avanti. Celebriamo e ammiriamo tutte le donne come lei, anche quelle di cui forse non conosceremo mai i nomi, ma sulle cui spalle ci appoggiamo.

Johanna Van Gogh-Bonger, Van Gogh

MIRA Hotels & Resorts il rilancio con il resto “bioattivo” Borgo di Luce

Mira Borgo di Luce I Monasteri in Sicilia: la vacanza “bioattiva” nella campagna siracusana, tra lusso, benessere e golf. Il gruppo MIRA Hotels & Resorts punta al rilancio del turismo nei luoghi più suggestivi d’Italia e al sostegno di una filosofia pro-donna.
 
Mira Borgo di Luce I Monasteri è il 5 stelle del gruppo Mira Hotels & Resorts situato alle porte di Siracusa. Nato da un ex convento benedettino, il resort conserva architettonicamente il fascino originario dell’antico edificio, inserendosi armoniosamente nel paesaggio naturale circostante. La struttura rispecchia tutte le principali caratteristiche del resort bioattivo MIRA, proponendo un’esperienza sensoriale e di benessere a 360 gradi.  Dotato di 102 camere e suite, un’ampia SPA e un campo da golf 18 buche 17 par, Mira Borgo di Luce I Monasteri offre tutto ciò che si può desiderare da una vacanza di lusso rilassato made in Italy. Il Golf Club del resort promuove il progetto “MIRA in rosa”, offrendo iniziative esclusivamente dedicate alle donne, ed ha da poco assunto nel suo team una Maestra d’eccezione, Anna Nistri.
 
A Mira Borgo di Luce I Monasteri, resort “bioattivo” del gruppo MIRA Hotels & Resorts  alle porte di Siracusa, la vacanza è sinonimo di relax e rigenerazione profonda a contatto con le bellezze naturali e le unicità del luogo. Il cinque stelle nato da un ex convento benedettino, è il “portavoce siciliano” dell’eccellenza alberghiera a marchio MIRA (brand fondato dai manager Daniela Righi – CEO, e Alessandro Vadagnini – Presidente) a sostengo del turismo nelle destinazioni più intime della Penisola. Tra il verde di agrumeti, palme e ulivi, Mira Borgo di Luce I Monasteri offre un rifugio incantato, a pochi minuti da Ortigia e a poco più di mezz’ora da Modica e Noto, con ampi spazi per praticare attività all’aperto o per concedersi preziosi momenti di relax.
 
Mira Borgo di Luce I Monasteri rispecchia tutte le caratteristiche del “resort bioattivo”, un concept coniato da MIRA per indicare strutture e servizi in grado di riattivare un benessere profondo e a 360 gradi. Dal punto di vista architettonico la struttura rappresenta la tipologia costruttiva dell’area, conservando tutto il fascino originario dell’antico monastero benedettino e inserendosi armoniosamente nell’ambiente naturale circostante. È proprio la Natura e l’atmosfera ricca di storia dell’entroterra siracusano ad occupare un ruolo centrale a Mira Borgo di Luce I Monasteri: le 102 camere e suite, dislocate in ville e casette, si trovano infatti tutte al piano terra, con affaccio sul parco secolare, sul campo da golf e sui suggestivi cortili della struttura, invitando l’ospite a godersi il paesaggio e a respirarne a pieno l’autenticità. Mira Borgo di Luce I Monasteri propone inoltre il borgo del silenzio, un’area dedicata al riposo assoluto dove rimanere sconnessi dallo smartphone e non solo.

MIRA Hotels & Resorts, borgo di luce, siracusa

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