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Città italiane: dove si vive meglio?
l’indagine annuale di “Italia Oggi – La Sapienza”

UNA “GUIDA RAGIONATA PER DECIDERE, se possibile,
OVE  LAVORARE,  RISIEDERE E VIVERE  “MEGLIO 

Il Dipartimento di Scienze Sociali ed Economiche dell’Università La Sapienza di Roma con il contributo di Cattolica Assicurazioni, ogni anno da 22 anni e su richiesta del Quotidano “Italia Oggi”, ha elaborato uno studio statistico completo sulla qualità del ella vita nelle città italiane (*1). L’indagine è stata coordinata dal Prof. Alessandro Polli, Ricercatore di Statistica Economica e Professore aggregato di Teoria Statistica presso la Sapienza. 

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Rakovski Christian Gregorievitch il tradimento, giustiziato e disperso tra le nevi della Siberia

Come si fanno le Rivoluzioni

Rakovski con i suoi 33 nomi era Consulente dello Zar Nicola II, di Kerenskij il capo
dei menscevichi, poi amico di Lenin, intimo di Trotsky, e di Stalin, che lo farà fuori

 

Raffaele Panico

Il preludio. Negli anni del fuoco di paglia oggi estinto nell’oblio del rapporto Mitrokhin, verso il finire degli anni Novanta e l’inizio degli anni Dieci, in una conversazione tra giornalisti in salone di un bar, a Roma, in via del Corso, alcune note anch’esse dimenticate sono interessati rileggerle, a vent’anni dalla conversazione tra thè e biscotti, e ad oltre 100 dalla fiamma della rivoluzione d’Ottobre. Nulla hanno a che fare con le 6 casse del rapporto Mitrokhin, che erano una rilettura dell’Intelligence inglese relativa alla documentazione scritta a mano e portata, in diverse occasioni dall’ex agente appunto, Mitrokhin, che trascriveva su voluminosi quaderni i suoi appunti ispirati alla lettura dei documenti sovietici. Dalla Russia li portava nei paesi Baltici e quindi a Londra.

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Lusso e moda: la finanza, una risorsa fondamentale ai tempi della pandemia

Il lockdown e la pandemia hanno messo in evidenza le debolezze dei comparti moda e lusso. Per affrontare le continue e crescenti incertezze del mercato, le aziende hanno capito che non basta più semplicemente diversificare, sia geograficamente che per segmenti, ma è necessario dimostrare una certa solidità finanziaria diversificando i finanziamenti. È così che abbiamo visto moltiplicarsi le operazioni finanziarie durante la pandemia.

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Fiavet Lazio: avviato il primo corso di formazione per intermediario assicurativo

 PERCORSO FORMATIVO INTERAMENTE GRATUITO
PER GLI ASSOCIATI FIAVET LAZIO ISCRITTI AL FONDO FORTE 

“Siamo orgogliosi di poter annunciare che l’Associazione, dopo un lungo periodo di lavoro, ha dato il via al primo corso di Formazione per Intermediario Assicurativo a titolo accessorio, che apre le porte a nuove opportunità lavorative nell’ambito del settore dell’intermediazione”. E’ quanto ha comunicato il Presidente di Fiavet Lazio, Ernesto Mazzi, nell’annunciare, non senza una nota di soddisfazione, questa importante iniziativa che offre la possibilità agli agenti di viaggio, soprattutto in questo sfortunatissimo periodo, di trovare nuovi sbocchi lavorativi.

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La carta degli aiuti umanitari Gumanitarnaj Karta

Piattaforma russa: il portale digitale per l’assistenza e lo sviluppo internazionale promosso con dati e fonti pubbliche 

Raffaele Panico 

Il 23 novembre l’Agenzia Federale Rossotrudnichestvo ha presentato la prima piattaforma russa dedicata agli aiuti umanitari – “Gumanitarnaja Karta” (“Mappa di aiuti umanitari”) – che consoliderà i dati provenienti da fonti pubbliche sull’assistenza umanitaria fornita dalla Federazione Russa e sui progetti volti alla promozione dello sviluppo internazionale.

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L’Arte della guerra – De re militari di Machiavelli

La Fortuna ci lascia se non vi è un capo autorevole  

Raffaele Panico

 “Mancò la fortuna non il valore” è la celebre frase che accompagna il riposo dei Nostri caduti ad El Alamein che mitiga, se mai fosse possibile, il ricordo che è stata una sconfitta. Sconfitta marcata due volte visto che la Libia era ben integrata grazie alle opere infrastrutturali e di inclusione sociale condivisa con le popolazioni nelle provincie della cosiddetta Quarta Sponda. I termini dell’italiano tengono alla durata dei secoli a modo delle parole di Dante che citano il deserto libico nella Divina Commedia.

Il comandante del XXXI battaglione guastatori alpini, Paolo Caccia Dominioni, disse che ad El Alamein “i nostri soldati si aggrapparono, ciascuno al proprio pezzo di deserto, quasi fosse terra promessa”.

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Nonna Papera – tra il mito e le ricette della nonna più famosa di Paperopoli

articolo di Martina Tripi via https://www.vitasumarte.com

Nonna Papera è un’icona longeva, che da più di qualche decennio, ormai, appartiene al mondo dell’infanzia. Certo i grandi, poi, quando crescono tendono a portarsi dietro i loro miti infantili e proiettarli, talvolta in modo ironico, nella vita reale. Quante volte ci è capitato di dire: “sono più sfortunato di Paperino”, oppure “non sono mica Paperon de’ Paperoni!”, mettendo tristemente mano al portafogli. Anche Nonna Papera è un modello al quale ci rapportiamo spesso: “Cucini meglio di Nonna Papera”, se ve lo dicono vuol dire che ci sapete veramente fare. Ma chi è questa signora tanto amata non solo dagli assidui lettori di Topolino?

LA PAPERA DIETRO AL MITO

Difficile che non la conosciate, perché lei è la nonna col becco più famosa d’Italia. Vive in una fattoria a Quack Town, fuori dalla nota città di Paperopoli, insieme al pronipote Ciccio. Il suo è un nome d’arte, in realtà si chiama Elvira Coot, figlia di Clinton Coot, che fondò le Giovani Marmotte e nipote dell’impavido Cornelius, che fondò Paperopoli a seguito della conquista di un fortino inglese.
Ha sposato Humperdink Duck, dal quale ha avuto tre paperini: Eider, Dafne e Quackmore, rispettivamente genitori a loro volta di Paperoga e Abner “Chiarafonte” Duck, Gastone, Paperino e Della (la mamma di Qui, Quo e Qua). In inglese il suo cognome significa folaga, che è un uccello dal manto nero, ma è sempre stata rappresentata come un’anatra bianca: capello raccolto in un morbido chignon e occhialletto a mezzaluna.

Nonna Papera

Il disegno fu creato da Al Taliaferro, che s’ispirò alla suocera.
Elvira fece la sua prima apparizione negli anni ’40 sui quotidiani statunitensi, in una strip di Donald Duck intitolata “Arriva Nonna Papera!”.
Lei rappresenta decisamente il punto d’unione dell’intera famiglia, col suo carattere tenero e affettuoso, ma anche molto risolutivo: è il riferimento di tutti. Ottima cuoca e papera di campagna, sforna manicaretti e si occupa di guidare con saggezza chi le sta intorno verso la propria crescita interiore, proprio come farebbe una nonna autentica.

Nonna paperaIn Italia, chi è cresciuto a cavallo fra gli anni ’70 e ’80, ha imparato a cucinare con il Dolce Forno e Il Manuale di Nonna Papera. Oggi li definiscono giochi vintage, ma hanno tirato su intere generazioni, che ancora ne portano nel cuore il nostalgico ricordo.

Pubblicato nel 1970 da Mondadori questo libro per bambini è una raccolta di ricette molto semplici, giuste per chi è alle primissime armi. Ognuna di esse è ispirata a personaggi storici o mitologici: La frittata di Paride, La torta Monna Lisa, Spinaci alla Napoleone. Se adesso siamo abituatissimi a consultare manuali di cucina con fotografie mozzafiato, sappiate che il manuale è totalmente illustrato, com’è giusto che sia.

 
NONNA PAPERA, SABRINE D’AUBERGINE E LA RISTAMPA DEL MITICO MANUALE

Questa è proprio una di quelle storie che vanno raccontate, non solo, probabilmente oggi è diventata anche imprescindibile quando si parla di Nonna Papera.
Sabrine è una blogger e, ormai quasi del tutto, un’autrice di libri di cucina. Lei ha fondato Fragole a merenda un bel po’ di anni fa, ha pubblicato ricette e raccontato le vicende della sua piccola cucina con grazia e charme, fino a diventare uno dei nomi di punta di Guido Tommasi Editore.

Per festeggiare i 40 anni del Manuale di Nonna Papera, nel 2010 lanciò una simpatica raccolta di ricette tratte dal libro. Questo per ricordare insieme ad altri affezionati lettori un testo sul quale molti, come lei, impararono a cimentarsi nelle loro prime ricette.
La raccolta fu un successo, creò una fortissima connessione fra gli utenti e chi non aveva il libro cominciò a cercarlo fra annunci di eBay e bancarelle.
Nel frattempo Sabrine, fra un commento ai post e l’altro, entrò in contatto con una giornalista americana che le raccontò qualcosa di molto interessante: in America Nonna Papera non ha mai cucinato un granché, oltretutto è sempre stata anche un personaggio abbastanza marginale… da qui l’autrice ebbe un’illuminazione: e se l’identità segreta della nonna-cuoca provetta fosse italiana? Così iniziò la sua ricerca.
Dopo anni trascorsi a pensare che il mito di Nonna Papera provenisse dall’America, Sabrine si rese conto che la verità era tutt’altra.
Non fu facile reperire qualcuno che avesse lavorato al libro: Mario Gentilini, direttore di Topolino, Elisa Penna, una degli autori, e l’illustratore Giovan Battista Carpi erano già scomparsi. Mondadori e Disney avevano preso strade diverse e la ricerca si fece per un attimo parecchio sconfortante. Fu il fato, anzi, fu proprio Google a condurre questa vicenda verso un lieto fine. Un giorno a Sabrine arrivò la mail di Luisa Ribolzi, che raccontava come avesse trovato il suo blog e avesse letto la storia della sua iniziativa fin dal primo post. Le due s’incontrarono e venne fuori che la Bolzi lavorò al manuale qualche tempo dopo essersi laureata, prima di dare abbrivio a tutt’altra carriera. 
Di questa faccenda si occuparono anche i giornali, mentre i prezzi delle prime edizioni diventavano sempre più alti. Non rimaneva che fare una ristampa! A questo pensò l’editore Giunti, che all’epoca aveva già acquisito Disney Publishing, ovvero la casa editrice che fino ad allora aveva pubblicato tutti i libri Disney. La pubblicazione fu così teneramente fedele all’originale, da accontentare anche chi aveva trascorso gli ultimi anni a frugare fra i libri vintage. A pagina 9, la presentazione è questa:

Cari amici, attenti a…! Attenti a come sfogliate questo manuale. È altamente esplosivo. È il Manuale infatti in cui sono raccolti, svelati e documentati tutti i segreti di Nonna Papera. Da questo momento le sue celebri torte (caramelle, panini imbottiti, aranciate e falsi minestroni) non saranno più un mistero per voi! A voi il mestolo amici: leggete e cucinate!

manuale di nonna papera

NONNA PAPERA: MODELLO FEMMINILE DI FORZA E SAGGEZZA

Nonna Papera è un un personaggio d’immensa dolcezza. Un mix perfetto di materna accoglienza, premura, forza e indipendenza. Non ha paura di faticare e accudire le generazioni future. Molte donne alle quali da bambine è stato regalato il suo mitico Manuale sono cresciute cimentandosi con le sue ricette e, oggi, la sua tenera influenza continua ad imprimersi grazie a quei racconti senza tempo, che hanno conquistato praticamente tutti, una generazione dopo l’altra.

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La menzogna e la coscienza storica. Con la rete internet un idiota, seppur collegato, navigando resta pur sempre un idiota-globale

Dai Manifesti Politici e delle Avanguardie dell’800 e del ‘900
alla leggera frivola inconsistenza dei Twitter, di Instagram e di Fb

 

Raffaele Panico

Tra gli scrittori del Mondo antico, Virgilio ed Ovidio, trasmettono il senso del proprio tempo storico che giunge al fruitore della coscienza storica, attraverso secoli, grazie alla contemporaneità filosofica del pensiero virtuoso vitalistico verificabile 

Esiste un rapporto della coscienza per la conoscenza storica intimamente e profondamente connesso ad altri campi della comprensione delle cose inerenti all’indagine? Meglio ancora: è il mestiere dello storico una condizione mentale esercitata criticamente sulle fonti che appartengono tanto al passato quanto al presente? Condizione che si sviluppa e dipana sull’accertamento di fatti, su una grande quantità di documenti, anche con provenienze di luoghi ed età diverse. Fatti osservati, analizzati, sistematizzati e come dire schedati, catalogati, archiviati, digitalizzati. Ovviamente discorriamo di storia, della grande storia profonda e di lunga durata e non della storiografia. Approccio importante che affianca a ben vedere altri mestieri quali il magistrato, il giudice, l’opera dell’investigazione tanto giudiziaria di forze di polizia o della ricerca scientifica.

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Italia ingrata: la “Giornata della solidarietà con il bambino profugo giuliano”, era domenica, 7 dicembre 1947

I giuliani, i dalmati e gli italiani del Regno arrivano in terra pontina. Uno studio sui documenti della
Prefettura di Latina anni 1936-54: dalla proclamazione dell’Impero Italiano al ritorno di Trieste all’Italia

Raffaele Panico

Presso il Fondo Prefettura dell’Archivio di Stato di Latina[1] sono conservati documenti che consentono di esaminare l’opera del Governo italiano nei confronti dei profughi giuliano-dalmati in arrivo.

Le note sono particolareggiate per ciò che concerne l’assistenza ai connazionali rimasti fuori dai nuovi confini imposti dal Trattato di Parigi del 10 febbraio 1947.

La documentazione evidenzia un’attenzione “di basso profilo” da parte della gerarchia ecclesiastica nei confronti della cerimonia di accoglienza ai profughi, sia per quel che riguarda la Diocesi di Gaeta [2], sia per ciò che concerne la Curia di Velletri e la Diocesi di Terracina [3]. Nel dopoguerra la stampa locale del Lazio prefigurò la fondazione di una sesta città (battezzata Giuliana) per dare sistemazione ai profughi giuliani e dalmati.

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A Lecce il brutale omicidio di De Marco: …..”ho agito solo per rabbia”

L’omicidio di Lecce 
Sulla banalità del male – Il vuoto che uccide

Una analisi di ALICE MIGNANI VINCI * 

“Ho agito solo per rabbia”: queste nella loro spaventosa e disarmante crudezza le parole di Antonio De Marco, il 21enne omicida di Lecce, reo confesso del massacro ai danni della coppia di fidanzati Daniele De Santis ed Eleonora Manta, rispettivamente 30 e 31 anni.  Numerosi i colpi inferti con un coltello da caccia, anche in parti non vitali come il volto, il che indica una propensione alla violenza, nella sua forma più pura e refrattaria ad ogni pietà. Rabbia, rancore e desolazione: il male che si alimenta nel profondo dell’animo umano.

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Baubeach una storia che inizia da molto lontano dalla notte dei tempi

Una storia d’altri tempi, l’amicizia tra l’uomo e il cane, è iniziata con le prime società preistoriche quando si decise di addomesticare l’antenato del nostro attuale cane familiare. La prima comparsa di specie canine tipo molosso o lupoide primordiali, sul nostro “Pianeta Blu”, il nostro caro globo terracqueo è avvenuta diversi milioni di anni fa. Tra i molti rami di mammiferi un esemplare evoluto in vari milioni di anni prende sembianze di un lupo ancestrale da cui si originano lupi, volpi, sciacalli, coyote e così via tutti i canidi.

Massimiliano Morreale

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Celebrity Chef Credit: gli chef più di successo d’Europa e cinque sono italiani

Chi credeva che con un ristorante si potesse diventare ricchi? Nessuno o forse in pochi… Beh si sbagliavano. Esistono gli chef, o meglio la categoria dei super chef che in quanto a capitale se la battono con tutte le altre categorie. Parliamo degli chef di successo che collezionano stelle, accumulano followers e ospitate televisive e scrivono libri.

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Prevenzione “dimenticata” e, quindi, oramai
in attesa del prossimo disastro da catastrofe ambientale

Qualcosa in tema d’emergenza non torna 

Torquato Cardilli

Autunno, è una novità forse, che si scatenino grandinate e piogge insistenti, più devastanti dei temporali estivi che, da parecchi anni, hanno assunto una virulenza ed una frequenza fuori dell’ordinario con conseguenze disastrose.
Insieme alle notizie delle lamentele degli albergatori, dei ristoratori, dei gestori di ricettività turistica, per la stagione fallita a causa del coronavirus, o degli sbarchi di disperati, Tv, radio e giornali, di qualsiasi tendenza, colore ed editore, oramai ripetono stancamente sempre gli stessi titoli: bomba d’acqua, condizioni meteorologiche imprevedibili, precipitazioni eccezionali di tot millimetri in pochissimo tempo, esondazioni e straripamenti, frane e raffiche da uragano, alberi sradicati, impianti devastati, agricoltura in ginocchio, ponti che cadono, caos del traffico, sottopassaggi invasi dall’acqua, ferrovie interrotte, interventi della protezione civile, vigili del fuoco, volontari ecc., tot vittime, tot dispersi, tot salvati, tot miliardi di danni.

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Da quando esiste lo spaziotempo?

Lo spaziotempo descritto dalla fisica attuale è iniziato subito dopo il Big Bang. Ma andiamo per gradi, lo spazio-tempo come lo intende la scienza è un modello che combina entrambi i concetti come un unico continuum inseparabile in cui si verificano tutti gli eventi fisici nell’universo. Quanto al Big Bang, è la grande esplosione con cui è iniziato il cosmo.

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La tragedia del Vajont … 9 Ottobre 1963, quasi 57 anni fa

Vajont: una diga da primato, ma coi piedi d’argilla

___________Francesco Leccese

Nella notte del 9 ottobre 1963 si consuma una delle più gravi tragedie nella storia delle costruzioni. Quello che doveva essere il vanto dell’ingegneria italiana nel mondo passerà alla storia con tutt’altro primato e sarà ricordato come il Disastro del Vajont.
Alle ore 22:39 del 9 ottobre 1963 una massa rocciosa di circa 270 milioni di metri cubi si stacca dal fianco sinistro del monte Toc e frana nel serbatoio idroelettrico formato dalla diga del Vajont. L’impatto provoca un’onda di 50 milioni di metri cubi e alta centinaia di metri, che scavalca lo sbarramento della diga. In tre minuti l’apocalisse si abbatte sul territorio circostante sconvolgendo la vita di migliaia di persone causando quello che le cronache dell’epoca hanno definito come «l’olocausto di duemila vittime».

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GIORNOXGIORNO 14 settembre 2020

XIV SETTEMBRE

Dopo una chiusura forzata di più di un quadrimestre, oggi muove i primi passi l’anno scolastico 2020 – 2021 in alcune regioni, non in tutte. C’è confusione, c’è insicurezza, il virus sta rialzando la testa e l’età media dei contagiati si è abbassata. 
Per molti bambini oggi sarà il loro primo giorno di scuola, non quello che avevano atteso, non un giorno di festa ma un giorno di timore, di ansia per i genitori e la cerimonia di benvenuto, se ci sarà, sarà in tono minore.

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Luigi Broglio e il ”Progetto San Marco”

Italia terzo Paese dopo Unione Sovietica e Stati Uniti a lanciare in orbita un satellite

Raffaele Panico

Correva l’anno 1964, 15 dicembre, dal poligono spaziale americano di Wallops Island, un sottile razzo vettore Scout mette in orbita il satellite italiano “San Marco 1”.
Il lancio fa dell’Italia il terzo Paese al mondo (dopo Unione Sovietica e Stati Uniti) a mettere in orbita un satellite attorno alla Terra. Artefice di quel ”Progetto San Marco” che ci fece conquistare quel primato fu il professor Luigi Broglio, un italiano di grande levatura scientifica e morale che, anche se oggi sconosciuto ai più, è da tutti gli addetti ai lavori considerato come l’iniziatore dell’astronautica italiana.

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