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Autore: Alice Mignani Vinci

La ragnatela della violenza domestica

Quando il ragno tesse la tela della violenza domestica,
quale tutela e protezione per le vittime?

di  Alice Mignani Vinci*

“Nessun posto è bello come casa mia”: così recitava la giovane Dorothy nel celebre lungometraggio disneyano “Il Mago di Oz”.
Eppure, tra quelle che dovrebbero essere mura sicure, culla degli affetti e rifugio dagli affanni, si annidano sovente regimi del terrore, sopraffazioni, abusi, paura soffocata e rinchiusa in una prigione.
Una emergenza, quella della violenza domestica, che il presente legato alla pandemia e alle relative restrizioni ha esasperato oltremodo, inutile eludere il dato oggettivo: la violenza è cresciuta in modo esponenziale a seguito delle misure adottate dal governo per il contenimento dell’epidemia da Covid-19.

COVID-19, Mago di Oz, violenza domestica, i teatri della paura

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Il Reato di “Revenge Porn”
in una lettura sociale e giuridica

UNA ANALISI su: 
– La violazione della privacy che annienta la dignità
– Il conflitto tra la libertà e il pregiudizio

A cura di ALICE MIGNANI  e ANGELO RUBERTO REVENGE PORN

– Art. 612 – ter del Codice Penale. È passato un anno dall’entrata in vigore della legge conosciuta come “Codice rosso” del 19 luglio 2019, n. 69, voluta in maniera bipartisan a tutela delle donne e dei soggetti deboli che subiscono violenze, per atti persecutori e maltrattamenti.
La legge ha introdotto tra l’altro l’art. 612 ter del codice penale, che punisce la diffusione illecita di immagini sessualmente esplicite. Articolo da subito sottoposto anche alla prova del lockdown – dovuto all’epidemia da Covid-19 – che ha anche determinato un aumento esponenziale dei comportamenti, anche illecite, online.

Reato di Revenge Porn, ’art.612-ter cod. pen.

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Alberto Genovese: un orco moderno

Potere, onnipotenza, brivido del rischio… E sulla “cultura
dello stupro” che ancora non riconosce la centralità della Vittima

 _____________di ALICE MIGNANI VINCI *

Una violenza sessuale disumana e disumanizzante, quella subita dalla giovane modella 18enne il cui corpo è stato adoperato alla stregua di una entità inanimata e non senziente, un oggetto, un trastullo, una preda nelle mani avide del suo predatore, il milionario imprenditore Alberto Genovese, già  a suo tempo fondatore di “Facile.it”, ma poi lasciato nel 2014 senza più rivestire alcun ruolo operativo nell’ambito del Gruppo.

alberto genovese, "Facile.it", la cultura dello stupro

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A Lecce il brutale omicidio di De Marco:
…..”ho agito solo per rabbia”

L’omicidio di Lecce 
Sulla banalità del male – Il vuoto che uccide

Una analisi di ALICE MIGNANI VINCI * 

“Ho agito solo per rabbia”: queste nella loro spaventosa e disarmante crudezza le parole di Antonio De Marco, il 21enne omicida di Lecce, reo confesso del massacro ai danni della coppia di fidanzati Daniele De Santis ed Eleonora Manta, rispettivamente 30 e 31 anni.  Numerosi i colpi inferti con un coltello da caccia, anche in parti non vitali come il volto, il che indica una propensione alla violenza, nella sua forma più pura e refrattaria ad ogni pietà. Rabbia, rancore e desolazione: il male che si alimenta nel profondo dell’animo umano.

l'omicidio di Lecce, Antonio De Marco, Daniele De Santis, Eleonora Manta

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Roma 10 giugno 2015, l’abisso della scomparsa di Daniele nel nulla

“La scomparsa di Daniele Potenzoni”

Un contributo di ALICE MIGNANI VINCI
e, a seguire, una intervista a Luca, fratello di Daniele 
con una breve  prolusione di Raffaele Panico

L’abisso dell’incertezza, il dolore del non conoscere. La ricerca della verità per uscire dal tormento dell’ignoto. Riflessioni e intervista a Luca Potenzoni, fratello di Daniele.
La dott.ssa Alice Mignani Vinci – Assistente sociale, Criminologa ed Educatore Professionale dedica questo “contributo a tutti coloro che serbano un profondo dolore per un caro perduto o scomparso. Per chi, dilaniato dalla sofferenza dell’incertezza, fatica a trovare il cammino di un nuovo giorno o di un futuro. Alle persone che debbono combattere con l’angoscia di un vuoto non colmato. A coloro che, nonostante tutto, seguitano ad attendere sulla riva della speranza”/ Raffaele Panico

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Sette e psicosette:
il male che si incunea nelle fragilità

Il caso della setta di Novara, un fenomeno sotterraneo, subdolo, sommerso: trame e immoralità
che hanno agito per anni. Riduzione in schiavitù,  danni psicologici, famiglie distrutte e vite rubate

Alice Mignani Vinci *

Lo sconvolgente caso della setta di Novara ha ridestato l’attenzione e la riflessione su un fenomeno sotterraneo, subdolo, che sovente è sommerso, nelle sue trame e nel suo immorale agito, per anni. Riduzione in schiavitù,  danni psicologici, vite rubate, il tutto grazie ad una rete efficiente e legittimata dall’azione di professioniste adibite al reclutamento delle “prede”.

riduzione in schiavitù, danni psicologici, revenge porn, setta di Novara, Psicosette

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Legge Codice Rosso art.583/5°
la “Deturpazione dell’ Identità”

AGGRESSIONI CON L’ACIDO: 
DETURPARE LA BELLEZZA, CORRODERE L’IDENTITA’

 Riflessioni su una turpe realtà attuale, alla luce del nuovo reato art. 583/ 5° –  Legge Codice Rosso

 a cura di ALICE MIGNANI VINCI *

Un tempo era il cinema di stampo fantastico, incubi e potenti immagini di celluloide. La vendetta di un subdolo e beffardo Joker (Jack Nicholson), ai danni di una bella e segreta amante, la volontà di deturparne la beltà, forse per assoggettarla in modo ancora più profondo (“Batman” di Tim Burton, 1989).
Un tempo era l’India, il Bangladesh e il Pakistan, terre e culture lontane dall’occidente, donne (e bambine, è il caso di specificare) orrendamente sfigurate, colpevoli di aver rifiutato proposte matrimoniali e corteggiamenti di uomini-padroni o mariti rancorosi, supportate da associazioni che tentano di ridonare loro la dignità e il sorriso (come “Smileagain”).

Codice Rosso, L. 69/2019

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Il fenomeno delle violenze domestiche
in triste ascesa nei tempi di “quarantena”

La sindrome da alienazione genitoriale:
come la quarantena aggrava questi fenomeni”

Quando un minore assiste ad una violenza in quella stessa casa che dovrebbe rappresentare un porto sicuro, ad opera di quelle persone che sono i suoi riferimenti affettivi, il trauma è enorme, entra sottopelle, si incide nella memoria.
In questi giorni di chiusura forzata a causa della quarantena imposta per arginare il contagio da Covid-19, vengono meno gli spazi di evasione scolastica, i rifugi ludici, per molti bambini che presentano situazioni familiari tese e problematiche, che sono spettatori inermi di conflitti tra i genitori, che assistono giocoforza alla violenza.

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I mille volti della violenza domestica
ai tempi del Covid-19″

I Mille Volti della “Violenza Domestica
 nuove emergenze e regimi di terrore ai tempi del Covid-19

una analisi di Alice Mignani Vinci (*1) 

L’emergenza Covid-19 ha fermato l’Italia, ha costretto le persone a rinchiudersi tra le mura domestiche. Per alcuni, anche sicure e confortevoli, ma per altri veri e propri teatri di orrore: là dove l’Italia si ferma, la violenza domestica corre sul filo della paura, anzi si esaspera. Per molti restare in casa diviene una vera e propria condanna agli abusi domestici. Regimi di terrore, dittature ingabbiate, tensioni che esplodono, e sovente uccidono.

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