GOLPE contro Meluzzi e Parisi andato male…

UN PUTSCH ESILARANTE
contro la Chiesa Ortodossa Italiana Autocefala
 di Alessandro I e Cosma I

Domenica scorsa, 25 ottobre, A.D. MMXX, qualcuno ha provato ad organizzare un vero e proprio golpe per colpire dall’interno la Chiesa Ortodossa italiana Autocefala Antico Orientale, voluta dal defunto Vescovo melchita Adeodato Mancini, fondata da Alessandro I – al secolo Alessandro Meluzzi – ed attualmente presieduta da Padre Cosma I, al secolo Antonio Parisi.

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Balenciaga – l’imperatore del lusso degli anni ’60
“il maestro di tutti noi” come lo chiamava Dior

 

Di Cristóbal Balenciaga i posteri hanno detto molto, soprattutto che ha trasformato l’haute couture in arte. Ma qualcuno più autorevole di noi, e di qualsiasi critico di moda, disse di lui “è il maestro di tutti noi”, l’architetto dell’haute couture”. E anche: “l’unico vero couturier, in fondo, era lui, gli altri sono solo fashion designer”. Sono parole che pronunciarono, rispettivamente, Christian Dior, Hubert de Givenchy e Coco Chanel, che insieme a molti altri stilisti del passato e del presente hanno fatto dell’ammirazione per Balenciaga un vero e proprio culto e una fonte di ispirazione. Ma chi era Cristóbal Balenciaga, il capostipite degli stilisti-personaggio, fondatore della maison Balenciaga?
La storia di Cristóbal Balenciaga
Abito da sera in lamé (1966)

Cristóbal lavora intensamente e intanto riesce a tenere nascosta la relazione con il modista franco-russo Vladzio Jaworowski d’Attainville. Ufficialmente, Vladzio è solo un collaboratore, e poi un socio. Nella realtà è il grande amore della sua vita, il suo ispiratore, ed è un valido supporto al successo della maison. Nel 1945 il nome di Balenciaga è famoso in tutto il mondo e incarna il lusso del lusso. Di lui si dice che quando una donna è ricca veste Dior, se diventa ricchissima deve vestire Balenciaga. Nel suo laboratorio si formano apprendisti di lusso come Oscar de la Renta, Emanuel Ungaro, Mila Schön e Hubert de Givenchy e lui non accetterà mai di disegnare linee prêt-à-porter: “non prostituirò il mio talento”, risponde sdegnato a chi glielo chiede. La leggendaria giornalista di moda Diana Vreelandracconterà nei suoi articoli di aver visto gente che cade letteralmente in deliquio alle sue sfilate e che lei stessa deve controllarsi per non cedere all’entusiasmo. Il 1948 è l’anno più terribile per Cristóbal Balenciaga. Il suo adorato Vladzio Jaworowski d’Attainville muore e lui cade in depressione. Vuole chiudere tutto e ritirarsi, ma poi si fa forza e va avanti. Gli rimane praticamente fedele per tutto il resto della vita, intrattenendo da quel momento solo relazioni senza importanza.

Al contrario di quanto temeva, la sua inventiva non si spegne e continua a produrre capolavori che sottolineano la figura femminile in modi inediti. È lui il primo a ignorare il punto vita e a disegnare le camicie blusa, gli abiti tunica, i cappotti e i vestiti a uovo. La gente che conta veste solo da lui, come la Countess von Bismarck, influencer dell’epoca. E poi Wallis Simpson, Grace Kelly, Jackie Kennedy, Helena Rubinstein, Greta Garbo. Nel 1960 vive due eventi importanti: riceve la Légion d’honneur per i servizi resi all’industria francese della moda e disegna l’abito da sposa di Fabiola per le nozze col principe Baldovino I del Belgio. Quando nel 1968 decide di chiudere i suoi atelier ha 74 anni ed è ricchissimo, ha investito bene anche nel mercato immobiliare a Parigi e in Spagna, nei quartieri più prestigiosi. Vuole tornare alla sua terra d’origine, che non ha mai dimenticato, ed è lì che il 23 marzo 1972 si ricongiunge al suo Vladzio, che non ha mai smesso di amare. Women’s Wear Daily, la rivista di moda più famosa dell’epoca titola “il re è morto”. Il suo nome e il suo stile verranno recuperati nel 1986 e riportati allo splendore che il suo ricordo merita. E che oggi è affidato a Demna Gvasalia.

 

balenciaga

Brani di vita: “Una ragazza da amare” romanzo di Carlo Silvano

“Una ragazza da amare” sono le avventure di una comitiva di amici del liceo classico “Caterina Segurana” di Napoli. È un romanzo breve, in tutto sono XIV capitoli di poche pagine, pagine quanto in media le dita di una mano, che sommano una trama in 100 pagine, di brani di vita e di buona scuola. Ha tutto il respiro per rivolgersi ad un vasto pubblico di lettori e, anzitutto, potrebbe essere una panacea per studenti, docenti e collaboratori scolastici di questi tempi. Una lettura in classe di un capitolo al giorno, e poter riflettere su una Italia primi anni Ottanta, dove sullo sfondo c’è ancora tutta la forza educativa pedagogica formativa, in una città emblema di vitalismo.

Raffaele Panico

Anna Gnesa, pedagogia, educazione, Carabinieri nell'opera di Collodi

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Baubeach una storia che inizia da molto lontano dalla notte dei tempi

Una storia d’altri tempi, l’amicizia tra l’uomo e il cane, è iniziata con le prime società preistoriche quando si decise di addomesticare l’antenato del nostro attuale cane familiare. La prima comparsa di specie canine tipo molosso o lupoide primordiali, sul nostro “Pianeta Blu”, il nostro caro globo terracqueo è avvenuta diversi milioni di anni fa. Tra i molti rami di mammiferi un esemplare evoluto in vari milioni di anni prende sembianze di un lupo ancestrale da cui si originano lupi, volpi, sciacalli, coyote e così via tutti i canidi.

Massimiliano Morreale

Baubeach®

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Celebrity Chef Credit: gli chef più di successo d’Europa
e cinque sono italiani

Chi credeva che con un ristorante si potesse diventare ricchi? Nessuno o forse in pochi… Beh si sbagliavano. Esistono gli chef, o meglio la categoria dei super chef che in quanto a capitale se la battono con tutte le altre categorie. Parliamo degli chef di successo che collezionano stelle, accumulano followers e ospitate televisive e scrivono libri.

celebrity chef credit, super chef

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Dal Rizòmata al Wu Xing

Italia-Cina: due Tradizioni a confronto  
       Wuxing      ◊      Rizòmata

I 5 elementi dell’astrologia cinese: caratteristiche ed interazioni

Nell’astrologia cinese, sono presenti 5 Elementi: il Legno, governato dal pianeta Giove; il Fuoco da Marte; la Terra da Saturno; il Metallo (anche detto Oro) dal pianeta Venere e infine l’Acqua dal pianeta Mercurio.

La prima differenza con la tradizione occidentale consiste nel fatto che in quest’ultima gli Elementi sono soltanto 4 (Fuoco, Terra, Aria, Acqua) anche se nell’antica filosofia occidentale era presente anche il 5 Elemento, ovvero l’Etere.  Gli Elementi si combinano tra di loro e creano interrelazioni e richiamano l’antico principio  del Femminile e del Maschile, ovvero lo Yin e lo Yang. Sono associati ad essi i 4 punti cardinali, un colore e una parte del corpo. Dal Metallo si ottiene l’Acqua che, a sua volta produce il Legno. Dal Legno si ottiene il Fuoco, dal Fuoco si ottiene la Terra e quest’ultimo Elemento crea il Metallo.

Wuxing, Rizòmata, 5 Elementi

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Il Dr. Mabuse e gli apprendisti stregoni. Formazione, Informazione e Previsione chi vince chi perde in Europa

Ha scritto Arnold Toynbee: “L’informazione minuta non è sufficiente per abilitare chi la possiede a predire risultati con esattezza e sicurezza, giacché essa non è affatto un’informazione completa. C’è una cosa che deve restare quantità ignota per l’astante meglio informato, giacché essa va oltre quanto sanno gli stessi combattenti o giocatori; ed è questo il termine più importante dell’equazione che il preteso calcolatore vorrebbe risolvere. Questa quantità ignota è la reazione degli attori quando verrà la prova. Questi impulsi psicologici, che è essenzialmente impossibile pesare e misurare e quindi valutare in modo scientifico in anticipo, sono le vere forze che in realtà decideranno dall’esito quando l’incontro avrà luogo. È per questo che i più grandi geni militari hanno sempre ammesso un elemento incalcolabile nei loro successi”.

Il film del 1922, “Il Dr. Mabuse”, di Fritz Lang 1922 – Germania è una pellicola che annuncia l’avvento del III Reich, dal fallimento della repubblica di Weimar, una lettura riproposta di monito per l’attualità.  

       Raffaele Panico 

film, Fritz Lang, Il Dr. Mabuse

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Prevenzione “dimenticata” e, quindi, oramai
in attesa del prossimo disastro da catastrofe ambientale

Qualcosa in tema d’emergenza non torna 

Torquato Cardilli

Autunno, è una novità forse, che si scatenino grandinate e piogge insistenti, più devastanti dei temporali estivi che, da parecchi anni, hanno assunto una virulenza ed una frequenza fuori dell’ordinario con conseguenze disastrose.
Insieme alle notizie delle lamentele degli albergatori, dei ristoratori, dei gestori di ricettività turistica, per la stagione fallita a causa del coronavirus, o degli sbarchi di disperati, Tv, radio e giornali, di qualsiasi tendenza, colore ed editore, oramai ripetono stancamente sempre gli stessi titoli: bomba d’acqua, condizioni meteorologiche imprevedibili, precipitazioni eccezionali di tot millimetri in pochissimo tempo, esondazioni e straripamenti, frane e raffiche da uragano, alberi sradicati, impianti devastati, agricoltura in ginocchio, ponti che cadono, caos del traffico, sottopassaggi invasi dall’acqua, ferrovie interrotte, interventi della protezione civile, vigili del fuoco, volontari ecc., tot vittime, tot dispersi, tot salvati, tot miliardi di danni.

prevenzione, disastro ambientale, manutenzione, monitoraggio

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Minneapolis, George Floyd :
I can’t breathe, not in my name

Il video dei poliziotti di Minneapolis consente nuove analisi sulla morte di George Floyd 

riflessioni critiche  di LEANDRO ABEILLE *

Non è un argomento facile quello della morte violenta di George Floyd, dopo la visione dei 7 minuti di video in cui lo si vede steso a terra, con più poliziotti sulla sua schiena, di cui uno con la gamba sul collo, soprattutto se non si vuole seguire l’ondata di sdegno mondiale e cercare di capire cosa è davvero è successo. 
Bene inteso: Geoge Floyd non avrebbe dovuto morire ma questo non vuol dire nascondere alcuni fatti importanti.
Di recente è stato rilasciato il filmato completo dell’arresto di Gerge Floyd (visitato il 27.9.2020 su: https://www.youtube.com/watch?v=NjKjaCvXdf4), registrato dalle bodycam dei poliziotti e gli accadimenti dello sfortunato episodio, sembrano dare una lettura differente rispetto ai primi video diffusi.

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Green Carpet Fashion Awards: artigiani italiani vincono il GCFA Art of Craftmanship Award il ringraziamento di Giuseppe Conte

Green Carpet Fashion Awards quest’anno, alla loro quarta edizione, sono stati svolti in formato digitale e tutto l’evento, trasmesso durante la Shanghai Fashion Week il 10 ottobre 2020, è stato girato presso il Teatro alla Scala trasformato per l’occasione in una sorta di foresta incantata.

Giuseppe Conte, Made in Italy, carlo capasa, Green Carpet Fashion Awards

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Unità dell’Italia, e non solo Bellissima espressione geografica modellata dagli elementi della natura la Terra e il Mare

Napoli e i “napolitani”, pensiamo ai fratelli Imbriani citati al termine di questa presentazione dall’Autore, hanno sempre mostrato interesse per altre città d’Italia e per regioni fuori dallo Stato unitario. Fuori ma a vicende alterne dalla lontana prima unificazione di Cesare Ottaviano Augusto, poi con la grande estensione degli Stati regionali italiani ben oltre i confini geografici tanto lungo la catena alpina orientale che occidentale (pensiamo alla antica Casa Savoia dei primi re d’Italia, al Regno del Sud ricordato borbonico ma anche nei secoli Normanno, Svevo, Angioino… e alla Repubblica di Venezia)  nella storia bimillenaria dei confini della Madrepatria dai tempi della prima Unità, durante le fasi della formazione dell’Italia, non solo la Bellissima espressione geografica – non doveva ricordarcelo il Metternich ! – modellata dagli elementi della natura Terra e Mare, dalla catena delle Alpi fino alla dorsale degli Appennini e le grandi e piccole Isole. Formazione geopolitica in regioni già Augustee con il passaggio delle consegne istituzionali da formazione Repubblica a Roma imperiale.

Raffaele Panico

Carlo Silvano, italofoni, città, regioni, integrazione europea

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MIBACT lancia #LArteDellaModa

Per tutto il mese di ottobre il Mibact ha organizzato un viaggio in Italia che ci porterà alla scoperta dell’arte della moda nel nostro Paese. Un’iniziativa voluta da Dario Franceschini, che rientra tra le attività promozionali del Ministero, per valorizzare preziosi ed inediti documenti e opere conservati negli archivi delle biblioteche e dei musei dello Stato. Una narrazione che ci mostrerà il lavoro e le varietà di mezzi e tecniche della lunga storia di un sapere creativo e di una capacità artigianale quali tratti identitari del nostro Paese.

Un viaggio per tappe che attraverserà tutta l’Italia, iniziando dai bozzetti dei costumi di Emanuel Ungaro per i Carmina Burana del teatro dell’Opera di Roma, alle silhouette dei romantici abiti da sposa delle sorelle Fontana conservati al Museo Boncompagni Ludovisi per le Arti Decorative, il Costume e la Moda dei secoli XIX e XX, dai figurini della banda musicale di Bernaggio dell’Archivio di Stato di Milano, alla macchina per cucire Visetta di Gio Ponti esposta al Museo del Design di Milano, ai manifesti pubblicitari conservati al Museo della Collezione Salce di Treviso.

Un percorso che ci permetterà di scoprire il lunghi più segreti e che ci svelerà tutti quegli aspetti poco raccontati di quel mondo ricco e variegato rappresentato dalla moda e dalla sartoria italiana.

Mibact, #lartedellamoda

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Tutelare i figli dalle insidie e “sfide online”

“Basta con queste challenge. Una tendenza che può costare la vita” è il titolo del comunicato stampa dell’Associazione Di.Te., lodevole e meritorio, che pone importanti obiettivi nel rispetto dei principi della giusta formazione/informazione e nel  rispetto della Costituzione. Non mai però, come in questi trascorsi anni, e la tendenza non cambia, è il ricorso massiccio e invasivo all’uso di anglicismi che, seppur hanno ovvia valenza commerciale o a seguito di attività convegni – incontri/meeting – e simposio internazionali, su specifiche materie anche e soprattutto sanità e salute, occorre aggiungere sempre termini italiani o, dove possibile, in latino di cui l’alfabeto è in uso anche nella stragrande maggioranza delle lingue indoeuropee ed è idioma scientifico per eccellenza in medicina e in tassonomia. Chi non rispetta il Padre e la Madre… è un monito forse desueto? Il latino, e l’italiano di un Collodi ad esempio che ci ha lasciato in eredità la fiaba di Pinocchio, non sono forse pedagogia ed educazione quasi vivente nel corpo sociale della comunità, società o nazione che dir si voglia ! Oltre al fatto che, dovremmo tornare nei programmi di intrattenimento per i piccoli ai cari vecchi fumetti in TV che molto erano talvolta formativi e non invasivi con immagini e racconti oggi invece spesso deliranti e mostruose.                                                                                                                                                                         Raffaele Panico

Giuseppe Lavenia, Associazione Nazionale Di.Te. - Dipendenze Tecnologiche, Cyberbullismo

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Il Tavolo Tecnico ENPAP sulla sicurezza sul lavoro: un’occasione di profonde riflessione sui tempi nuovi e le sfide-risposte a tutela del benessere e produttività

Riflessioni storiche sulle nuove incoraggianti prospettive di questi anni Venti 

Siamo ad un primo bilancio, una prima analisi su questo periodo di 7 mesi, almeno dal giorno del grande Confinamento o del Lockdown.  Ribadiamo così ancora una volta la nostra specifica in italiano, non tanto avversione per partito preso all’anglicismo facile, piuttosto attenzione diretta alla tradizione unitamente all’innovazione: la profonda ascendenza al latino dei padri dei padri e all’italiano dei padri del Trecento. Cosa che, in questi tempi nuovi, ci corazza e consente di individuare, tra le ampie oscillazioni del pendolo – a modo dello smarrimento a veder quegli antichi lampadari posti in alti saloni scossi da forte terremoto ondulatorio – tra l’infinita massiva, massiccia e penetrante, martellante dovizia d’informazioni dai media, da schermi palmari ad altri schermi per più persone visibili in ogni dove pubblico, fin su bus e metro, ogni locale di ristoro… notizie sui social che inondano tutti i minuti, gli istanti i quarti d’ora della nostra quotidianità.

Raffaele Panico

ENPAP

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Comunicato stampa della Federazione Estero del Partito Comunista

Il Partito Comunista Estero da tempo ha denunciato l’inefficienza del sistema consolare oltre al fatto che anche la stessa portata democratica è in grave pericolo; i tagli del governo Monti hanno escluso praticamente 4.616.000 di elettori, tanti sono gli Italiani all’Estero, dalla democrazia compiuta. Difatti alle ultime elezioni europee solo il sette per cento ha potuto votare! Oggi con la vittoria del Sì ci sarà un nuovo taglio della Rappresentanza politica con il minor numero di Deputati e Senatori espressione del voto degli Italiani all’Estero

Partito Comunista Federazione Estero, democrazia, rappresentanza politica, lavoratori espatriati

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MCM: Un secolo ancora vivo !

I MILLE E NOVECENTO PASSI DELL’ UMANITA’ :
orrori ed errori, scenari apocalittici e rivoluzioni scientifiche racchiusi in cento anni da ricordare

Il Novecento ha impiegato circa 60 anni per disvelarsi e per appropriarsi di una sua personalità netta, capace di ideare e concretizzare ciò che con fatica e sudore è stato partorito dalle sue viscere. No, non era possibile in gioventù avere già le idee chiare e dar vita ad una nuova realtà che gli fosse propria, senza limiti e veli, e che creasse i presupposti perché si tracciasse un’impronta indelebile nell’infinito cassetto dei ricordi. Le idee, non poi così innovatrici, si rivelano però rivoluzionarie e si materializzano col sangue dei ribelli sparso a macchia d’olio, lungo le strade che si trasformano in scenari bellici truculenti. Il primo attentato scioccante della sua storia non ha nulla a che vedere con Bin Laden e il fondamentalismo islamico ma con la testa cinta da una corona scottante, che non aveva preso in considerazione le istanze di chi a gran voce aveva gridato” No”.

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