La leggenda del coniglio lunare

Avete mai provato a guardare con attenzione la luna?

Per noi i crateri sulla sua superficie sembrano quasi formare un volto, in Giappone ed in molti paesi dell’Asia, invece, si vede la figura di un coniglietto.

La leggenda del coniglio lunare risale ad un’antica favola buddhista che celebrare le virtù della carità, del sacrificio e della gentilezza. 

La storia racconta di quattro amici animali, una scimmia, una lontra, uno sciacallo e un coniglio, che un giorno incontrarono un un vecchio viandante stanco ed affamato. Decisero di aiutarlo portandogli da mangiare: la scimmia raccolse i frutti degli alberi, la lontra pescò del pesce e lo sciacallo rubò del cibo da una casa poco lontana. Il povero coniglietto invece, non potendo procacciare altro cibo se non dell’erba, pur di aiutare decise di offrire sè stesso e si gettò nel fuoco. 

Come per magia però il fuoco non lo bruciò. Il mendicante era una divinità sotto mentite spoglie, che vedendo il gesto del coniglio, per la grande virtù mostrata, decise di salvarlo e portarlo con sé sulla luna perché potesse sempre essere ricordato da tutti. Un’altra versione, quella cinese, vuole che sotto le vesti del mendicante si celasse proprio la dea lunare, scesa sulla terra per scoprire chi, tra tutti gli esseri, fosse il più gentile.

Secondo le più fantasiose interpretazioni il coniglietto lunare starebbe in piedi sulle zampe posteriori intento a pestare il riso nel mortaio per preparare gli tsukimi dango, dei tipici dolcetti simili ai mochi, che vengono offerti alla luna e mangiati nelle notti di tsukimi, la festa della luna autunnale che cade tra settembre ed ottobre.

La leggenda del coniglio lunare è talmente famosa da aver influenzato la cultura pop giapponese trovando riscontro in uno dei più famosi manga Bishōjo senshi Sērā Mūn (美少女戦士セーラームーン)meglio nota come Sailor Moon.

Riporto direttamente quanto scritto da Leone Locatelli, fondatore di heroica e co-curatore della mostra “Sailor Moon: 25 anni in Italia” al Mufant di Torino, sulla pagine Facebook del museo d’arte orientale Chiossone di Genova.

 – La protagonista di “Sailor Moon” è una ragazzina imbranata, pigra e piagnucolona che, in originale, risponde al nome di Tsukino Usagi.

Il suo cognome (Tsukino) e il suo nome (Usagi) formano un gioco di parole che rimanda alla leggenda del coniglio lunare: 月野うさぎ suona come 月の兎, ovvero “coniglio della luna” (tsuki no usagi).

Nell’adattamento italiano, Usagi viene ribattezzata “Bunny”, che in inglese significa “coniglietto”.

Agli occhi degli spettatori giapponesi, il riferimento mitologico è chiaro fin dalla prima scena dell’anime: quando Usagi si presenta con cognome e nome, l’inquadratura mostra il lenzuolo sotto cui riposa, adornato con l’illustrazione di un coniglio e di una mezza luna.

Inoltre, la capigliatura di Usagi le fa guadagnare l’epiteto di “odango atama” (testa a dango) in riferimento agli tsukimi dango, dolcetti che a loro volta rimandano alla forma della luna piena.

Se la frangetta di Usagi sembra formata da una serie di lune calanti e crescenti, i suoi codini possono ricordare delle mezze lune gialle e, allo stesso tempo, le lunghe orecchie abbassate di un coniglio.

Da questo animale, la ragazza eredita anche parte della sua caratterizzazione come personaggio: nella prima serie, infatti, Usagi è molto paurosa e ha una passione per i sonnellini.

Diversi rimandi sono presenti anche nella caratterizzazione della figlia di Usagi, che appare nel secondo arco del manga e nella seconda serie dell’anime: la bambina ha lo stesso nome della madre, per questo viene ribattezzata “Chibiusa” (“piccola Usa(gi)”, quindi “piccolo coniglio”), mentre i nemici del Black Moon Clan la chiamano “Rabbit”.

Il personaggio presenta evidenti riferimenti estetici alla figura del coniglio – dal colore degli occhi (rosso) alla capigliatura, che rimanda direttamente alle orecchie del roditore. Inoltre, i capelli di Chibiusa sono rosa perché in Giappone è il colore che, insieme al bianco, viene maggiormente associato ai conigli.

Non è un caso che questi due colori siano strettamente legati anche al personaggio di Usagi/Sailor Moon.

Oltre ad essere i colori preferiti di Usagi, sappiamo che – nel progetto originale – Sailor Moon avrebbe dovuto avere i capelli rosa o bianco-argentati, come la superficie lunare.

Quest’ultimo colore è stato infine adottato, nel manga, per i capelli di Princess Serenity, Queen Serenity e Neo Queen Serenity. –

 

sailor moon, mufant, chiossone, museo arte orientale genova

Lascia un commento

© 2013-2020 Consul Press. Testata registrata presso il Tribunale di Roma, N° 87 del 24/4/2014.
Editore: Associazione Culturale "Pantheon" - Direttore Responsabile: Antonio Parisi
Sede: via Tagliamento, 9 - 00198 Roma (RM). Telefono: (+39) 06 92593748 - Posta elettronica: info@consulpress.eu