lunedì, 14 Ottobre 2019

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Autore: Alessandro P. Benini

Esperto di Finanza e di Storia dell'Economia.

La ROMA di D’ANNUNZIO

Gli ultimi tre decenni dell’ OTTOCENTO trasformarono la nuova Capitale in un grande cantiere: l’attivismo di tanti costruttori ed imprenditori diede una sonora sveglia all’atavica sonnolenza di una città adagiata tra le gloriose, antiche memorie e il ristretto panorama dell’inefficienza del morente regime temporale del Papa.

D'Annunzio, Gabriele D'Annunzio

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25 Aprile 1945, un ricordo di Maceo Carloni …..
un sindacalista fascista di Terni “giustiziato dai liberatori”

I MORTI ATTENDONO PIETA’

Commemorare o meno il 25 aprile, quella data che settantaquattro anni fa segnò la conclusione del conflitto iniziato cinque anni prima, rappresenta, malgrado il lungo tempo trascorso,  un dilemma irrisolto. Una festa nazionale, che, nei fatti, non è condivisa, al contrario è motivo di recriminazioni, di vetuste contrapposizioni ideologiche e mistificazioni.

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Non dimenticare l’IRAN ! *

Non possiamo dimenticare l’Iran, il Paese mediorientale più vicino a noi di tante nazioni dell’indifferente “occidente”nordico. E’ un legame, quell0 che ci lega alla grande Repubblica che affonda le sue radici nei tempi dei tempi, quando i due Imperi, il Persiano ed il Romano, pur su fronti opposti, creavano cultura, progresso e, in una parola, civiltà  in un mondo di barbarie.

IRAN, le Civiltà del Mediterraneo, patrimonio dell'umanità, persia

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Il tramonto dell’Europa dei burocrati

Di questi tempi, con il dilagare dell’antieuropeismo, gli accresciuti timori di un forte squilibrio economico capace, sotto la spinta sovranista, di sconvolgere l’attuale ordine – disordine europeo, è giunto il momento di correggere le incongruenze e le debolezze di un organismo imperfetto.

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Grande Guerra, un volo per l’umanità

Quando una Torretta, sull’Adriatico, scomparve

Un orrore senza fine, i grandi e spesso inutili massacri della Grande Guerra: un’ Italia con grandi appetiti e mediocri governi, un mondo che scriveva la parola fine a quel periodo ricordato con il nome di “Belle Epoque” e si gettava a capofitto nella micidiale fornace bellica. Un numero impressionante di Caduti, settecentomila, e di mutilati, un milione, per il costo della Vittoria, una vittoria, che, malgrado la continua opera di marginalizzazione effettuata da numerosi libri “storici”, rimane nella verità della storia, oltre all’esemplare comportamento delle Forze Armate, certamente inferiori per mezzi e strategie, l’unico esempio di unità e dignità nazionali nella vita del nostro Paese.

Quella guerra, lontana cent’anni, ebbe anche un altro merito, quello di mostrare al mondo un’umanità che in quel vortice di sangue e di fango sembrava cancellata per sempre. L’esempio di Gabriele D’Annunzio, del suo volo su Vienna, con il famoso lancio di manifestini tricolori anzichè ordigni, era la risposta alla crudeltà più volte mostrata dal nemico: non si dovrebbero dimenticare le atrocità subite dalle popolazione friulane e venete nel periodo compreso tra la disfatta di Caporetto e la battaglia di Vittorio Veneto, l’assassinio dei nostri soldati storditi dal fosgene e finiti a colpi di mazze ferrate; la risposta fu il lancio di volantini, proprio ad opera di quel D’Annunzio, ancora oggi, in alcuni ambienti, considerato un interventista sanguinario, un esaltato fautore della funzione purificatrice della guerra.

Un episodio della cronaca minore di quel tempo l’affidiamo al ricordo di un testimone, a maggior sostegno che la crudeltà contro i civili non fu una triste invenzione della seconda Guerra Mondiale.

Ancora dritto nel suo metro e novanta, il vecchio marchese, con lo sguardo fisso al grigio del mare d’inverno, prese a raccontare l’episodio di cui, bambino, era stato testimone. ” All’inizio dell’estate, credo fosse il 1916, sulla spiaggia di Grottammare, mi trovavo con altri ragazzini sulla riva; Il sole era alto e forte e noi giocavamo, mentre madri e governanti, sedute all’ombra, parlavano fra loro. All’improvviso, sulla linea piatta dell’orizzonte, apparve una sagoma scura, una nave con torri binate; teneva una rotta parallela alla costa, avanzava lentamente verso sud ed era lontana almeno un paio di miglia. Tutti i presenti, donne e bambini, presero ad agitare le braccia ed a sventolare, in segno di saluto, i fazzoletti e qualche – viva la Regia Marina! – si alzò dalla piccola folla dei bagnanti; in realtà, la grande unità da guerra non apparteneva alla Regia Marina Italiana, ma all’Imperial Regia Flotta Austroungarica; solo un istante, poi un colpo secco, qualcosa di simile ad un tuono e la torretta del nostro villino prospiciente al mare si piegò su se stessa e scomparve alla vista. Un fuggi-fuggi generale, sedie rovesciate, sporte abbandonate ed una pattuglia di anziani militi della Guardia di Finanza, accorsi sul posto, ginocchia a terra, presero a far fuoco con il nostro storico novantuno, in direzione di quella corazzata da cui non partirono altri colpi” .

Nel ricordare questo episodio il marchese un po’ rise, e un po’ si commosse, per poi rabbuiarsi quando narrò che la medesima unità, la notte precedente, uscita dai sicuri porti della Dalmazia, era stata responsabile, probabilmente, del primo bombardamento su una popolazione civile. I proietti, infatti, sparati da quelle potenti bocche da fuoco, erano piombati su Ancona: circa duecento morti ed altrettanti feriti. In conclusione, se ci troviamo a passare sul Lungotevere delle Navi, con uno sguardo rapido all’edificio del Ministero della Marina, noteremmo, ai lati dell’ingresso principale, due grandi ancore: una apparteneva proprio a quella corazzata che distrusse, in un’assolata giornata estiva, la torretta del vecchio marchese.

Alessandro Publio Benini

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Mediterraneo: dall’unione alla disgregazione

….. Un “ex” – MARE NOSTRUM

Un fatto è fuori discussione: stiamo passivamente assistendo alla dissoluzione del Mediterraneo: si è dissolta quella costruzione sociale, politica ed umana che il tempo aveva edificato attorno al nostro mare.

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Jungla Capitale

Anche il giardinetto sottocasa, quei pochi metri quadri ricavati a stento tra un palazzo e l’altro, un tempo adibito a parco giochi dei bambini, appare un incolto territorio dove, tra quel che rimane di altalene e scivoli, spettrali resti arrugginiti, campeggia l’immancabile immondizia in un cumulo maleodorante alzato in giorni e settimane.

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Reddito di Cittadinanza
o “Micro Credito” a tasso/zero?

MICRO CREDITO: UNA SOLUZIONE

PER  AGEVOLARE UN’ATTIVITA’ O UN LAVORO SICURO

di Alessandro P.Benini

Per anni, quando il Movimento Cinque Stelle era ancora in fasce e le forze politiche presenti in Parlamento divise in due coalizioni si alternavano al governo, chi rimaneva all’opposizione criticava aspramente le misure adottate, più o meno ragionate, per risolvere, più o meno, le problematiche del momento.

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È sempre l’8 Settembre

Si continua, in Italia, a celebrare le sconfitte e così, per consuetudine, si è tornati a commemorare l’8 Settembre 1943, come l’inizio del riscatto nazionale.

In realtà questa data, tragicamente nota, segna non la morte della Patria, come da alcune parti si è voluto sostenere, certamente la dissoluzione dello Stato.

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L’Africa neoliberista, specchio d’Europa

L’Europa, così come l’abbiamo conosciuta, nei prossimi decenni, diverrà più simile all’Africa, mentre quest’ultima parlerà cinese?

E’ una delle molteplici possibilità che il futuro ci riserva: a queste conclusioni si è arrivati, fra le altre, dopo un ampia discussione con la Dottoressa Ilaria Bifarini, economista ed esperta di organizzazioni internazionali, autrice di un nuovo volume ” I coloni dell’ Austerity – Africa, neoliberismo e migrazioni di massa.” Un saggio socioeconomico che entra, con la determinazione della scienza, nelle cause reali di una migrazione epocale destinata, qualora non si giunga ad una auspicabile inversione di rotta, ad aumentare, con l’esponenziale crescita demografica dei Paesi africani.

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Il Denaro non governa

Il denaro governa se stesso, non certo il mondo: questo è, in sintesi, il concetto espresso dagli autori e dai relatori nel corso della presentazione, presso il Senato della Repubblica, del volume IL DENARO NON GOVERNA, di Andrea Tornielli e Pier Paolo Saleri (*)

IL DENARO NON GOVERNA
IL DENARO NON GOVERNA

Un compendio dell’analisi economica e politica di Papa Francesco, in un tempo di grandi difficoltà per tanta parte delle popolazioni del mondo. Gli interventi dell’On. Giancarlo Giorgetti e dell’On. Stefano Fassina, uno deputato della Lega, l’altro parlamentare di Liberi e Uguali, sono stati contrassegnati da un’identica visione dei discorsi del Pontefice e delle varie interviste che, Francesco, in modo estemporaneo, ha concesso durante i numerosi voli intercontinentali. È anzitutto la conferma, in toto, di quella dottrina sociale della Chiesa più volte richiamata nelle encicliche di Leone XIII e Pio XI, fino alle più recenti di Paolo VI, che, nelle circostanze dei nostri tempi, assumono particolare rilevanza.

La globalizzazione, figlia di un capitalismo senza confini, che si nutre di un potere del denaro sempre più opprimente, ha scavato profondi baratri fra ricchi sempre più ricchi e poveri sempre più poveri: insomma, consumismo e finanza prepotentemente lontani dall’essenza dell’umanità sono oggi un indiscutibile oltraggio alla dignità dell’uomo.

L’iniziativa dell’UCID del Lazio, dell’Associazione Federproprietà e con la collaborazione della Associazione ex Parlamentari Repubblica ed anche per merito del Sen. Riccardo Pedrizzi, che ha aperto il convegno, ha il significato profondo di ricordare come la dottrina sociale della Chiesa, abbia, nella rinnovata attenzione del Pontefice, la capacità di unificare le più diverse opinioni politiche nella difesa della giustizia, intesa come equità e rispetto dell’individuo.

Alessandro P. Benini


(*) Andrea Tornielli è un giornalista cattolico, già collaboratore con IL FOGLIO e LA STAMPA come vaticanista. È autore di numerose pubblicazioni, tra cui una circostanziata difesa di Pio XII. Pier Paolo Saleri è analista politico e coordinatore del Comitato Scientifico della Fondazione Europa Popolare, collabora con L’AVVENIRE. Insieme hanno lavorato alla stesura di questo libro, raccogliendo il pensiero sociale di Papa FRANCESCO, riguardante la politica, l’economia e l’ambiente. Il testo è stato pubblicato dalla Casa Editrice PIEMME che, attualmente, fa parte del Gruppo Mondadori.

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La “buona scuola”

Timidi insegnanti contro teppisti di classe 

Un venti percento della popolazione scolastica subisce, nella fascia tra gli undici ed i diciassette anni, secondo un’indagine ISTAT, episodi di bullismo: una significativa percentuale a comprova dell’involuzione negativa di tanti ragazzi, senza alcuna distinzione sociale. Un fenomeno trasversale, che, soltanto in occasione di fatti clamorosi, finisce sotto i riflettori della cronaca e rapidamente torna nel cassetto dei problemi dimenticati, fino al successivo episodio di sopraffazione.

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4 Marzo 2018: “La Vittoria dei Dimenticati”

NON DELUDIAMOLI!

di Alessandro P. Benini *

«Specchio, specchio delle mie brame, chi è la più bella del reame?», recitava con arroganza la regina Crimilde nella favola di Biancaneve. È più o meno, quello che accade di questi tempi post elettorali, dove , al posto della malvagia regina, i leaders politici si palleggiano l’onere e l’onore di formare un governo. Vedremo poi se al confronto del muro contro muro subentreranno le alchimie della spartizione o il salto nel buio di una nuova tornata elettorale. Quello, invece, che, ad un semplice sguardo, salta agli occhi è l’attuale composizione geografica del voto del 4 marzo: se mettiamo a confronto le due cartine dello stivale, così come risultano con i confini ben delineati dalla volontà popolare, si evidenzia ancora una volta la marcata differenziazione tra Nord e Sud.

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Non più Dio, ma l’uomo

La “SECOLARIZZAZIONE” della CHIESA

Dio è Amore…. un concetto ancora ripetuto nella Chiesa, pur in questi tempi di dialogo e di confronto. Ma fino a quando verrà sostenuta l’Infinita Misericordia del Signore in questa chiesa in cammino, senza conoscere la meta ultima, e dove si è preferito scegliere una strada lontana dalla tradizione, e dove si è voluto, con ogni mezzo, offuscare l’autorevolezza di un sicuro riferimento nel timore di apparire, in qualche modo, fautori di un fondamentalismo opposto all’attuale, capillare secolarizzazione della società moderna, dove lo spazio di Dio appare sempre più esiguo.

aldo maria valli, Chiesa Cattolica, DIO, uomo

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Una “Polizza Vita” per Umberto I°

UNO SCONOSCIUTO BUSINESS “FINANZIARIO ASSICURATIVO” di CASA SAVOIA

Un tesoretto poi non proprio “etto”, visto che l’ammontare sfiorava la bella somma di qualche milione di sterline oro, era il frutto della polizza vita sottoscritta da Umberto I° e lasciato per decenni dall’erede Vittorio Emanuele III° in custodia alla londinese Hambro Bank.

"Storia in Rete", Alleati, antonio Parisi, polizza, prudentiual., Umberto I, vittorio emanuele iii

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Boldrini docet: “Integrazione forzata per gli Italiani”

IN  ITALIA …

La DENATALIZZAZIONE degli “AUTOCTONI”  imposta dalla democrazia e dal globalismo

Mentre volano le ultime, poco credibili promesse che hanno contraddistinto tutto lo scontro preelettorale, un fatto rimane al centro del dibattito: senza alcuna proposta concreta ed attuabile, un sola formazione “populista” sembra avviarsi ad una grande vittoria, l’astensione.     Si è parlato tanto e di tutto fuorché della realtà: abbiamo ascoltato gli inutili discorsi del potere, un potere in sella da tempo e sempre più avulso dalle vere necessità popolari; non è con la sfilza di piccole mance buttate lì a pioggia battente che si tranquillizzano gli animi quando appare ormai chiaro il temibile sfilacciamento della società italiana, a cominciare dalla quasi scomparsa natalità (nel 2017 il saldo nascite/decessi è negativo di 200.000 unità) e l’età media della popolazione supera i 45 anni, con una percentuale di bambini( 0-14 anni) di appena il 12%.

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Bitcoin in altalena – Investitori in pena

C’è dell’altro nel grande calderone del mercato monetario, ed è un qualcosa, che, al confronto, derivati, obbligazioni strutturate e subordinate, note per aver messo in pericolo e peggio ancora, i portafogli di banche e finanziarie, per non parlare di quella moltitudine di risparmiatori un tempo definite “parco buoi”, ed è una bomba ad orologeria piazzata nel bel mezzo di un mercato dove l’incertezza domina sovrana: la valuta virtuale, più nota tra gli addetti ai lavori come Bitcoin.

Quando sia nata, questa moneta che vola nell’etere, non è molto chiaro; l’inventore, secondo alcune fonti asiatiche, sarebbe stato Satoshi Nakamoto, un giapponese estraneo ai grandi mercati borsistici che nel 2008 ha lanciato l’idea di una criptovaluta capace, senza spostamenti di capitali reali, di polarizzare l’attenzione degli investitori. All’inizio dell’anno, un Bitcoin, nell’Impero del Sol Levante, valeva duemilionitrecentomila yen, pari a circa ventimila euro, che, nel giro di due settimane, ha subito un dimagrimento del 50%.

Insomma, se è vero che una valuta digitale non è poi così concreta, è altresì vero che la sua eterea sostanza è estremamente volatile. A determinare la pesante erosione sono state le misure decise da Cina e Corea del Sud, tendenti a regolarizzare in modo restrittivo il mercato delle criptovalute finora fiorente nelle Borse del Sud Est asiatico e non solo.

Ma la temerarietà degli investitori ha varcato i confini, facendo affluire una massiccia domanda di criptovalute sui mercati nipponici, con la conseguenza di un rafforzamento dello yen sulla valuta cinese. A sostenere, dopo il tracollo di gennaio, indirettamente la speculazione sul virtuale circolante, l’immissione nel sistema di forte liquidità da parte dell’Istituto di emissione giapponese, allo scopo precipuo di alimentare, in primis, il comparto immobiliare, poi, finito in secondo piano a fronte della preponderante speculazione sulle valute virtuali.

Un mercato, questo, che, pur nell’attuale volatilità, ha creato, in Estremo Oriente ed ora anche negli Stati Uniti, una nuova, brillante categoria di milionari. Tra questa immaginifica valuta, rappresentata con diversi appellativi – ripple, ether, e nem – tanto per citarne alcuni, si muovono i grandi gruppi finanziari con l’apporto discutibile dei piccoli risparmiatori, il tutto in assoluta libertà.

Eppure, il rischio globale è sempre più evidente, se il postulato liberista prevede la più grande indipendenza dei mercati, non si può comunque lasciare i risparmiatori, più scommettitori che investitori, al loro incauto destino: qui le regole occorrono e sono urgenti. Per quanto ci riguarda il nostro Ministero dell’Economia e Finanze sta approntando un decreto normativo teso al controllo del nuovo fenomeno finanziario, che, da quanto è dato sapere, è più formale che sostanziale: si tratterebbe, in breve, d’istituire un registro anagrafico delle persone fisiche e giuridiche, che, pena una serie di sanzioni, dovrebbero, in qualità di prestatori di servizi inerenti l’utilizzo di valuta virtuale, comunicare al Ministero, non oltre la data dell’entrata in vigore del decreto, la loro attività.

Alla luce di quanto negli ultimi dieci anni è accaduto nei mercati mobiliari, questa normativa appare, sempre se entrerà in vigore, poco attenta alla sorte di coloro che sceglieranno l’irrealtà di una valuta inesistente.

Alessandro P. Benini

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Le elezioni di marzo ed il problema degli immigrati

                                                                       Basta buonismi e falsità

                                     Vogliamo  casa nostra!

_______________di ALESSANDRO PUBLIO BENINI *

Con le elezioni finalmente alle porte e con l’anno nuovo appena iniziato, è giunto il tempo dei programmi e dei propositi, ed, anche, il momento delle considerazioni sullo sfascio italiano, non visibile solo da chi non vuole vedere.  Si canta vittoria per quei pochi decimali in positivo registrati dall’ISTAT, ma, a ben guardare, soffermandosi su quanto rileviamo attorno a noi, questi infinitesimali progressi ci spingono, per quanto riguarda le ultime statistiche, a riconsiderare il famoso pollo di Trilussa, consumato a metà tra due persone o, in modo più veritiero, una digiuna e l’altra fa la parte del leone.

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A Macerata sibilano proiettili / 1

Intervento N.1 / a cura della Redazione della CONSUL PRESS

Chi difende i cittadini?

Molti campanelli d’allarme avevano, negli ultimi tempi, suonato invano: aggressioni in periferia ad extracomunitari, roghi d’incerta natura, interi quartieri all’assalto di centri per rifugiati, mentre, quotidianamente, ad opera di immigrati illegali e no, si moltiplicavano una serie di fatti criminosi sulla pelle dei cittadini italiani, dalla Sicilia alla Lombardia. Oggi, invece del trillo di un allarme sono risuonati, nel pieno centro di Macerata, numerosi colpi d’arma da fuoco, che, come obbiettivo avevano persone di varia nazionalità, tutti accolti nella tranquilla città marchigiana.

Numerosi feriti, alcuni seriamente, è il bilancio della sparatoria, un bilancio provvisorio dal momento che qualcuno tra le vittime ha scelto di fuggire evitando una possibile identificazione. In poche parole, nell’ultima settimana, Macerata, da sempre lontana dalla violenza, ha dovuto assistere ad un orrendo femminicidio con smembramento del corpo di una povera, indifesa ragazza, ed, a distanza di poche ore, ad una sparatoria che avrebbe potuto, oltre ai previsti bersagli, riempire di piombo ignari passanti.

L’assassinio di Pamela, come già è stato definito, è un “Omicidio di Stato”: il presunto responsabile è un giovane nigeriano, con precedenti per spaccio e senza permesso di soggiorno, che, alla faccia della giustizia, ha vissuto tranquillamente, si fa per dire, nella città marchigiana, e, com’è ovvio, ci chiediamo come mai, in un centro di cinquantamila abitanti, dove gli stranieri non passano certo inosservati, un giovane pregiudicato abbia potuto soggiornare senza la benché minima attenzione delle Istituzioni.

Nel nostro Paese entra di tutto e succede di tutto nell’assoluta indifferenza di chi deve proteggere la gente, sola e disarmata davanti all’arroganza ed alla violenza. Di questo passo escono dall’anonimato soltanto i “giustizieri”.

Alessandro P. Benini

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