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Autore: Alessandro P. Benini

Esperto di Finanza e di Storia dell'Economia.

Il Mercato degli “orsi in libertà”

Una pessima annata, per tutto e per tutti: lo dimostrano i tragici avvenimenti di questi otto mesi, ed, anche se di ben altra natura, il permanere dell’ “Orso” nei mercati di tutto il mondo.

L’alternanza dei listini in negativo, nonché i frequenti balzi in salita, con punte di rialzo mai toccate a memoria degli operatori, seguiti poi, nelle successive sedute, da abissali capitomboli hanno messo all’angolo investitori istituzionali e risparmiatori che, annusata l’aria, hanno ripiegato – dopo aver lasciato sul campo parte dei loro piccoli o grandi patrimoni – nei conti di deposito.

Le notizie che giungono, per la verità, non sono proprio incoraggianti a cominciare da certe tesi jens_2324706b esposte dal Presidente della Bundesbank Jens  Weidmann,  visto la sua decisa  opposizione alla linea seguita  dalla BCE  circa l’acquisto di titoli di stato di Paesi con un  alto debito  pubblico e con scarsa solidità; insomma, un  concetto  poco  favorevole al nostro Paese. Per non parlare di  quel misterioso  “Bail inn”, un postulato molto caro ai  burocrati di Bruxelles e,  per quanto ci riguarda,  molto  ansiogeno: in sostanza, per  quegli istituti di  credito che  dovessero trovarsi in difficoltà l’  eventuale salvataggio dovrebbe concretizzarsi, escludendo categoricamente l’aiuto di Stato, nell’intervento degli azionisti e degli obbligazionisti titolari di valori subordinati e, perchè no, anche dei correntisti con giacenze superiori a centomila euro. Se questo modus operandi dovesse essere messo in atto qualora una banca scendesse nella china del default, tutte le nostre certezze sulla solvibilità del credito andrebbero in fumo.

Vogliamo trattare di interessi? No, forse è più salutare rimandare questo appuntamento ad altro momento; cerchiamo, se possibile, di essere sereni almeno nel periodo ferragostano, visto che è quasi tradizione, trascorse le ferie estive, attendersi le batoste. Non bastano quelle già ricevute. Scrivete, chiedete spiegazioni, quelle possibili, infatti non possediamo la famosa sfera di cristallo. Tanti auguri.

Alessandro P. Benini 

Questo articolo, a firma di Alessandro Benini, è già apparso venerdì 19 agosto su  “TUTTO Settimanale”, diretto da Francesco De Angelis, editato da Periodici Italiani e realizzato dalla Cooperativa Italicae_Books. Gli interventi di Alessandro Benini che – come dirigente di un importante Istituto Bancario – ha accumulato una notevole esperienza anche nel settore del risparmio e degli investimenti, avranno una periodicità settimanale. Inizia così una collaborazione tra l’ Associazione Pantheon  – editrice della Consul Press – e la Soc. Periodici Italiani – editrice di Tutto Settimanale  ….. Ad Maiora !

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Una “Eredità Ideale”

IL CORRIERE DEL MEZZOGIORNO, EDIZIONE LOCALE de “IL CORRIERE DELLA SERA” per la Provincia di Lecce, PLAUDE AL NEO SINDACO DI NARDO’

PIPPI MELLONE, GIOVANE AVVOCATO – classe 1984 – SINDACO DI NARDO’

L’eredità, parliamo di quella ideale e non di quella soggetta all’imposta di successione, qualche volta è molto più preziosa di tanti beni materiali. E’ il caso di un Sindaco, proprio in questi tempi di grande abbandono delle “ pubbliche virtù’”, che , eletto in una lista civica, guida la Giunta Comunale di Nardò. Un primo cittadino, giovane ed attivo, che non ha abbandonato quelle linee guida che lo scomparso MSI, ha lasciato in eredità a tanti tra coloro che in quel Partito, messo ai margini, osteggiato in ogni modo, è pur stato, proprio in quel tempo di estremismo a senso unico, non un movimento di nostalgici, ma un cantiere di veraCALE  democrazia repubblicana, di onestà, di rispetto della dignità dell’uomo, di solidarietà sociale. Il Sindaco di Nardò, che giovanissimo, da quel Movimento è nato, ne rappresenta oggi tutta la sua forza ideale________________ A.P.B.

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L’Europa di Bruxelles

L’oblio di Marcinelle

Oggi, 8 Agosto, è la giornata dedicata al “Sacrificio del Lavoro Italiano nel Mondo”. Questo riconoscimento fu voluto da Mirko Tremaglia, l’indimenticabile primo ed unico Ministro per gli Italiani nel Mondo proprio nel ricordo di quel giorno in cui si consumò la tragedia di Marcinelle, la miniera belga in cui perirono centotrentasei nostri connazionali.

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…. Guerre & Religioni

UNA GUERRA DI RELIGIONE ?  …. NON ESISTE

Numerose sono state le guerre di religione e quante rovine hanno causato all’umanità: queste cruente lotte, questi scontri che per secoli hanno funestato il mondo, in realtà, di religioso hanno ben poco, al massimo il fanatismo dell’ignoranza che ha spinto milioni di persone ad agire nella convinzione di essere nel giusto.

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La “Dignità” oltre il “Mercato”

…. LA “PATRIA GRANDE” 

Un biennio di slittamento al basso del prezzo del petrolio, il Venezuela galleggia su uno dei più grandi giacimenti del continente, ha determinato una perdita di proporzioni ingenti nelle entrate finanziarie del paese, contraendo di conseguenza, l’ammontare delle importazioni, comprese quelle di primaria necessità, come i prodotti alimentari per i quali il Venezuela è fortemente dipendente dall’estero. Con la moneta sotto il fuoco dell’inflazione, il Bolivar con una erosione del sessantadue e venti percento e con un tasso di cambio al mercato nero di circa 7 Bolivares per dollaro USA, il grande Paese latinoamericano fatica, in un quadro generale di depressione globalizzata, ad imboccare nuovamente la via maestra della normalizzazione economica.

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Libia: una riserva di sicurezza per tutta l’Europa

Riflessioni a margine del Convegno dell’Istituto Affari Internazionali

Ancora una volta, qualora ce ne fosse il bisogno, dobbiamo rilevare come la capacità d’analisi geopolitica dell’Istituto Affari Internazionali abbia centrato l’obbiettivo: la dimensione internazionale di quanto è accaduto e di quanto accade in Libia.

Innegabile la ripercussione ad onde concentriche delle crisi nordafricane, prima fra tutte quella libica, che colpisce nell’immediato l’Europa ed in particolare l’Italia ed è foriera, nel futuro di tutti i paesi del Mediterraneo e non solo, di sviluppi di grande impatto negativo, qualora non si riesca a raggiungere la necessaria stabilizzazione di quell’area.

Presso la Residenza di Ripetta, per l’iniziativa dell’I.A.I., martedì 14 giugno si è svolto il convegno “crisi Libia, una mappa per uscirne”, nel corso del quale, con l’intervento preciso e dettagliato del Ministro degli Affari Esteri, Paolo Gentiloni, si è messo a fuoco quell’insieme di contrasti interni che, a tutt’oggi, hanno in grande parte , impedito la normalizzazione del Paese. Il Governo Serraj, salvo alcuni progressi, meglio piccoli passi verso l’affermazione di una propria autorità non ha ottenuto quel consenso sperato quando nel Dicembre 2015, si giunse agli accordi di Skhirat, in cui, la diplomazia italiana si fece parte dirigente nella complessa mediazione.

Ma a rendere la partita ancor più ostica di quanto si fosse presentata sono le diverse posizioni degli attori esterni: oltre all’appoggio a quella o quell’altra delle fazioni libiche di alcuni Stati della regione, non manca il contrasto fra le potenze esterne al Nordafrica; Europa Stati Uniti e Russia, sebbene abbiano fornito l’appoggio necessario alla soluzione ONU per l’insediamento del Governo Serraj. Ciascuna delle parti, a giudicare dalla lentezza con la quale si procede al superamento delle controversie, mira alla più favorevole, per loro, sistemazione, rendendo il teatro politico e militare quantomai frammentato.

Effettivamente un governo come quello di Serraj, monco di sovranità in quanto legittimato dalle decisioni delle Nazioni Unite, senza un animus riscontrabile all’interno della Libia. Lo stesso Trattato Italo-Libico di amicizia e cooperazione stipulato nell’ormai lontano 2008, sembra non trovare più sostegno utile per la sua permanenza in vigore. Dobbiamo, dunque, come Italia, procedere ad una verifica su tutti gli accordi diplomatico-commerciali sottoscritti bilateralmente nel tempo ? Pensiamo sia necessario senza omettere la priorità della salvaguardia del Paese nordafricano.

Nell’attuale “ balance of power”, la Libia corre il pericolo della divisione: forze esterne, alcune europee, mirano alla frammentazione che potrebbe concretizzarsi nella costituzione di tre stati indipendenti, corrispondenti alle regioni della Tripolitania, della Cirenaica e del Fezzan favorendo alternativamente, gli interessi di potenze esterne in particolare nel campo economico-commerciale.

Questo porterebbe ad una insanabile contrapposizione ed ad una impossibile concertazione diplomatica, dando campo libero allo scontro delle molteplici radicate e potenti tribù locali. Attenzione, la Libia, nel momento più difficile per questa Europa in bilico per direttive germanico centriche e pressioni separatistiche, è un caposaldo di sicurezza, una irrinunciabile fonte di mantenimento dell’economia continentale, visto come la storia europea non transita più dal Nord, ma dal Sud verso il Nord, ponendo il bacino mediterraneo al centro di ogni problematica, dal terrorismo all’emigrazione, dall’alternativa bellica alla pace.

Alessandro P. Benini

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Il VENEZUELA a VENEZIA – XV° Biennale dell’Architettura

La XV^ BIENNALE dell’ ARCHITETTURA di VENEZIA, inaugurata il 27 maggio dal Ministro per i Beni e Attività Culturali DARIO FRANCESCHINI ha, e forse per la prima volta, l’importante merito di testimoniare come il progetto architettonico può essere punto di partenza per il miglioramento delle condizioni umane laddove, per un insieme di circostanze negative, una società basata sul profitto ad ogni costo ha ridotto la vita di molti ad una mera sopravvivenza.

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STATO SOCIALE, oltre la “Dittatura”

Si deve attribuire un merito ulteriore all’ ORDINE dell’AQUILA ROMANA, che in un recente incontro a Palazzo Ferraioli ha presentato il libro, “Fascismo: stato sociale o dittatura ?”, opera di Donna Martina MUSSOLINI, prematuramente scomparsa, Andrea PIAZZESI ed Edoardo FANTINI. Un volume frutto di ricerca e studio di grande rilevanza: il Fascismo fu davvero, come la pseudostoria lo descrive, sopraffazione, autoritarismo, e sfruttamento del lavoro, o fu artefice della prima grande rivoluzione sociale avvenuta in Italia nella sua millenaria storia?

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ESISTE UN FUTURO PER L’UNIONE EUROPEA ?

Se l’Italia, in questi tempi decisivi per le sorti dell’Europa, risulta isolata dal contesto decisionale di Bruxelles, anche la superburocratica Unione appare avviata ad una rapida dissoluzione. L’argomento, nei tanti e complessi aspetti, è stato dibattuto nel corso del Convegno “Quale futuro per l’Europa ?” tenutosi l’otto aprile scorso alla Camera dei Deputati per il CESI (Centro Nazionale di Studi politici e Iniziative Culturali) in collaborazione con l’Istituto Affari Internazionali e la Rivista di Studi Politici Internazionali.

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Il “Mare degli Altri”

Extracomunitari a bordo – italiani a terra  – Un appello per la marineria

Essere italiani e vivere in questa nostra penisola mediterranea, con attitudini ed interessi assai distanti da quelli del Nord Europa, interessi notoriamente germanocentrici, significa vivere e lavorare per tanta parte della nostra popolazione sul mare e per il mare.

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Arrivederci AFRICA !

ARRIVEDERCI  AFRICA ! – L’Economia vince il fanatismo

Al tempo della globalizzazione, una sorta di cooperativa mondiale, oggi multinazionale delle disgrazie, quando lutti e rovine non solo materiali si abbattono quasi per imitazione in ogni luogo e la progressione del PIL ristagna in un ancora ricco occidente, c’è un posto, un continente che oltre alla consueta routine, gode di un PIL in costante e forte aumento: l’Africa.

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L’OCCIDENTE INVASO DAL SUD DEL MONDO ?

La grande questione delle migrazioni: quale politica per l’Italia?”

Un tema di scottante attualità promosso dalla Rivista di Studi Politici Internazionali e dal Centro Studi Nuova Europa, ampiamente dibattuto presso l’aula dei Gruppi Parlamentari il 25 u.s..

Un fenomeno, quello delle grandi migrazioni, certamente non nuovo ma, che nel nostro tempo ha assunto dimensioni e caratteristiche complesse: fuga di massa dalla guerra, che, nel caso di questi ultimi anni, è, checchè se ne dica, guerra di religione e guerra di sopravvivenza economica.

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Concerto per l’amicizia

CONCLUSA LA FESTA DELLA  “AMICIZIA ITALO – BOLIVARIANA” 

Se esiste un luogo più adeguato per chiudere la festa dell’amicizia italo-venezuelana, questo luogo è stato individuato e scelto dai funzionari dell’Ambasciata della Repubblica Bolivariana del Venezuela: il Teatro di Villa Torlonia, un gioiello del tutto sconosciuto ai più.  

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Italia – Venezuela: Amicizia & Cultura

GIORNATA DELL’AMICIZIA FRA VENEZUELA E ITALIA

                        IL  SOGNO ROMANO DEL LIBERTADOR

All’Istituto Italo Latino Americano S.E. L’Ambasciatore della Repubblica Bolivariana del Venezuela Julian Isaias Rodriguez Diaz ha aperto, con un intervento di grande interesse storico ed umano la “ La Giornata dell’Amicizia italo- venezuelana”. Simon Bolivar, l’uomo dell’indipendenza e della libertà del continente sud americano, come ben ricordato dall’Ambasciatore, ha meditato e costruito il suo viaggio morale, poi sfociato, realmente, nella conquista delle libertà nazionali proprio qui, a Roma, quando, nel periodo napoleonico, a Montesacro, luogo dove, nell’antichità, si era riunita la plebe dell’Urbe in quello che potremmo definire il primo sciopero della storia.

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La Germania apre le porte

La Cancelliera tra bontà ed astuzia

Se le decisioni improvvise e per la verità quantomai tempestive di ANGELA MERKEL  hanno dato una scossa alla moribonda Europa, hanno però avuto il risultato di consolidare ancora una volta il ruolo guida della Germania. Il filo spinato dell’ungherese ORBAN la lunga diatriba sul numero dei profughi da dividere in quote, la grettezza e la fragilità europee, sono apparentemente scomparse, ma, sciogliendosi come neve al sole, hanno confermato l’astuzia della Cancelliera, che ha mostrato alla mediocre comunità politica una supremazia, non tanto basata sulla visione umanitaria tirata fuori in extremis,  ma sulla capacità di sfruttare la crisi provocata  dell’emigrazione a favore degli interessi tedeschi.

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I “Quattro Soldi” & i “Trenta Denari”

I  “QUATTRO SOLDI” del MONSIGNORE

Certo, è pur vero che gridare al pericolo, all’invasione incontrollata senza indicare soluzioni realistiche al problema dell’immigrazione, può determinare insicurezza e panico nella popolazione, già sottoposta a tutti i taglieggiamenti fiscali e già drammaticamente piegata dalla crisi, ma è ancor più vero che la Chiesa, per bocca di Monsignor Galantino, oltre che definire “piazzisti da quattro soldi” quei politici che invocano una linea più decisa di contenimento dell’immigrazione clandestina rimane, nei fatti, alla finestra.

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